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La privatizzazione dell'acqua pubblica


Tuccio14
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Mi è arrivata una e-mail a catena che riporta quanto segue:

 

Mentre nel paese imperversano discussioni sul grembiulino a scuola, sul guinzaglio al cane e sul flagello dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis deldecreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica.

Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale). Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori.

La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'acqua è sacra in ogni paese cultura e fede del mondo. L'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno puo' appropriarsene per trarne illecito profitto. L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo. Acqua in bocca.

Quanto c'è di vero? E se così fosse aspettarmi di trovarmi una fessura per monete sulle fontanelle di Roma?

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Infatti, l'acqua in se dovrebbe rimanere un bene demaniale, se poi riescono a privatizzarne lo sfruttamento, e se la cosa viene fatta bene, credo che per i cittadini ci saranno solo benefici.

L'importante è che venga garantita la qualità del servizio (forniture continue e acqua pulita, perché la beviamo!) e i prezzi siano sottoposti ad un controllo/regolamento, come si fa per la fornitura di altri servizi.

 

Come al solito bisogna vedere come verrà implementata in Italia. Per cui spero che i controlli, seri e costanti, ci siano veramente.

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se la privatizzazione comporta un sistema efficente in tutta Italia senza tubature colabrodo con conseguenti sprechi e quindi maggiori costi ben venga purchè non sia la solita porcata fatta all'italiana.

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Infatti, l'acqua in se dovrebbe rimanere un bene demaniale, se poi riescono a privatizzarne lo sfruttamento, e se la cosa viene fatta bene, credo che per i cittadini ci saranno solo benefici.

 

Sono d'accordo; lo stato non deve necessariamente prendersi carico di erogare direttamente il servizio (l'acqua, come i trasporti, la sanità o altro), ma deve essere tutore e garante del fatto che questi servizi siano erogati in modo equo. L'inefficienza dello stato nel gestire gli acquedotti al Sud è un fatto.

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Beh anche al nord non scherza, nonostante ci sia una bella differenza (come al solito).

Il fatto che molti paesi si trovino senz'acqua non perchè questa manchi ma per le deficenze degli acquedotti è una cosa veramente assurda nel terzo millennio (e sarebbe stata probabilmente assurda anche nel primo millennio ai tempi dell'impero romano, e questo fa riflettere...)

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