Jump to content

F-35 Lightning II - Discussione Ufficiale


easy
 Share

Recommended Posts

Signori VI PREGO, risparmiate la facile ironia..non serve... per il resto: suppongo che i canadesi prima di aderire ad un programma come l'F-35 ci abbiano pensato su... credo anche che la loro adesione sia basata su un requisito emesso in base alle loro esigenze..ma quali queste esigenze siano non mi e' dato saperlo...

Link to comment
Share on other sites

Ma no, nessuna ironia: certo che se si dice che alla fine ai nemici ci pensano comunque gli USA, che in Artico non gli serve nulla, che la loro politica internazionale è non interventista, la domanda sorge spontanea.

 

Poi evidentemente si scherza.

Link to comment
Share on other sites

... :yawn:

 

Guardi che a questo punto, Le consiglio di interpellare in gran fretta le autorità canadesi, cosi da illustrare loro l'errore madornale che stanno facendo con il programma\buffala Canada First.

E ne approfitti pure per rimettere sul tappetto la pertinenza del sotto-programma Polar Epsilon, in totale contraddizione con la Sua dottrina.

http://www.forces.gc.ca/site/contact-eng.asp

 

Grazie, Holmes.

I cittadini\contribuenti canadesi riconoscenti.

 

 

 

 

In primo luogo il Polar Epsilon e' un programma satellitare che costa poco e si prefige il controllo di unita navali sopratutto pescherecci e interessa anche la marina.

Il programma consiste in 3 satelliti che dovrebbero essere lanciati nel 2014-2015. Ogni satellite ha una capacità di eseguire 12 minuti di rilevamento attivo per orbita, per un totale di 36 minuti . Questa finestra è secondo i canadesi abbastanza lunga per catturare immagini da costa a costa fornendo una copertura completa del territorio ogni 10 ore.

 

In altre parole e' un sistema di "situational awareness" che serve ad evitare agli aerei (o elicotteri) di alzarsi in volo per ogni piccolo allarme poi rivelatosi infondato.

 

Il Canada necessita di un aereo multiruolo e i candidati sono appunto l' F18E o l'F35A. L'acquisto di uno dei due mezzi ha poco a che vedere con le necessita di sicurezza militare del paese che dipendono sostanzialmente dal Norad e dal Pentagono, ma da piu complesse questioni economiche/industriali e di supporto logistico a lungo termine.

 

Lasciamo perdere l'artico e le velleita del "passaggio a nord-ovest" che sono delle bufale inventante dal partito conservatore canadese per darsi una strategia di politica estera.

Ma no, nessuna ironia: certo che se si dice che alla fine ai nemici ci pensano comunque gli USA, che in Artico non gli serve nulla, che la loro politica internazionale è non interventista, la domanda sorge spontanea.

 

Poi evidentemente si scherza.

 

 

Vorresti forse negare che la sicurezza del canada dipende dagli USA?

Link to comment
Share on other sites

Comunque sia, realisticamente i canadesi pattuglierebbero la parte bassa di tale passaggio quella che si trova nell'atlantico.

L'idea di lanciare degli F35 verso l'artico a 3mila km dalle loro basi e' assolutamente inutile anche perche i russi per accorciare dovrebbero sorvolare l'Alaska e li c'e l'Usaf.

 

Dalla parte dell'atlantico non esistono minacce praticamente

 

ah ecco, mi pareva. Rimangono gli USA, o il Messico...

 

IL CANADA NON HA NEMICI, le FFAA sono infatti nominali (vedasi le FFNN) perchè da buon paese anglosassone non può non averle.... ma parte della polemica F35 viene anche da li.

Link to comment
Share on other sites

Comunque sia, realisticamente i canadesi pattuglierebbero la parte bassa di tale passaggio quella che si trova nell'atlantico.

L'idea di lanciare degli F35 verso l'artico a 3mila km dalle loro basi e' assolutamente inutile anche perche i russi per accorciare dovrebbero sorvolare l'Alaska e li c'e l'Usaf.

 

Dalla parte dell'atlantico non esistono minacce praticamente

 

ah ecco, mi pareva. Rimangono gli USA, o il Messico...

 

IL CANADA NON HA NEMICI, le FFAA sono infatti nominali (vedasi le FFNN) perchè da buon paese anglosassone non può non averle.... ma parte della polemica F35 viene anche da li.

 

 

La polemica riguarda questioni di prezzo, coinvolgimento della base industriale, sostenibilita logistica.....e via dicendo.

Tra tutti i paesi che comprano l'F35 il Canada e' quello che meno ha da preoccuparsi del suo impatto sul piano operativo per il ruolo che esso ha riservato ai velivoli multiruolo.

 

Il discorso e' diverso in ottica "expeditionary" e infatti i sostenitori dell'F35, in Canada possono fare leva su queste argomentazioni.

Link to comment
Share on other sites

Bhe, in realtà oggi paesi come la cina e l'india hanno le portaerei quindi, in via del tutto teorica, si potrebbe attaccare vancouver anche senza passare dall'alaska... Tra l'altro sembra che sia cina che india vogliono aumentare nel futuro la capacità proiettiva e quindi non è che uno può stare sicuro come in passato dove al più c'era il problama russia.

 

IN futuro mi pare che anche brasile e argentina vogliono aumentare la forza imbarcata (fino ad ora hanno comprato cose di seconda mano vecchie ma in futuro potrebbero anche andare sul nuovo) visto le loro economie in continua crescita.

 

 

Per riprendere un intervento di ieri, su dove sono situati gli interessi italiani tanto da avere gli f35, dobbiamo considerare che: Le aziende italiane si stanno muovendo per fare degli investimenti massicci in africa (tutta) soprattutto in chiave indutria pesante che con le leggi sempre più restrittive in materia di inquinamento diventa troppo onerosa da stabilire nel nostro paese (oltre che al costo della manodopera), vedisi caso ilva ad esempio. Poi, in continuo crescendo sono gli investimenti sudamericani (in particolar modo brasile e argentina), e non sono da sottovalutare (colombia, cile e venezuela anche se ancora con cifre contenute). Poi c'è al solito il medioriente.

 

QUindi dobbiamo essere in grado di curare i nostri interessi in africa e sudamarica e medioriente. Altre zone non ci interessano in quanto sia in cina che in india le aziende italiane stanno a poco a poco ritirandosi (ance se rimane cmq l'intervento in ambito nato).

Link to comment
Share on other sites

Allora intanto il Cnada ha bisogno di un sostituto per i suoi CF-18 che nel 2020 avranno circa 40 anni, e prendere un velivolo di 5 generazione sarebbe avere un velivolo al passo con i tempi per i decenni successivi. come avevano fatto con l'Hornet nei primissimi anni '80.

Ma cosa sono ste storie l'F-35 non potrebbe essere usato per la difesa aerea?e sempre si dicono le stesse cose da tempo,quante nazioni lo useranno per la difesa aerea?ci sono?se si perchè fate tutte ste storie?

Anche nell'USAF futura credete che l'F-35 non venga proprio mai usato per la difesa aerea?Essendo multiruolo

 

Facciamo nuovi post,mi pare che si ricade sempre nelle stesse cose...

 

http://f-35.ca/2013/canadian-industry-takes-off-with-f-35-lightning-ii/

 

 

A13-40698A001-Canada-Easel.jpg

 

f_35specsfastfacts14mar2013_160.gif

 

 

 

Guardate che foto...f-35_eots.jpeg

 

f_35gunpoddiagram_123.gif

Edited by matteo16
Link to comment
Share on other sites

Ma no, nessuna ironia: certo che se si dice che alla fine ai nemici ci pensano comunque gli USA, che in Artico non gli serve nulla, che la loro politica internazionale è non interventista, la domanda sorge spontanea.

 

Poi evidentemente si scherza.

Non mi riferivo a te :) comunque... ponendosi delle domande come quelle che ci siamo posti sopra, il Canada sembra non avere effettivamente un bisogno urgente e immediato di F-35... non ha minacce dirette, ha il vicino di casa che si occupa di tutto ecc... allora? Perche' lo hanno preso? La butto li: operativamente non e' strettamente necessario, ma forse il Canada avra' bisogno nel futuro prossimo di ammodernare la sua linea basata sui CF-18.. a sto punto avrebbero potuto puntare su un qualcosa di comprovato ma "vecchio" che non avrebbe consentito di reggere a eventuali situazioni scomode future oppure scegliere qualcosa di nuovo che avrebbe dovuto consentire una certa valenza tecnologica anche in futuro.. e cosi' hanno fatto il salto nel buio sperando che tutto filasse bene.. ma il buio in cui sono saltati sembra ora essere un baratro per le loro finanze, e per gli scopi che magari vogliono perseguire..e sono confusi...meditano se il gioco vale la candela..forse questa potrebbe essere una spiegazione almeno parziale.non mi lapidate, sono giovane :)

 

Matteo hai detto le mie stesse cose piu' o meno .. verremo lapidati in 2?? Mal comune mezzo gaudio :)

Edited by fabio-22raptor
Link to comment
Share on other sites

Non mi riferivo a te :) comunque... ponendosi delle domande come quelle che ci siamo posti sopra, il Canada sembra non avere effettivamente un bisogno urgente e immediato di F-35... non ha minacce dirette, ha il vicino di casa che si occupa di tutto ecc... allora? Perche' lo hanno preso? La butto li: operativamente non e' strettamente necessario, ma forse il Canada avra' bisogno nel futuro prossimo di ammodernare la sua linea basata sui CF-18.. a sto punto avrebbero potuto puntare su un qualcosa di comprovato ma "vecchio" che non avrebbe consentito di reggere a eventuali situazioni scomode future oppure scegliere qualcosa di nuovo che avrebbe dovuto consentire una certa valenza tecnologica anche in futuro.. e cosi' hanno fatto il salto nel buio sperando che tutto filasse bene.. ma il buio in cui sono saltati sembra ora essere un baratro per le loro finanze, e per gli scopi che magari vogliono perseguire..e sono confusi...meditano se il gioco vale la candela..forse questa potrebbe essere una spiegazione almeno parziale.non mi lapidate, sono giovane :)

 

Matteo hai detto le mie stesse cose piu' o meno .. verremo lapidati in 2?? Mal comune mezzo gaudio :)

Mah lapidati no, ma qui sempre si rivanga cose stradette,va beh lasciamo perdere...

 

Fabio il Modernization Project Phase II è stato ultimato nei primi mesi del 2010 per i CF-18,sono già stati aggiornati per estendere la vita fino al 2020,dunque il Canada necessita di un nuovo velivolo.

 

Edited by matteo16
Link to comment
Share on other sites

non avrebbe consentito di reggere a eventuali situazioni scomode future oppure scegliere qualcosa di nuovo che avrebbe dovuto consentire una certa valenza tecnologica anche in futuro..

 

 

 

Queste sono le argomentazioni, peraltro non campate in aria, di chi sostiene l' F35 in chiave expeditionary.

 

Questa e' la vicenda dei CF18 canadesi. Leggete la sua "operational history", li si capisce tutto.

 

http://en.wikipedia.org/wiki/McDonnell_Douglas_CF-18_Hornet#Combat

Link to comment
Share on other sites

Queste sono le argomentazioni, peraltro non campate in aria, di chi sostiene l' F35 in chiave expeditionary.

 

Questa e' la vicenda dei CF18 canadesi. Leggete la sua "operational history", li si capisce tutto.

 

http://en.wikipedia.org/wiki/McDonnell_Douglas_CF-18_Hornet#Combat

Cosa si dovrebbe capire, è la sua vita operativa, è quella dell'Hornet e allora sentiamo cosa c'entra con l' F-35 che è ancora diciamo al pre-inizio della sua vita operativa

Edited by matteo16
Link to comment
Share on other sites

Si capisce che i canadesi "zitti zitti" hanno preso parte a quasi tutte le guerre aeree degli USA, da Desert Storm, al Kossovo, fino agli interventi in afganistan e libia.

 

E allora alla fine l'F-35 non farà operazioni future all'estero,chi lo acquisirà dei paesi NATO non farà operazioni dove sarà richiesto?

Non capisco questo accanimento,visto che il futuro è per forza quello...

Link to comment
Share on other sites

 

E allora alla fine l'F-35 non farà operazioni future all'estero,chi lo acquisirà dei paesi NATO non farà operazioni dove sarà richiesto?

Non capisco questo accanimento,visto che il futuro è per forza quello...

 

 

Nessun accanimento io sono un sostenitore.

 

Sto dicendo che il Canada per le sue esigenze nazionali e' il paese che sarebbe meno interessato a comprarlo, mentre in un contesto "expeditionary" dove i canadesi sono sempre presenti (con gli USA) le considerazioni si rovesciano.

 

In altre parole, nelle valutazioni canadesi, al netto delle solite polemiche "pacifinte" che anche li non mancano, si pesano appunto due aspetti: quelle industriali/finanziarie/logistiche e quelle relative alla proiezione di potenza nel contesto della politica americana.

Link to comment
Share on other sites

"Pronto, Alenia Aermacchi? Come siamo messi con l'F-35C? Ah non ne prendiamo nemmeno uno in Italia?!?! Ah, la ringrazio troverò qualcosaltro da scrivere"

 

 

 

 

F-35, l’America si prepara ad affrontare
nuovi ritardi del progrramma
Rinvio al 2018 per la versione C
E la Boeing prova a rendere stealth il Super Hornet, uno dei jet che il nuovo caccia dovrebbe sostituire
L’ammiraglio Covella (responsabile italiano del progetto): «Comunque il Lightning è senza confronto»
Ma l’Us Air Force modifica l’F-22 Raptor per farlo cooperare coi vecchi cacciabombardieri
predecessori dell’F-35

LUIGI GRASSIA

Dall’America arrivano nuovi dubbi sull’F-35 «Lightning», il cacciabombardiere frutto di una grande cooperazione internazionale in cui è coinvolta anche l’Italia: la Boeing ha avviato un programma per rendere parzialmente «stealth», cioè invisibile ai radar o quantomeno furtivo (secondo la traduzione letterale) il suo vecchio Super Hornet F/A-18, cioè il cacciabombardiere (ottimo, ma concepito negli Anni 70) che arma oggi le portaerei americane e che secondo i programmi fatti fin qui dovrebbe essere sostituito proprio da una versione navale dell’F-35, cioè l’F-35C. Invece nel nuovo scenario il rapporto fra i due aerei, il vecchio e il nuovo, potrebbe non essere più di sostituzione ma di affiancamento. Se addirittura non si preparano soluzioni più drastiche (comunque ufficialmente smentite).

 

La vicenda ha un risvolto paradossale. Se la nuova versione del Super Hornet verrà davvero realizzata dalla Boeing, e se la Us Navy deciderà di acquistarne degli esemplari, questi voleranno almeno fino al 2040, e l’F/A-18 e la sua versione da guerra elettronica EA-18 cumuleranno settant’anni di vita operativa (sia pure con versioni via via rinnovate). Nota bene: il programma di potenziamento dell’F/A-18 è della Boeing e non ancora della Marina americana, tuttavia la società che produce il Super Hornet non si sarebbe mossa (l’aggiornamento del vecchio aereo è molto costoso) se non avesse riscontrato un interesse per lo meno eventuale da parte del possibile futuro acquirente.

 

Perché in America si sta considerando questa ipotesi? Perché di recente il responsabile delle Operazioni navali, ammiraglio Jonathan Greenert, ha detto al Congresso di Washington che l’F-35C capace di atterrare e decollare dalle portaerei è in ritardo di sviluppo: Greenert non ha specificato di quanto, ma secondo la rivista di settore Aviaton Week & Space Technology l’F-35C non sarà pronto per l’uso operativo prima del 2018, e anche i cinque anni che mancano da qui ad allora potrebbero non bastare.

 

E’ importante specificare due cose. 1) I Marines americani hanno confermato che i primi F-35 a loro destinati, nella versione F-35B a decollo verticale, saranno operativi nel 2015, e questa è la versione che la Marina italiana intende usare per le sue portaerei; 2) l’Air Force dice che nel 2016 schiererà i primi F-35A, cioè la versione che interessa all’Aviazione militare italiana. Perciò da queste notizie non si evince un collasso del programma F-35 e l’Italia non è direttamente coinvolta nella faccenda dell’F-35C. «La versione C non ci tocca proprio, noi non c’entriamo per niente» commenta al telefono con La Stampa una fonte di Alenia Aermacchi, partner italiano del programma F-35.

 

Tuttavia nelle notizie dall’America c’è qualcosa che non torna. L’ammiraglio Greenert ha detto al Congresso di pretendere dall’F-35C una serie di prestazioni «equivalenti a quelle del Super Hornet», che invece, a suo giudizio, per adesso non si vedono. E questo è grave, da parte del presunto aereo successore, che dovrebbe essere migliore. Inoltre, Mike Gibbons, vicepresidente della Boeing responsabile per l’F/A-18, ha detto a Aviation Week che pur non essendo la nuova versione del Super Hornet specificamente designata a sostituire l’F-35C in caso di fallimento del progetto, il suo obiettivo è «fornire opzioni sostenibili» quale che sia il mix futuro dei caccia. E questo ha l’aria di un paracadute pronto per qualunque evenienza.

 

C’è anche un seconda notizia problematica. I sistemi di comunicazione dei due caccia americani più evoluti, l’F-22 «Raptor» e l’F-35, erano stati concepiti come chiusi, cioè capaci di far dialogare soltanto questi aerei di «quinta generazione»; questo era parte della natura stealth dei due caccia. Ma ora l’Us Air Force annuncia che entro quest’anno comincerà a sperimentare un nuovo software per rendere questi sistemi di comunicazione aperti, in modo che in futuro l’F-22 possa cooperare in combattimento anche con caccia americani di concezione più vecchia. Questi aerei sono l’F-15 e l’F-16 e addirittura l’A-10, la cannoniera volante che combattè nell’ultimissima fase della guerra del Vietnam. Sono tutti aerei che l’F-35 dovrebbe sostituire.

 

Se l’F-22 si prepara a operare in futuro con questi aerei più vecchi significa che le forze armate americane si stanno attrezzando all’eventualità che l’F-35 sia prodotto con ulteriori ritardi, anche a prescindere da quello già certo della versione navale C. Ripetiamo: non è una cosa già scritta ma le forze armate americane si preparano. Just in case.

 

C’è un risvolto storico da considerare. Si sente dire: «Figuriamoci se gli americani sbagliano con l’F-35. Impossibile». Invece l’eventualità è improbabile ma non impossibile. Storie così sono già capitate. Negli Anni 60 il caccia F-111 era stato concepito come il fulcro di tutte le forze aeree americane ma invece fu una parziale delusione e l’Us Navy lo sostituì rapidamente con un aereo più vecchio, il Phantom, che poi è stato adottato anche dall’Air Force. Noi italiani non siamo stati coinvolti in quella disavventura ma abbiamo passato i nostri guai con l’F-104 prodotto dagli americani ma di cui loro si sono pentiti quasi subito. Gli Stati Uniti lo hanno sostituito con altri aerei perché avevano i soldi per farlo, noi invece dopo aver comprato gli F-104 ce li siamo dovuti tenere per 40 anni. Nella sua lunga vita l’F-104 migliorò le sue prestazioni ma all’inizio subì tanti incidenti che in Italia fu ribattezzato «bara volante» e a livello internazionale «widowmaker» (fabbrica-vedove).

 

Lasciando la storia e tornando all’attualità può essere interessante raccontare in breve quali siano le iniziative allo studio sull’F/A-18 e sull’F-22 da un punto di vista tecnico. Le modifiche al Super Hornet che dovrebbero renderlo un po’ più «stealth» riguardano i missili e i serbatoi esterni del carburante (normalmente attaccati alle ali): le armi verranno ospitate in un vano nella carlinga e i serbatoi saranno ridisegnati in modo da ridurre la traccia radar. Più complicata la faccenda con l’F-22. Per farlo dialogare con i caccia della generazione precedente, in alternativa all’F-35, bisognerà mandargli dietro un Uav (aereo senza pilota) che faccia da traduttore simultaneo fra i due diversi e incompatibili sistemi di comunicazione delle due squadriglie, quella degli aerei nuovi e quella degli aerei vecchi. La procedura è molto complicata, barocca; non era questo che si prefigurava nel progettare i super-caccia di «quinta generazione».

 

Come commenta la Difesa italiana queste novità? Riguardo al rinvio al 2018 della versione F-35C destinata alla Marina americana e alle modifiche al Super Hornet, una fonte della Difesa valuta che non si tratti di un vero e proprio rinvio ma di una rimodulazione del programma, nel cui ambito l’Us Navy potrebbbe aggiornare soltanto alcuni degli esemplari più recenti di F/A-18 e EA-18; comunque, secondo la stessa fonte con questa procedura non si potrà sostituire in toto l’F-35, perché un aereo per essere «invisibile» al radar deve essere così progettato fin dall’inizio, non ritoccato a posteriori.La Difesa italiana nega anche che rendere aperte le comunicazioni dell’F-22 e dell’F-35 rappresenti una sconfessione o un tradimento della filosofia di base del progetto: la fonte contattata dalla Stampa depotenzia la novità a evoluzione dello spettro utile delle operazioni.

 

Quanto invece al programma italiano per gli F-35, ne difende la validità l’ammiraglio Francesco Covella, che è responsabile del progetto F-35 in Italia e pilota di Harrier (cioè dell’aereo che verrà sostituito dall’F-35B a decollo verticale sulle portaerei italiane). Dice Covella che nel passaggio dal caccia Harrier all’F-35 «ci sarà un salto di qualità da tre punti di vista. Primo, la bassa osservabilità. Secondo, la capacità di fusione delle informazioni da terra, da satellite eccetera che vengono presentate al pilota con una precisione finora impensabile. Terzo, la capacità di auto-diagnosi dell’aereo che migliora la sicurezza e la gestione del sistema logistico». Ma anche l’ammiraglio Covella piloterà gli F-35B? «No, per ragioni di anagrafe purtroppo no».

 

Per chiudere con una nota di colore: nel film «L’uomo d’acciaio» (cioè il Superman appena uscito nei cinema italiani) si vedono alcuni F-35 che attaccano gli invasori extraterrestri. Ma in questi combattimenti vengono utilizzate in maggior numero le vecchie cannoniere volanti A-10.

 

 

Fonte: La Stampa :asd:

Edited by fabio-22raptor
Link to comment
Share on other sites

Ultime dal "fronte" :

 

F35, definita una mozione di maggioranza. ''Stop acquisti senza ok del Parlamento''

 

Roma - (Adnkronos) - Il capogruppo di Scelta civica spiega che la mozione unitaria"salva le decisioni assunte, che sono irreversibili, e non pone l'obiettivo di uscire dal progetto ma di aprire una fase di verifica e impegna il governo a 'non procedere a ulteriori fasi operative' se non dopo essere tornato in Parlamento a riferire"

 

Roma, 26 giu. (Adnkronos) - La maggioranza, nel corso di una lunga riunione tra capigruppo cui ha preso parte anche il ministro dei Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini, è arrivata alla definizione di una mozione unitaria sugli F35. A questo punto il voto alla Camera, salvo difficoltà legate all'ostruzionismo sul testo unico sulle pene detentive in discussione in aula, potrebbe tenersi anche oggi.La mediazione sul testo unitario ha preso il via da quattro mozioni diverse messe a punto dai diversi gruppi parlamentari in mattinata. "E' un gesto di grande responsabilità", ha detto al termine della riunione il capogruppo di Scelta civica Lorenzo Dellai spiegando che la mozione di maggioranza "salva le decisioni assunte, che sono irreversibili, e non pone l'obiettivo di uscire dal progetto ma di aprire una fase di verifica e impegna il governo a 'non procedere a ulteriori fasi operative' se non dopo essere tornato in Parlamento a riferire".Una mozione che impegna il governo, recita uno dei passaggi chiave, "relativamente al programma F35, a non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamentro si sia espesso nel merito, ai sensi dell'articolo 4 della legge 31 dicembre 2012 n. 244". La mozione chiede di "dare impulso, a partire dal Consiglio europeo di dicembre, a concrete iniziative per la crescita della dimensione di Difesa comune europea in una prospettiva di condivisa razionalizzazione della spesa" e invita "al pieno rispetto di quanto previsto dall'articolo 4 della legge 31 dicembre 2012 n. 244 allo scopo di garantire al Parlamento di esercitare le proprie prerogative". Tra le premesse, c'è quella che "le commissioni parlamentari competenti hanno manifestato l'intendimento di avviare audizioni ed indagini conoscitive in vista del Consiglio europeo di dicembre, in particolare sui sistema d'arma destinati alla difesa, per verificare la coerenza della pianificazione dell'investimento, ai sensi dell'articolo 4 della legge 31 dicembre 2012 n. 244 e anche alla luce delle parallele iniziative degli altri Paesi".''Gli F35 devono andare a sostituire quegli aerei arrivati al termine del loro ciclo di vita, e che per tutto questo tempo hanno garantito anche nelle missioni internazionali la difesa e il contributo dell'Italia alla pace'', ha spiegato il ministro della Difesa, Mario Mauro, in Aula alla Camera. Il programma JSF, ha aggiunto, non si colloca nell'ambito di ''un'esibizione muscolare. C'è invece l'esigenza di portare a compimento la revisione del nostro strumento militare", per ''garantire la pace''. ''Non avrebbe senso -ha concluso Mauro- una strategia di difesa europea se non sapesse promuovere e portare a compimento il bene ancora più prezioso: l'integrazione dell'Unione''.Intanto si registra il chiarimento tra Mario Mauro e Graziano Delrio. I due ministri ieri, a distanza, avevano 'duellato' sull'impegno dell'Italia nel programma Joint strike fighter. Oggi, a margine del Cdm, i titolari di Difesa e Affari regionali hanno sgomberato il campo dalle polemica. A quanto si apprende, però, del tema non si sarebbe parlato in via specifica in Cdm.

 

 

 

Ho dovuto fare copia e incolla alla buona perchè non mi va bene il "cita" . i "grassetti" non sono miei

 

Fonte : AdnKronos

Edited by fabio-22raptor
Link to comment
Share on other sites

Passa la mozione di maggioranza

F35, trovata l'intesa. Mauro: "Per amare la pace, armare la pace"

 

di Bernardino Ferrero 26 Giugno 2013

 

"Per amare la pace bisogna armare la pace", il ministro Mario Mauro sintetizza così il voto con cui la maggioranza non dà forfait sugli F35. L'Italia manterrà gli impegni ma il Governo a sua volta promette di non procedere a nessuna fase di ulteriore acquisizione senza che il Parlamento si sia espresso nel merito", dice la mozione approvata da Pd Pdl e Scelta Civica.

 

 

No di Sel, dei 5 Stelle, che si danno alla propaganda pacifista in aula mostrando foto di guerra, e no di un manipolo Democrats guidato dal solito Civati. Mauro spiega che l'acquisto degli aerei serve a modernizzare la nostra aviazione militare, "non risponde all’ottica di una esibizione muscolare" spiegazione inutile per chi crede che dovremmo dismettere arsenali bellici e missioni all'estero in cambio non si capisce bene di che se non di un indebolimento a livello internazionale.

Tra i più puri si staglia il deputato 5 Stelle Alessandro Di Battista che spara sui piddini che "votano una mozione che è una vera supercazzola, nascondendo la testa sotto la sabbia perché collusi con il governo dell’inciucio perenne", che non si capisce bene cosa c'entri al di là delle politichette con la nostra politica di Difesa, molto più seria dei "concitaboli" parlamentari. Da registrare anche la divisione tra pentastellati e vendoliani con il capogruppo Migliore che spiega "noi siamo per l’opposizione incoraggiante, non scoraggiante", i toni dei cittadini come al solito non piacciono. Detto questo, è il risultato migliore che la strana maggioranza poteva sperare di portare e casa. Risultato che probabilmente non sarebbe mai stato ottenuto se oggi al Governo ci fossero i Bersani e i Vendola.

Sulla vicenda degli F35 molto si è detto e scritto, soprattutto spacciando come verità assoluta il presunto grande risparmio che si sarebbe potuto ottenere interrompendo il programma. Su questo punto, vale la pena ripubblicare integralmente (o quasi) il commento di un lettore, anonino, dell'Occidentale che sembra aver inquadrato bene la questione: "L’assunto di fondo era quello di rinunciare ai 2,5 miliardi di euro già investiti nello sviluppo per risparmiare i 13 necessari alla produzione. L’argomento non è nuovo e rimbalza da tempo su internet, trovando eco in diverse posizioni politiche. È un punto di vista lecito ma sbagliato, per motivi aritmetici, industriali e operativi che nel servizio televisivo non hanno trovato spazio. Proviamo a passarli in rassegna, partendo dall’aritmetica. Il risparmio che non c’è".

"Diversamente da quanto potrebbe sembrare, cancellare il JSF non si tradurrebbe in un risparmio di 10,5 miliardi. Sulla "Cavour" i JSF dovranno andarci comunque, per il semplice motivo che la portaerei che la Marina insegue da oltre 75 anni è troppo piccola per ospitare aerei a decollo convenzionale e che nel mondo non esistono altri aerei da combattimento a decollo verticale. Se l’Italia uscisse dal programma industriale dovrebbe comunque spendere 2-2,5 miliardi per sostituire gli attuali AV-8B Harrier II+. L’Aeronautica ha in teoria più scelta, ma quando si tratterà di sostituire gli AMX - presto - e i Tornado - tra una decina d’anni - avrà comunque bisogno di un centinaio di macchine. Per avere una linea unica dovrebbe scegliere l’Eurofighter, il cui costo non è certo inferiore al JSF: ecco altri 10-11 miliardi. Sorpresa: 12-13,5 miliardi da spendere comunque".

"Passiamo al lato industriale. Uscendo dal JSF scomparirebbero i contratti più importanti, a partire dai cassoni alari di competenza Alenia Aeronautica (da ieri Alenia Aermacchi) che di questo programma ha fatto non più tardi di due mesi fa un punto chiave per l’intera attività militare che fa capo a Torino. Bene: quel lavoro sparirebbe e la ripartenza di Alenia sarebbe ancora più difficile. A compensarlo potrebbero non bastare eventuali Eurofighter in più, perché la quota italiana della cellula è di circa il 20%. Finmeccanica ha un ruolo molto maggiore nella parte elettronica, in particolare il radar, ma molto di questo lavoro avviene negli stabilimenti inglesi. Se per il JSF si è lamentato che «la manutenzione non sarebbe tutta in Italia», anche qui c’è da andare con i piedi di piombo. Restare fuori dal JSF avrebbe un immediato impatto occupazionale ed in poco tempo porterebbe ad un drastico ridimensionamento dell’industria aeronautica, magari per vederla acquistare dai concorrenti (sì, concorrenti) franco-tedeschi.

"E arriviamo agli aspetti operativi. Gli scenari operativi sono oggi fatti di coalizioni alle quali ciascun fornisce quantità di mezzi che - per la loro efficacia crescente, ma anche per il loro costo - sono sempre minori. In questo quadro è già un problema scegliere un sistema che, per quanto prestante, non sia allo standard della propria alleanza. Bene: non c’è dubbio che il JSF sarà l’aereo degli Stati Uniti e di molti loro alleati, dal Regno Unito che è "socio fondatore" del programma al Giappone che è salito a bordo proprio in questi giorni. Né si può pensare di andare avanti per sempre con il Tornado. L’aereo è stato un grande successo, ed ha operato con efficacia anche sulla Libia. Ma è stato concepito nel 1968, volato nel 1974 ed entrato in servizio in Italia nel 1982: esattamente 30 anni fa. (Tra l’altro i costi di manutenzione crescono con l’età dei mezzi, anche per la difficoltà di reperire componenti oramai fuori produzione da decenni)".

"Rinunciare ad un successore - fosse pure un Eurofighter - comporterebbe una inesorabile perdita di capacità e, in definitiva, un declassamento delle forze armate e - in diretta conseguenza - della nazione che rappresentano brillantemente nei più difficili contesti operativi. Tutto questo non vuol dire, naturalmente, che l’F-35 sia perfetto e che il programma non abbia la sua dose di problemi. Ma sono problemi dovuti al salto tecnologico in sé, alla discutibile moda della "concurrency" (da cui non sono esenti neppure i programmi civili) o sono unici al JSF? La lista dei programmi con ritardi, degli extra costi e dei problemi è molto lunga ed ha toccato da vicino persino dei banali quadrimotori da trasporto: il JSF è in ottima compagnia … Il precedente F-104 Dietro la scelta di prendere o non prendere il JSF c’è tutto questo. Senza dimenticare la responsabilità morale di chi tra qualche anno dovrà mandare in operazioni reali - quelle che si scrivono in rosso, nelle quali "gli altri" sparano addosso - uomini e donne con equipaggiamenti non all’altezza della situazione e degli alleati".

"Magari, facendo gli scongiuri, per dover poi spiegare di averlo fatto spendendo di più per una soluzione rabberciata a servizio di qualche impuntatura ideologica o di una visione più da ragioniere che da economista. È un discorso lungo e non vogliamo abusare ancora della pazienza dei lettori. Per spiegare a Mentana quanto sia errato ridurre la questione ad una di "risparmio" dovrebbero però bastare poche date. Per "risparmiare", nel 1975 l’Italia non aderì al "contratto del secolo", come fu battezzata la scelta del caccia americano F-16 per sostituire gli obsoleti F-104 Starfighter, dei quali acquistò nel 1976 altri 40 esemplari".

"Negli anni successivi furono necessari due programmi di ammodernamento (ASA e ASA-M), comunque insufficienti a mettere lo Starfighter in grado di difendere i cieli italiani durante l’emergenza nei Balcani, comprese le operazioni in Bosnia e Kosovo (1994-1999). Di fronte ai ripetuti ritardi dell’Eurofighter fu necessario l’oneroso noleggio dei Tornado ADV (1995-2004), seguito da quello… degli F-16, dei quali il primo arrivato nel 2003 e l’ultimo destinato a partire nel 2012. Un bel risparmio davvero, che speriamo di non dover ripetere. Per l’efficienza delle forze armate, ma anche per le casse dello Stato".

 

Fonte:

http://www.loccidentale.it/node/122215

Edited by matteo16
Link to comment
Share on other sites

  • fabio-22raptor featured, unfeatured, pinned, unpinned, featured and unfeatured this topic

Join the conversation

You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.

Guest
Reply to this topic...

×   Pasted as rich text.   Paste as plain text instead

  Only 75 emoji are allowed.

×   Your link has been automatically embedded.   Display as a link instead

×   Your previous content has been restored.   Clear editor

×   You cannot paste images directly. Upload or insert images from URL.

Loading...
 Share

×
×
  • Create New...