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F-35JSF

Bombe con "potenza" variabile

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La Us Navy sta al momento finanziando la ricerca per lo sviluppo di un nuovo sistema d'arma aviolanciabile che possa consentire di modulare la potenza distruttiva erogata sul bersaglio in funzione della tipologia ed ubicazione del bersaglio stesso. Nello specifico dunque si parla di moderne bombe, trasportate da vettori aerei, che consentano al pilota, prima di effettuare lo sgancio dell'ordigno sul bersaglio, di programmarne le caratteristiche dirompenti da rilasciare sul target nell'ottica di ottenere attacchi il più possibile precisi e chirurgici, esenti in primis da danni collaterali. Il nuovo sistema d'arma in argomento ed in fase di sviluppo prende la denominazione di: Selectable Output Weapon e prevede nello specifico lo sviluppo di una bomba da imbarcare su vettore aereo che con i suoi circa 200 kg di peso contenga al suo interno un quantitativo di esplosivo ed una suite elettro-meccanica tale da consentirne la programmazione e la successiva esplosione con un range di potenza variabile.Il tutto in accordo con le specifiche esigenze del profilo di missione assegnato sia che esso richieda attacchi su bersagli in campo aperto che su bersagli siti in centri urbani e pertanto verosimilmente ubicati in prossimità di strutture da lasciare illese.

Ovviamente, come accennato in precedenza, la possibilità di programmare l'entità dell'esplosione generata dall'ordigno comporterà in primo luogo un sostanziale contributo alla riduzione dei danni collaterali, oggi giorno rischiosissimi.La lotta asimmetrica caratterizzante i moderni teatri operativi infatti comporta spesso lo svolgersi dei combattimenti ed il posizionamento di obiettivi sensibili all'interno di centri abitati e dunque in presenza di civili.

Gli studi fino ad ora condotti hanno già portato allo sviluppo dei primi prototipi del sistema d'arma in argomento. Nello specifico i prototipi attualmente disponibili prevedono la possibilità di avere, impiegando lo stesso ordigno, due diverse possibili entità di esplosione.L'ottenimento alternativo delle due possibili tipologire di esplosione è ottenuto variando la quota dell'esplosione stessa dell'ordigno nonchè la velocità di propagazione dell'energia sprigionata. In termini molto semplicistici, lasciando ad altra trattazione l'analisi tecnica di dettaglio, in un caso si avrà una detonazione e nell'altro la deflagrazione dell'ordigno con conseguenti diverse velocità di propagazione dell'energia e conseguenti diversi danni provocati.

 

fonte millsec

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Credo che il costo alla ricerca, il costo della produzione e il costo del rinnovamento elettronico degli aerei scelti per questo tipo di bomba sia molto elevato rispetto al buttare una normale bomba. Meglio caricare 2 bombe leggere e compatte e in caso di bersaglio leggero o corazzato se ne sganciano 1 o 2.

Quindi alla fine sarebbe una bomba con spoletta di prossimità o a impatto? Costerà un bel po di più l'elettronica della bomba.

*mia opinione personale"

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Secondo me è inutile, perchè, come diceva giustamente J.Rayan si posso caricare due bombe leggere e sganciarne 1 o 2.

Però nel caso i piloni sub alari fossero già pieni di missili aria-terra, aria-aria una bomba di questo tipo potrebbe anche servire.

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Invece è molto utile, negli ultimi anni sempre più spesso gli aerei si son trovati in missioni di air patrol con la possibilità di ingaggiare bersagli di opportunità, di conseguenza un arma polivalente del genere sarebbe estremamente comoda.

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in contesti di guerre "sporche" dove i teatri di battaglia sono spesso o sempre imbottiti di infrastrtutture civili (questo ovviamente voluto dall'attaccato per rendere impossiible all'attaccante una operazione che elimini solo il nemico), una soluzione del genere la vedo anche io MOLTO intelligente.

Un'arma cosi farebbe molto comodo anche ad Israele in caso di un ipotetico nuovo conflitto arabo israeliano o anche una "semplice" guerra tipo quella con Hezbollah recente. L'IAF dovrebbbe credo nella maggioaranza die casi andare a beccare postazioni di missili in mezzo a case o quant'altro...

 

La guerra e' sempre tale e purtroppo si muore, ma tendere sempre a diminuire il "danno collaterale" e' un investimento che ripaga anche a breve termine.

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