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F-16 Fighting Falcon - discussione ufficiale


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Inviato

No Jack.

 

I polmoni proprio non c'entrano, non nel senso che dici tu.

 

 

I danni all'apparato scheletrico derivano da attività di volo intense.

Le sollecitazioni delle accelerazioni, ma anche dei decolli e atterraggi, per non parlare delle vibrazioni e degli scossoni (vuoti d'aria, motori, ecc...) comportano comunque uno stress a carico della colonna vertebrale e delle articolazioni, in maniera molto simile a chi per una vita ha fatto il camionista o l'autista di mezzi di trasporto.

Pertanto certe patologie sono frequenti con l'avanzare dell'età.

 

I polmoni, come tutto l'apparato cardio-circolatorio, di certo subiscono gli stress indotti dalle accelerazioni sulla circolazione del sangue, nonchè dall'alterazione dei ritmi cardio-respiratori in particolari condizioni di stress e di tensione emotiva.

E' però difficile che i polmoni ne risentano, mentre è molto più frequente che ne risentano il cuore e il cervello, gli occhi, l'udito.

 

Anche per questa ragione i piloti (e tutti i naviganti) percepiscono una indennità di volo.

Ed anche per questa ragione di solito l'attività di volo di un pilota inizia a diminuire dopo i 35 anni e termina quasi del tutto a 40 anni.

Inviato
No Jack.

 

I polmoni proprio non c'entrano, non nel senso che dici tu.

 

 

I danni all'apparato scheletrico derivano da attività di volo intense.

Le sollecitazioni delle accelerazioni, ma anche dei decolli e atterraggi, per non parlare delle vibrazioni e degli scossoni (vuoti d'aria, motori, ecc...) comportano comunque uno stress a carico della colonna vertebrale e delle articolazioni, in maniera molto simile a chi per una vita ha fatto il camionista o l'autista di mezzi di trasporto.

Pertanto certe patologie sono frequenti con l'avanzare dell'età.

 

I polmoni, come tutto l'apparato cardio-circolatorio, di certo subiscono gli stress indotti dalle accelerazioni sulla circolazione del sangue, nonchè dall'alterazione dei ritmi cardio-respiratori in particolari condizioni di stress e di tensione emotiva.

E' però difficile che i polmoni ne risentano, mentre è molto più frequente che ne risentano il cuore e il cervello, gli occhi, l'udito.

 

Anche per questa ragione i piloti (e tutti i naviganti) percepiscono una indennità di volo.

Ed anche per questa ragione di solito l'attività di volo di un pilota inizia a diminuire dopo i 35 anni e termina quasi del tutto a 40 anni.

e dopo i 40 anni che fai vai in pensione???

 

cosa fa un pilota dopo aver superato quel limite?

Inviato

Sì, arrivati a una certa età (attorno ai 35-40) i piloti imboccano le strade del comando non operativo, come il comando di stormi (che è un incarico essenzialmente burocratico) o di altre strutture, di uffici dello stato maggiore, ecc...

Inviato
volare per qualche anno e poi essere assegnato ad un impiego in ufficio.

É il paradiso :P

per me sarebbe terribile

io volerei fino a che regge il cuore

Inviato
Sì, arrivati a una certa età (attorno ai 35-40) i piloti imboccano le strade del comando non operativo, come il comando di stormi (che è un incarico essenzialmente burocratico) o di altre strutture, di uffici dello stato maggiore, ecc...

e qua rriva il brutto della carriera militare secondo me......

 

ma una persona può diventare generale aeronauticopur essendo pilota?

 

altra domanda: un brevetto di pilota privato può favorire l' accesso all' accademia?

Inviato
altra domanda: un brevetto di pilota privato può favorire l' accesso all' accademia?

dovrebbe fornire un punto in più, come la media scolastica

Inviato

Onestamente credo che il brevetto di pilota non dia alcun titolo preferenziale.

 

Anche perchè in Aeronautica sono convinti che è meglio formare un pilota ex novo piuttosto che averne uno già impostato (e magari impostato male).

 

Quando un ufficiale lascia la carriera "operativa" può anche rimanere nel ruolo dei naviganti, a patto di fare il numero di ore di volo minimo per mantenere le abilitazioni.

 

Di solito gli ufficiali superiori (e quindi anche i generali) cercano di fare queste ore di volo, magari accordandosi con il comandante di qualche gruppo di volo, in maniera da mantenere l'abilitazione (e continuare a percepire la relativa indennità di volo...)

 

Arriva però un punto (di solito oltre i 50 anni) in cui è difficile superare la visita di controllo annuale...

Inviato

no, il brevetto di pilota privato non favorisce l'entrata in accademia...è meglio per chi ce l'ha perchè sa gia qualcosa, ma prima bisogna sapere italiano metematica e inglese...poi in caso servirà, ma solo per aiuto negli studi!!!

Inviato

solo la forza di volontà ferrea può darti maggior fiducia in te e darti quindi la forza di iniziare l'avventura!

usata la forza!!! :D

Inviato

sono solo convinto delle immense capacità che ogni uomo porta con se.

la maggior parte delle persone tiene soppressa la propria voglia di fare. Quei pochi che la tirano fuori, sono capaci di tutto e hanno pochi limiti davanti a sè.

almeno questo è quello che mi piace pensare, quello che dovrò fare per entrare in accademia!!!

(sembro quasi un oratore greco)........... B)

Inviato
la tua descrizione di quello che può favore per entrare in accademia e la mia più perfetta descrizione del mio modo di essere. :okok:

mitico!!!!

un mio simile nel modo di pensare.....

per quanto può essere difficile pilotare un aereo, in un combattimento ti guida il cuore e la mente è tutt una con il mezzo.

l'accademia non è facile, lo dicono tutti, ne entrano tanti e ne esce una elite', tutti gli esami possono essere superati con studio e costanza.

e poi finalmente a compiere il sogno dell'uomo, volare come gli uccelli!!!

Inviato

secondo me non si vola o non si combatte con il cuore(se ho interpretato bene il significato), ma con la mente, non bisogna farsi prendere dai sentimenti, ne dalla pietà (quests poi è terribile), ne dalla rabbia (che ti fa fare cose stupide) la vendetta non va cercata e lei che deve venireda te, bisogna sempre aspettare il momento adatto per ogni cosa, e poi c'è la paura... (è buona, ma cattiva insieme), ti può far fare cavolate o può salvarti la vita, ricordate: il coraggioso non è quello che non ha paura, solo i pazzi nonhanno paura, il coraggioso è quello che la sa dominare, sa trovare il rovescio della medaglia, dal punto di vista fisiologico, la paura scatena una serie di reazioni chimiche che aumentano la forza e la velocità di riflessi, nonchè diminuisce il senso del dolore, un doping naturale insomma....

Inviato

Dread sono d'accordo con te...e poi quella frase credo sia verissima!!!!

 

credo che per volare (per esempio in combattimento) non bisogna usare il cuore...bisogna avere sangue freddo..non pensare molto! pensare li, potrebbe essere l'ultima cosa che fai!!!

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