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È cominciata la corsa al nucleare?


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(di Marco Bardazzi - ANSA) - Washington - Dal Golfo Persico all'America Latina, una quarantina tra paesi in via di sviluppo ed emirati ricchi di petrolio hanno segnalato negli ultimi tempi la voglia di avviare programmi nucleari. L'agenzia atomica dell'Onu si trova di fronte alla prospettiva di un decennio di corsa al nucleare e gli Usa osservano preoccupati la situazione soprattutto in Medio Oriente, nel timore che il desiderio di energia 'pulita' in molti stati nasconda in realta' una reazione alle ambizioni di armamento nucleare iraniane. A tracciare una panoramica di cosa si muove nei programmi di approvvigionamento energetico globali e' stata un'inchiesta del Washington Post, alimentata tra l'altro da fonti del governo e dell'intelligence americana. Tra le decine di paesi che hanno informato dei loro passi l'AIEA - l'agenzia delle Nazioni Uniti che da Vienna vigila sul nucleare planetario -, cinque o sei risultano aver segnalato di aver in programma l'arricchimento di uranio o altri interventi che possono portare alla produzione di materiale utilizzabile anche a fini bellici. Anche se si tratta di progetti presentati come iniziative per sviluppare fonti di energia in un'epoca di prezzi del petrolio fuori controllo, tra Vienna e Washington crescono i timori che nei prossimi anni possa aumentare, in modo pericoloso, la quantità di uranio e plutonio arricchiti a disposizione nel mondo. In particolare l'amministrazione Bush segue con attenzione quello che sta avvenendo in paesi come l'Arabia Saudita, il Kuwait, o gli Emirati Arabi Uniti, dove il petrolio e il gas naturale non sono certo carenti, che stanno investendo somme ingenti in programmi nucleari. ''La nostra preoccupazione - hanno detto fonti anonime del governo americano al Washington Post - è che alcuni paesi si stiano avviando sulla strada delle armi nucleari in reazione agli iraniani''. Tra i paesi che risultano aver avviato progetti nucleari ci sono Bahrein, Yemen, Libia, Algeria, Marocco e Giordania. L'Iran ha messo in movimento nella stessa direzione Turchia e Egitto e l'ambasciatore egiziano negli Usa, Nabil Fahmy, parlando al Woodrow Wilson International Center di Washington, ha sottolineato il rischio di una corsa all' armamento nucleare nella regione. ''Senza un accordo nucleare di vasta portata - ha spiegato Fahmy - in Medio Oriente ci sarà presto un problema di proliferazione, e sara' anche peggio tra dieci anni''. Gli esperti ritengono che l'aumento del prezzo del petrolio, da solo, non possa spiegare il crescente interesse per l'energia nucleare, specialmente in paesi ricchi di greggio come quelli del Golfo. ''Non si tratta di una questione legata principalmente all'energia nucleare, siamo di fronte alla volonta' di creare una barriera contro l'Iran'', e' il parere di Joseph Cirincione, studioso di politiche nucleari e autore di 'Bomb Scare', un libro dedicato agli scenari futuri della proliferazione atomica. Questi paesi, secondo Cirincione, ''stanno scaldando i motori: occorrono decenni per costruire infrastrutture nucleari e stanno cominciando a farlo. Si sono detti: "Ci sarà una corsa agli armamenti, ed è meglio che partecipiamo anche noi'''.

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non voglio fare l'apocalittico ma la situazione in medioriente è brutta e col passare degli anni peggiorerà...

personalmente non sono tanto l'arabia saudita,kuwait,EAU che mi preoccupano in quanto grossi alleati degli Stati Uniti...

il problema saranno l'Iran,Siria che non sembrano avere problemi morali ad usarle ("tensione tra Iran e Israele")...

vi sgangio una domanda rapida se ci fosse ancora Saddam a livello di medioriente la situazione come sarebbe?

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Se ci fosse ancora Saddam sarebbe un casino ancora più grosso e comunque arabia saudita ecc. non è che sono grandi amiconi degli USA, ma non fanno tutti quei casini come in A-stan e Iraq perchè

1° hanno il petrolio

2°il potere è ben saldo nelle mani delle famiglie

3°fanno soldi a palate con i contratti di esportazione

4°non muoiono di fame

 

di conseguenza sono paesi piuttosto prosperosi.

 

Se ci rifletti poi, Dubai (i riccastri del momento) e l'iraq sono paesi musulmani, hanno il deserto attorno (anzi l'iraq ce n'ha di meno) ed hanno qualche giacimento.

Perchè uno ha i grattacieli in cristallo, i palazzi girevoli, gli hotel a 7 stelle, e case da 700m d'altezza ed un'isola a forma di palma, mentre l'altro ha delle catapecchie, con strade polverose, mine ed un indice di istruzione bassissimo?

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non voglio fare l'apocalittico ma la situazione in medioriente è brutta e col passare degli anni peggiorerà...

personalmente non sono tanto l'arabia saudita,kuwait,EAU che mi preoccupano in quanto grossi alleati degli Stati Uniti...

il problema saranno l'Iran,Siria che non sembrano avere problemi morali ad usarle ("tensione tra Iran e Israele")...

vi sgangio una domanda rapida se ci fosse ancora Saddam a livello di medioriente la situazione come sarebbe?

 

 

Saddam poteva essere contenuto come si è fatto per anni con Gheddafi (ora amicone di GWB), non credo sarebbe stato una grossa minaccia anche se fosse rimasto al potere. La Siria è più che disponibile a fare la pace con Israele, Barak nel 2000 a Camp David rifiutò le offerte siriane solo perché aveva l'opinione pubblica contraria, ma pare che ora qualcosa si stia muovendo con la mediazione turca. Iran è il vero guaio. Ed è un guaio grosso.

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...per me Saddam non si poteva contenerlo e lui non si sarebbe fatto contenere (scusate il gioco di parole)...

...probabilmente si sarebbe alleato con l'iran(anche se non sono mai stati amici)e la siria per contrastare gli stati uniti...

nella pace siria-israele io non ci credo molto....israele in medio oriente è sempre stato visto come intruso...e invasore

l'iran tra qulache mese potrebbe diventare un Grosso problema ed entro l'anno sarebbe meglio risolvere sia con le buone che con le cattive...

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un'altro problema ce l'abbiamo noi qui vicino e si chiama Libia.

So che Gheddafi sta tirandosela un pò troppo ultimamente la storia delle emigrazioni, la UE ha speso 31 milioni di euro per costruire e migliorare i confini e le dogane (e guarda caso non si risolve il problema) mentre alla Russia (che sta diventando il nuovo partner commerciale assieme all'Italia) è riuscito a spillare un bel contrattone e assicurarsi anche una fornitura di alcuni sukhoi.

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...per me Saddam non si poteva contenerlo e lui non si sarebbe fatto contenere (scusate il gioco di parole)...

...probabilmente si sarebbe alleato con l'iran(anche se non sono mai stati amici)e la siria per contrastare gli stati uniti...

nella pace siria-israele io non ci credo molto....israele in medio oriente è sempre stato visto come intruso...e invasore

l'iran tra qulache mese potrebbe diventare un Grosso problema ed entro l'anno sarebbe meglio risolvere sia con le buone che con le cattive...

 

 

Dimentichi che i palestinesi non li ama nessuno, nemmeno e soprattutto gli arabi, che li hanno sempre massacrati (ne ha ammazzati più Hussein di Giordania nei tre giorni del Settembre Nero che Israele in 60 anni). Vale anche per i siriani che non intendono rimanere in guerra perenne. Hanno capito che Israele non se lo toglieranno di lì, e quindi ci dovranno convivere, e se a questo aggiungi che hanno un nemico comune... diciamo uno che non gli è simpatico...

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Io credo che una nuova corsa agli armamenti è già iniziata da tempo, e l'occidente, anche grazie alle varie missioni in giro per il mondo, si sta facendo trovare impreparato, anzi, impoverito.

 

Il MO è una polveriera, non so dire quale sarà la scintilla ma spero si inneschi prima che sta banda di guerrafondai si procuri il nucleare.

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Potrebbe anche essere la soluzione migliore, solo che una guerra regionale su larga scala ci proietterebbe in un futuro di crisi economica nera.

Forse però sarebbe meglio risolvere una volta per tutte il problema dell'approviggionamento petrolifero che è l'unica causa dell'attuale situazione.

In ogni caso muoversi in quella polveriera potrebbe essere difficile per qualsiasi politico o diplomatico, gli stati mediorientali infatti hanno una consolidata tradizione di cambi di fronte e di bandiera e possono reagire in maniere che noi occidentali non riteniamo logice e razionali.

 

P.S. Scusate i refusi ma la tastiera oggi ha bisogno di un esorcista.

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Potrebbe anche essere la soluzione migliore, solo che una guerra regionale su larga scala ci proietterebbe in un futuro di crisi economica nera.

Forse però sarebbe meglio risolvere una volta per tutte il problema dell'approviggionamento petrolifero che è l'unica causa dell'attuale situazione.

In ogni caso muoversi in quella polveriera potrebbe essere difficile per qualsiasi politico o diplomatico, gli stati mediorientali infatti hanno una consolidata tradizione di cambi di fronte e di bandiera e possono reagire in maniere che noi occidentali non riteniamo logice e razionali.

 

P.S. Scusate i refusi ma la tastiera oggi ha bisogno di un esorcista.

 

 

Consolati, la mia ha bisogno di padre Pio. Per il resto quoto in toto.

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Una guerra regionale avrebbe senso solo se gli americani decidono di ritirarsi dall'Irak: a quel punto l'unico modo per impedire all'Iran di diventare potenza egemone regionale è (brutalmente) eliminarla dall'equazione.

Solo che questo non vuol dire distruggere semplicemente il loro programma nucleare, quanto annullare le loro forze armate e capacità industriali, in pratica cancellarli come stato moderno. Il prezzo: altissimo. Sono in grado di bloccare lo stretto di hormuz e di spedire alle stelle il prezzo del barile, e allo stesso tempo possono far sollevare gli sciiti irakeni e mettere sulla graticola gli americani o semplicemente spazzare via i 20.000 occidentali in afghanistan. Il tutto senza dimenticare Hezbollah, Hamas, ecc. ecc.

Insomma il prezzo sarebbe troppo alto: la cosa più conveniente è restare a Bagdad, lasciare ad Israele mano libera di colpire il loro programma nucleare impedendo però una guerra generale e sperare di riuscire ad aggiustare la situazione a Bagdad. Sta li la chiave: una sconfitta avrebbe esiti disastrosi e potrebbe obbligare gli americani ad una guerra molto molto brutta

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Una guerra regionale avrebbe senso solo se gli americani decidono di ritirarsi dall'Irak: a quel punto l'unico modo per impedire all'Iran di diventare potenza egemone regionale è (brutalmente) eliminarla dall'equazione.

Solo che questo non vuol dire distruggere semplicemente il loro programma nucleare, quanto annullare le loro forze armate e capacità industriali, in pratica cancellarli come stato moderno. Il prezzo: altissimo. Sono in grado di bloccare lo stretto di hormuz e di spedire alle stelle il prezzo del barile, e allo stesso tempo possono far sollevare gli sciiti irakeni e mettere sulla graticola gli americani o semplicemente spazzare via i 20.000 occidentali in afghanistan. Il tutto senza dimenticare Hezbollah, Hamas, ecc. ecc.

Insomma il prezzo sarebbe troppo alto: la cosa più conveniente è restare a Bagdad, lasciare ad Israele mano libera di colpire il loro programma nucleare impedendo però una guerra generale e sperare di riuscire ad aggiustare la situazione a Bagdad. Sta li la chiave: una sconfitta avrebbe esiti disastrosi e potrebbe obbligare gli americani ad una guerra molto molto brutta

E il lato ancora più brutto per noi europei è che se volessimo stare dietro agli USA ci ritroveremmo immischiati nella suddetta guerra molto molto brutta, e vaglielo a spiegare ad un'opinione pubblica abituata a 60 anni di più o meno pace che è necessaria per il bene dell'Unione e dell'Occidente tutto.

 

Nel caso non volessimo intervenire si vedrebbero i nostri interessi economici nell'area (enormi a dir poco) distrutti e il rapporto con il potente alleato irreversibilmente compromessi.

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Potrebbe anche essere la soluzione migliore, solo che una guerra regionale su larga scala ci proietterebbe in un futuro di crisi economica nera.

Forse però sarebbe meglio risolvere una volta per tutte il problema dell'approviggionamento petrolifero che è l'unica causa dell'attuale situazione.

In ogni caso muoversi in quella polveriera potrebbe essere difficile per qualsiasi politico o diplomatico, gli stati mediorientali infatti hanno una consolidata tradizione di cambi di fronte e di bandiera e possono reagire in maniere che noi occidentali non riteniamo logice e razionali.

 

P.S. Scusate i refusi ma la tastiera oggi ha bisogno di un esorcista.

 

perché adesso non ce una crisi economica modiale????...la situazione dei mutui americani,il petrolio alle stelle,alimenti rincarati,ecc

 

cmq secondo me se Iran,o gli altri paesi del MO,riesce ad avere armi nucleari,siamo nella m***a + totale....se ce la Iran ce la hanno anke i TERRORISTI......se dovesse scoppiare una guerra regionale nel MO l'unico motivo x intervenire sarebbe quello x il Petrolio.....gli USA difenderebbero sl i paesi cn + giacimenti dell Oro nero

 

poi ultima cs poi non rompo + :rotfl: ,è quella della guerra in Iraq..secondo me è inutile,cioè saddam "era" al potere da un bel pò(non kiedetemi l'anno perché non lo so),perché hanno aspettato sl DOPO 11 settembre(pace all'anima d tutti i morti),perché non lo hanno tirato giu nel 1991 cn la guerra del golfo????....potevano benissimo farlo,visto ke avevano distrutto gran parte del sistema d difese(centri d comunicazione,aeroporti,centri radar,fabbrike,ecc)..potevano benissimo entrare a Bagdad cm se nnt fosse,invece no lo hanno lasciato andare.....avrebbero avuto l'appoggio d tutti i paesi della "coalizione",tra cui l'Arabia!!

 

cn questo ho finito :rotfl:

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Guest intruder
perché adesso non ce una crisi economica modiale????...la situazione dei mutui americani,il petrolio alle stelle,alimenti rincarati,ecc

 

cmq secondo me se Iran,o gli altri paesi del MO,riesce ad avere armi nucleari,siamo nella m***a + totale....se ce la Iran ce la hanno anke i TERRORISTI......se dovesse scoppiare una guerra regionale nel MO l'unico motivo x intervenire sarebbe quello x il Petrolio.....gli USA difenderebbero sl i paesi cn + giacimenti dell Oro nero

 

poi ultima cs poi non rompo + :rotfl: ,è quella della guerra in Iraq..secondo me è inutile,cioè saddam "era" al potere da un bel pò(non kiedetemi l'anno perché non lo so),perché hanno aspettato sl DOPO 11 settembre(pace all'anima d tutti i morti),perché non lo hanno tirato giu nel 1991 cn la guerra del golfo????....potevano benissimo farlo,visto ke avevano distrutto gran parte del sistema d difese(centri d comunicazione,aeroporti,centri radar,fabbrike,ecc)..potevano benissimo entrare a Bagdad cm se nnt fosse,invece no lo hanno lasciato andare.....avrebbero avuto l'appoggio d tutti i paesi della "coalizione",tra cui l'Arabia!!

 

cn questo ho finito :rotfl:

 

 

Nel 1991 il Presidente Bush (padre), rispettò i termini del mandato ONU, che consistevano nel liberare il Kuwait, non nell'abbattere il regime iracheno. In realtà pare che un pensierino l'abbia fatto, ma, da uomo saggio, decise di ascoltare i consigli di Mubarak (e, si dice, anche di Assad di Siria), interpretati in maniera molto colorita dal sgeretario di Stato dell'epoca, James Baker: Saddam is a son-of-a-bitch, but he's the only one we've got around over there, too.

Edited by intruder
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Guest intruder
ma la NATO da ki è "Diretta"????....a quel'epoca intendo

 

 

Non so chi era SHAPE all'epoca, ma non fa differenza. Desert Storm fu un'operazione ONU.

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Guest intruder
oddio scusate tt ho sbagliato a scrivere :P ,intetndevo ke dirigeva l'ONU???

 

Cioè chi era segretario generale? Il peruviano Xavier Perez de Cuellar, se non vado errato.

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ok grazie

 

ma visto ke erano li non potevano kiedere a Xavier Perez de Cuellar se potevano andare a "salutare" Saddam??? :rotfl: :rotfl:

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