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fennek

Caso Battisti

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Leggendo questo articolo du Dedalonews.it mi sono reso conto che il Caso Battisti è Molto più Grande di come ce lo mostrano i TG...

 

Personalmente dubito che questo signore si faccia un giorno di carcere in Italia. Che amarezza.

 

http://www.dedalonews.it/it/index.php/01/2011/battisti-vale-le-fremm-scommettiamo-di-no/

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Dipende da cosa si vuole.

Per me basterebbero un C-130, un cappuccio, una bara e un pistolotto al Fentanyl e poi vedi come ci finisce in galera (in Italia). Aggiungerei anche joscina, così non vede niente.

Se poi invece si vuole andare alla radice dell'erba cattiva, invece del Fentanyl, usiamo piombo. Intossicazione acuta da piombo: 9 mm DWM Luger, 7,36 grammi, nel cervello (lo stesso dosaggio dispensato dalla Policia Federal Brasileira, quindi se si mettono a cercare il dottore che ha prescritto la cura si rivolgono per primi a loro e per quando capiscono cosa può essere successo noi siamo già a metà strada sopra l'Atlantico). Mi meraviglio che sono decenni che sta gente se ne va a spasso e ancora noi stiamo qui con Napolitano and company?

Stavo pensando poi: ma domani non i niziano i saldi di fine stagione? Ragazzi non è tempo di allertare il reparto liquidazioni immediate? Bisogna pur cominciare l'anno nuovo con qualcosa di buono.

 

paratrooperjumpcargoc13.jpg

Modificato da Hobo

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Ma dai... se si volesse semplicemente fare ricorso alla cura "al piombo", in Brasile, ci vogliono soltanto alcuni spiccioli e un paio di contatti.... In meno di una giornata si applica la cura a chiunque.

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L'Italia non è certo paese che abbia velleità di spedizioni punitive in altre nazioni, ed è ben difficile che una singola vicenda giudiziaria possa compromettere i rapporti commerciali con il Brasile (e questo varrebbe per qualsiasi paese che si trovasse al posto dell'Italia).

Ci sarebbero poi alcune riflessioni da fare.

L'estradizione, in mancanza di precisi impegni reciproci, non è un diritto garantito e bisogna mettere in conto la possibilità che venga negata.

Del resto, se Battisti ha deciso di riparare in Brasile lo ha fatto, probabilmente, perché sapeva che di lì sarebbe stato ben difficile essere estradato in Italia. Ma avrebbe anche potuto optare per altri paesi dove la giustizia italiana non avrebbe avuto nemmeno la più flebile speranza di arrivare.

Tra l'altro la Francia ha ospitato per decenni in condizione di sostanziale impunità un bel po' dei nostri terroristi, e non ricordo che la cosa abbia creato tensioni e ritorsioni nè a livello politico nè commerciale.

 

Ma soprattutto, non so fino a che punto l'Italia possa fare la voce grossa.

L'Italia ha ospitato e ospita parecchia gente cui ha concesso asilo politico, e spesso si tratta di criminali e/o comunque persone che nei loro paesi sono considerate criminali. Abu Omar era fuggito dall'Egitto per non affrontare le sue responsabilità in quanto membro di un'organizzazione terroristica che si era macchiata di gravi fatti di sangue e ha trovato piena ospitalità in Italia, prima che la CIA se lo venisse a prendere.

E come non ricordare quelle sentenze di qualche anno fa quando qualche giudice italiano ha sentenziato che reclutare "combattenti" da spedire in Afghanistan e in Iraq (contro le nostre truppe) era lecito?

E ancora, dimentichiamo il caso dei sequestratori dell'Achille Lauro e del loro capo, intercettati dagli americani e liberati dagli italiani?

E che dire di quei casi in cui abbiamo fatto il diavolo a quattro affinchè cittadini italiani resisi responsabili di gravi crimini all'estero, fossero trasferiti in Italia per scontare qui la pena, e poi li abbiamo accolti con mazzi di fiori e rimessi in libertà? (mi riferisco al caso Silvia Baraldini).

 

Quindi va benissimo auspicare che Battisti sconti la pena cui è stato condannato, per quanto mi riguarda lo lascerei marcire in prigione a vita, ma non meravigliamoci più di tanto dello scherzetto giocato dal Brasile, visto che noi ne abbiamo fatti di peggiori.

;-)

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In realtà, in Brasile la questione è molto complessa. La decisione di non estradarre Battisti è stata presa personalmente dal presidente uscente, da quanto si parla ad oggi, contro gl'accordi presi con l'Italia in relazione a queste situazioni. Oggi la migistratura brasiliana è un rottura con il governo su questa situazione. Intanto Battisti rimane in carcere fino a fbbraio in attesa della ripresa delle attività dei tribunali in Brasile. Poi, sarà la magistratura a decidere ancora una volta se rimane in Brasile o meno. Direi che se le pressioni diplomatiche continuano, non c'è molto da sorprendersi: la presidente appena eletta non vorrà mettersi in cattiva luce, ne a livello di opinione pubblica, ne contro la magistratura. Inoltre, ovviamente, interessa molto mantenere l'attuale immagine posistiva all'estero. Io, se fossi Battisti, ce l'avrei un attimino "stretto"... :D

Modificato da Unholy

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i presidenti appena eletti paradossalmente sono più disposti a mettersi in gioco,guardate medvedev durante il 2008,tutti pensavano fosse un presidente super moderato ed ecco che scoppia una guerra,poi lo è diventato,ma gli appena eletti ribadisco sono pericolosi,cercano di offuscare con azioni eclatanti i precedenti presidenti(che nel caso del brasile dubito la cara Dilma riusirà a superare la grande figura di Lula)

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In realtà, in Brasile la questione è molto complessa. La decisione di non estradarre Battisti è stata presa personalmente dal presidente uscente, da quanto si parla ad oggi, contro gl'accordi presi con l'Italia in relazione a queste situazioni. Oggi la migistratura brasiliana è un rottura con il governo su questa situazione. Intanto Battisti rimane in carcere fino a fbbraio in attesa della ripresa delle attività dei tribunali in Brasile. Poi, sarà la magistratura a decidere ancora una volta se rimane in Brasile o meno. Direi che se le pressioni diplomatiche continuano, non c'è molto da sorprendersi: la presidente appena eletta non vorrà mettersi in cattiva luce, ne a livello di opinione pubblica, ne contro la magistratura. Inoltre, ovviamente, interessa molto mantenere l'attuale immagine posistiva all'estero. Io, se fossi Battisti, ce l'avrei un attimino "stretto"... :D

 

 

La presidente appena eletta non deve mettersi in cattiva luce rispetto a lula visto che è una signora nessuno che ha stravinto capitalizzando il consenso del suo predecessore e non per meriti propri (sempre che non sia lula a governare nell'ombra ancora adesso). Non credo che cambierà la sua decisione.

 

L'unica speranza è l'alta corte, che però pare aver cambiato opinione dopo le ultime modifice made in ignacio da silva, vedremo.

 

In ogni caso certo l'italia non si può inimicare una delle più grandi economie emergenti, tra l'altro una delle poche democratiche e che ha legami storici con il nostro paese, per battisti, allo stesso modo come non si potè inimicare la francia per la, ben più grave, dottrina mitterand.

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Sì.... tutto è vero, ma il magistrato che ha la decisione in mano è lo stesso che aveva deciso per l'estradizione di Battisti l'anno scorso, e a quel punto fu Lula ad intervenire. Apro una piccola parentesi, Lula non è esattamente quello che si vede dall'estero. A parte il **lo riguardo alle scoperte di giacimenti di petrolio/gas, molte delle altre situazioni positive è stato lui a contabilizzarle sul lavoro dei governi precedenti. Infatti, non continuerà a governare nell'ombra, perchè lui non ha mai governato! Un bel fantoccione.... Ricordo che per vent'anni non ha fatto altro che il sindacalista e di lavoro vero come operaio non ha superato i quattro anni, dopodichè si è beccato la pensione per invalidità (gli manca un dito). Con questo, va però ammesso che il Brasile si trova in una situazione economica molto favorevole, che mancava da 40 anni almeno!

Modificato da Unholy

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Molte delle più serie unità militari del mondo (soprattutto Cina e Francia) si fanno un punto d'onore nel garantire ai traditori, ai fuggitivi e ai disertori una pronta cattura IN QUALUNQUE parte del mondo essi si nascondano e non importa dopo quanto tempo.

Noi italiani potremmo sorridere di questa loro "tradizione", noi ne abbiamo ben altre: Publio Servilio Isaurico, console di Cilicia, ricevette ordine da Silla di risolvere una volta per tutte il problema dei pirati. Isaurico scelse uno dei suoi uomini migliori, un giovane comandante già pluridecorato in battaglia, tale Gaio Giulio Cesare.

Cesare fece rotta con la flotta verso l'odierno Dodecaneso e provocò i pirati, i quali, durante una scaramuccia, lo rapirono.

Cesare si qualificò e li mise in guardia contro quello che poteva succedere a chi rapiva un cittadino romano, militare per giunta.

I predoni se la risero davanti a quella che a loro poteva forse apparire come la spocchia di un giovane comandante umiliato e disperato e risposero chiedendo a Roma un lauto riscatto: venti talenti d'oro in cambio del comandante romano catturato. Molto probabilmente dovettero rimanere stupiti dalla reazione del loro ostaggio: Cesare infatti, anzichè disperarsi, si offese: "Venti talenti? Ma io ne valgo almeno sessanta!" (un talento sono circa 36 chili d'oro) e, dopo aver detto questo, aggiunse anche una postilla: "Guardate che è meglio per voi se mi ammazzate, perchè voi non vi godrete mai quell'oro".

Forse i pirati risero anche di questo, ma qualche anno dopo, se ancora ridevano, lo facevano inchiodati a una croce, perchè Cesare, appena liberato, fece una cosa sola: approntò una flotta e diede ai pirati una caccia spietata per tutto il Mediterraneo orientale (e quindi l'oro, anzichè goderselo, lo spesero per pagare chi li nascondeva), finchè non li catturò uno a uno e non li crocefisse tutti. E per farlo non si rivolse a un qualche straccione del posto, ma si doveva sapere in tutto l'orbe terracqueo che era Roma che li inseguiva e che era Roma che li giustiziava, secondo la legge romana, che vietava la pirateria.

(Su questo in realtà gli storici presentano versioni un po' diverse, secondo alcuni Cesare fu più misericordioso: prima di crocifiggerli, li fece tutti pubblicamente strangolare, evitandogli così l'atrocità della morte in croce).

 

Altro esempio: quel poveraccio di Annibale. Ricercato dopo la distruzione di Cartagine, vagò per anni per mezzo mondo, cercando di scappare da Roma, che lo considerava un pericoloso "terrorista" eversivo (in quanto Annibale invece di tenere la bocca chiusa, se ne andava in giro sobillando quelli che incontrava contro Roma), finchè alla fine, vistosi con le spalle al muro, Annibale disperato preferì suicidarsi, dopo ben tredici anni di latitanza.

 

Altro esempio.

Periferia di Buenos Aires in una bella giornata di maggio 1960.

Un distinto signore se ne va tranquillamente per la sua strada, quando incrocia una coppia di giovani che se ne stanno davanti a una macchina ferma ai bordi della strada con il cofano e il bagagliaio aperti.

"Buongiorno signore! sarebbe così gentile da aiutarci a spingere?".

Neanche il tempo di rispondere e gli mettono in testa un cappuccio, lo sbattono nel bagagliaio e via.

Un mese dopo, Karl Adolf Eichmann, sterminatore d'ebrei e di gente inerme, compare davanti a un tribunale in Israele, dove, dopo due anni, penderà da una forca, ben 17 anni dopo la fine della seconda guerra mondiale.

Modificato da Hobo

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Beh , i metodi sanguinari ( anche se indubbiamente pratici asd.gif ) dell'antica Roma non è che si possano prendere a modello oggi ...

Ti sei scordato comunque uno degli esempi forse più eloquenti , la condanna a morte dei terroristi Palestinesi di "Settembre nero" responsabili della strage delle olimpiadi di Monaco '72 , emessa in contumacia dal primo ministro Israeliano Golda Meir , vicenda ben ricostruita nel film "Munich" di Steven Spielberg

Modificato da vorthex

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