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Guerra in Libia 2011 - Odissea all'alba

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Ras Lanuf in mano ai ribelli

27 mar

Aiutati dai raid aerei internazionali, i ribelli libici hanno riconquistato ieri Ajdabiya e Brega. Sull'altro lato del golfo le forze del colonnello Muammar Gheddafi hanno continuato acannoneggiare l'enclave ribelle di Misurata, per fermarsi solo quando in cielo sono comparsi gli aerei della coalizione, che innottata hanno attaccato i fedeli al Raìs anche lungo la stradache collega Ajdabiya e Sirte. Intanto a Bruxelles la Nato mettea punto piani e regole di ingaggio per il passaggio del comando della missione all'Alleanza: oggi è in programma una riunione che dovrebbe mettere il timbro politico sulla decisione per il passaggio di consegne, domani, tra la coalizione dei volenterosi ed il comando Nato. Il presidente Barack Obama rassicura gli americani annunciando che la coalizione sta vincendo e ha sventato una "catastrofe umanitaria" e "un bagno di sangue".

 

NATO, ultimi preparativi

27 mar

Il comitato militare della Nato ha raggiunto un accordo sul comando di tutte le operazioni militari in Libia. Lo riferiscono fonti dell'Alleanza. I piani passano ora sul tavolo della componente politica dell'Alleanza: il Consiglio Atlantico si riunisce a Bruxelles nel pomeriggio. Il processo di decisione dovrebbe essere ultimato entro stasera.

 

Fonte:ANSA

Edited by wingrove

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Libia: la NATO prende in mano l'intera operazione. Continuano le missioni di F-16 e Tornado italiani.

27 marzo

«La NATO applicherà tutti gli aspetti della risoluzione ONU. Nulla di più, nulla di meno.» È questo l’annuncio ufficiale dato nel tardo pomeriggio dal segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen per segnalare il superamento del disordine operativo che ha caratterizzato la prima settimana dell’operazione Odyssey Dawn. «Abbiamo dato istruzioni al massimo comandante operativo della NATO affinché dia immediata esecuzione a questa operazione.

«I Paesi alleati nella NATO hanno deciso di assumersi l’intera operazione militare in Libia in base alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite», ha detto Rasmussen, allo scopo di «proteggere civili e zone abitate da civili dalla minaccia di attacchi dal regime di Gheddafi.»

In attesa degli sviluppi del passaggio dell’intera attività sotto l’egida NATO, oggi lo Stato Maggiore Difesa ha riepilogato l’attività diretta per Odyssey Dawn - che secondo molti osservatori potrebbe cambiare nome - nel corso del fine settimana. Sabato 26 marzo l’Aeronautica Militare ha effettuato due missioni con due coppie di caccia F-16 del 37° Stormo, decollati da Trapani tra le 15.30 e le 17, e altre due con due coppie di Tornado ECR del 50° Stormo. Questi sono decollati tra le 16.30 e le 17, facendo rifornimento da una cisterna volante alleata per la prima volta in questo ciclo per rientrare quindi a Trapani intorno alle 21.

Per la serata di oggi erano previste altre missioni, per le quali il comunicato emesso alle 18.30 non forniva ovviamente i dettagli.

Continua - aggiunge SMD - la collaborazione della Marina Militare sotto comando nazionale per il controllo e la difesa dello spazio aereo italiano, mentre altre navi partecipano all’operazione Unified Protector sotto comando NATO. Nel canale di Sicilia resta il pattugliatore di squadra Borsini, in missione di vigilanza pesca e controllo dei flussi migratori.

Nave San Marco ha terminato alle 14 lo sbarco a Taranto di 547 extracomunitari, destinati al campo di accoglienza allestito in fretta e furia sull’aeroporto di Manduria. La nave è poi ripartita per Augusta per un "ricondizionamento tecnico".

Fonte: Dedalonews

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Libia: Stato Maggiore Difesa, da Italia altri 8 velivoli a disposizione Nato

Roma, 28 mar. - (Adnkronos) - "Ieri l'Italia ha trasferito alla Nato il controllo operativo di 4 velivoli a decollo verticale della Marina Militare AV8 Bravo plus (rischierati a bordo di Nave Garibaldi) e di 4 caccia dell'Aeronautica Militare Eurofighter per concorrere alle operazioni connesse con l'implementazione della 'no fly zone'nell'ambito dell'Operazione 'Unified Protector'". Lo riferisce lo Stato Maggiore della Difesa, in una nota

 

Fonte: ADN Kronos

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Gli USA stanno utilizzando in Libia anche A-10 Thunderbolt II e AC-130 Spectre

Durante il fine settimana, gli Stati Uniti hanno intensificato i loro attacchi contro le forze terrestri libiche, lanciando le prime missioni con gli AC-130 e gli A-10, aerei a forte potenziale di distruzione. Lo scrive oggi con ampio rilievo il Washington Post, secondo cui la decisione presa dagli Stati Uniti "conferma che le forze armate alleate sono sempre più coinvolte in lotte caotiche in Libia", ben più impegnative rispetto al semplice stabilimento di una no-fly zone, come richiesto dlla risoluzione dell'Onu 1973.

Fonte: Repubblica.it

 

U.S. Adds "Warthogs" and "Spectres" to Libyan Ops

 

Gli aerei americani hanno poco a che fare con la «no fly zone»

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Arrivati a Decimomannu aerei Emirati

 

29 Marzo 2011 - 7:05 am

 

Sulla base di Decimomannu sono arrivati i sei F-16 ed i sei Mirage 2000 dell’United Arab Emirates Air Force che dovranno partecipare alle operazioni per la no fly zone in Libia. Nel pomeriggio erano stati preceduti a Cagliari da un Airbus A330 per il supporto logistico.

(Dedalonews)

 

 

 

Svezia, 8 Gripen, un tanker Hercules C-130 e un aereo da ricognizione per missione libica

19:03 - martedì 29 marzo 2011

 

Stoccolma, Svezia - Ma non saranno autorizzati ad effettuare raid terrestri

 

 

(WAPA) - Continua l'operazione "Odyssey Dawn" in Libia, volta a far rispettare la no-fly zone, in applicazione alla risoluzione 1973 dell'Onu.

 

Dopo la richiesta formale mossale dall'Organizzazione delle nazioni unite e della Nato, anche il governo svedese, al termine di una riunione straordinaria, ha stabilito di prendere parte alla missione libica.

 

Lo ha annunciato il primo ministro Fredrik Reinfeldt, che ha specificato che Stoccolma contribuirà alle operazioni con l'invio di otto aerei Gripen della Saab, un non meglio specificato aereo da ricognizione e un'aerocisterna Hercules C-130.

 

La funzione degli aerei svedesi, comunque, si limiterà a una stretta aderenza della Risoluzione Onu: come ha spiegato il premier, essi infatti "Non sono autorizzati a effettuare raid terrestri".

(Avionews)

Edited by matteo16

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Mine antiuomo ad Ajdabiya

 

Le forze di Gheddafi hanno disseminato mine anti-uomo e anti-veicolo nei dintorni di Ajdabiya. La denuncia - che conferma voci diffuse da giorni - è arrivata da Human rights watch - organizzazione non governativa che si occupa della difesa dei diritti umani - secondo cui due dozzine di mine anti-veicolo e circa tre dozzine di mine anti-uomo sono state trovate nella periferia orientale della città, dove vivono circa 100.000 persone, in mano alle forze governative dal 17 al 27 marzo.

(Repubblica.it)

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Napolitano a NY, "Non capisco intenzioni Merkel"

 

NEW YORK 30 mar

"Non capisco la posizione della cancelliera Angela Merkel. Non so quanto la sua decisione di non far partecipare la Germania all'intervento militare in Libia sia stata influenzata dalle imminenti elezioni", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nell'intervista pubblica alla New York University, in occasione del conferimento di una medaglia d'onore alla sua persona. "Scelte come queste - ha aggiunto - non dovrebbero essere influenzate dal fatto che si deve votare nel proprio paese. I leader politici non dovrebbero inseguire i sondaggi, ma guidare i cittadini. Chi per paura di perdere le elezioni rinuncia a scelte come questa, non si rivela un vero leader".

 

Ribelli; persa Brega e Ras Lanuf

30 mar

TRIPOLI - Non si ferma la controffensiva delle forze proGheddafi. Fonti vicine ai ribelli ad Ajdabiya riferiscono che le forze di Muammar Gheddafi hanno ripreso la citta' di Brega, nell'est della Libia. La notizia arriva dopo che l'artiglieria delle forze pro-Gheddafi ha dato il via ad un attacco contro Misurata con razzi e cannoni dei carri armati. Gli insorti affermano invece di aver riconquistato il sito petrolifero di Ras Lanuf. Il governo libico ha annunciato che farà causa a qualsiasi azienda internazionale che concluderà affari con i ribelli nel settore dell'energia. Dura la posizione del presidente cinese Hu che al presidente Sarkozy, in visita in Cina, ha detto 'se le azioni militari colpiscono popolazioni innocenti e provocano gravi crisi umanitarie, allora violano il mandato originale del Consiglio di sicurezza dell' Onu.

 

Video report

 

Espulsi dagli UK cinque diplomatici libici

30 mar

GB ESPELLE CINQUE DIPLOMATICI LIBICI - La Gran Bretagna ha espulso cinque diplomatici libici dal Regno Unito. Lo ha reso noto il ministro degli esteri William Hague alla Camera dei Comuni. Hague ha detto che ieri una missione diplomatica britannica si è recata a Bengasi: era guidata da Christopher Prentice, l'ambasciatore a Roma. Tra i diplomatici esplusi c'é l'addetto militare. I cinque - ha detto Hague - potevano porre "un pericolo per la nostra sicurezza".

 

Fonte: ANSA

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NYT: Agenti CIA e MI6 in Libia

(La Repubblica)

In Libia operano da diverse settimane agenti della Cia e del servizio britannico MI6 che tengono i contatti con i ribelli e raccolgono informazioni sulle forze di Gheddafi. Lo scrive il sito del New York Times, dopo che Abc News aveva dato notizia che Obama ha emesso un ordine presidenziale che autorizza operazioni segrete dell'intelligence Usa nel Paese nordafricano "a sostegno" delle operazioni in corso

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Gheddafi al contrattacco. Forze italiane sotto comando NATO.

 

31 Marzo 2011 - 9:43 am

 

Sempre più incerta la situazione in Libia, dove sul terreno lo spontaneismo delle forze ribelli fatica a contenere i contrattacchi organizzati dell’esercito regolare di Gheddafi senza l’appoggio aereo diretto dei paesi occidentali. Una situazione ingarbugliata, la cui evoluzione è sempre più incerta. La presenza in Mediterraneo di una nave da appoggio anfibio britannico fa sembrare concreta la possibilità di uno sbarco, mentre gli Stati Uniti sembra preferiscano affidarsi a consiglieri militari per guidare gli insorti senza un coinvolgimento diretto.

In questo quadro confuso, il riassunto delle operazioni diffuso dallo Stato Maggiore Difesa nella serata di ieri - oltre quattro ore dopo la loro conclusione e dopo i TG della sera - parla di due missioni condotte da due coppie di AV-8B, due missioni di una coppia di Eurofighter e ben tre missioni di una coppia di Tornado ECR. Si tratterebbe in tutto di 18 "sortite", al netto di altre quattro per il rifornimento in volo dei Tornado. Tutte le missioni si sono concluse entro le 17.

Nella giornata si è anche completato il passaggio sotto controllo NATO di tutti i mezzi aerei italiani della precedente operazione Odyssey Dawn della "Coalizione dei volenterosi" alla "Unified Protector". Oltre ai sette aeroporti ampiamente utilizzati dagli aerei dei vari paesi, si tratta di mezzi numericamente modesti: quattro Eurofighter del 4° Stormo, quattro Tornado ECR del 50° Stormo e altrettanti AV-8B del Grupaer della Marina. La Marina continua a schierare per il blocco navale le navi "Garibaldi", "Libeccio", "Comandante Bettica" ed "Etna". Non sono conteggiati nelle scarne notizie ufficiali i mezzi impiegati in ruoli ausiliari - dal rifornimento al trasporto al soccorso - le cui quantità si intuiscono essere non marginali. La Marina, ad esempio, continua a impiegare la nave "San Marco" per la cosiddetta emergenza immigrazione e l’Esercito ha inviato a Lampedusa un totale di 160 uomini.

(Dedalonews)

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La Nato chiede più risorse

Forse anche i Tornado italianiIl comando militare supremo dell'Alleanza ha chiesto a tutti i Paesi membri maggiore partecipazione per fermare l'avanzata della truppe di Gheddafi verso la Cirenaica e Bengasi. Anche i nostri aerei potrebbero entrare in azione. Ma nel governo ci sono pareri diversi, e molte incertezzedi

Repubblica.it

ROMA - "Gli Stati Uniti hanno ritirato dalle operazioni in Libia quasi 100 aerei: qualcuno dovrà sostituirli, altrimenti questa guerra si perde di sicuro". Un militare coinvolto nella pianificazione della guerra in Libia parla con freddezza del bilancio di queste prime settimane di operazioni aeree della Nato: e soprattutto conferma che dall'altro ieri SHAPE, il comando militare supremo della Nato, ha chiesto a tutti i paesi dell'Alleanza di offrire più risorse per fermare l'avanzata delle truppe di terra di Gheddafi verso la Cirenaica e verso Bengasi.

 

"Ci hanno chiesto di mettere a disposizione capacità "air to ground", la forza di attacco dei Tornado, degli Amx, degli AV-8B a decollo verticale della Marina Militare", dice un diplomatico, confermando che il governo in queste ore ha riunito i capi militari per capire cosa sia possibile fare. "Il vero problema però è politico", dice un'altra fonte coinvolta nella valutazione: "Ieri sera il segretario generale della Nato in una telefonata con Frattini ha fatto formalmente la richiesta politica, ma nel governo ci sono pareri diversi, ancora molte incertezze". Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha paura di passare per il "ministro delle bombe" in caso di errore, di un bombardamento italiano che finisca fuori bersaglio colpendo dei civili, trasformando di fatto il ministro stesso in un capro espiatorio politico per l'errore degli aerei. Berlusconi prova a tenersi distante da ogni decisione militare, mentre

la Lega continua a diffidare di una guerra che non voleva e che adesso potrebbe impantanarsi. In ogni caso fra Tornado, Amx e AV-8B l'Italia potrebbe mettere a disposizione anche 40 velivoli, che non sono poca cosa visti i numeri della coalizione.

 

Al ministero della Difesa ma soprattutto al ministero degli Esteri tutti sono convinti che non ci si possa tirare indietro. Alla Difesa il primo è il capo di stato maggiore, il generale Biagio Abrate, mentre il capo dell'Aeronautica Pino Bernardis ha confermato che la sua forza armata è pronta ad eseguire le missioni decise dal governo. Dice un generale che "non si tratta di aderire semplicemente a una richiesta della Nato, ma di agire con chiarezza. Vista la posizione politica presa dal governo bisogna impegnarsi a fondo perché le operazioni abbiano successo al più presto, durino il meno possibile, evitino che Gheddafi di fatto rimanga padrone della Tripolitania e quindi capace di rilanciare terrore e terrorismo in Libia e nel Mediterraneo".

 

La presa di posizione è condivisa anche dalla Farnesina: ieri l'inviato speciale italiano a Bengasi, Guido de Sanctis, è stato convocato assieme ai colleghi francese e britannico dal "ministro degli Esteri" dei ribelli, Al Issawi. "Chiediamo a Italia, Francia e Gran Bretagna di premere sulla Nato per fermare con forza gli attacchi di Gheddafi, sono tornati a minacciare Bengasi, sono tornati pericolosi", ha detto il ministro. In effetti alcuni giornalisti ieri pomeriggio hanno segnalato che centinaia di civili e di ribelli sono tornati a fuggire dalla zona di Agedabia, mentre attorno a Brega un aereo Nato avrebbe colpito ancora una volta per errore un gruppo di ribelli, facendo 5 morti.

 

Sul fronte politico una conferma dell'apertura italiana ai ribelli è la visita che lunedì prossimo il capo del Cnt di Bengasi, Mustafà Abdel Jalil, terrà a Roma: non vedrà soltanto Silvio Berlusconi e il ministro Frattini, ma anche il capo dello stato Giorgio Napolitano, che è politicamente in prima linea nel difendere l'applicazione della risoluzione Onu che chiede di fermare gli attacchi di Gheddafi.

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Primo attacco al suolo in Libia per il Typhoon

 

 

13 apr, 2011

 

Uno dei quattro Eurofighter inglesi in grado di svolgere sia missioni aria-aria che aria-suolo, operanti in Libia nell’ambito dell’operazione Ellamy, ha condotto per la prima volta in operazione reale un attacco al suolo che ha portato alla distruzione di due carri armati delle forze di terra libiche. L’aereo, decollato dalla base di Gioia del Colle assieme ad un Tornado GR4, una volta arrivato sopra i cieli di Misurata ha identificato gli obiettivi a terra e rilasciato in successione due Enhanced Paveway II, mentre il Tornado colpiva un terzo carro con una Paveway IV.

Il Maggior Generale John Lorimer ha affermato che l’uso del Typhoon come piattaforma multi-ruolo, in combinazione con il Tornado, fornisce all’aeronautica una pronta ed equilibrata capacità di reazione mantenendo le forze schierate al livello maggiore di efficienza. Il Generale ha aggiunto che la RAF sta ora fornendo un quarto degli assetti d’attacco operativi in Libia, chiamati a svolgere una media del 15 per cento delle sortite totali NATO, rimanendo in volo per il circa il 25 per cento del totale delle ore di volo accumulate dagli aerei della coalizione. Durante il fine settimana, la NATO ha condotto attacchi contro 61 veicoli blindati e postazioni di difesa aerea; un terzo di questi, concentrati nella zona di Misurata, Brega e Agedabia, sono stati attaccati da aerei della RAF.

Fonte Difesa News

 

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=w7AkFc47Q2I&gl=IT

Edited by matteo16

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La Nato intervenga o sarà massacro»

L'appello degli insorti: Misurata è allo stremo, oggi altre otto vittime causate dai missili di Gheddafi

 

ROMA - Gli insorti libici hanno rivolto un disperato appello alla Nato, chiedendo ai Paesi dell'Alleanza di intensificare gli attacchi contro le forze di Gheddafi, altrimenti a Misurata sarà «un massacro». «Ci sarà un massacro se la Nato non interviene con forza», ha detto un portavoce degli antigovernativi, identificatosi come Abdelsalam, in una telefonata alla Reuters. Sempre gli insorti hanno parlato di almeno 80 missili Grad sparati nella mattinata di giovedì dalle forze di Gheddafi sulla zona vicina al porto di Misurata, ad est di Tripoli. L'attacco avrebbe ucciso otto combattenti antigovernativi, ferendone altri venti e ferendone una ventina. La città è ormai allo stremo dopo tre settimane di assedio. Oggi una seconda nave organizzata dalla Croce rossa francese ha raggiunto la città e consegnato oggi 80 tonnellate di aiuti - cibo e medicine. La nave ha consentito anche l'evacuazionedi una serie di espatriati ucraini ma a misurata rimangono ancora migliaia di stranieri, in massima parte africani).

 

LA POSIZIONE DELLA NATO - Dopo la riunione del gruppo di contatto ieri a Doha oggi tocca alla Nato. I ministri degli Esteri dei 28 Paesi dell'Alleanza si riuniscono per una due giorni a Berlino per discutere il futuro della missione internazionale e gli eventuali aiuti ai ribelli. Parigi e Londra hanno già chiesto all'Alleanza non solo di mobilitare maggiori risorse aeree, ma anche di rendere più frequenti i bombardamenti, in modo da colpire con maggiore efficacia le truppe del regime libico. Al termine della cena di lavoro tenuta mercoledì sera a Parigi, il presidente francese Nicolas Sarkozy e il premier britannico David Cameron hanno sottolineato la necessità di rafforzare la pressione militare sul leader libico Muammar Gheddafi, «determinato a portare avanti la guerra contro la sua popolazione». Al vertice di Berlino sarà presente anche il Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, che ieri ha denunciato gli «attacchi brutali e continui» del regime di Tripoli contro i civili.

 

ARMI AI RIBELLI - Altro tema, la possibilità di rifornire con armi i ribelli. Secondo un portavoce degli insorti, Mahmoud Shammam, che ha parlato da Doha, il Consiglio Nazionale di Transizione libico potrebbe chiedere a determinati Paesi della coalizione internazionale delle forniture di armi «difensive» per la tutela della popolazione civile. Tuttavia, Shammam ha escluso che il Cnt possa acquistare armi grazie al nuovo fondo, assicurando che le risorse verranno usate per rispondere alle «necessità di base del popolo libico». Sul terreno, la situazione militare resta sostanzialmente in stallo e prosegue il dramma di Misurata,

 

fonte Corriere della Sera

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Continueremo le operazioni in Libia fino a quando non cesseranno le violenze»

La dichiarazione del segretario della Nato Rasmussen che risponde alla richiesta d'aiuto degli insorti

 

ROMA - La Nato continuerà le operazioni militari in Libia fino a quando «tutte le violenze contro la popolazione civile saranno cessate». È l'impegno assunto dai 28 alleati al Consiglio Esteri di Berlino, secondo quanto riferito dal segretario generale Anders Fogh Rasmussen. E significativamente proprio al termine delle dichiarazioni di Rasmussen le forze Nato effettuavano un nuovo attacco su Tripoli bombardando il settore di Bab Al Aziziya, residenza del colonnello Muammar Gheddafi.

 

RASMUSSEN - «Per evitare vittime civili servono equipaggiamenti molto sofisticati e abbiamo bisogno di qualche caccia di precisione in più per gli attacchi al suolo», ha affermato Rasmussen volendo venire incontro a Francia, Gran Bretagna e Danimarca che hanno chiesto un'intensificazione dei raid contro le forze di Gheddafi. «Sono fiducioso che i Paesi faranno la loro parte. Siamo impegnati a fornire tutte le risorse necessarie e la massima flessibilità operativa all'interno del nostro mandato», ha sottolineato l'ex premer danese. «L'alta intensità operativa contro obiettivi legittimi sarà mantenuta e continueremo ad esercitare questa pressione per tutto il tempo che sarà necessario» ha concluso Rasmussen.

 

LA RICHIESTA - Le parole di Rasmussen erano anche una indiretta risposta alle richieste degli insorti libici che avevano chiesto ai Paesi dell'Alleanza di intensificare gli attacchi contro le forze di Gheddafi, altrimenti a Misurata ci sarà «un massacro». «Ci sarà un massacro se la Nato non interviene con forza», ha detto un portavoce degli antigovernativi, identificatosi come Abdelsalam, in una telefonata alla Reuters. Sempre gli insorti hanno parlato di almeno 80 missili Grad sparati nella mattinata di giovedì dalle forze di Gheddafi sulla zona vicina al porto di Misurata, ad est di Tripoli. L'attacco avrebbe ucciso otto combattenti antigovernativi, ferendone altri venti e ferendone una ventina. La città è ormai allo stremo dopo tre settimane di assedio. Oggi una seconda nave organizzata dalla Croce rossa francese ha raggiunto la città e consegnato oggi 80 tonnellate di aiuti - cibo e medicine. La nave ha consentito anche l'evacuazionedi una serie di espatriati ucraini ma a Misurata rimangono ancora migliaia di stranieri, in massima parte africani.

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Libia: 7 missioni italiane in 24 ore

 

Tornado in azione per l'operazione Nato 'Unified Protector'

 

17 aprile, 20:10

 

(ANSA) - ROMA, 17 APR - I 12 velivoli e le 4 navi messi a disposizione della Nato dall'Italia per l'operazione 'Unified Protector' hanno continuato le missioni assegnate per l'imposizione della 'No Fly Zone' e dell'embargo navale. Nelle ultime 24 ore, informa lo Stato Maggiore della Difesa, 'sono state effettuate 7 missioni: la prima, la seconda e la settima condotte da una coppia di Tornado con compiti di ricognizione; la terza, la quarta e la sesta da due Eurofighter 2000 con funzioni di sorveglianza e difesa aerea'.

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Aerei svedesi impegnati nella missione in Libia a secco di carburante

 

Catania, Italia - A Catania aereo cisterna per rifornire i caccia Jas-39 Gripen

 

16:27 lunedì 18 aprile 2011

 

(WAPA) - Le forze dell'aviazione svedese che partecipano alla missione in Libia con 8 aerei Jas-39 Gripen sono rimaste senza carburante. Infatti i caccia, basati all'aeroporto di Sigonella, non sono omologati per poter utilizzare il combustibile in dotazione alle forze americane. Infatti gli aerei svedesi utilizzano il carburante "Jet A1", mentre quelli delle forze Usa sono riforniti con il "Jp-8", che consente migliori funzionalità dei mezzi a basse temperature.

 

Così per poter rifornire i caccia svedesi le autorità italiane hanno acconsentito all'utilizzo delle piste dell'aeroporto di Catania-Fontanarossa, dove è atterrato un aereo cisterna Tp-84 che si rifornirà presso la stazione Agip, finchè a Sigonella non diverrà operativo uno speciale equipaggiamento che consentirà la conversione del carburante americano in "Jet A1".

 

Quello di Catania è il quarto aeroporto siciliano dopo quelli di Sigonella, Trapani-Birgi e Pantelleria ad essere utilizzato come base per le forze Nato impegnate nelle missioni in Libia. (Avionews)

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Da Roma, Londra e Parigi istruttori militari

 

 

TRIPOLI - Anche l'Italia metterà a disposizione del Consiglio nazionale degli insorti (Cnt) di Bengasi, in Libia, 10 istruttori militari, che provvederanno all'addestramento, così come farà la Gran Bretagna. L'annuncio è stato dato dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che, in una conferenza stampa congiunta con l'omologo britannico Liam Fox, ha spiegato che la decisione "è stata assunta dopo un colloquio tra il presidente del Consiglio Berlusconi ed il premier britannico, David Cameron. Anche Parigi aveva annunciato poco prima l'invio in missione presso il Cnt di alcuni ufficiali di collegamento.

 

"Tra Italia e Gran Bretagna c'è la comune consapevolezza che occorre addestrare gli insorti, giovani desiderosi di battersi per la libertà, che però non hanno la necessaria capacità", ha detto La Russa. Si tratta, ha precisato il ministro, di una "decisione paritetica, un passo importante". "Andremo là dove ci sono le necessarie condizioni di sicurezza per fornire il nostro know-how e aiutare a contrastare un esercito che invece è professionale", ha concluso La Russa.

 

L'invio, ha chiarito Londra, rientra nell'ambito dei provvedimenti previsti dalla risoluzione 1973 del Consiglio di sicurezza per la protezione dei civili. La decisione, tuttavia, ha scatenato polemiche: il ministro degli Esteri di Tripoli, Abdul Ati Al Obeidi, ha detto che il piano rischia di mandare in frantumi ogni possibilità di soluzione pacifica del

conflitto in Libia, ha detto in un'intervista alla Bbc. La presenza militare britannica finirebbe per "prolungare" i combattimenti, ha spiegato il capo della diplomazia libica.

 

La Repubblica

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E Obama arma i "droni" ....

 

DATE: 22/04/11

SOURCE: Flightglobal.com

 

US arms UAVs for Libya missions

 

By Stephen Trimble

 

The US military has decided to arm unmanned air vehicles (UAVs) already flying two constant surveillance patrols over Libya.

 

President Barack Obama on 20 April authorized the US Air Force to weaponise two combat air patrols of “Predator” UAVs, says Gen James Cartwright, vice chairman of the joint chiefs of staff.

 

It was not immediately clear if Cartwright was referring to the MQ-1 Predator or the MQ-9 Reaper – both manufactured by General Atomics Aeronautical Systems Inc (GA-ASI).

 

“What they will bring that is unique to the -- to the conflict is their ability to get down lower, therefore to be able to get better visibility on particularly targets now that have started to dig themselves in into defensive positions,” Cartwright says.

 

“They're uniquely suited for areas -- urban areas where you can get collateral damage. And so we're trying to manage that collateral damage obviously, but that's the best platform to do that with,” he says.

 

But the USAF was forced to abort the first mission by armed UAVs on 21 April due to bad weather, Cartwright says.

 

Until now, the USAF has not publicized the deployment of two Predator combat air patrols over Libya for intelligence, surveillance and reconnaissance missions.

 

The only UAV acknowledged by the USAF to have participated in the Libyan conflict was the Northrop Grumman RQ-4 Global Hawk, flying missions out of Sigonella Air Base, Italy.

 

Secretary of Defense Robert Gates told reporters that the Predators involved in the Libya operations are not based physically in Afghanistan, but he did not explain where the Predator flights originated.

 

The North Atlantic Treaty Organization (NATO) on 1 April assumed control of Operation Unified Protector to enforce United Nations Security Council Resolution 1973, which authorized force to prevent Libyan leader Muammar Gaddafi from attacking rebel troops.

 

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Libia, oltre 100 soldati si arrendono ai ribelli

Disarmati passano il confine con la Tunisia. Tra essi anche tredici ufficiali

Sono già oltre cento i soldati libici che, nelle ultime ore, incalzati dall'offensiva dei ribelli anti-Gheddafi sul versante occidentale della Libia, hanno passato il confine tunisino, a Dhiba, per consegnarsi. I militari, confermano oggi i media locali, hanno attraversato la linea di confine disarmati. Tra essi, anche tredici ufficiali.

Secondo alcuni testimoni, citati dai media tunisini, i soldati libici, una volta abbandonate le armi, hanno percorso a piedi i circa duecento metri che separano i due versanti, quello della Libia e quello della Tunisia, al posto di frontiera di Dhiba, che proprio giovedì è stato teatro di un feroce combattimento.

Su di esso, una volta conquistato dagli insorti, il vessillo verde è stato sostituito da quello monarchico scelto dai ribelli, mentre, come riferisce l'Afp, un trattore ha demolito il grande ritratto di Gheddafi che, sino a poche ore prima, campeggiava sul confine. Alcuni soldati libici, rimasti feriti negli scontri, sono stati portati nell'ospedale tunisino di Dhiba.

(fonte TGCOM)

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Libia, i ribelli annunciano: Misurata è libera

Gheddafi ordina ai suoi di lasciare la città alle tribù locali

 

Le forze di Gheddafi stanno abbandonando la città di Misurata in Libia. Dopo settimane di durissimi scontri fra le milizie del Colonnello e gli insorti, gli uomini fedeli al raìs abbandonano il campo. Lo ha detto un portavoce dei ribelli libici, annunciando che dunque "Misurata è libera".

La notizia della liberazione di Misurata è stato dato da Gemal Salem, portavoce dei ribelli. Salem ha confermato che le truppe di Muammar Gheddafi, che da quasi due mesi assediavano l'unica città della Tripolitania nelle mani dei ribelli, sono in ritirata. "I ribelli hanno vinto", ha esultato il portavoce da Misurata. "Quanto ai soldati di Gheddafi", ha aggiunto al telefono con la Reuters, "alcuni sono stati uccisi, altri sono in fuga".

 

Il regime libico ha dunque deciso di ritirare le sue forze dall'area intorno alla città assediata di Misurata e lasciare la lotta ai ribelli alle tribù locali, come ha detto un funzionario ad Al Jazeera. Dopo settimane di combattimenti, l'esercito di Gheddafi abbandona.

 

La notizia del ritiro era stata confermata anche da un soldato libico ferito e catturato dagli insorti a Misurata: l'uomo ha detto di aver ricevuto l'ordine di lasciare la città assediata e bombardata da mesi dalle forze di Gheddafi. "Ci è stato detto di ritirarci", ha detto alla Reuters il soldato, Khaled Dorman, steso sul retro di un pick up dopo essere stato portato in un ospedale locale.

 

Venerdì sera il viceministro degli Esteri libico Khaled Kaim aveva già dichiarato che le truppe governative, sotto pressione per i raid aerei della Nato, potrebbero ritirarsi da Misurata e lasciare alle tribù locali il compito di affrontare gli insorti e "porre fine, con le buone o con le cattive", al conflitto nella città ribelle.

 

(fonte TGCOM)

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Raid sulla Libia, via libera del Colle

Napolitano: "Naturale sviluppo nostra missione"

Ma il governo si spacca sui bombardamenti

Saranno i Tornado IDS, gli AMX e gli AV-8B Plus gli aerei che l'Italia potrebbe mettere a disposizione per i bombardamenti mirati sulla Libia, secondo quanto ha annunciato il premier Silvio Berlusconi.

[fonte repubblica]

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16:41 - mercoledì 27 aprile 2011

 

Libia: 8 aerei pronti a partire su 12 messi a disposizione dall'Italia

 

Roma, Italia - La Russa: 10 istruttori militari verranno inviati a breve a Bengasi

 

 

(WAPA) - "Per la condotta delle operazioni aeree relative alla imposizione della "No Fly Zone", sino ad ora il nostro Paese ha fornito 12 aerei da combattimento al giorno". Lo ha affermato il ministro della Difesa Ignazio La Russa nel suo intervento, che ha fatto seguito a quello del ministro Franco Frattini, riferendo alle commissioni congiunte Esteri e Difesa di Camera e Senato. Questi ha precisato che si tratta di "4 velivoli tipo Eurofighter Typhoon e/o F-16 per compiti di superiorità aerea; 4 velivoli Tornado Ecr (Electronic Combat and Reconnaissance), per compiti di soppressione delle difese aeree libiche; 4 velivoli AV-8B Plus Harrier a decollo ed atterraggio verticali, imbarcati su Nave Garibaldi, per compiti di difesa aerea e ricognizione".

 

Il ministro ha inoltre ricordato che a giorni verranno inviati in Libia 10 istruttori militari, che insieme ad un numero eguale di istruttori forniti da Francia e Gran Bretagna, verranno inseriti nella struttura militare di comando del Consiglio nazionale di transizione a Bengasi.

 

"Gli uomini dei tre gruppi non avranno un'unica struttura gerarchica con un unico comandante, ma agiranno in coordinamento tra loro, con il compito di assistere e consigliare gli ufficiali del Consiglio nazionale di transizione nei vari settori, per attuare le misure più proprie atte a proteggere la popolazione civile dagli attacchi delle forze fedeli a Gheddafi".

(Avionews)

 

 

Libia, l’Italia bombarderà obiettivi mirati

 

26 apr, 2011

 

L’Italia ha deciso di rispondere alle pressioni americane e alla richiesta lanciata agli Alleati dal Segretario Generale della NATO Anders Fogh Rasmussen in occasione della Riunione del Consiglio Atlantico del 14 aprile scorso a Berlino, per aumentare l’efficacia della missione intrapresa contro la Libia in attuazione delle Risoluzioni ONU 1970 e 1973.

 

A tal fine l’Italia, che sin dall’inizio sta fornendo un cruciale contributo all’operazione Unified Protector, in termini sia di assetti aerei e navali assegnati alla missione, che di disponibilità delle proprie basi aeree per lo schieramento degli aerei alleati, oltre all’invio di consiglieri militari ai ribelli, ha deciso di aumentare la flessibilità operativa dei propri velivoli con azioni mirate contro specifici obiettivi militari selezionati sul territorio libico.

 

Nel partecipare su un piano di parità alle operazioni alleate, l’Italia intende mantenersi nei limiti previsti dal mandato dell’operazione e dalle Risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Le azioni descritte si porrebbero quindi in assoluta coerenza con quanto autorizzato dal Parlamento, sulla base di quanto già stabilito in ambito ONU e NATO, al fine di assicurare la cessazione di ogni attacco contro le popolazioni civili e le aree abitate da parte del regime di Gheddafi. “La risoluzione dell’Onu è chiarissima e in quell’ambito continuiamo ad operare: non occorre alcun voto”. Lo ha affermato alla Stampa il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, mentre il Ministro della Difesa, Ignazio La Russa, annuncia che sarà il Consiglio dei Ministri a decidere se ci sarà un nuovo voto del Parlamento sulla decisione.

 

L’estensione della missione italiana è maturata dopo l’incontro del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il presidente del Consiglio di transizione di Bengasi, Mustafa Abdul Jalil, e con John Kerry (presidente della commissione esteri della Camera statunitense), e dopo i contatti avuti dai Ministri degli Esteri e della Difesa con i loro colleghi europei; la conferma è arrivata durante un colloquio telefonico tra Berlusconi e il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama.

 

Sugli sviluppi e sugli aggiornamenti il Governo informerà il Parlamento e i Ministri degli Esteri e della Difesa sono pronti a riferire davanti alle Commissioni congiunte Esteri-Difesa. Il tema sarà protagonista dell’incontro di oggi con il Presidente della Repubblica Francese, Nicolas Sarkozy, in occasione del Vertice Intergovernativo previsto a Roma.

 

Attualmente, sulla base trapanese operano i Tornado del 6° Stormo di Ghedi e del 50° Stormo di Piacenza, nonchè gli Eurofighter del 4° Stormo di Grosseto e del 36° Stormo di Gioia del Colle; il 37° Stormo di Trapani fornisce il supporto logistico ed operativo alle unità nazionali e straniere schierate nella base per l’operazione Unified Protector.

 

Gli assetti aerei e navali italiani attualmente coinvolti, dodici velivoli (8 Typhoon, 2 Tornado IDS, 2 Tornado ECR, oltre i rifornitori KC-130J) e quattro navi (portaerei Garibaldi, fregata Libeccio, pattugliatore Comandante Bettica e la rifornitrice di squadra Etna) messi a disposizione della NATO, hanno continuato dall’inizio delle operazioni le missioni assegnate per l’imposizione della No Fly Zone e dell’Embargo Navale. La portaeromobili Giuseppe Garibaldi contribuisce con i velivoli AV-8B+ e gli elicotteri EH-101, SH-3D e AB-212.

 

Per le missioni di bombardamento sono a disposizione i Tornado IDS armati di missili Storm Shadow, gli AV-8B Plus della Marina, e gli AMX del 32° Stormo di Amendola.

 

Su Repubblica il Ministro della Difesa ha commentato: “Ora dovranno cambiare i nostri assetti: manderemo sempre dei Tornado ma di altro tipo, adatti a colpire bersagli al suolo con dei missili di precisione. Ma non attaccheremo mai obiettivi militari dentro le città, per evitare al massimo il rischio di colpire i civili per sbaglio. Saranno missili con “selected targets”, le missioni sono decise dalla Nato ma siamo noi a tenere il dito sul grilletto. Finora anche i nostri aerei hanno partecipato alle missioni di attacco, “eticamente” non c’è nulla di diverso. Solo che prima scortavamo e proteggevamo gli equipaggi alleati che andavano a colpire i nemici, facendo saltare i sistemi radar libici. Adesso colpiremo anche noi. A Misurata c’è una vera e propria emergenza umanitaria e noi non vogliano sottrarci alle nostre responsabilità. Non possiamo voltarci dall’altra parte, né possiamo fare meno di altri a difesa delle popolazioni civili”.

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Edited by matteo16

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Libia: F-16 del trentasettesimo Stormo abortisce decollo - breve emergenza a Birgi

 

28 aprile 2011

Un caccia F-16 del trentasettesimo Stormo dell'Aeronautica militare ha abortito il decollo quando stava per levarsi dalla pista della base di Trapani Birgi. A causa di un guasto tecnico, il velivolo si e' fermato alla fine della pista. Indenne il pilota. Nella base e' scattato, come da procedura, lo stato di emergenza. La pista e' stata chiusa per un'ora e mezzo per consentire la rimozione del jet in avaria, con l'impiego di un trattore. La pista e' in comune con l'aeroporto civile 'Vincenzo Florio', da dove i voli in arrivo sono stati dirottati su Palermo .

 

http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/LIBIA-F-16-ABORTISCE-DECOLLO-BREVE-EMERGENZA-A-BIRGI/news-dettaglio/3959858

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