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L'origine dell'universo


dread
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per ramificare il discorso su "credete agli UFO"

 

lì si parla dell'origine della vita sulla terra qua dell'origine dell'universo

 

gianni aveva detto che ne intendeva parlare, a te la parola

 

mi piacerebbe sapere soprattutto cosa c'era prima del Big Bang, e cosa c'è dopo l'universo, da quello che ho letto l'universo è tutt'altro che infinito, anzi secondo una teoria sarebbe cilindrico

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Benissimo.

 

Partiamo da un punto essenziale, il Big Bang c'è stato davvero.

A comprova di queste asserzioni, ci sono due importanti evidenze scientifiche:

1) la scoperta della radiazione di fondo, che è proprio la radiazione di quella esplosione;

2) la scoperta del "redshift", ossia lo spostamento verso il rosso dello spettro luminoso delle stelle, che testimonia come le stesse si stiano tutte allontanando dallo stesso punto iniziale.

 

Ora, a questa considerazione, ne aggiungiamo un'altra: adesso sembrerà inutile, ma poi avrà un senso.

Quasi certamente l'universo era un gigantesco buco nero, ai tempi del big bang.

 

Perchè dico questo?

 

Prima dobbiamo spiegare come si forma un buco nero.

In una stella, ci sono due forze che le permettono di esistere: quella gravitazionale tende a comprimerla, mentre la radiazione generata dalle esplosioni/fusioni nucleari tende ad espanderla. Dall'equilibrio di queste due forze, vive la stella.

 

A un certo punto della vita di una stella quest'ultima finisce di bruciare tutto ciò che può bruciare (idrogeno, poi elio ecc... talvolta il passaggio da un combustibile all'altro è segnato da grandi cataclismi, come l'espansione in gigante rossa o l'esplosione in super nova) e si spegne.

A questo punto la stella si comprime fino a diventare un blocco compatto e inerte: una nana nera.

 

Se la stella era grande (molto più grande del nostro sole), al momento di spegnersi la sua forza gravitazionale è così forte da vincere anche la forza repulsiva interna delle particelle che compongono i nuclei atomici. La stella collassa su sè stessa, e diventa un buco nero: ossia una materia così compatta e con una forza gravitazionale così intensa, che nemmeno la luce riesce a sfuggire a quel campo gravitazionale per cui appare come un buco nero. E poichè niente è più veloce della luce, niente che finisca nel raggio d'azione del buco nero (l'orizzonte degli eventi) può poi più uscirne.

 

Quindi, data una certa massa, è inevitabile che una stella diventi un buco nero.

E' solo una questione di concentrazione di massa.

Figuriamoci se tutto l'universo era concentrato in unico punto: non poteva essere altro che un buco nero, è una cosa logica e inevitabile.

 

Certamente un buco nero può esplodere, se un'esplosione si innesca dal suo punto centrale, perchè nel suo centro la gravità è pari a zero (perchè in quel punto la massa sta tutta intorno e la gravità è come se si annullasse).

 

Ma anche se esplode, la gravità totale non cambia: l'espansione provocata dall'esplosione prima o poi rallenta e il buco nero torna a richiudersi su sè stesso.

 

Questa è la teoria in base alla quale l'universo, prima o poi, tornerà a richiudersi, dando vita al Big Crunch, cui seguirà poi un altro Big Bang, e così via.

 

Un ciclo infinito.

 

Non tutti gli astrofisici concordano con questa teoria.

Alcuni infatti, sostengono che l'universo non avrebbe abbastanza massa per richiudersi: sarebbe quindi aperto, destinato ad allargarsi per sempre e a morire per entropia.

Ma l'unica ragione di questo scetticismo è dato dal fatto che i calcoli fatti dagli astrofisici per stimare la massa complessiva dell'universo, sulla base delle osservazioni, danno una massa inferiore a quella necessaria per richiudersi (la "massa mancante").

 

In realtà io credo sia presuntuoso pensare di poter calcolare con precisione la massa dell'Universo. Parliamo di dati statistici che lasciano il tempo che trovano.

Con i nostri strumenti a malapena riusciamo a vedere una piccolissima porzione dell'Universo, e non possiamo davvero pensare di riuscire a calcolare la sua massa con un semplice dato statistico.

 

Io quindi concordo con le teorie della maggior parte degli astrofisici, secondo cui l'universo è chiuso e la "massa mancante" non la vediamo o perchè i nostri calcoli sono sbagliati o perchè essa è finita negli innumerevoli buchi neri che quasi sempre si trovano al centro delle galassie o è nascosta nelle cosiddette "stringhe", anomalie magnetiche sulla cui natura si fanno svariate ipotesi.

 

Riordiniamo quindi le idee.

 

L'Universo è stato generato dal Big Bang, si sta espandendo per la forza dell'esplosione originaria, ma questa espansione rallenterà e poi si invertirà: tornerà a chiudersi su sè stesso (Big Crunch).

Per la sua massa, l'Universo è un gigantesco buco nero che si espande e si comprime in continuazione. Impossibile uscirne, e tutto ciò che vi entra è destinato a restarci.

Luce compresa.

Motivo per cui potrebbero esserci migliaia di universi ma non ci vedremmo mai a vicenda.

 

Adesso, il Big Bang è avvenuti molti miliardi di anni fa. 30, forse 40.

Per comodità diciamo 30.

Ammettendo che il bordo esterno, ossia il fronte dell'esplosione, si sposti alla velocità della luce in ogni direzione, il diametro complessivo è di circa 60 miliardi di anni luce.

 

Adesso, dobbiamo richiamare un concetto importante: la teoria della relatività.

Sappiamo che nulla può essere più veloce della luce, per una semplice ragione: tutto ciò che ha massa, è necessariamente meno veloce. Tutto ciò che è senza massa (come un fotone) è automaticamente veloce come la luce: 299.792,5 km/sec.

Sappiamo anche che all'aumentare della velocità, il tempo rallenta.

Alla velocità della luce, il tempo si ferma del tutto.

Tutto ciò, oltre che scientificamente provato, è anche estremamente logico.

 

Facciamo un esempio: sono un astronauta, salgo su un'astronave e parto dalla terra diretto sul pianeta Pippo a 10 anni luce di distanza, e mi muovo alla velocità della luce.

Ho 30 anni di età, e un fratello gemello.

Quando arrivo su Pippo, sono passati 10 anni, per mio fratello gemello.

Per me, non è passato nemmeno un secondo.

Dev'essere per forza così.

Infatti, nel momento in cui decollo, la mia immagine (i fotoni) impiegherà 10 anni per arrivare sul pianeta Pippo. Si muoverà insieme a me, che sto fisicamente viaggiando insieme all'immagine della mia partenza. Quindi, l'immagine della mia partenza arriverà su Pippo... insieme a me. Se io invecchiassi di 10 anni... sul pianeta Pippo arriverebbero l'immagine di un uomo di 30 anni e il corpo di uno di 40... e vedrebbero la mia immagine invecchiare di dieci anni nel giro di una frazione di secondo! Invece, per effetto del rallentamento temporale, io arrivo che ho sempre 30 anni, in perfetta coerenza con l'immagine che ho emesso.

 

Quindi: per chi viaggia alla velocità della luce, il tempo non esiste. Può raggiungere qualsiasi punto dell'universo nel giro di un istante.

Se uno viaggia appena sotto alla velocità della luce, il tempo rallenta in proporzione.

Che devo dire... dieci anni corrisponderanno a un centesimo di secondo.

 

Tutto questo è importante per capire che nel fronte dell'esplosione, ossia ai confini dell'universo, sul suo bordo, che viaggia alla velocità della luce, il tempo ha un valore del tutto diverso rispetto a quello terrestre.

Quando lì passa un secondo, qui sulla Terra passano migliaia, se non milioni, di anni.

 

E in proporzione, man mano che ci allontaniamo dal bordo dell'universo per avvicinarci alla zona centrale (dalle nostre parti, per intenderci) la velocità rallenta e lo scorrere del tempo aumenta.

 

Ad esempio, ci sarà un punto in cui per un anno che passa lì, qui ne passano 1000.

 

Per cui, se una forma di vita si è sviluppata nei pressi dei bordi dell'universo, questa forma di vita potrebbe spostarsi a velocità prossime a quelle della luce, e pertanto potrebbe percorrere l'universo in lungo e in largo in pochi attimi (per chi viaggia) e in perfetta sincronia temporale con il proprio pianeta di origine.

 

Questo per spiegare che possono esistere civiltà - in prossimità dei bordi, che poi sono anche la parte più "vecchia" dell'universo - in grado di viaggiare tranquillamente affrontando gli spazi interstellari e intergalattici, senza ricorrere a tutte quelle teorie fantascientifiche sulle porte spazio-temporali, quinte dimensioni, tunnel nei buchi neri ecc...

 

Chi ha la tecnologia di viaggiare alla velocità della luce, o quasi, può muoversi senza bisogno di queste cose, per qualsiasi posto, in una frazione di secondo.

E se il proprio pianeta è situato vicino ai bordi dell'universo, e quindi si muove anch'esso a tali velocità, non c'è nemmeno l'handicap di partire e poi tornare per scoprire che tutti i parenti, amici e conoscenti sono morti da millenni.

 

Mi rendo conto di aver scritto davvero tanto, e probabilmente questi concetti sono molto complicati.

Meglio che mi fermi qui e senta cosa avete da dire.

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ho capito tutto tranne l'ultima parte

 

una civiltà nel bordo si sposta alla velocità della luce nel suo pianeta, ma se viene da noi, il tempo per lei scorre ugualmente come da loro, con la stessa velocità?

 

il concetto per il quale il tempo non passa, se io viaggio per il pianeta Pippo calla velocità della luce, nei 10 anni che passo non invecchio, ma posso muovermi?cioè se il tempo non passa, io resto fermo o si tratta solo di un dsicorso di invecchiamento cellulare?

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Allora...

 

se una civiltà si muove, con il suo pianeta, alla velocità della luce, comunque non viene da noi, perchè anzi si allontana da noi.

 

Però se uno parte di lì, e mantiene quella velocità, per venire da noi, per noi ci mette 30 miliardi di anni per arrivare, per lui è un istante.

 

Non è questione di invecchimento cellulare o altro... proprio è il tempo che non scorre più. Ti muovi, ma lo fai in tempo zero, ossia è istantaneo.

 

Ovviamente siccome viaggiare esattamente alla velocità della luce non è praticamente possibile (perchè bisognerebbe avere una massa pari a zero, ossia essere immateriali come un raggio di luce) il mio era un esempio limite.

 

Se la luce viaggia a 299.792,5 km/sec, diciamo che non è fisicamente impossibile viaggiare a 290.000 km/sec.

 

A quella velocità, se fuori dall'astronave passano 1000 anni (per chi ovviamente è fermo o quasi) dentro l'astronave sembrerà che siano passati solo dieci minuti (sono esempi, non sto con la calcolatrice in mano).

 

In altre parole, molti dicono: i viaggi interstellari sono un'utopia.

Per fare 100 anni luce, ammesso di viaggiare alla velocità della luce, passano 100 anni e se non sono ibernato arrivo decrepito o morto.

 

Invece non è così.

Passano cento anni per chi resta a casa, ma per chi viaggia sembrerà che siano passati solo pochi secondi, proprio di orologio. E ovviamente sarà invecchiato di pochi secondi, non avrà nemmeno il tempo di mangiarsi un panino durante il viaggio!

 

Il problema è che poi quello quando torna, dopo duecento anni (100 di andata e cento di ritorno) non trova più nessuno dei suoi amici e parenti: tutti morti.

 

Però, e questo è il concetto di cui sopra, se il pianeta da cui è partito si muove anch'esso nello spazio a una velocità simile, il tempo scorrerà in maniera uguale per entrambi. Quindi passeranno pochi secondi sia per chi parte che per chi resta a casa. Per cui i viaggi interstellari diventano possibilissimi.

 

Quando si parla di quinta dimensione, alla fine non ci si allontana molto da questo concetto: se uno "vive" a 290.000 km/sec, per lui tutto il tempo scorrerà in maniera diversa rispetto a chi sta fermo.

 

Questo è il concetto di Relatività: il tempo è relativo, lo spazio è relativo, tutto è relativo alla velocità dell'osservatore.

 

Se ti muovi in auto, a 100 km/h, verso il punto in cui cade il fulmine, tutta la sequenza (caduta del fulmine - scoppio - fumo) ti arriverà incontro a una velocità di 100 km/h superiore rispetto a uno che invece è rimasto fermo.

 

Tu vedrai quegli eventi accadere più velocemente, lui più lentamente.

Per te quegli eventi accadranno (ipotizziamo a cavolo) in dieci secondi, per lui in undici secondi.

Questo però significa che lui per 11 secondi vede te che ti muovi, e il fulmine che scoppia.

Tu per dieci secondi vedi il fulmine che scoppia e lui che sta fermo.

Il tuo orologio si è spostato di 10 secondi, il suo di 11.

Muovendoti, hai rallentato il tuo tempo.

 

Ovviamente, queste cose non si notano affatto a 100 km/h...

 

Ma ti faccio un altro esempio: se esci di casa e come superman spicchi il volo alla velocità della luce... l'immagine di te che spicchi il volo viaggia insieme a te... siete un tutt'uno! Per cui dove arrivi e arrivi... tu arrivi con l'immagine di te che spicchi il volo: in altre parole, per te il tempo si è bloccato lì, e rimane bloccato lì finchè non rallenti. Solo a quel punto quell'immagine ti "sorpassa" e puoi vedere la successiva, solo a quel punto il tempo per te riprende a scorrere.

 

Ma se non rallenti, se prosegui alla stessa velocità, e dopo dieci anni (di tempo esterno) arrivi in un posto... lì vedono l'immagine di te che spicchi il volo e te contemporaneamente già lì! Ossia, non sei invecchiato nemmeno di un secondo.

Anche se sei partito dieci anni prima.

 

In un certo senso, possiamo dire che questo è il motivo per cui vediamo una stella distante centinaia di anni luce, magari guardando il cielo stellato in una sera d'estate.

 

Quella luce ci arriva dopo aver viaggiato centinaia dei nostri anni nello spazio, percorrendo distanze spaventose... eppure non si è affievolita, il fotone che la compone non ha perso vita: è partito di lì e dopo cento anni di viaggio ha colpito la nostra pupilla, fresco come quando era partito!

 

Il fotone, infatti, non decade, non muore: viaggia alla velocità massima sempre e comunque, nello spazio esterno.

 

Se vediamo una stella lontana più fioca, non è perchè il fotone che ci ha colpito ha perso potenza... ma semplicemente per una questione di irradiazione: i fotoni di disperdono man mano che viaggiano in tutte le direzioni, per cui più sto lontano e meno fotoni colpiscono le mie pupille. Ma la potenza del singolo fotone che mi colpisce è esattamente identica a quando è partito.

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Giusto Ghost.

 

Specialmente quello che vediamo agli estremi limiti delle capacità dei nostri strumenti (e non parliamo più di telescopi, ma di radiotelescopi, spettrometri ecc...) a volte è vecchio di molti miliardi di anni.

 

per Maverick: se una persona si muovesse esattamente alla velocità della luce camparebbe per sempre, esatto.

Però sai quanto dovrebbe pagare di autovelox...

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ma chissà che razza di combustibile e chissà quanto consumeranno queste navicelle interstellari...

Riuscirà mai l'uomo a costruire queste macchine... Ai posteri l'ardua sentenza.

non si tratta di combustibile, devi essere LUCE per viaggiare a quella velocità....

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viaggiare alle stessa velocità della luce è impossibile

un peletto di meno, teoricamente, sì

sarà probabile che i motori andranno a antimateria, non c'è modo di sviluppare maggiore energia

 

infatti con l'annchilazione si ha la nota formula E=mc^2, dove tutta la massa viene trasformata in energia

 

ne basterebbero 10g per andare su marte

 

però non andiamo OT, già è difficile il discorso, se sconfiniamo pure :okok:

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Ok, in questo post siamo arrivati quindi ai punti cruciali.

 

Il primo è che i viaggi interstellari sono possibilissimi, a patto di avere una tecnologia che consenta di raggiungere certe velocità.

Si tratta, appunto, solo di tecnologia, ma nulla vieta - dal punto di vista fisico - di accelerare un corpo sino a velocità prossime a quelle della luce.

 

Il secondo è proprio che la velocità della luce è insuperabile.

Il che ci porta a una considerazione: se è comprovato che - data una certa massa - la forza di gravità produce alla fine, inevitabilmente, un buco nero (è questa la fine di tutte le stelle che hanno una massa superiore a 1,44 masse solari, il cosiddetto limite di Chandrasekar) è ovvio che la massa dell'universo, prima del Big Bang, era enormemente superiore a questo limite, per cui l'universo era un buco nero.

Ciò significa che - esattamente come in un buco nero - nemmeno la luce può sfuggire dall'universo, e quindi se c'è qualcosa oltre l'universo (altri universi, ad esempio) nessuno lo saprà mai.

La gravità dell'universo è tale che lo spazio è incurvato in modo che un raggio di luce che lo percorra tutto... si ritroverà al punto di partenza.

Inutile, quindi, interrogarsi su cosa ci sia oltre i limiti del nostro universo.

 

Il terzo punto è che in certe regioni dell'Universo la vita può essersi sviluppata in forme che non conosciamo, decisamente più probabili rispetto a quelle con cui si è sviluppata sulla Terra.

Se sulla Terra le probabilità erano di 1 su 1 miliardo (è una cifra inventata) in altri posti queste probabilità potevano essere molto superiori.

 

Credo che su questo argomento ci sia poco che possa aggiungere, quindi direi di tornare al post originale...

Edited by Gianni065
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Ci sono ancora delle cose che non ho capito:

se la luce viaggia a circa 300.000 km/s ed un corpo celeste si trova a 10 anni luce significa che io per raggiungere quel corpo alla velocità della luce ci impiego dieci anni.

Dunque perché io quel viaggio lo percepisco come un istante????

Se viaggiassi a velocità inferiori ci impiegherei il tempo che la velocità a cui sto viaggiando mi permette di coprire.

La velocità della luce è cmq un dato relativo.... è solo una microfrazione di tempo che noi non riusciamo ad esperire empiricamente.... bho..... non ci sto capendo più nulla :huh:

 

Un'altra cosa, riguardo ai pianeti che si trovano sul bordo esterno dell'universo:

se l'universo è in continua espansione alla velocità della luce non significa che quel corpo celeste ne seguirà il moto di espansione ma si fermerà lì dove si è formato, sennò anche noi ci troveremmo sul bordo.

Quindi un copro celeste non viaggierà mai alla velocità della luce sennò anche noi viaggieremmo a quella velocità... quindi tutto il discorso che hai fatto non mi quadra....

 

Chiariscimi tutto questo John....please..... thx :)

 

Ciao :okok:

Edited by JackFlanker
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da quello che ho capito anche noi ci stiamo allontanando dal centro dell'universo

la terra si è formata dopo questi pianeti e di conseguenza si trova più vicino al centro dell'universo dove la velocità è minore

 

sulla teoria della relatività aspetto di fare il 4°

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Jack, certe cose sono davvero difficili da comprendere.

 

Ti capisco perfettamente. Io ho studiato queste materie e per me sono scontate, ma capisco i tuoi dubbi.

 

Che tu viaggi a 40 km/h sul vespone, o a 200.000 km/sec su un'astronave, tu distorci il tempo. Il tuo tempo.

Chiaro che a 40 km/h non si può notare, a 200.000 km/sec sì.

 

Per cui 10 anni luce, percorsi alla velocità della luce, saranno 10 anni per tuo zio che è rimasto a casa.

Per te che li hai percorsi, saranno meno di un istante: proprio zero tempo.

 

Il motivo è che il tempo, per il tuo corpo, il tuo orologio, il tuo cervello, si blocca.

Non scorre più.

 

La luce che parte dalla Terra per arrivare sul pianeta dove sei diretto, DEVE impiegare 10 anni, per il tempo terrestre.

Se tu ti muovessi alla stessa velocità, ma il tempo per te scorresse, questo significherebbe che quella luce dovrebbe SUPERARTI. Ma non può superarti.

Quindi per tutto il tempo che viaggi, quella luce è esattamente a fianco a te.

Tu vedi il mondo, l'universo, esattamente com'era quando sei partito.

Quindi il tempo, per te, non è passato.

 

E' la "dilatazione temporale" prevista dalla teoria della relatività, e ormai da anni dimostrata scientificamente.

 

---------

 

Per quanto riguarda il bordo e noi, noi non siamo al bordo.

Questo è evidente.

Il bordo è stato scagliato a una certa velocità (quella della luce) e man mano quello che veniva dietro viaggiava più lentamente.

E' come un'esplosione: le schegge esterne filano più veloci, quelle interne meno.

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Voglio farti un altro esempio, banalissimo, ma così sono più chiaro che mai.

 

Sali su un'astronave, giri la chiavi e parti a 300.000 km/sec.

 

Il tuo orologio, al momento della partenza, segna le ore 12.00.00

 

Metti l'orologio davanti ai tuoi occhi per vedere lo scorrere del tempo e... sorpresa!

 

L'orologio è fermo.

 

Infatti il tuo orologio si sta muovendo insieme a te a 300.000 km/sec.

 

La luce del tuo orologio non può raggiungere i tuoi occhi perchè non può andare oltre i 300.000 km/sec.

 

Quindi tu resti con l'immagine iniziale: 12.00.00

 

Se metti l'orologio a prua e tu ti siedi a poppa, non cambia nulla: il fotone emesso dall'orologio è spinto in avanti a 300.000 km/sec, e vorrebbe venire verso di te (indietro) a 300.000 km/sec: risultato, 300.000 meno 300.000 = 0

Il fotone non si muove proprio e tu lo vedi sempre fermo a 12.00.00 quel dannato orologio.

 

Se te lo metti di fianco a te, il fotone parte (scarto laterale...) ma non ti raggiunge perchè nel frattempo ti sei spostato in avanti, e dato che per raggiungerti dovrebbe comunque superare, sia pure di un pelino, la velocità della luce, e non può farlo, lo vedi sempre inchiodato a 12.00.00

 

Tutto il tuo mondo, il tuo corpo, la tua mente sono fermi a 12.00.00

 

Il tempo, alla velocità della luce, si ferma.

 

Perchè il tempo non esiste, non è una dimensione, non è una lunghezza.

E' solo una misura, così come lo spazio tra due oggetti.

Lo spazio è qualcosa che percorriamo, ma è fatto in un certo modo perchè lo vediamo in un certo modo.

La gravità curva la luce, e quindi curva lo spazio, perchè lo spazio è ciò che vediamo e noi vediamo la luce, e se la luce si incurva anche lo spazio si incurva.

 

So che è difficile accettarlo, ma è la verità.

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Adesso comincio a capire. :okok:

Un altro dubbio però mi viene in mente.

 

L'esempio del fotone mi è chiarissimo ma: una volta che io decelero dalla velocità della luce fino diciamo a tornare fermo (0 km/h) in realtà le lancette dell'orologio si sono spostate.... solo che io non me ne sono accorto finché viaggiavo a velocità luce.

 

Il corpo umano non è fatto di fotoni ma di materia. Perciò dopo un viaggio per raggiungere una stella distante 10 anni luce, una volta arrivato io vedrò il mio corpo improvvisamente invecchiato di 10 anni. Per tutto il corso del mio viaggio io non cambio di una virgola ma appena giunto a destinazione improvvisamente tutto cambia.... il mio corpo, il tempo, ecc.... giusto??? :unsure:

 

Mentre scrivo sto leggendo e rileggendo i tuoi post e forse qualcosina in più mi entra però....però.... uffi :pianto:

 

Il tempo, lo so, è solo una misura inventata dall'uomo.... ma cmq il corpo invecchia, a prescindere da quello che la luce mi permette di vedere di esso. Dunque una volta usciti dalla velocità luce di botto vedrò tutto diverso.

Non riesco a capire come la luce possa fissare un data materia mantenendola inalterata nel tempo. :pianto:

 

:helpsmile::helpsmile::helpsmile::helpsmile::helpsmile::blink::blink::blink:

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Invece no.

 

Quando arriverai non succederà proprio un bel niente, il tempo riprenderà a scorrere ma non ci sarà alcun "recupero" del tempo perduto.

 

Quel tempo perduto semplicemente non esiste, non è mai esistito.

 

Quando sei partito, la luce dell'astronave che decollava è partita insieme a te.

 

Su quel pianeta, dopo dieci anni, è arrivata l'immagine dell'astronave che decollava, e siccome quell'astronave ha impiegato esattamente dieci anni per arrivare, essa è giunta assieme alla luce della sua partenza.

 

Su quel pianeta vedranno una luce accendersi sulla Terra e te apparire un istante dopo (se non nello stesso istante) e siccome quegli abitanti sanno che ci sono dieci anni luce di distanza tra i due pianeti, capiranno che hai viaggiato per dieci anni.

 

Capiranno che quella luce di partenza è nata dieci anni prima, e intanto che arrivava sei arrivato anche tu.

 

A quel punto vedono la luce della partenza... non possono mica vedere la nave che si trova a 9 anni luce da loro, poi a 8, poi a 7, poi a 6... che si fa? Si inverte la sequenza?

 

Ti vedono partire, ti vedono arrivare, e poi ti vedono fare il viaggio?

 

Non è possibile.

 

Per loro il tempo ha una sequenza certa, loro non si stanno mica muovendo.

 

Sei tu che hai infranto il tuo tempo con quella velocità.

 

Tu non l'hai proprio generato il tempo.

 

L'equazione di Einstein è molto semplice: più vai veloce, meno tempo ci metti per arrivare in un certo posto. Ma se raggiungi la velocità della luce, il tempo si annulla.

A un massimo (velocità della luce) corrisponde un minimo, che in questo caso è zero (il tempo).

 

Il fotone dell'orologio, non potendosi muovere, ha bloccato l'emissione degli altri.

 

Non è che tu non hai visto muoversi quella lancetta: quella lancetta non si è mossa proprio. Perchè per muoversi deve impiegare un certo tempo per poterlo fare, ma il suo tempo è bloccato. Non solo la lancetta non si muove, ma nemmeno tu ti muovi, nè il tuo sangue, nè il tuo respiro.

Tu ti sposti in zero tempo.

 

Chiaro che però tu una massa ce l'hai.

Quella massa non può fermarsi del tutto temporalmente.

Proprio per questo tu la velocità della luce non puoi raggiungerla, finchè hai massa.

Ti devi fermare un po' prima, dipende da quanta spinta hai, ma per raggiungere la velocità della luce la tua spinta deve essere infinita (il che è impossibile) oppure la tua massa dev'essere uguale a zero: nel qual caso non c'è bisogno di spinta.

 

Questa è la stessa ragione per cui un qualsiasi oggetto, se gli togli la massa, convertendola in energia, schizza all'istante a 300.000 km/sec.

 

L'energia pura, infatti si muove sempre e solo a quella velocità.

 

Quindi un pizzico di tempo, per te, deve passare per forza.

Ma quel pizzico equivarra' ad anni, o a millenni sia per chi hai lasciato che per chi ti aspetta.

 

Poi, noi parliamo di luce, ma possiamo parlare di qualsiasi cosa che non abbia massa.

La luce non è l'unica energia pura, anche un'onda radio ha le stesse caratteristiche.

 

La luce è energia, e l'energia è il modo in cui la massa si trasforma, o quantomeno interagisce.

 

Come fa a sapere, un elettrone, che deve mettersi in orbita a un protone? Cos'è che lo fa muovere? E' la sua energia.

E se la luce si blocca, significa che l'energia si blocca.

E se l'energia si blocca, la materia si blocca: gli elettroni non girano più attorno ai nuclei e la materia, il tuo corpo, si congela, si blocca... ecco il tempo che si ferma.

 

Ma io cerco di spiegarti e di illustrarti qualcosa che è un principio matematico:

 

E=MC2 nasce tutto di qui.

 

Potresti mai spiegare a una persona perchè la gravità esiste? Perchè due masse si attirano? Potrebbero respingersi, no? Invece si attirano.

Perchè un elettrone e un protone si attirano? Potrebbero respingersi.

 

E' così, c'è poco da spiegare. E' un principio fondamentale, qualcosa che è così e basta, senza possibilità di spiegazione.

 

Lo stesso dicasi per la dilatazione del tempo.

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Quindi, ricapitolando:

a velocità luce per me che sto viaggiando il tempo è pari a 0..... anche se la distanza fosse di miliardi di anni luce io lo percepirei come un istante, mentre in realtà al di fuori di me il tempo passa inesorabile.

Io, viaggiatore, lungo tutto il tragitto non cambierei di una virgola.

Però io, in quanto fatto di materia, non posso viaggiare a velocità luce.

 

Bene.... ma in realtà queste cose le avevo già capite.... è solo che non riesco a capacitarmele....

mi sembra così strano e assurdo che per un valore "determinato" come (circa) 300.000 km/s non valgano le stesse proprietà che per un qualsiasi valore velocità/tempo appena inferiori :blink:

Sono solo mie fisime <_<

 

Ti ringrazio cmq della tua enorme pazienza a farmi capire queste cose :okok:

 

A questo punto ti chiederei di risolvermi quell'altro problema del pianeta che viaggia a velocità luce sul bordo esterno della galassi.... rileggiti i miei primi posts dove esponevo le mie perplessità :D

 

Un'altra domanda (che approfittatore :P ): se a velocità luce il tempo=0 come faccia allora a viaggiare nel tempo (come alcuni dicono)????

 

Grazie mille :okok::D:):drool:

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:o Ok, non ho letto tutto, solo metà di questa pagina.

Siete spettacolari.

Provo a risponderti io: non si può viaggiare nel tempo infatti. Lo spazio tempo si incurva con te, e se non sbaglio la freccia del tempo è una e una sola, rivolta in avanti (diciamo rispetto ad una grafico con ascisse e ordinate).

 

:huh: O no...

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