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meglio una vita da pilota civile o da pilota militare?


DaddoSkywalker
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Ciao a tutti sono una nuova recluta del forum e mi chiedevo visto che ho finito il concorso in aeronautica pochi giorni fa, se secondo voi è meglio entrare in accademia e iniziare una vita di sacrifici per non sapere poi se si diventerà pilota di caccia(perchè in A.M. i piloti che vanno in america per diventare ,anche li senza certezze, piloti di caccia sono pochissimi solo i primi del corso mentre tutti gli altri li mandano o sugli elicotteri o su i c 130 non il massimo per un pilota come ben si sa), oppure andare in america o in sud africa e prendere direttamente il brevetto da pilota di linea senza dover sacrificare famiglia e divertimento?

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Consiglio di spostare questa discussione. magari in off topic.

 

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Certo dipende dai punti di vista, per me l'esperienza di pilota militare è unica!

Ci sono però vari svantaggi, come tu hai fatto notare, per un pilota militare rispetto ad uno di linea, ma se io dovessi (e potessi :pianto: ) scegliere: pilota militare, anche se di un elicottero o un cargo.

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non ho capito quali siano "le non certezze" e le "certezze" dei voli di linea.

 

in A.M se ti mandano negli USA (non tutti ci vanno) significa che sei promettente e visto che un'addestramento all'estero costa un mucchio di soldi all'AMI significa che stanno investendo su di te e a pilotare ci vai di sicuro.

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Per quanto ne so quasi tutti i piloti militari FACEVANO così, infatti (non ne sono sicuro se qualcuno che ne sa di più potrebbe spiegare meglio ne sarei grato), ora un pilota militare appena uscito dall'accademia deve stare almeno 10 anni nell'AMI prima di poter passare ai voli di linea.

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mio assai modesto parere: fatti un bel po' di ore di volo con la tuta anti G e un superiore che ti stressa e poi siediti "comodamente" su un aereo di linea....quasi tutti i piloti militari fanno così.....

presumo sia l'unica strada percorribile: diventare pilota civile costa moltissimo, il sistema più rapido è appunto entrare nell'AMI dove non ti devi pagare di tasca tua il brevetto da pilota e poi passare al volo civile :unsure:

Edited by GreenPhoenix
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presumo sia l'unica strada percorribile: diventare pilota civile costa moltissimo, il sistema più rapido è appunto entrare nell'AMI dove non ti devi pagare di tasca tua il brevetto da pilota e poi passare al volo civile :unsure:

 

se è per questo poi con la differenza di guadagno che c'è tra il pilotaggio nell' AMI e quello in una compgnia civilie è talmente abissale che i costi di brevetto pagati prima te li recuperi di gran lunga!!!!

 

ribadisco: la doppia carriera è la migliore.....anche se piloti un C-130 sei sempre un pilota militare.....e direi che ne devi andare più che fiero!!! non esistono solo i caccia....senza i piloti dei C-130 e perciò senza i C-130 le nostre truppe avrebbero molte, moltissime (issime) difficoltà di rifornimento in + e senza gli elicotteristi vorrei vedere come potremmo effettuare incursioni/sbarchi e anche solo le operazioni SAR e il combattimento contro-carro effettuato dagli A129!!!

 

quando decidi che di svegliarti alle 6 tutte le mattine non ne puoi più ti conge(li)di e ti metti a pilotarti il tuo bel aereo di linea, così al posto di chiamare gli ordini al tuo navigatore chiami il "welcome on board" ai tuoi passeggeri e ti prepari alla pensione!!!!.

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Guest Peppe

Anche se più stressante e faticoso, vorrei diventare pilota di cacia anzichè pilotare un aereo di linea (:thumbdown:), perchè ti fa sentire più soddisfatto dei tuoi sforzi e dei tuoi sacrifici; per me questo è il massimo. E lo resterà per sempre.

 

Fed_Gov_Military.jpg

Edited by Peppe
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presumo sia l'unica strada percorribile: diventare pilota civile costa moltissimo, il sistema più rapido è appunto entrare nell'AMI dove non ti devi pagare di tasca tua il brevetto da pilota e poi passare al volo civile :unsure:

 

Ho sentito dire che c'è un' altra strada. Si può diventare pilota civile anche presentandosi con un CV ad una compania aerea, se vieni accettato poi ti addestrano loro.

 

è vero?

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  • 2 years later...
  • 2 weeks later...

Si vola molto poco, circa 120 ore all'anno in AMI, si passa molto tempo tra incontri, conferenze e simulatore. Lo studio non ti abbandona mai ed andare in missione all'estero può essere una bella botta di vita. A sommi capi questo, ma parlo per sentito dire.

 

Comunque il confronto tra militare e civile è più che altro una scelta di campo: i militari volano di meno, ma come ti fa volare l'aeronautica militare non ti fa volare nessuno. Immaginate di essere sul vostro Hercules in atterraggio su una pista semipreparata per portare aiuti ad una tribù nel Kenia, oppure di essere su un Tornado a sfiorare le cime degli alberi a 900 Km orari, o ancora su un Tifone ad inseguire un F-16 degli aggressors, su un elicottero del combact SAR a tirare fuori dai guai un plotone finito sotto il fuoco avversario, o ancora su un C-27 tra le roccie del deserto afghano mentre rifornite una Forward Operating Base... Insomma, la vita in AMI può riservare emozioni impensabili per un pilota civile.

 

Di contro, un pilota militare guadagnerà molto meno ed avrà molte più difficoltà a farsi una famiglia, o per lo meno a renderla felice e stabile. Anche un generale di squadra aerea guadagna meno di un comandante anziano con 4 "botte" ed una stella. Risvolto della medaglia: il pilota che ha iniziato civile avrà speso circa 100 mila € per il suo ATPL e farà comunque fatica a trovare lavoro. Una volta a lavoro si troverà, sempre che ne abbia l'occasione, a dover scegliere tra l'alienante vita del pilota di linea che esegue per anni la Linate-Bari o la stressante vita del pilota business sempre a disposizione del viziato di turno che ringrazierà il cielo una volta staccate le ruote da terra per essersi liberato da tutte le incombenze che una piccola compagnia executive affida al comandante. Il charter potrebbe essere un compromesso, non fosse che al giorno d'oggi chi fa charter è solitamente chi non è riuscito a fare la linea, con tutta l'instabilità del caso, per non parlae del fatto che gli equipaggi dei voli charter non possono programmarsi una vita poichè sono costantemente a disposizione della compagnia. Il lungo raggio è un buon impiego, ma volare a lungo raggio ti porta lontano da casa per molto tempo: andata, rest obbligatorio, ritorno e sei di nuovo a lavoro.

 

Una buona soluzione potrebbe essere QUESTA.

 

Oppure trovare un altro bel lavoro, magari nel settore dell'aviazione civile, e tra una soddisfazione e l'altra mettere da parte l'occorrente per un brevetto che ti permetta di volare per hobby e non per costrizione. Avendo lavorato in compagnia aerea come flight dispatcher, a stretto contatto con i piloti, ho ringraziato il cielo di non essere andato fino in fondo con la carriera da pilota: molti non riescono a tenersi una famiglia stretta ed arrivano a non voler volare, salvo poi arrivare prossimi ai 60 e farsi mettere in turno il più possibile, rimpiangendo di non aver amato a dovere quella vita finchè potevano.

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