Vai al contenuto

Partito democratico / della libertà


VittorioVeneto

Messaggi raccomandati

vero, anche per me a Sigonella ha fatto bene, peccato che Abbas l'ha rimesso in libertà dopo (insomma si è rovinato in finale).

Sempre su Abbas è vero che aveva passaporto diplomatico e quindi non si poteva trattenere?

 

In qualsiasi caso era un assassino e gli americani facevano benissimo ad arrestarlo, se essere "indipendenti dagli americani" vuol dire parteggiare per la feccia del mondo preferisco la nostra attuale politica estera schierata.

 

mio schieramento? .... ma quale?

forse non è chiaro che ragiono con la mia testa e non mi schiererò mai!

 

Scusa se ti ho frainteso ma fino a ieri avevi la foto di berlusconi nell'avatar e hai sempre difeso qualsiasi scelta dell'attuale esecutivo e criticato duramente l'attuale opposizione, quindi avevo, a questo punto erroneamente, desunto che parteggiassi per il centrodestra.

Link al commento
Condividi su altri siti

  • Risposte 786
  • Creata
  • Ultima Risposta

Partecipanti più attivi

Partecipanti più attivi

In qualsiasi caso era un assassino e gli americani facevano benissimo ad arrestarlo, se essere "indipendenti dagli americani" vuol dire parteggiare per la feccia del mondo preferisco la nostra attuale politica estera schierata.

Scusa se ti ho frainteso ma fino a ieri avevi la foto di berlusconi nell'avatar e hai sempre difeso qualsiasi scelta dell'attuale esecutivo e criticato duramente l'attuale opposizione, quindi avevo, a questo punto erroneamente, desunto che parteggiassi per il centrodestra.

Avrai anche notato che il tipo con la bandana era stato, non a caso, capovolto ma capisco di aver contribuito all'errore con alcuni miei ragionamenti: non devi scusarti, in parte, hai ragione.

Comunque qualche critica al Cav. l'ho formulata (caso Santoro in Bulgaria)

Modificato da dindon
Link al commento
Condividi su altri siti

lastampatop2.gif

 

Franceschini sfida Berlusconi:

"Voglio tre dibattiti pubblici"

 

Il leader del Pd: «Non mi candido

alle Europee, io non imbroglio».

E poi: «Bene Fini, lui è serio»

ROMA

«Lancio io una sfida a Berlusconi. Facciamo tre dibattiti, uno con mille disoccupati, un altro con mille tra insegnanti e studenti e un altro con mille imprenditori e vediamo chi ha le proposte più convincenti per il paese». È questa la "contro-sfida" che il leader Pd, Dario Franceschini, rivolge a Silvio Berlusconi parlando alla Stampa estera.

 

Sulla questione "Elezioni europee", il segretario del Pd, Dario Franceschini, risponde «no, grazie» al premier Silvio Berlusconi che lo aveva sfidato a candidarsi come farà lui. Il numero uno dei democratici ha poi aggiunto: «Si tratta di una sfida tutta berlusconiana, a chi imbroglia meglio gli italiani. Io rispondo, no, grazie. Non mi candiderò, l’Italia ha bisogno di chi lavora e non di chi imbroglia». «Farò come fa Fini - ha aggiunto - che è di destra ma è una persona seria, e siccome è incompatibile non si candiderà alle prossime elezioni».

 

Berlusconi è «l’unico premier al mondo che nega l’esistenza della crisi e passerà i prossimi mesi facendo una lunga campagna elettorale. Ha confermato la scelta di candidarsi alle elezioni europee come capolista e io trovo che questa sia una vergogna». «È l’unico capo del governo al mondo - ha insistito il numero uno del Pd - che nei prossimi mesi, invece che a lavorare per risolvere la crisi, andrà in giro a fare comizi e chiedere voti. Dubito che persone come Sarkozy o la Merkel si candidino alle Europee come fa Berlusconi che dovrà dimettersi un minuto dopo l’elezione perché lo dice la legge».

 

PS : Dindon a questo punto spiegaci perchè hai scelto quell'avatar che siamo curiosi ...

Modificato da VittorioVeneto
Link al commento
Condividi su altri siti

«Lancio io una sfida a Berlusconi. Facciamo tre dibattiti, uno con mille disoccupati, un altro con mille tra insegnanti e studenti e un altro con mille imprenditori e vediamo chi ha le proposte più convincenti per il paese».

 

Stiamo scadendo nel ridicolo, a sto punto spero che il PD si sciolga per avere almeno un partito da votare...

Link al commento
Condividi su altri siti

Vabbè , è un espediente per tentare di risalire un pò nei sondaggi in vista delle Europee, un pò come il leggendario contratto con gli Italiani firmato da qualcuno a Porta a Porta ! :rotfl::pianto:

5 punti e non ne ha rispettato mezzo :thumbdown:

 

Seguivo la conferenza stampa, bei discorsi fino alla proposta dei dibattiti, ma visto lo squallore dei media (lamentela da parte di Franceschini per essere stato oscurato nei cinegiornali mediaset) e della politica, pare l'unico modo (proposte simili intendo) per fare agenda setting: ovvero imporre il tema politico del giorno (che sarebbe avere l'iniziativa).

Link al commento
Condividi su altri siti

quello l'ho scritto io (ha detto telegiornali nella realtà)

 

«Le televisioni di proprietà del presidente del Consiglio, unico caso al mondo, alterano la competizione democratica». Il segretario del Pd Dario Franceschini, ospite della stampa estera, attacca a testa bassa i telegiornali Mediaset. Nel corso dell'incontro con i giornalisti, il responsabile informazione del Pd, Paolo Gentiloni, ha mostrato alcuni dati secondo cui i minuti dedicati a marzo dai tg Mediaset in «prime time» a berlusconi sono sette volte e mezzo quelli dedicati a franceschini, «principale leader dell'opposizione, il quale ha il medesimo minutaggio di Daniele Capezzone».

 

Franceschini punta il dito contro questo trattamento: «La politica - attacca - non è solo tv, però è inaccettabile quello che è successo sulle tv di proprietà del presidente del Consiglio, in violazione della legge».

 

«Se come fa il presidente del consiglio si dice in tv di andare a consumare, a spendere, a delle persone che fanno fatica a mangiare, così si eccita il conflitto sociale, non lo si risolve» ha aggiunto Franceschini. Per Franceschini, invece, «il conflitto sociale si risolve dando le risposte a chi ne ha più bisogno: disoccupati, pensionati e piccole imprese che stanno fallendo».

 

E poi, Franceschini giudica «un errore» non aver approvato la legge sul conflitto di interessi nella legislatura 1996-2001,

anche se sottolinea che Berlusconi va sconfitto «politicamente». «Fu un errore - ha detto il segretario del Pd parlando alla Stampa estera - non aver fatto una legge rigida, severa. Noi lavoriamo alla sconfitta di Berlusconi, e già due volte è stato battuto elettoralmente, ma oggi va battuto politicamente». Franceschini ha ricordato che il centrosinistra aveva presentato una legge sul conflitto di interessi anche nella scorsa legislatura: «Sarebbe dovuta arrivare in Aula nel gennaio del 2008, ed è una delle ragioni per cui Berlusconi si è impegnato ad acquisire senatori che poi ha candidato con il Pdl».

http://www.unita.it/news/83539/franceschini_attacca_mediaset

Modificato da Leviathan
Link al commento
Condividi su altri siti

  • 2 settimane dopo...

segnalo dal blog di Paolo Guzzanti

 

Dal Blog di Paolo Guzzanti

 

Blog Paolo Guzzanti

 

 

8 Aprile 2009

 

Citazione:Le informazioni e le ipotesi che seguono sono frutto di una serie di colloqui con amici di Forza Italia con accesso diretto alle fonti. Queste informazioni invitano a concludere che l’attuale legislatura è destinata a morire in anticipo rispetto ai tempi, affinché i piani di Silvio Berlusconi possano realizzarsi.

 

Berlusconi ha vari problemi e una soluzione unica per tutti: elezioni anticipate stroncando l’attuale legislatura, malgrado la maggioranza bulgara di cui dispone.

 

Come è possibile? Basta guardare i fatti.

 

Primo: questo Parlamento non è quello che eleggerà il prossimo Presidente della Repubblica. Dunque se Berlusconi vuole diventare capo dello Stato, deve aspettare il prossimo Parlamento. Ma il prossimo Parlamento sarà eletto soltanto fra quattro anni e Berlusconi sa che quattro anni di crisi economica sono lunghi e corrosivi. Oggi è al massimo del consenso, ma nessuno può dire che cosa accadrà fra quattro anni. Anzi, secondo le previsioni più ragonevoli, un governo che affronti una dura crisi economica, secondo quanto insgna la storia europea, alla fine perde le elezioni, o comunque raccoglie meno consenso di quello che aveva avuto all’origine.

 

Altro problema: l’espansione della Lega Nord che in regioni come il Veneto marcia verso il 40 per cento.

 

E ancora: la concorrenza di Fini che ha preso seriamente le distanze da lui, candidandosi come futuro leader del centro destra. Berlusconi non vuole che, quando e se salirà al Quirinale, governi Fini. Vuole che governi uno dei suoi: presumibilmente Alfano o la Gelimini. Berlusconi pensa di usare il settennato al Quirinale per seguitare ad avere un ruolo di comando sulla politica e i governi, scegliendo un primo ministro proveniente dalla sua nidiata e che esegua i suoi ordini, creando così di fatto un sistema presidenzialista alla francese, con un Presidente con ampi poteri e un primo ministro più o meno sottomesso. Come fare? occorre stroncare questa legislatura.

 

Ma come si fa a stroncare una legislatura in cui ha già la maggioranza assoluta?

 

In due modi: facendo in modo che il referendum abbia successo e vinca, oppure - se il referendum fallisce - attuando riforme costituzionali che costringano il Capo dello Stato a prendere atto del fatto che sono state approvate nuove regole che delegittimano le vecchie e che richiedono dunque elezioni generali anticipate.

 

Al Congresso di unificazione le prime file sono state occupate da giovani che saranno i deputati della prossima Camera, tutti berluscones intorno ai 30 anni, tanti carfagnini e carfagnine d’allevamento, di bella presenza e cresciuti in batteria nel pollaio del berlusconismo più puro.

 

Questi giovani riempiranno il prossimo Parlamento e circa l’80 per cento degli attuali parlamentari saranno licenziati. Questa conclusione è stata valutata da tutti come il risultato anche scenografico della scelta di relegare alle terze e quarte file gli attuali politici, privilegiando una generazione clonata e pronta ad eseguire con gioiosa passività gli ordini del capo. Sono giovani che non hanno mai conosciuto la vera politica, la democrazia, i partiti, le idee e le ideologie. Sono ragazzi opachi e entusiasti che recitano il breviario berlusconiano come un catechismo e sono ambiziosi, carrieristi e animati da uno spirito di pura adorazione del leader.

 

Se il referendum dovesse funzionare, sarebbe facile per Berlusconi chiedere al capo dello Stato di concordare un calendario che conduca allo scioglimento di un Parlamento ormai delegittimato.

 

Berlusconi vuole anche sconfiggere la Lega Nord dando seguito all’annuncio fatto: lui vuole il 51 per cento, da solo e senza Lega.

 

Il che significa: Noi vogliamo governare con una maggioranza assoluta che non abbia bisogno di voi.Che poi Berlusconi abbia usato parole di delirante amore per la Lega non significa nulla. L’obiettivo è renderla non indispensabile.

 

Se il referendum fallisse non raggiungendo il 51 per cento, ci sono le riforme istituzionali e elettorali che possono rendere l’attuale Parlamento delegittimato da nuove regole. Berlusconi non ha fretta: segue i sondaggi e vede come va il trend: finché è stabile o in salita, condensa le cose da fare, aspettando la prova delle regionali del prossimo anno.

 

Ma se dovesse emergere una tendenza al ribasso che lasci prevedere un declino del PDL e una sua erosione veloce, Berlusconi è pronto a giocare il tutto per tutto: approvare leggi elettorali e istituzionali alla svelta e correre al Quirinale. Occorre naturalmente che Napolitano sia della partita, ma il Capo dello Stato non ha molte alternative.

 

Se il piano funzionerà, Berluscni di fatto governerà l’Italia non solo per quel che resta di questa legislatura, ma di fatto anche durante il settennato quirinalizio, guidando governi di gente sua e relegando le ambizioni di Fini alla soffitta dei sogni.

 

Non è una strada tutta in discesa: Berlusconi deve fare i conti con Lega e AN, è una partita dura e complessa, che prevede fra l’altro una tenuta flebile ma non rovinosa del PD di cui Berlusconi ha bisogno come elemento legittimatore. Questa è la ragione per cui PDL e PD d’accordo hanno voluto impedire che alle europee i piccoli partiti fossero rappresentati: grazie allo sbarramento al 4 per cento, il PD può fare il pieno dei voti di sinistra, senza mostrare per intero tutta la sua crisi e questo è un favore che Berlsusconi ha reso prima a Veltroni e poi a Franceschini.

 

Inutile dire che noi ci batteremo affinché tutto ciò non accada e che non si instauri una riforma costituzionale cesarista mascherata. Ma saranno anni di dura battaglia per la difesa della democrazia parlamentare

 

Odio verso gli ex-compagni di merenda o informazioni fidate?

Parliamo dello stesso Guzzanti della Mitrokin

Modificato da Leviathan
Link al commento
Condividi su altri siti

Molto interessante questo intervento di Enrico Letta

 

«Questo bipolarismo è finito. L’elettorato non è bipolare, ma tripo­lare: diviso non tra destra e sinistra ma tra progressisti, moderati e popu­listi. Si tratta di unire progressisti e moderati, in un patto che non potrà includere né la Lega da una parte, né Di Pietro e i comunisti dall’altra. Dob­biamo costruire un nuovo Centro-si­nistra: con la C di Centro maiuscola. Con un terzo dei voti non si vince: è evidente che dobbiamo rispacchetta­re tutto. Il Pd, così com’è, è condan­nato alla sconfitta: non a caso, come ha fatto notare per primo Marc La­zar, il suo insediamento elettorale coincide in modo impressionante con quello del Pci di trent’anni fa. Si tratta di andare oltre questo Pd, e an­che oltre l’alleanza con Casini. Uscire dalla riserva indiana dei perdenti, e cambiare il sistema».

 

Sono giorni particolari e dolorosi per tutti, «in particolare per chi ha origini abruzzesi, come la mia fami­glia » dice Enrico Letta. Davanti a sé ha le bozze del suo nuovo libro, che uscirà da Mondadori la prossima set­timana. Un titolo che è una citazione del suo maestro, Nino Andreatta: Co­struire una cattedrale; il rifiuto del «presentismo», dell’incapacità di guardare oltre la quotidianità e di preparare il futuro, come hanno sa­puto fare generazioni di artigiani e muratori che lavorarono a opere che non avrebbero mai viste compiute con i propri occhi. E un’impostazio­ne quasi dialogica con il long-seller di Giulio Tremonti, La paura e la spe­ranza.

 

Enrico Letta parte dalle medesime premesse del ministro dell’Econo­mia: «La globalizzazione ci ha inca­strati ». Gli Stati, la politica hanno ab­dicato al loro mestiere, e adesso oc­corre rimediare, scrivendo nuove re­gole: non a caso Letta fa parte, con Guido Rossi, Giulio Napolitano e Gu­stavo Visentini, della commissione bipartisan istituita da Tremonti per costruire un nuovo «legal standard» in vista del G8 della Maddalena. Ma Letta insiste sul concetto «più Stato, non meno mercato»: «Difesa del mercato e rilancio di un ruolo più at­tivo dello Stato, che non porti però a una nuova statalizzazione dell’econo­mia »; puntando «su un’Europa più forte, anche grazie allo slancio del­l’ottima presidenza Sarkozy, piutto­sto che sulle risposte nazionali».

 

Le riflessioni sulla crisi sono mol­to preoccupate: «C’è il rischio dein­dustrializzazione. Quattro milioni di piccoli imprenditori sono al bivio tra chiudere e tener duro: se mollas­sero, cambierebbe il modello Italia». Da qui le proposte: sì alla contratta­zione decentrata — «legarsi alle ra­gioni della Cgil sarebbe l’ultima del­le cose da fare» —; pagare subito, at­traverso la Cassa Depositi e prestiti, i crediti delle imprese verso la pubbli­ca amministrazione; fare ora la rifor­ma per un nuovo welfare incentrato sulle donne, con congedo parentale obbligatorio per gli uomini; dare la priorità agli ammortizzatori sociali. E progettare una nuova architettura finanziaria europea e globale, au­mentando i poteri del Financial Sta­bility Forum di Mario Draghi e attri­buendo alla Bce le funzioni di vigi­lanza e sorveglianza in Europa.

 

Ma è sul capitolo dedicato alla po­litica che si concentrerà nell’imme­diato la discussione pubblica. Per­ché Letta disegna un quadro che pre­vede il superamento degli attuali schieramenti e anche degli attuali partiti. «L’addio di Veltroni chiude quindici anni di politica italiana; que­sto libro è il mio contributo ad anda­re oltre. Saranno decisivi i prossimi tre mesi. L’esito delle europee. E più ancora quello delle amministrative. Ce la stiamo mettendo tutta, ben gui­dati da Franceschini, per ottenere il miglior risultato possibile del Pd. E lo stesso impegno dopo le elezioni dovremo metterlo per un congresso che sposti l’asse del partito, lo aiuti a parlare agli elettori moderati, e a fa­re come Lorenzo Dellai in Trentino: l’unica regione dove abbiamo vinto perché il Pd si è impegnato in pro­prio e con alleanze larghe a convince­re i moderati».

 

Costruire una cattedrale è anche una sorta di autobiografia politica. In cui Letta riconosce i meriti di Ro­mano Prodi: «La rivalutazione con­creta dell’opera del suo governo è già in corso». Individua i germi della crisi già nelle regole delle primarie, «concepite per un unico candidato, mentre il Pd sarebbe nato più forte e sano se la leadership di Veltroni fos­se stata contesa anche da altri espo­nenti del suo partito di provenien­za ». Proprio l’illusione di mantenere nel Pd le culture e gli organigrammi dei vecchi partiti è il peccato origina­le le cui conseguenze si vedono oggi. E’ il rischio della «mancanza di ambi­zione a governare», il male contagio­so di cui soffre la Gauche francese, incline ad accontentarsi del control­lo della piazza e dei governi locali. E’ «la vergogna di parlare ai moderati», un virus insito nel centrosinistra fin dal ’94, come Letta spiega rievocan­do un episodio inedito: «Dovevamo organizzare la convention per lancia­re l’alleanza tra il Ppi di Martinazzoli e il Patto Segni. Kohl aveva dato il suo assenso. Si cercava un altro stati­sta internazionale. Andreatta, allora ministro degli Esteri del governo Ciampi, mi mandò da Giscard. Non fu facile, ma alla fine l’ex presidente francese disse sì. A quel punto co­minciarono le perplessità interne: 'Un capo della destra, sia pure mode­rata, potrebbe non piacere alla no­stra gente…'. Fu con grande imba­razzo che dovetti tornare da Giscard, chiedergli scusa e avvertirlo che ave­vamo cambiato idea. Come se avessi­mo appunto vergogna di parlare ai moderati. Di cambiare schema met­tendo tutto in discussione. Di schie­rare in campo il Centro-sinistra del futuro».

Link al commento
Condividi su altri siti

Esce la prossima settimana, ancora c'è solo questo.

Comunque penso che appena sarà disponibile lo troverai nelle librerie, specie se ne hai una in franchising mondadori dalle tue parti.

 

Per il resto non condivido totalmente, ma si avvicina molto alla mia idea.

Lo immaginavo più liberale.

Link al commento
Condividi su altri siti

Io intanto venerdì sono andato a compilare la pre-iscrizione al PDL e sono convinto di aver fatto la scelta giusta, questo è un grande partito, rappresenta il futuro e io voglio fare la mia parte.

Adesso toccherà unire i due mondi giovanili di AN e FI e per questo credo che ci voglia ancora un anno più o meno.

Link al commento
Condividi su altri siti

Esatto, il PDL per me rappresenta il futuro, rappresenta quel partito che camberà in meglio l'Italia e sono anche sicuro che ci riuscirà.

Questo governo Berlusconi si stà comportando benissimo e le percentuali di apprezzamento per esso e per il Premier sono alte molto alte e continuado così vinceremo anche le prossime politiche così da governare per i prossimi 10 anni.

D'altronde per cambiare un paese una legislatura non basta, l'ideale sarebbero tre legislature.

Link al commento
Condividi su altri siti

questo governo invece ha stracciato qualsiasi cosa innovativa fatta dal precedente governo, dalla class actions all'obbligo delle nuove case di essere autonome per un terzo, senza contare i piani delle FFAA e altro.

 

Per non parlare dei tanti passi indietro dai licenziamenti in bianco all'ordine pubblico con volanti fermi in garage e così via...

(senza contare la barbara proposta Orsi, un aberrazione morale vera e propria)

Modificato da Leviathan
Link al commento
Condividi su altri siti

Sui finanziamenti alle Forze Armate purtroppo non posso che essere daccordo con te, già sono messe parecchio male e in futuro lo saranno ancora di pù e questo porterà ad una revisione del modello di cui si è già parlato tanto.

Per il resto credo che il precedente governo ( durato un niente ) di innovativo non abbia fatto niente mentre questo di governo di cose innovative ne abbia fatte e parecchie.

Ha fatto un'infinità di cose in soli 10 mesi e ne farà altrettante nei prossimi mesi che non stò qui ad elencare perchè ci metterei troppo e poi basterebbe andare sul sito del governo per visionare tutto.

D'altronde se gode di una così alta popolarità un motivo ci sarà no????

Link al commento
Condividi su altri siti

l'informazione ai suoi piedi forse???

 

Se è coì innovativo rispondi alle mie domande riguardanti:

- class action

- proposta barbara Orsi

- obbligo delle nuove case a essere auto sufficienti per un terzo

 

La prima e la terza sono due cose innovative,non cattedrali nel deserto, presenti ovunque e decise da prodi che silvio ha tolto!

Perchè le ha tolte?

Link al commento
Condividi su altri siti

Le ha tolte perchè nella sua azione di governo ha introdotto nuove norme e riforme come il Piano casa.

ma non è andato in porto quel piano (non l'hanno detto i TG?)

 

EDIT

Invece venerdi c'è stato l'accordo con le regioni (sono stato via)

 

E poi non le ha cambiate, le ha ELIMINATE come ogni cosa possa essere innovativa.

Un'altra cosa innovativa eliminata? Dunque...

 

Folena (PRC) e Nicholai stavano mettendo linux nella macchina statale e PA ieri.

Oggi Brunetta fa accordi con Microsoft.

 

Quanto risparmia il licenze la sola provincia di Bolzano?

Facciamo i conti in tasca

1 - La Camera dei Deputati è passata a Linux e risparmia oltre tre milioni di euro l'anno. (scorsa legislatura)

2 - La sola amministrazione delle provincia di Bolzano (che poi è una piccola provincia), utilizzando software libero risparmia oltre un milione di euro ogni anno.

 

Come mai il tanto pubblicizzato Brunetta non le fa queste cose?

Nuovo, questa è la vecchia politica dei gruppi di potere (palazzinari, multinazionali estere) del vecchio Partito Socialista Italiano, senza offesa, ma del vecchio PSI avete un mucchio di gente e anche la stessa politica.

 

 

http://www.istitutomajorana.it/passare-linux/page25.html

Modificato da Leviathan
Link al commento
Condividi su altri siti

Queste sono piccolezze, il Ministro Brunetta di cose buone ne ha fatte e ne farà, senza contare che in futuro si procederà alla totale digitalizzazione della pubblica amministrazione e quest'ultima cosa che ho detto è un qualcosa di innovativo.

La legge contro i fannulloni ad esempio è un'ottima legge.

Link al commento
Condividi su altri siti

prima di digilizzare le PA sarebbe il caso che in tutta italia cisi possa connettere a internet, poi di cose concrete sto governo non ne che ne ha fatte tante.

 

Piano casa ancora a da veni

Lotto contro gli immigrati non se sa come se fa

politica economica beh li ci ha fregato in pieno, doveva tassare banche e petrolieri invece sono i primi che hanno avuto bonus

Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un membro per lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra community. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già registrato? Accedi qui.

Accedi Ora

×
×
  • Crea Nuovo...