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Nel miracolo economico italiano i lavoratori costavano un aliquota rispetto agli altri paesi industrializzati, si sognavano le garanzie sindacali e la sicurezza sui posti di lavoro di adesso ed erano indebitati fino alle orecchie.

Il fatto è che allora eravamo un paese che oggi verrebbe definito del terzo mondo e abbiamo avuto una crescita esponenziale grazie al basso costo della manodopera.

I paragoni sono futili.

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approfitto del topic per dire due cose che i telegiornali a reti unificati (eccetto La7) dell'editore unico trust vivente non dicono:

1 Quando si da una notizia errata bisognerebbe smentirla subito ma dopo che il FMI ha criticato la finanziaria italiana pare che fosse una bufala (ovviamente non ve lo mdiranno mai)

 

ROMA - Licenziata appena una settimana fa, sulla Finanziaria 2008 si apre il primo 'giallo', con il Fondo Monetario che prima bacchetta la manovra economica appena varata dal Governo e poi corregge il tiro. Nel giorno di Santo Stefano, con gli uffici chiusi, fa rumore il primo giudizio critico del Fmi alla Finanziaria 2008, definita "poco coraggiosa". Un primo stringato commento che non è affatto piaciuto al viceministro Vincenzo Visco, che rimanda le critiche al mittente ricordando che "il processo di risanamento è in corso". Passano poche ore e arriva la correzione in corsa da Washington: "il Fmi smentisce con decisione di aver mai rilasciato i giudizi ad esso attribuiti". L'organizzazione - la precisazione - "non ha emesso alcun comunicato o espresso commenti sulle materie menzionate e i giudizi riportati non rappresentano quindi ufficialmente quelli del Fondo monetario".

 

Un portavoce del Fondo ha ricordato che "una missione ufficiale del Fmi sarà l'Italia a fine gennaio per la consueta consultazione dell'article IV e renderà note le sue conclusioni e raccomandazioni solo al termine della visita". Washington aveva in un primo tempo definito la manovra "poco coraggiosa" sul fronte della spesa, proprio nel momento in cui invece sarebbe servito di più, sfruttando anche il traino della ripresa in atto. Ufficialmente la missione del Fmi è attesa in Italia per il 24 gennaio per la tradizionale missione annuale con cui vengono valutate più da vicino le misure appena varate dal Governo. Le riserve dei tecnici del Fondo riguarderebbero soprattutto l'alto indebitamento ancora presente nei conti pubblici italiani, anche alla luce della volontà espressa dal governo di voler sostenere nel prossimo anno il potere d'acquisto dei salari.

 

Le critiche di metà pomeriggio non sembrano comunque sconfortare il governo: "il risanamento continua. Lo si vede e lo si continuerà a vedere dai conti", ha infatti ribattuto a stretto giro il vice-ministro all'Economia, Vincenzo Visco, prima dell'arrivo della posizione ufficiale. - FISCO E SALARI: i rilievi del Fondo non fermano comunque il dibattito sulle manovre che il Governo intende varare a sostegno del potere d'acquisto, anche se, come ha spiegato il sottosegretario all'Economia, Alfiero Grandi, per abbassare la pressione fiscale sui lavoratori dipendenti bisognerà aspettare la Trimestrale di cassa a marzo. E questo per verificare lo stato di salute dei conti pubblici e l'eventuale presenza di ulteriore extragettito che, assicura lo stesso Grandi, "sono sicuro che ci sarà". Il percorso sembra comunque già 'segnato', visto che, spiega Grandi, l'argomento salari "si potrà affrontare dopo la trimestrale, anche perché la Finanziaria ha chiuso i conti a quello che potevamo verificare". - SINDACATI, CERTEZZE O SARA' SCIOPERO: parole che hanno messo i sindacati sul piede di guerra: "a gennaio - sottolinea il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti - avremo una verifica su tasse e contratti pubblici e in presenza di risposte vaghe è ovvio che non potremo che decidere per lo sciopero". Sulla stessa linea segretario generale aggiunto della Cisl, Pier Paolo Baretta: "non è necessario aspettare la trimestrale per iniziare il confronto.

 

L'intervento prospettato può stare all'interno delle compatibilità ed è una delle priorità della politica che il governo deve assumere". Per il senatore Lamberto Dini le 'promesse' del governo sono solo "mosse disperate", perché - dice - "il governo oggi raccoglie soltanto il 25% dei consensi nel paese" e non ha i numeri per varare misure del genere. Per l'altra parte sociale, Confindustria, c'é da registrare le puntualizzazioni del direttore generale, Maurizio Beretta, il quale sottolinea l'utilità di "un confronto che parta dal punto fermo per cui la pressione fiscale è eccessiva sulle imprese e sui lavoratori dipendenti. Si deve quindi lavorare per ridurre questa pressione sulle due tipologie di contribuenti".

 

la seconda notizia è migliore ancora

Prodi può avere 4 seggi in più al senato

Tuttavia, ben più consistente ciambella di salvataggio potrebbe giungere il 21 Gennaio. Quel giorno, infatti, la Giunta per le elezioni del Senato esaminerà il ricorso della Rosa nel Pugno e altri, riguardanti un'interpretazione della norma sullo sbarramento regionale del 3% al Senato. Un ricorso che, se portato fino in fondo, porterebbe alla riassegnazione di 9 seggi del Senato. E, lasciando da parte quelli che rimarrebbero nei due schieramenti, si avrebbero simili cambiamenti: Turigliatto (ex RC) lascerebbe il posto a Pannella (RnP), a Coronella (AN) subentrerebbe Conte (Nuovo PSI, ora nel Csx) e a Izzo (FI) subentrerebbe Marotta (UDC, ma amico di Follini e che ha già dichiarato un suo probabile appoggio a Prodi). Insomma, da 157 a 157 (considerando Turigliatto all'opposizione) si passerebbe a 160 a 154 (166 a 154, con i senatori a vita). Senza dimenticare che il 16 Gennaio si discuteranno le dimissioni di Bordon, che vuole lasciare il Senato. Insomma, Turigliatto sarebbe fatto fuori, e sarebbero possibili anche 5 dissensi (da 166/154 a 161/159).

 

Il problema, per Prodi, è che sia approvato questo ricorso, e in tempi brevi. Il sì della Giunta è possibile (lì i numeri sono 13 a 12 per la maggioranza), ma quello del Senato? Dini e compagnia , senza contare i senatori della maggioranza che perderebbero il posto, accetterebbero il nuovo scenario? E quanto tempo ci vorrebbe? I senatori in discussione avrebbero diritto di voto sulla questione?

Se qualche esperto di regolamenti parlamentari ha letto questo post, ci aiuti a capire.

Si auspica che la giunta per el elezioni sarà favorevole al governo

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Quando si da una notizia errata bisognerebbe smentirla subito

 

Innanzitutto le notizie sarebbe meglio che fossero precise sin dall'inizio.

 

Purtroppo gran parte delle testate non fa altro che riprendere quello che viene scritto da quotidiani esteri, spesso senza nemmeno citare che la fonte è quella.

Nel caso specifico, se un giornale pubblica dichiarazioni dell'FMI, un giornalista serio avrebbe due scelte: una è quella di dire che il giornale X ha pubblicato la notizia Y, l'altra è quella di raggiungere qualcuno dell'FMI e verificare la notizia.

Invece si sceglie la terza via: si pubblica la notizia e non si dice la fonte di provenienza. In quel modo sembra che decine di testate, indipendentemente l'una dall'altra, abbiano accertato la notizia, che così diventa particolarmente credibile nonostante la fonte originaria sia una sola e nemmeno qualificata nè verificata.

 

Non parliamo poi delle smentite. Anche quelle andrebbero verificate.

 

Al contrario, spesso si pubblica una notizia (non verificata) e poi una smentita (anch'essa non verificata), lanciando implicitamente questo messaggio: "Vedete un po' voi cosa volete credere".

 

Chiaramente tutto questo è esattamente il contrario dell'informazione, e purtroppo il giornalismo italiano è a livelli di vari ordini di grandezza inferiori a quelli delle testate internazionali più note.

 

=====

 

Le giunte per le elezioni sono particolarmente severe e il peso della "maggioranza" non è determinante in seno ad esse.

Si tratta di una consuetudine costituzionale messa a punto nei decenni per evitare che si possano stravolgere risultati elettorali stabiliti dal popolo.

Il rispetto di questi delicatissimi meccanismi è generalmente osservato da entrambe le parti (maggioranza e opposizione) indipendentemente da chi sia l'una e chi sia l'altra.

 

Starei molto attento ad auspicare che certi equilibri siano frutto di decisioni di commissioni parlamentari: se ci si instrada su questa via, un domani, a parti invertite, qualcuno non avrà remore a fare altrettanto.

 

Già ora certi equilibri di prassi costituzionale sono stati ampiamente violati, e sono fortemente minacciati principi di democrazia e pluralismo fondamentali per quel gioco di pesi ed equilibri su cui si basa la nostra forma di stato, direi che non è proprio il caso di andare oltre.

 

Certe cose devono essere decise in maniera ampiamente condivisa, un 13 contro 12 in una simile materia non è proprio auspicabile, a mio parere, in un paese in cui la legge elettorale, le nomine a Capo dello Stato e a Presidente di camera e altro ancora sono avvenuti senza quella condivisione che era prassi costituzionale.

 

;-)

Modificato da Gianni065
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Aggiungerei a tutto quanto detto da Gianni, che condivido perfettamente, in un paese in cui il governo si regge, quotidianamente, sui voti di senatori non eletti dal popolo, in spregio al fondamentale principio della rappresentatività che è alla base di qualsiasi democrazia!!!

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Ma quando nel 94 i senatori a vita salvarono Berlusconi sia sulla fiducia al governo sia sulla finanziaria non la pensavi così...

 

Pensavo sapessi leggere!!! Ho scritto: ""...quotidianamente..." (ecco, forse scritto nel tuo colore preferito, lo capirai meglio!!!).

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Certe cose devono essere decise in maniera ampiamente condivisa, un 13 contro 12 in una simile materia non è proprio auspicabile, a mio parere, in un paese in cui la legge elettorale, le nomine a Capo dello Stato e a Presidente di camera e altro ancora sono avvenuti senza quella condivisione che era prassi costituzionale.

 

Infatti esistono le MAGGIORANZE QUALIFICATE per le questioni vitali, nelle quali non rientrano le elezioni politiche e la nomina del Presidente, come in tutti gli altri paesi occidentali (ricordi per quanti voti fu eletto Bush nel 2000? poco meno di 100.000... ed erano pure voti in meno che avrebbe dovuto avere perchè erano stati conteggiati male ed in realtà andavano a Gore!)... Per tutto il resto, basta ed avanza il concetto democratico del 50% + 1 dei voti, che ci piaccia oppure no.

 

E comunque si potrebbe fare all'Inglese, dove l'opposizione fa uscire dei parlamentari dalla Camera per mettere la maggioranza in condizioni di maggioranza... no... apriti cielo se succedesse eh! Pragmatici gli inglesi.

 

Capo dello Stato: lo eleggono anche le Regioni e non solo il Parlamento in seduta comune. Se hai un Governo ed un Parlamento di Sinistra ed in Italia 15 regioni su 20 sono in mano alla Sinistra, come può essere eletto un presidente di Destra?

 

La risicatura inoltre avviene solo al Senato (chissà perchè della Camera non si parla mai :ph34r: ).

 

Se poi ti dicessi che moltissime leggi in Italia (e non solo) sono approvate ad alzata di mano con conteggio "ad occhio", con un "mi sembra che più o meno ci siamo" da parte del Presidente dell'Assemblea? Ed infatti è proprio così che avviene. Ah... le lezioni di Diritto Pubblico dal mitico Fusaro.

 

 

@ Picpus

 

Per quanto riguarda i Senatori a vita:

 

1) Hanno il diritto di votare in Senato sancito dalla Costituzione, rispettando il regolamento della Camera Alta.

2) Sono persone che hanno fatto il bene dell'Italia (pensa alla Montalcini) o ex-Presidenti della Repubblica, quindi non solo SI MERITANO di essere Senatori a vita, non solo hanno il DIRITTO di votare secono le proprie convinzioni al Senato, ma rappresentano ampiamente TUTTI gli italiani, visto quello che hanno dato al Paese e che hanno fatto per tutti noi.

 

Ma anche questo nessuno lo dice... :ph34r:

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........SI MERITANO di essere Senatori a vita.........

 

Non sono eletti dal popolo, il merito non è un criterio rappresentativo, poteva andare bene per i senatori di nomina regia, al tempo della monarchia, ma oggi (malgrado le mie convinzioni monarchiche!) siamo in un regime repubblicano!!!

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Non sono eletti dal popolo, il merito non è un criterio rappresentativo, poteva andare bene per i senatori di nomina regia, al tempo della monarchia, ma oggi (malgrado le mie convinzioni monarchiche!) siamo in un regime repubblicano!!!

 

Ma perchè si pensa che questi Senatori a vita sono una massa di raccattati messi li non si sa bene perchè?

 

Nella Costituzione è spiegato tutto, compresa la giustificazione GIURIDICA (non quello che pensa qualcuno quindi) al loro diritto di voto. Certe cose non si fanno a braccio. E' tutto previsto, analizzato, studiato (e la Costituzione italiana, anche se vecchia, non è proprio fatta a caso, anzi, è piuttosto completa e coerente). La loro è una prerogativa sancita dalla Costituzione, non da qualcuno che ha bisogno di voti e che magari vi sta antipatico e quindi gli si da addosso.

 

Poi Dominus, più rappresentante del popolo di uno che è stato Presidente della Repubblica, di uno che ha dato lavoro a mezza Italia contribuendo in maniera massiccia al boom economico, o di una che ha vinto il premio nobel, sinceramente non so immaginare. Molto meglio loro di qualcun'altro eletto dal popolo e che faceva la corsa al campo rom con la tanica di benzina... :thumbdown:

 

Poi lasciamo perdere di istituire altre Commissioni. Gia sono troppe quelle che abbiamo.

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Non è quella la questione, per me può essere anche gesù cristo in persona ma se non viene eletto non può votare in nome del popolo italiano, l'istituto dei senatori a vita è superato e deve essere eliminato, non mi importa niente di quello che dice la costituzione.

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non mi importa niente di quello che dice la costituzione.

 

Solo perchè non ti importa niente di quello che c'è scritto sulla Costituzione (con la C maiuscola... ricordo certe giuste lamentele contro la Menapace sul 3D della proposta di abolizione della PAN) non significa che sia sbagliato o quant'altro. Inoltre è una frase un po' grave, che fa un po' scadere le tue osservazioni sul tema. Poi sinceramente da te non me la aspettavo. Da altri si, ma da te proprio no.

 

Poi ci sono altre cose più importanti da riformare sulla Costituzione. Ad esempio il Senato. Si potrebbe tranquillamente abolire, visto che si può anche procedere con l'istituzione di un'unica Camera (ed in molte democrazie funziona così). Il Senato attuale ha poco senso, a parte il fatto dello sdoppiamento del potere legislativo in chiave antifascista (che ormai non è più un'esigenza). Oppure il sistema della "navetta" nell'approvazione delle leggi, con la bozza che viene spedita in su ed in giù per un bel pezzo tra le due Camere. In effetti le competenze sovrapposte delle due Camere hanno poco senso al giorno d'oggi (molto di più ne avevano nell'Italia del 1946).

 

Ci sarebbero 3 soluzioni:

 

1) Abolire il Senato e fare tutto alla Camera dei Deputati.

2) Ridurre al minimo il Senato ed usarlo come organo di consulenza e controllo del lavoro della Camera dei Deputati.

3) Avviare un vero processo (completo) di devoluzione, instaurando una forma di regionalismo completa, ed usarlo come Camera di rappresentanza per gli enti legislativi sub-nazionali (le Regioni). Queste però dovrebbero essere messe tutte sullo stesso piano (come nel Senato USA, con 2 Senatori per Stato). Ce la vedete Regione Lombardia che accetta di avere lo stesso numero di rappresentanti di Regione Molise?

 

Quindi ci sono molte altre cose da cambiare in Costituzione. I Senatori a vita (presenti in tutte le democrazie europee, in particolare quelle parlamentari/presidenziali) sono proprio all'ultimo posto delle priorità di revisione.

 

Quanto all'elettività della carica... beh, gli ex-presidenti... sono gia stati eletti sia dal Popolo che dal Parlamento... non mi sembra il caso di fare tanta puzza quindi...

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