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ROBY72

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  1. Libia, Nato: "Missione prolungata" Campagna militare estesa di 90 giorni La Nato ha deciso oggi di prolungare per altri novanta giorni la missione militare in Libia, Unified Protector, in scadenza il 27 giugno. Lo hanno reso noto fonti diplomatiche. L'intervento contro il regime di Muammar Gheddafi si propone tre obiettivi principali: la cessazione di tutte le minacce contro i civili, il rientro delle forze del regime alle loro basi e il pieno accesso agli aiuti umanitari.
  2. adesso si può vedere un Beechcraft C12J Huron dell' USAF con nominativo DUKE 54... zona sud Italia
  3. ...forse si inzia a fare sul serio.... Raid Nato: "Affondate otto navi" Raid nottoruni sui porti di Tripoli, Homs e Sirte. "Tutti gli obiettivi della Nato sono di natura militare e direttamente legati ai sistematici attacchi del regime contro i civili" spiega il vice comandante della missione La Nato ha affondato otto navi da guerra delle forze libiche durante una serie di raid aerei notturni sui porti di Tripoli, Homs e Sirte. "Tutti gli obiettivi della Nato sono di natura militare e direttamente legati ai sistematici attacchi del regime contro i civili - ha spiegato il vice comandante della missione - e in considerazione dell'escalation nell'uso della forza navale, non abbiamo avuto altra scelta che agire con decisione per proteggere la popolazione civile della libia e le forze marittime dell'Alleanza".
  4. in questo momento è "visibile" un Pilatus PC della SWISS AIR FORCE con nominativo PEG che svolazza sulla Svizzera
  5. La Corte penale internazionale chiede mandato d'arresto per Gheddafi Cattura avanzata anche per figlio e Al Senoussi Il procuratore della Corte penale internazionale, Luis Moreno Ocampo, ha chiesto ufficialmente l'emissione di un mandato d'arresto contro Muammar Gheddafi per crimini contro l'umanità. Assieme a quello del raìs, nel mandato saranno indicati i nomi anche di altri due esponenti del regime libico per i quali si chiede la cattura: il figlio Saif Al Islam e Abdullah Al Senoussi, capo dei Servizi libici. La procura del Cpi ha raccolto "prove dirette" e "solide" dei crimini commessi dal colonnello Gheddafi nel conflitto libico. "Abbiamo prove enormi: siamo praticamente pronti ad andare al processo", ha dichiarato il procuratore Moreno Luis-Ocampo, aggiungendo che "tutti i Paesi hanno cooperato" con l'inchiesta condotta dall'ufficio del procuratore della Corte. Le prove raccolte contro il rais dimostrano che Gheddafi ha "personalmente ordinato" di colpire la popolazione civile: ha sottolineato il procuratore citando episodi precisi di violenza commessi contro partecipanti a funerali o a persone che uscivano dalla moschee. Le prove dimostrano che le violenze "vengono pianificate in apposite riunioni" e compiute anche contro presunti colpevoli - le cui liste vengono preparate su ordine di Gheddafi - che vengono "arrestati, imprigionati e torturati e poi spariscono nel nulla". Secondo il procuratore, il colonnello ha compiuto e sta tuttora compiendo questi crimini "per preservare il suo potere assoluto", che esercita ricorrendo "sistematicamente" alla paura. Suoi complici più diretti sarebbero il figlio, Saif al-Islam, e il capo dei servizi libici, Abdullah al-Senussi. A sostegno delle prove, l'ufficio del procuratore può portare "molti testimoni", che al momento sono sotto protezione. I libici che sono fuori dalla Libia "hanno paura, ma è il momento di fermare i crimini e parlare", ha esortato il procuratore. Se i giudici accoglieranno la richiesta del procuratore, dovranno essere "le autorità libiche" ad eseguire il mandato di cattura perché "sono loro che hanno la responsabilità di catturare i responsabili che si trovano su territorio libico". L'applicazione dell'ordine di arresto "è un segnale contro chi continua a compiere crimini", ha detto Moreno Ocampo. "Il mondo non lo permetterà". TGCOM
  6. io è un paio di giorni che seguo un USAF che parte al mattino da Stoccarda, gira mezza Europa passando sempre su Napoli dove sparisce e poi ricompare facendo ritorno alla base di partenza....
  7. secondo me comunque il vero significato dele dichiarazioni di LaRussa è quella di escludere che i nostri bombardieri possano direttamente bombardare i bunker di Gheddafi....e di conseguenza ammazzarlo noi...
  8. La Russa: "Forze italiane non bombardano città" A Cagliari per incontrare il suo omologo spagnolo, il ministro della Difesa Ignazio La Russa afferma che le forze militari italiane non partecipano a bombardamenti sulle città in Libia. "Non do notizie sui singoli bombardamenti - dice La Russa -, posso però dirvi con certezza che l'Italia non partecipa a bombardamenti, anche condivisi, sulle città. Abbiamo individuato una modalità d'impiego dei nostri bombardieri che non prevede la partecipazione a missioni sulle città della Libia". ...certo dobbiamo sempre distinguerci...
  9. Raid su Tripoli, obiettivo il bunker del rais Nato: "Non sappiamo se è vivo o morto" Nella notte otto attacchi in tre ore, esplosioni presso la televisione di Stato e l'agenzia Jana. Al Arabiya: colpita la residenza del Colonnello. Il governo: "Feriti quattro bambini". Portavoce dell'Alleanza: "Nessuna escalation". Emergenza umanitaria, appello Onu per una tregua. Corte Penale Internazionale: lunedi prossimo mandato di cattura contro il Rais TRIPOLI - Almeno otto raid in circa tre ore e una terrificante sequenza di esplosioni che squarcia la notte a Tripoli. Così la Nato ha dato seguito alle parole del segretario generale Anders Fogh Rasmussen, secondo cui per Gheddafi "la partita è finita". Secondo testimonianze riprese dalle tv satellitari Al Arabiya e Al Jazeera, sarebbe stato colpito anche il complesso di Bab al-Aziziya dove il Colonnello ha una sua residenza-bunker. La Nato nega l'escalation e riafferma che l'obiettivo della missione resta la difesa dei civili. E per il brigadiere generale Claudio Gabellini, che ha incontrato i giornalisti a Napoli, l'Alleanza "non ha alcuna prova" che permetta di affermare con certezza che Gheddafi sia vivo o morto. "Non abbiamo persone sul terreno - ha detto l'alto ufficiale italiano -, non sappiamo cosa stia facendo adesso Gheddafi. A dire la verità, non siamo neppure interessati. Il nostro mandato è proteggere la popolazione civile libica ed eseguiamo questo mandato colpendo bersagli militari, non individui specifici". Mentre l'Onu invoca una tregua per verificare l'emergenza umanitaria e la Corte Penale Internazionale preannuncia un mandato di cattura contro Gheddafi per crimini di guerra e contro l'umanità, gli insorti respingono le forze del colonnello a 15 chilometri dal centro di Misurata e avanzano a ovest della ciità portuale verso Zlitan, 200mila abitanti, sulla rotta per Tripoli, da cui dista 150 chilometri. "Se l'avanzata delle ultime 24 ore si ripeterà, domani saremo alle porte di Zlitan", ha assicurato l'ex colonnello Haj Mohammad, capo delle operazioni, secondo cui molto dipenderà dall'efficacia dei bombardamenti Nato: "Se fanno il loro lavoro, noi faremo il nostro". Tripoli, notte sotto le bombe. La capitale libica ha subìto violentissimi bombardamenti. Quattro esplosioni hanno scosso la città poco dopo le 2 locali, facendo tremare le finestre dell'albergo dove risiedono i giornalisti, seguite poco dopo da altre due deflagrazioni. Per tutta la notte si sono udite sirene e sporadici colpi di fucile e armi pesanti, mentre gli aerei continuavano a sorvolare la città. Testimoni hanno riferito di due forti esplosioni nei pressi della sede della televisione di stato e dell'agenzia di stampa ufficiale Jana, presa di mira anche una torre per le telecomunicazioni. La tv di Stato libica denuncia oggi i raid notturni della coalizione su Tripoli contro obiettivi civili nel centro della città, dove vengono offerti servizi alla popolazione. Secondo l'emittente, sarebbero stati bombardati il palazzo dell'Alta Corte, l'ufficio del procuratore generale e le sedi di alcune organizzazioni per la difesa dei diritti delle donne e dei bambini, già colpite il 30 aprile. L'emittente di Tripoli non dà notizia di morti o feriti provocati dall'attacco, mentre in precedenza fonti del governo libico avevano parlato di quattro bambini feriti, due in modo grave, da schegge di vetro provocate dai bombardamenti. Nel corso di una visita organizzata nella notte dalle autorità, i giornalisti hanno effettivamente visto molti vetri in frantumi in un ospedale del quartiere di Shariah Zawiyae e delle vicine attività commerciali. Ai giornalisti non è stato però consentito di recarsi sui luoghi dell'esplosione. Monsignor Martinelli: "Nessun attacco diretto a Tripoli". Da Tripoli, il vicario apostolico, monsignor Giovanni Innocenzo Martinelli, smentisce che la capitale sia stata direttamente bombardata. "Si sentono ancora gli aerei passare sulla città e sganciare bombe nelle aree circostanti, ma per il momento non ci sono bombardamenti diretti su Tripoli" ha affermato il religioso ad Asianews, aggiungendo che ieri 30mila persone sono scappate da Tripoli verso la Tunisia, 600mila i libici che hanno varcato i confini dall'inizio dell'operazione Odyssey Dawn. Stampa d'opposizione: rivolta a Tripoli. E sempre da Tripoli giunge un'altra notizia, che però non trova al momento significative conferme. Secondo il sito del quotidiano libico di opposizione 'Brnieq', sarebbe in corso una rivolta popolare contro Gheddafi alla periferia della capitale, con gli insorti muniti di armi leggere fornite loro da membri dell'esercito che avrebbero disertato. La bandiera dei ribelli sventolerebbe addirittura all'aeroporto Mitiga della capitale. La notizia, ripresa da Al Arabiya, è stata smentita da fonti governative e non trova riscontri neanche nelle corrispondenze dei giornalisti presenti in zona. Raid anche a Zintan. I raid non hanno preso di mira solo Tripoli. Da Zintan, 160 chilometri a sud-ovest della capitale, gli insorti hanno confermato bombardamenti Nato su depositi di armi dei lealisti, sparsi a una trentina di chilometri dalla città. Si tratta di una rete di silos e magazzini sotterranei, in tutto 72, dalle pareti in cemento rinforzato. Non si sa quanti siano andati distrutti, ma a detta dei rivoltosi "ogni volta in cui un velivolo colpiva, si sentivano esplosioni multiple". Raid sarebbero stati condotti inoltre sulle località di Tamina e Chantine, a est di Misurata, così da alleggerire l'assedio da cui l'ultima importante roccaforte degli oppositori in Tripolitania è cinta da diverse settimane. Nato: "Nessuna escalation". L'intensificarsi dei bombardamenti segue una dichiarazione di Rasmussen che sa di ultimatum. "Gheddafi dovrebbe comprendere rapidamente e non troppo tardi - aveva scandito il segretario generale della Nato, che da fine marzo guida le operazioni militari della coalizione internazionale - che non c'è futuro per lui o per il suo regime". Oggi una portavoce dell'Alleanza, Carmen Romero, ha smentito che gli ultimi raid aerei della Nato su Tripoli segnino un'escalation. "Noi continuiamo ad applicare la stessa strategia - ha spiegato -, ridurre il più possibile la capacità del regime di Gheddafi di colpire i civili". La portavoce ha ribadito che gli obiettivi della Nato sono militari e non ci sono individui specifici tra i target. Gheddafi non appare in pubblico dallo scorso 1 maggio, quando suo figlio Saif Al Arab e tre nipoti sono rimasti uccisi a seguito di un attacco aereo alla sua residenza. In due mesi, le forze occidentali hanno portato oltre 2.260 raid aerei in Libia. La Russa: "Forze italiane non bombardano città". A Cagliari per incontrare il suo omologo spagnolo, il ministro della Difesa Ignazio La Russa afferma che le forze militari italiane non partecipano a bombardamenti sulle città in Libia. "Non do notizie sui singoli bombardamenti - dice La Russa -, posso però dirvi con certezza che l'Italia non partecipa a bombardamenti, anche condivisi, sulle città. Abbiamo individuato una modalità d'impiego dei nostri bombardieri che non prevede la partecipazione a missioni sulle città della Libia". L'Onu chiede una tregua. Dal canto suo, l'Onu ha lanciato un appello per una tregua in Libia. Una sospensione delle ostilità, ha detto il responsabile delle operazioni umanitarie delle Nazioni Unite, Valerie Amos, consentirebbe di valutare la situazione umanitaria e di consegnare gli aiuti di prima necessità. Nella città di Misurata, sotto assedio da oltre due mesi, "alcuni non hanno più cibo, acqua e altri prodotti di prima necessità - ha denunciato la Amos davanti al Consiglio di sicurezza, citata oggi dalla Bbc -. Le strutture mediche hanno bisogno di essere rifornite e di personale qualificato". Secondo la Amos, oltre 13mila persone hanno lasciato la città, su una popolazione complessiva di 300mila, mentre sono 746mila le persone fuggite dalla Libia dall'inizio del conflitto, 5mila bloccate alle frontiere con Egitto, Tunisia e Niger e altre 58mila sfollate in "centri spontanei" sorti nelle zone orientali del paese. Crimini, lunedi mandato contro Gheddafi. Il procuratore della Corte Penale Internazionale, Luis Moreno-Ocampo, sta preparando l'atto di accusa per crimini di guerra e contro l'umanità nei confronti di Muammar Gheddafi, del figlio Seif-al-islam e del capo dei servizi segreti libici Abdullah al-Senoussi. Lo rivela una fonte diplomatica dell'Onu alla tv satellitare Al Arabiya. L'annuncio ufficiale sarà dato lunedì prossimo, quando saranno emessi i mandati di cattura. Ocampo aveva informato mercoledì scorso il Consiglio di Sicurezza dell'Onu, senza fornire i nomi delle persone che saranno imputate. fonte La repubblica.it
  10. ....che poi se sai da dove decollano li bombardi quando sono a terra....cosa che mi pare già stata fatta intorno a Bengasi
  11. Mi domando come abbiano fatta a violarla e a non essere stati intercettati....ennesimo mistero di una guerra senza senso
  12. tutto sommato Svedesi e Arabi sono aviazioni di serie B......ci può anche stare che gli errori siano dovuti più ai piloti che ad altro
  13. sostanzialmente per evitare che il luogo di sepoltura diventasse un luogo "sacro" e di pellegrinaggio per i suoi adepti....
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