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Leviathan

aria di elezione in spagna

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(ANSA) - MADRID, 14 GEN - Il governo spagnolo ha formalmente deciso lo scioglimento delle camere al termine normale della legislatura. Lo ha annunciato il premier Jose' Luis Zapatero. Le elezioni legislative si terranno il 9 marzo prossimo, ha confermato il capo del governo di Madrid in una conferenza stampa dopo una riunione del consiglio dei ministri. Le precedenti elezioni politiche si erano svolte quattro anni fa, il 13 marzo 2004.

 

Spero venga riconfermato, la sua politica mi piave parecchio, dalla laicità (quella vera) a molti altri temi

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Io penso prenderà una batosta di quelle pesanti e sarà meglio per tutti, in primis per gli spagnoli e anche per noi, almeno i sinistrorsi nostrani smetteranno con il "se ci fosse zapatero..."

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Dominus potresti argomentare il tuo post??? Non sono a conoscenza della situazione spagnola.

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Sinceramente penso che Zapatero abbia perso totalmente la visione etica della politica, i matrimoni tra omosessuali ne sono un esempio, inoltre ha distrutto anni di politica estera ben congeniata dai suoi predecessori, che avevano portato la Spagna da paese praticamente del terzo mondo a livello diplomatico al livello di una potenza regionale, con il suo frettoloso e ignominioso ritiro dall'Iraq, in pratica ha letteralmente calato le braghe davanti all'integralismo Islamico, che ripaga gli spagnoli con la loro stessa moneta.

Infatti la codardia viene vista come debolezza e la debolezza viene colpita, ennesima dimostrazione quanto successo in Libano in estate dove sono stati colpiti di proposito i militari spagnoli perchè considerati l'anello debole della coalizione.

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Di nuovo scintille fra i vescovi spagnoli e il Psoe del premier Josè Luis Zapatero a cinque settimane dalle elezioni politiche del 9 marzo.

 

In una nota diffusa in vista del voto, la Commissione permanente della conferenza episcopale spagnola ha rivendicato «l'obbligo e il diritto di orientare il discernimento morale» dei cattolici, prendendosela anche contro i tentativi di dialogo con chi pratica il terrorismo (ovvero i baschi dell'Eta) e invitandoli in pratica, senza mai citarlo, a non votare Psoe.

 

E i socialisti rispondo a tamburo battente: «immorale è usare il terrorismo a fini elettorali».

 

I vescovi, dopo quattro anni di ripetuti scontri con il governo socialista, nel documento hanno chiesto «ai cattolici e a coloro che desiderano ascoltarli» di votare per i partiti «compatibili con la fede e con le esigenze della vita cristiana».

 

La nota evoca le leggi volute dal governo Psoe nell'ultima legislatura più severamente criticate dai vescovi, come quelle sui matrimoni gay o sulla "educazione alla cittadinanza" e denuncia implicitamente le trattative condotte nel 2005 e nel 2006 da Zapatero con l'Eta.

 

«Il terrorismo è una pratica intrinsecamente perversa, del tutto incompatibile con una visione morale di vita giusta e ragionevole», è l'espressione «più dura dell'intolleranza e del totalitarismo», sottolinea la nota dell'episcopato spagnolo. «Una società che voglia essere libera e giusta non può riconoscere esplicitamente o implicitamente una organizzazione terroristica come rappresentante politico di alcun settore della popolazione, nè può considerarla un interlocutore politico».

 

La gerarchia della chiesa cattolica spagnola riconosce invece «la legittimità delle posizioni nazionalistiche che senza ricorrere alla violenza, con metodi democratici, vogliono modificare la configurazione politica dell'unità della Spagna».

 

Il premier, interrogato dai cronisti al termine del vertice bilaterale con il cancelliere tedesco Angela Merkel a Palma di Maiorca, ha preferito non rispondere immediatamente. Ma l'attesa di una presa di posizione del Psoe è durata solo qualche ora.

 

«Ciò che è immorale è che i vescovi, come il Partito Popolare, utilizzino il tema del terrorismo a fini elettorali», si legge in un comunicato emesso in serata dal Psoe.

 

«Se non si può sostenere i partiti che hanno aperto un dialogo con l'Eta - replicano i socialisti - allora non si può votare per nessuno».

 

Anche il Pp, che è stato al potere prima dei socialisti e che ora è in prima fila a condannare il dialogo, poi fallito, aperto da Zapatero con l'Eta, ha infatti tentato di trattare con il terrorismo basco nel 1998-99. Quelli dei vescovi, dice il comunicato del Psoe, «è un argomento ipocrita». È solo un favore al Partito popolare.

 

La conferenza episcopale sottolinea che nella determinazione del voto i cattolici devono tenere conto - e cita le parole di Benedetto XVI - della «difesa della vita umana in tutte le sue tappe, dalla concezione alla morte naturale, e della promozione della famiglia fondata sul matrimonio, evitando di introdurre nell'ordinamento pubblico altre forme di unione, che contribuiscano a destabilizzarla».

 

«La grande maggioranza dei cittadini cattolici e non cattolici - risponde il Psoe - difendono uno stato costituzionale e una società laica nella quale ciascuno ha il diritto di vivere secondo le proprie idee e convinzioni... È evidente che i vescovi che hanno firmato il comunicato non credono in questa società. È per questo che sono tanto lontani dalla società attuale».

 

Per il Partito Socialista (Psoe) spagnolo è «Immorale» che la Chiesa spagnola utilizzi il terrorismo per fare campagna elettorale. Il Psoe ha risposto in questo modo in un comunicato al documento diffuso oggi dalla commissione permanente della Conferenza Episcopale Spagnola (Cee) in cui i vescovi hanno formulato una serie di consigli agli elettori cattolici in vista delle elezioni politiche del marzo 2008 tra cui quello di non non votare chi adotta come «interlocutore» un'organizzazione terroristica. Una raccomandazione che è stata interpretata come un chiaro attacco al premier Jose Luis Rodriguez Zapatero.

 

I socialisti hanno ricordato alla Cee che i governi precedenti non si differenziano dall'attuale perchè «Adolfo Suarez, Felipe Gonzalez, Jose Maria Aznar: tutti hanno dialogato con l'Eta.

 

Il Psoe ha inoltre ricordato che l'ex premier conservatore Aznar si servì durante le trattative di «un vescovo come intermediario. Per cui - hanno concluso i socialisti riferendosi all'invito a non votare a chi ha trattato con i terroristi - si tratta di un argomento ipocrita e malintenzionato».

 

http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=72572

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Sinceramente penso che Zapatero abbia perso totalmente la visione etica della politica, i matrimoni tra omosessuali ne sono un esempio, inoltre ha distrutto anni di politica estera ben congeniata dai suoi predecessori, che avevano portato la Spagna da paese praticamente del terzo mondo a livello diplomatico al livello di una potenza regionale, con il suo frettoloso e ignominioso ritiro dall'Iraq, in pratica ha letteralmente calato le braghe davanti all'integralismo Islamico, che ripaga gli spagnoli con la loro stessa moneta.

Infatti la codardia viene vista come debolezza e la debolezza viene colpita, ennesima dimostrazione quanto successo in Libano in estate dove sono stati colpiti di proposito i militari spagnoli perchè considerati l'anello debole della coalizione.

 

 

Quoto quanto detto da Dominus.

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Io penso prenderà una batosta di quelle pesanti e sarà meglio per tutti, in primis per gli spagnoli e anche per noi, almeno i sinistrorsi nostrani smetteranno con il "se ci fosse zapatero..."

 

Sinceramente penso che Zapatero abbia perso totalmente la visione etica della politica, i matrimoni tra omosessuali ne sono un esempio, inoltre ha distrutto anni di politica estera ben congeniata dai suoi predecessori, che avevano portato la Spagna da paese praticamente del terzo mondo a livello diplomatico al livello di una potenza regionale, con il suo frettoloso e ignominioso ritiro dall'Iraq, in pratica ha letteralmente calato le braghe davanti all'integralismo Islamico, che ripaga gli spagnoli con la loro stessa moneta.

Infatti la codardia viene vista come debolezza e la debolezza viene colpita, ennesima dimostrazione quanto successo in Libano in estate dove sono stati colpiti di proposito i militari spagnoli perchè considerati l'anello debole della coalizione.

 

Come non darti ragione....lucido e conciso.

Gli spagnoli hanno iniziato a rimpiangere Aznar dopo pochi mesi....ormai Zapatero non lo possono vedere più.

Aznar fu castigato dall'elettorato, nonostante avesse ben governato, per uno sola cosa: aver mentito a tutti l'11marzo, il giorno degli attentati, scaricando senza ombra di dubbio a colpa sul terrorismo basco dell'ETA.

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MADRID - Sondaggi favorevoli al premier Jose' Luis Zapatero in Spagna, in vista delle elezioni del prossimo 9 marzo. Il partito socialista (Psoe) e' infatti in rimonta, almeno stando a due indagini demoscopiche pubblicate oggi dal quotidiano di sinistra "Publico" e dalla radio Cadena Ser, dello stesso gruppo di "El Pais". Secondo il sondaggio del giornale, il Psoe aumenterebbe il suo vantaggio di 5,8 punti, attestandosi al 44,5% delle intenzioni di voto, contro il 38,7% del Pp. Per il "Pulsometro" di Cadena Ser, invece, i socialisti avrebbero raddoppiato il vantaggio che avevano due settimane fa e si attesterebbero al 44%, contro il 38% del Pp. Il 51% degli intervistati, poi, preferisce che vinca Zapatero rispetto al suo sfidante Mariano Rajoy. Appena ieri, pero', proprio il leader del Pp aveva indicato a "El Mundo" di essere in possesso di sondaggi "confidenziali" secondo cui i popolari avrebbero superato, seppure di pochissimo, i socialisti nelle intenzioni di voto. (Agr)

 

http://www.ilsecoloxix.it/italia_e_mondo/v...48-0003badbebe4

 

mi spiace per dominus e paperink ma temo che l'esempio vivente della sinistra con le palle realmente laica sia in vantaggio.

 

http://www.clandestinoweb.com/?option=com_...iew&id=4745

 

 

02 feb. - A poco più di un mese dalle politiche del 9 marzo prossimo, si acuisce lo scontro tra il governo socialista spagnolo di Jose Luis Rodriguez Zapatero e la Chiesa, e l'attacco dei vescovi iberici con direttrici di voto per i cattolici chiaramente contrarie al Partito Socialista, ha innescato una polemica che sta coinvolgendo tutti i settori della società spagnola.

tema è quello dell'aconfessionalita' dello stato e il diritto della Chiesa a criticare le decisioni del potere politico. La Conferenza Episcopale Spagnola (Cee) raccomanda ai fedeli di non votare i partiti che negoziano con organizzazioni terroristiche, che introducono materie come Educazione alla Cittadinanza nei programmi scolastici o che attaccano la concezione tradizionale della famiglia. Tutti chiari riferimenti all'azione del governo Zapatero.

Le reazioni dei socialisti non sembrano essere state condizionate dalla cautela con cui normalmente hanno trattato i temi di contrasto con la conferenza episcopalee hanno anche accusato i prelati di "mentire" e di sostenere il Partito Popolare (Pp) fino al punto, cche "ci manca solo che qualche.

 

I prelati sono scesi in piazza per criticare l'azione di governo. Perche' con la Chiesa, oltre all'educazione e al matrimonio omosessuale, i punti di discordia sono stati molteplici: dalla legge che velocizza le pratiche burocratiche per il divorzio, passando per la normativa che permette la clonazione a fini terapeutici, per arrivare alla legge sulla Memoria Storica, che impone l'eliminazione di tutte le vestigia del regime frachista ancora esposte nei luoghi pubblici.

I sondaggi hanno pero' dato ragione a Zapatero: la societa' spagnola, in tempi rapidissimi, era stata protagonista di un grande mutamento sociale e le riforme del governo sono state generalmente accettate dall'opinione pubblica. Si e' avuta la conferma della persistenza delle cosiddette 'due spagne', una progressista e laica e l'altra conservatrice e cattolica, ovvero di una forte spaccatura dell'opinione pubblica.

Il leader socialista, gia' in precampagna elettorale, aveva dichiarato che non esisteva nessuna frattura con la Cee e che gli attacchi al governo provenivano esclusivamente da alcuni vescovi nostalgici del regime nazional-cattolico franchista.

Ma l'attacco di ieri sembra smentire questa teoria. E se i principali esponenti del partito hanno criticato apertamente l'ingerenza della Chiesa negli affari dello stato, Zapatero ha scelto la strada della cautela e non ha ancora commentato l'attacco dei porporati iberici. (mps)

 

altro che veltroni lo voglio qui in italia lui

 

zapatero24_280x200.jpg

 

Lui ha vinto dicendo via dall'Iraq: è l'ha fatto, e ha avuto più coraggio dei soliti lecchini nostrani

Edited by Leviathan

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Non li invidio gli spagnoli.

Da una parte un partito, il Partido Popular, che mai ha tagliato i ponti con il franchismo e ostaggio della chiesa locale

Dall'altra quello che, non solo per i temi etici, è un estremista.

Se fossi spagnolo non voterei

 

Ci sono due centro-sx in Europa oggi:

- il C-sx "Blairiano" in Germania, Italia e Uk

- la sinistra "vecchio stile" in Francia e Spagna, e minoritaria in Italia (RC, CI e Verdi) e Germania (Oskar Lafontaine)

 

Inutile dire a chi va la mia simpatia; considero Blair uno dei più grandi politici di questi tempi, grazie alla sua re-invenzione del Labour è riuscito a governare per 3 legislature in un paese, l'Inghilterra, che come l'Italia è sempre stato conservatore.

 

Mi sembra siam ben lontani come politica estera

La politica estera del Pd - riassume Veltroni - poggia su quattro pilastri: partecipazione attiva dell'Italia al processo di integrazione europeo; il Mediterraneo, che oggi può essere l'hub politico che collega l'Europa al Nord Africa e l'hub del dialogo religioso; il rafforzamento dell'amicizia e della collaborazione con gli Stati Uniti; il multilateralismo e il sostegno alle Nazioni unite».
Edited by Rick86

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Si, però rimane sempre quanto fatto dal PP durante i suoi precedenti mandati.

Hanno portato la spagna da paese arretrato al livello dei vicini europei e gli avevano anche dato una voce in politica estera, cosa che ovviamente non è che abbia più molto.

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A ormai appena 8 giorni dalle elezioni spagnole del prossimo 9 marzo, il Psoe di José Luis Zapatero mantiene un vantaggio di cinque punti sul Partido popular (Pp) di Mariano Rajoy, secondo i maggiori sondaggi, confermando la superiorità di Zapatero anche dopo il duro “faccia a faccia” televisivo di lunedì sera, in cui il premier ha vinto “ai punti” su un Rajoy che è apparso più aggressivo ed efficace del previsto.

 

Ma è una campagna elettorale senza esclusione di colpi, e anche i “grandi vecchi” come José Maria Aznar e Felipe Gonzalez partecipano alla lotta con grande fervore: in meno di 24 ore, entrambi gli ex premier si sono resi protagonisti di pesanti attacchi. Aznar ha accusato Zapatero di continuare a negoziare con l'Eta mentre Gonzalez ha dato dell’«imbecille» al candidato popolare Rajoy. Se vincesse il «signor Z», ha detto Aznar durante un comizio elettorale nelle Asturie, «negozierà con la banda terrorista Eta, perché mai ha smesso di farlo e nemmeno adesso». L'ex premier conservatore ha così tirato fino all’estremo la principale critica del Pp a Zapatero sul terreno del terrorismo, cioè l'aver intrattenuto un negoziato politico con l'Eta nel 2006 dopo l'annuncio da parte di quest'ultima di una tregua unilaterale, di fatto rotta con un attentato all'aeroporto di Madrid che fece due vittime il 30 dicembre 2006. Gonzalez invece si è riferito, durante un comizio del Psoe a Malaga, a una recente intervista concessa da Mariano Rajoy: «Non credevo ai miei occhi - ha detto l'ex premier socialista - non credevo che qualcuno potesse dire di se stesso “sono più intelligente, più moderato” e più non so che di Zapatero: ma se anche fosse vero, questo lo può dire solo un imbecille!».

 

In ogni caso, al di là degli attacchi calunniosi o insultanti, soprattutto il Psoe è convinto che la partecipazione di Gonzalez alla campagna, che finora è stata intensa, sia una strategia vincente, perché l'ex premier socialista è ancora molto popolare: perciò parteciperà assieme a Zapatero a un comizio a Barcellona, città-chiave per i socialisti, il prossimo 6 marzo.

 

Fonti del Psoe hanno riferito ai media spagnoli che «non è il caso di strapparsi i vestiti» per l'insulto, ricordando altre accuse infamanti e ingiustificate da parte dei popolari, come quella che Rajoy ha fatto a Zapatero durante il “duello Tv” di lunedì scorso, di aver «aggredito le vittime del terrorismo». Secondo i socialisti, il Pp ha invece evitato di mostrare troppo Aznar in campagna elettorale: l'ex premier conservatore sarebbe considerato troppo spostato a destra, una caratteristica poco utile in vista delle elezioni, quando è importante conquistare il centro e il voto degli indecisi.

 

Il piccolo mondo della politica spagnola si prepara intanto a tutti i possibili scenari del dopo 9 marzo. Se, come nel 2004, il Psoe arriverà primo ma non avrà la maggioranza assoluta al congresso dei deputati, Zapatero sarà di nuovo premier e probabilmente ripeterà la strategia delle alleanze variabili in Parlamento, a seconda delle circostanze, con i nazionalisti catalani o con la sinistra di Izquierda Unida (Iu). Se sarà sconfitto, per la seconda volta, Rajoy potrà difficilmente rimanere alla guida del Pp. Se perderà di poco, prevedono fonti del Pp, il suo più probabile sostituto alla guida del partito dovrebbe essere la “dama di ferro” Esperanza Aguirre, presidente della Comunità di Madrid. Se perderà più nettamente alla guida del Pp potrebbe essere portato il leader del centro e sindaco di Madrid Roberto Gallardon, il politico più popolare di Spagna.

 

Zapatero in campagna ha escluso l’ipotesi delle “larghe intese”, mentre Rajoy ha ventilato una possibile grande coalizione fra i due principali partiti nazionali in caso di vittoria di misura o di pareggio. Il suo interlocutore nel Psoe, in caso di sconfitta dei socialisti, potrebbe non essere più Zapatero, e questo contribuirebbe a un disgelo con il Pp. Alla guida del Psoe in questa ipotesi potrebbe arrivare l'attuale numero due, il leader dell'ala “centrista” del partito, Josè Blanco.

 

Tutto o quasi serve, infine, per allargare i consensi e mobilitare tiepidi e indecisi, anche la musica. Così i popolari vanno a scuola da Berlusconi, lanciando un nuovo inno, “Revolucion Popular”, per la campagna, presentato per la prima volta a un comizio di Rajoy in Murcia.

 

 

I sondaggi

Il Psoe di Zapatero sfiorerebbe la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento secondo un sondaggio reso pubblico questa sera dalla Tv privata Telecinco. I socialisti otterrebbero fra 170 e 177 seggi (la maggioranza assoluta alla camera è di 176 deputati) con il 44,2% dei voti, contro il 38,6% al Partido Popular dello sfidante Rajoy, che otterrebbe fra 148 e 152 seggi. I risultati dell'inchiesta di Demometrica per Telecinco danno un scarto del 5,6% fra i due principali partiti spagnoli, nettamente superiore a quanto previsto da altri sondaggi pubblicati negli ultimi giorni, che indicavano una differenza fra 1,5 e 4 punti percentuali fra Psoe e

 

Un altro sondaggio, per il quotidiano moderato El Mundo, ha però indicato che il dibattito tv avrebbe indotto il 7,7% degli elettori che hanno votato per il Psoe alle ultime elezioni nel 2004 a cambiare voto. Un secondo ed ultimo duello televisivo fra i due candidati premier è in programma lunedì prossimo.

 

unita.it

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L'impressione che ho io è questa....

non conosco bene la politica spagnola, quindi non mi ci addentro, ma vorrei far notare che la Spagna è cresciuta moltissimo con il PP ed ha continuato a crescere sotto il governo Zapatero con il Pil-pro capite italiano uguagliato......e stanno crescendo ancora a velocità doppia della nostra!

Quindi si denota che il sistema-paese Spagna sia molto più sano del sistema-paese Italia........

conclusione: in Spagna chiunque vinca tra Socialisti e PP le cose andranno meglio che in Italia chiunque vinca tra PDL e PD....

POLITICI ITALIANI DI M**D*!

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Non dimentichiamo che comunque la spagna all'inizio degli anni '80 aveva molto più potenziale di crescita rispetto all'italia per il semplice motivo che era un paese assimilabile all'italia degli anni '50, quella pre boom economico.

Non è solo una questione di classe politica, il sistema italia è fermo anche per carenze in altri settori.

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Non dimentichiamo che comunque la spagna all'inizio degli anni '80 aveva molto più potenziale di crescita rispetto all'italia per il semplice motivo che era un paese assimilabile all'italia degli anni '50, quella pre boom economico.

Non è solo una questione di classe politica, il sistema italia è fermo anche per carenze in altri settori.

 

Certo Dominus, concordo perfettamente con te sul fatto che dopo Franco, la Spagna avesse margine di crescita alti in quanto doveva recuperare il terreno perduto, il problema si pone adesso.....

ovvero la Spagna ha raggiunto un benessere 30 anni fà impensabile (lo stesso di un'italiano degli anni 60 che pensava a 20 anni prima), ma la loro economia non sembra ferma....continuano a crescere (incremento annuo del pil tra il 3 e 4%) e ad investire sulle infrastutture (alta velocita, strutture portuali solo per citarne alcune).

Come mai noi siamo fermi o quasi, dove l'incremento del pil si misura in decimi di punto, in una UE dove sia paesi economicamente più pesanti che i nuovi neo-membri presentano economie più vitali di quella italiana?

Un mea culpa bisognerà pur farlo quando si è ULTIMI!

 

Le carenze in altri settori.....a chi stà ovviare alle carenze? Ovviamente ai politici che formano i governi.....e giusto per limitarmi allo spartiacque del 1993, da allora non ritengo che i politici italiani abbiano fatto IL MEGLIO per il loro paese.....si sono limitati di tanto in tanto a togliere qualche secchio d'acqua giusto per non far affondare la nave.

 

Questa è la colpa (grave) che imputo alla nostra classe dirigente.......meglio quella spagnola.

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Carrasco in giacca di pelle

Tre spari e poi le urla della moglie e della figlia: «Assassini, assassini!». È il racconto di una vicina di casa di Isaias Carrasco, l'ex consigliere comunale ucciso venerdì a colpi di pistola a Mondragon (Paesi Baschi; provincia di Guipuzcoa). La donna si è affacciata alla finestra per vedere cosa era successo e si è trovata davanti una scena drammatica: l'uomo con il petto insanguinato steso a terra e la moglie e la figlia, anch'esse sporche di sangue, che urlavano buttate sul corpo.

 

«Mi trovavo nella mia stanza e ho sentito tre spari. Ho guardato dalla finestra e ho visto la moglie e la figlia che gridavano: assassini, assassini!». La donna ha aggiunto che la vittima «aveva il petto pieno di sangue e anche loro, toccandolo, si sono macchiate».

 

Secondo le prime ricostruzioni riportate dai media iberici, l'omicidio sarebbe attribuibile all'organizzazione terroristica indipendentista basca dell'Eta, una attribuzione confermata dal ministro dell'Interno Alfredo Perez Rubalcaba. E il sicario che ha ucciso Carrasco, mascherato con una barba posticcia, avrebbe sparato tre colpi alla vittima, uno alla nuca e due al collo, poi sarebbe scappato su un'automobile metallizzata grigia in compagnia di una o due persone.

 

L'ex consigliere comunale, di 42 anni, è morto all'ospedale dove i medici hanno tentato invano di rianimarlo. Lavorava per un'impresa di infrastrutture basca e lascia tre figli e la moglie. Alle scorse elezioni del 2007 occupava il sesto posto nella lista del Partito Socialista (Psoe) per il consiglio comunale di Mondragon (circa 22mila abitanti), ma i socialisti hanno ottenuto solo quattro seggi: ha vinto le elezioni Azione Nazionalista Basca (Anv), partito accusato di rappresentare Batasuna, il braccio politico fuorilegge dell'Eta.

 

Il premier Zapatero ha detto che con l'uccisione dell'ex consigliere comunale di Mondragon Isaias Carrasco i terroristi dell'Eta «hanno voluto di nuovo interferire con la vita democratica, ma la società spagnola

ha già dimostrato che non lo permetterà mai. Tutti insieme - ha aggiunto Zapatero - la faremo finita con questo flagello che colpisce la società spagnola da decenni».

 

Zapatero ha poi assicurato che le autorità arresteranno gli autori dell'attentato. «Tutti quelli che hanno partecipato saranno presto catturati e dovranno scontare nel modo più rigoroso la loro pena, esattamente come gli autori degli attentati precedenti. Il governo perseguirà con tutti gli strumenti dello Stato di diritto i terroristi e chi li appoggia e giustifica», ha aggiunto.

 

unita.it

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E permettono al sindaco di non deplorare l'attentato e di proibire di esibire la bandiera nazionale alla finestra.

Io dico che se le cercano gli Spagnoli.

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L'exit poll diffuso dalla Tv pubblica Tve alla chiusura delle urne nella Spagna continentale alle 20:00 dà al Psoe di Josè Luis Zapatero fra 172 e 176 seggi) e fra 148 e 152 seggi al Pp di Mariano Rajoy.

 

La sinistra esce in testa anche dalle elezioni municipali in Francia con il 47,5% dei voti a livello nazionale nei comuni di più di 3.500 abitanti secondo un sondaggio all'uscita delle urne dell'istituto Csa reso pubblico alle 20. Le liste dell'Ump (il partito del presidente Nicolas Sarkozy) raccoglie il 40% dei voti; il 4,5% va al MoDem di Francois Bayrou, il 2% alla destra del Front National e all'estrema sinistra. L'astensione raggiunge il 34%.

 

www.unita.it

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Io penso prenderà una batosta di quelle pesanti e sarà meglio per tutti, in primis per gli spagnoli e anche per noi, almeno i sinistrorsi nostrani smetteranno con il "se ci fosse zapatero..."

 

Questa la inseriamo nella settimana enigmistica, rubrica "Le ultime parole famose" ;)

 

Si scherza, eh!

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:asd: :asd:

 

Spagna/ Gaffe Rajoy: Domani ho la parata militare, che rottura

Poi il leader del Pp, subito fustigato dal Psoe, rettifica

 

Dubitare dell'utilità delle parate militari sarà capitato a molti, ma per un leader di centrodestra come il numero uno del Partido popular (Pp) spagnolo Mariano Rajoy essere beccato da un microfono indiscreto mentre si definisce la parata della festa nazionale "una rottura" non è certo l'ideale. E così in Spagna è scoppiata la polemica alla vigilia della festa nazionale (il "Dia de la Hispanidad") che si celebra domani e vedrà re Juan Carlos sfilare insieme alle forze armate lungo il Paseo della Castellana di Madrid.

 

"Domani ho quella rottura della parata, insomma, un progetto appassionante", si è lasciato sfuggire l'incauto Rajoy durante un meeting politico, mentre era al tavolo dei relatori parlando con un collega. Ironico, oltre che annoiato. E il Psoe di José Luis Zapatero non si è certo lasciato sfuggire l'occasione di colpire l'avversario proprio su un tema molto caro al suo elettorato: "Il problema è che per Rajoy i temi seri come la Difesa e le forze armate sono materie noiose", ha subito dichiarato in Tv la numero tre del partito socialista Leire Pajin.

 

Rajoy si visto obbligato a rettificare in un comunicato: "A quanto pare, un'espressione colloquiale propria di una conversazione di ambito privato è trapelata da quest'ambito a quello pubblico: per fugare qualsiasi dubbio o cattiva interpretazione, voglio reiterare la mia posizione già nota di massimo rispetto, affetto e appoggio alle nostre Forze Armate, come la celebrazione della festa nazionale".

 

Proprio la stessa espressione, "rottura" (in sp. "conazo") era costata un'imbarazzante gaffe al predecessore di Rajoy, l'ex premier José Maria Aznar. Nel 2002, durante la presidenza spagnola dell'Ue, Aznar se ne uscì credendosi a microfono spento definendo una "scocciatura" il discorso appena pronunciato davanti all'Europarlamento di Bruxelles sui risultati del vertice Ue di Barcellona: "Bella rottura che ho tirato fuori" disse Aznar provocando l'incredulità dei giornalisti che ascoltavano nel circuito chiuso dell'eurocamera. Ma a Rajoy, a quanto pare, quella lezione non è bastata.

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