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Athens

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  1. Per fare "seriamente" queste valutazioni, bisognerebbe avere la mappa in tempo reale dei rispettivi schieramenti e delle concentrazioni di forze sia da parte ucraina che da parte russa. Poi si dovrebbe passare ad una analisi prettamente qualitativa delle reali capacità operative di ciascun reparto nel contesto tattico e nel piano strategico in cui è inserito. Indi si dovrebbe cercare di dedurre, partendo da queste informazioni, quale sia il progetto strategico degli stati maggiori dei due contendenti. Al momento, stando a notizie provenienti da più fonti concordi e di sufficiente reputazione, possiamo solo prendere atto del fatto che da parte russa si stia sviluppando una concentrazione di forze sia nella zona di Kharkiv che - soprattutto - sul fronte Donbass. Mariupol può essere considerato un discorso sostanzialmente già chiuso dal punto di vista tattico visto che la resistenza ucraina - che pure non cessa - diventa sempre più simbolica. Di contro, gli ucraini stanno concentrando anch'essi tutti i loro assetti più efficienti nella prima linea del fronte del Donbass, stanno avanzando in seconda linea le brigate al momento tenute in riserva strategica, e stanno armando e organizzando come riserve una serie di unità territoriali. In pratica, entrambi gli schieramenti sembrano voler buttare in campo tutte le proprie risorse. Una scelta ovviamente poco conservativa e pregna di rischi per entrambi, con una sola rilevante differenza: se i russi vengono sconfitti, possono permettersi di ritirarsi su posizioni arretrate e riorganizzarsi, il che - salvo conseguenze politiche al momento imprevedibili - vorrebbe dire un prolungamento sine die del conflitto in stile prima guerra mondiale; se invece sono i russi a sfondare il fronte ucraino delle prime e delle seconde linee, per Kiev non ci sarebbero più in riserva unità capaci di contrastare il nemico in modo credibile. Grosso modo, la situazione pare questa. E per immaginare come andrà a finire serve o la sfera di cristallo o informazioni che qui non abbiamo.
  2. Nella guerra propagandistica, che non sembra aver perso importanza (anzi...) con lo sviluppo della tecnologia e con la capillarizzazione mediatica, azzardo l'ipotesi che questo potrebbe essere parte di un disegno preciso e teso a guastare la festa del 9 maggio al caro zio Vladimir. https://www.open.online/2022/04/23/guerra-ucraina-attacchi-territorio-russo/ Un atto di carattere sostanzialmente dimostrativo, al quale potrebbero seguirne altri dello stesso tenore e magari ben più clamorosi, irrilevanti dal punto di vista militare ma capaci di suscitare una appropriata eco mediatica. Se fossi al posto di Zelenskij ci penserei seriamente su. Vedere tanti tacchini impomatati che ridono verde e rosicano a denti stretti sul palco della piazza Rossa non avrebbe prezzo.
  3. Se è così, devo ammettere di non aver compreso il messaggio, che probabilmente non era espresso in forma sufficientemente esplicita. Riguardo il guardare ai fatti, magari fosse tutto così semplice. L'unico fatto oggettivo in questo caso è l'aggressione armata nei confronti di uno Stato sovrano e il terribile tributo di sangue che sta comportando. Tutto il resto è - come sempre - intrinsecamente connesso agli intrighi geopolitici, agli interessi, agli opportunismi e a tutto ciò che ne consegue. E i francesismi li lascerei in ogni caso a piattaforme meno serie di un forum tecnico come questo. Riguardo Tricarico, le sue valutazioni sottolineano proprio che i negoziati sono resi problematici dal fatto che, oltre a Russia e Ucraina, vi sono altri convitati di pietra volenti o nolenti direttamente coinvolti nella questione, ciascuno con il suo peso e con i suoi interessi: la NATO e la UE come organizzazioni sovranazionali, e a livello di singole nazioni gli Stati Uniti, la Turchia, la Germania, l'Italia, la Polonia, la Svezia e la Finlandia, di cui si è ampiamente parlato anche in questa discussione. Manca l'ONU che ormai è una barzelletta, ma per il resto è un ginepraio molto difficile da districare anche perché il criminale della situazione fa parte del nuke-club e non è che gli si possa far paura più di tanto senza rischiare conseguenze niente affatto piacevoli. Se così non fosse, il problema sarebbe già stato rapidamente risolto. Ipotesi ventilata da più parti proprio sulla base del fatto che in zona vi fosse un P-8. La cosa non può essere esclusa in linea di principio, ma la collaborazione diretta di un velivolo US Navy in una specifica azione di guerra compiuta dall'Ucraina nei confronti della Russia viene ritenuta poco probabile dall'ammiraglio Andrea Mucedola che ne parla (minuto 55:20) esprimendosi dubbioso, nel suo interessante e dettagliato commento riguardante le circostanze dell'affondamento del Moskva, circostanze che evidenzierebbero anche la mancanza di copertura tattica reciproca fra le navi che accompagnavano l'incrociatore, per non parlare del fatto che né i CIWS della difesa di punto e né le contromisure elettroniche della nave siano entrate in funzione.
  4. Se ho capito bene questo è un forum, ovvero proprio un luogo dove si discute. E l'argomento di questa discussione è la guerra in Ucraina nelle sue diverse implicazioni, se non vuoi partecipare sei liberissimo di non farlo. Se invece vuoi dare il tuo contributo, gli altri partecipanti potranno leggere e commentare. Il "gioco" è questo. E per entrare nel merito, anche dire che "non cambierà proprio nulla" mi sembra una previsione. Me lo auguro. Ci troviamo di fronte a interessi oggettivamente molto contrastanti da parte dei vari protagonisti in campo. Lo conferma anche questo noto bolscevico. https://www.fanpage.it/esteri/generale-tricarico-biden-vuole-annientare-putin-e-la-russia-bisognerebbe-pensare-ai-negoziati/
  5. Questo è certamente uno scenario plausibile, anche se non l'unico ragionevolmente prevedibile. Si tratterà di vedere, nell'immediato futuro, quali saranno gli effetti delle sanzioni occidentali sull'economia russa, a quale livello di capacità verrà mantenuto lo strumento militare ucraino e se i russi riusciranno a tenere sotto controllo le aree occupate senza dissanguarsi in uomini, mezzi e risorse finanziarie. Sin dall'inizio della crisi, Washington desidera che l'Ucraina diventi per la Russia un nuovo Afghanistan, il che ci fa presagire nei confronti dell'Ucraina un lungo periodo di concreto supporto economico, logistico e - in termini di intelligence - anche operativo. Questo purtroppo non depone a favore di concrete iniziative diplomatiche per concordare almeno un cessate il fuoco e instaurare poi reali trattative di pace. Anche la volontà del Cremlino sembra essere quella di voler continuare sulla strada dell'azione militare: probabilmente il caro zio Vladimir (a cui personalmente auguro di trovarsi preso a corto di Preparazione H, visto il fiume di sangue di cui si è reso responsabile), dopo essersi reso conto troppo tardi di aver fatto il passo più lungo della gamba, ora non può più tirarsi indietro senza pagare un pesante tributo politico e preferisce correre il rischio di continuare la guerra con tutto quel che ne consegue. Staremo a vedere.
  6. Considerando che la marina militare ucraina è al momento praticamente inesistente come forza combattente, da questo punto di vista l'accesso al mare è irrilevante per gli sviluppi della guerra. Ben altra cosa, ovviamente, è il mantenimento di uno sbocco al mare - e delle relative infrastrutture portuali - in tempo di pace: per l'economia ucraina si tratta di un assetto strategico di primaria importanza e del tutto irrinunciabile, per cui vale la pena di battersi fino alla morte. Dopo aver già perso il porto di Mariupol, perdere anche Odessa significherebbe diminuire l'import/export commerciale del 90%. Di peggio ci sarebbe solo la catastrofe nucleare, e come si è già detto in passato, se Zelenskij o chi per lui cedesse su questo punto, sarebbe la sua fine politica. Quindi no, non posso credere che i russi possano prendere Odessa manu militari o tramite trattative bilaterali. In effetti. E può anche essere, ma questo non è il mio campo, che anche il trattamento dei prigionieri catturati e dei territori occupati possa essere significativamente diverso dal punto di vista strettamente giuridico. Ciò non toglie che - per fare un paragone - dal punto di vista della logica e del buon senso uno stupro è e resta pur sempre uno stupro anche se lo stupratore non dichiara preventivamente di voler violentare la sua vittima.
  7. Questo è plausibile. Però mi sembra che ormai tutto non dipenda più solo da Putin. Supponiamo (per esempio) che il 9 maggio il caro zio Vladimir si ritenga pubblicamente "soddisfatto" di aver "raggiunto gli obiettivi prefissati" e decida che la famosa "operazione militare speciale" è terminata e tutti a casa. Tutti a casa mio nonno... Non per questo le sanzioni occidentali saranno ritirate, non per questo Zelenskij accetterà di chiudere la questione richiamando i suoi soldati nelle caserme, non per questo Svezia e Finlandia rinunceranno al proposito di entrare nella NATO, non per questo l'Europa e la NATO smetteranno di fornire supporto all'Ucraina. Questa guerra non si ferma semplicemente con un annuncio in tv, ma potrà cessare solo dopo un lungo periodo negoziale la cui durata non è assolutamente preventivabile e che terminerà solo quando tutti i pezzi sulla scacchiera geopolitica andranno al loro posto e quando ci sarà la volontà politica di tutti i protagonisti - USA e Cina in testa - di farla cessare. Perché, e questo dovrebbe essere ormai chiaro, soprattutto USA e Cina stanno incassando notevolissime rendite di posizione dal conflitto ucraino. Con buona pace del Cremlino. Intanto, per la cronaca, apprendiamo finalmente (eravamo tutti in trepidante attesa di saperlo) il vero motivo per cui non si può parlare di "guerra" ma di "operazione militare speciale". Non si può parlare di guerra... perché la guerra non è stata formalmente dichiarata. Semplice. Chissà perché non ci avevamo pensato prima? https://www.la7.it/piazzapulita/video/mi-dispiace-doverla-chiamare-collega-lei-e-solo-la-portavoce-del-cremlino-david-parenzo-contro-la-21-04-2022-435058
  8. Allora bisognerebbe trovare un altro senso all'occhiuta attenzione che i russi stanno rivolgendo da tempo proprio a Kharkiv e Dnipropetrovsk con attacchi aerei e di artiglieria. Mi sfugge quale significato possa avere questo comportamento, al di là dell'aspetto meramente tattico di colpire determinati obiettivi paganti. Un progetto strategico dovrà pur esserci, dietro questa dispersione, al di là dell'ormai assodato Donbass e di Mariupol con le sue importanti infrastrutture portuali.
  9. Se fossi nei panni dello stato maggiore russo, il progetto strategico più logico sarebbe quello di avanzare lungo la direttrice che da Charkiv arriva seguendo la E105 fino a Dnipropetrovsk e la E50 fino a Kryvji Ri per poi puntare direttamente su Mykolaiv, che è la porta per giungere a Odessa. Ma dal dire al fare...
  10. No, mi riferivo proprio al Dnepr, ma sono stato troppo generico: intendevo dire "passarlo in forze", cioè garantendo il flusso di forze combattenti e di supporto logistico necessari per affrontare la sfida di prendere Odessa. Tenendo conto che al momento i russi hanno spostato notevoli assetti dal fronte nord concentrandoli sul Donbass, non so se le forze che al momento si trovano a Kherson o comunque a ovest del Dnepr sarebbero sufficienti per puntare su Odessa. Per quanto riguarda i ponti di Kherson e di Nova Kakhovka, per interrompere l'afflusso di truppe e rifornimenti russi da una riva all'altra del Dnepr non serve necessariamente conquistarli, in fin dei conti sarebbe sufficiente distruggerli. I russi hanno già dimostrato la loro incapacità di muovere grandi masse di uomini e mezzi con la necessaria rapidità ed efficienza, e questo potrebbe essere anche sul fronte di Odessa un elemento molto importante a favore dei difensori ucraini.
  11. Per prendere Odessa, devi prima arrivarci. E per arrivarci, o ci vai dal mare (il che al momento per i russi è escluso, per carenza di mezzi di trasporto navali) o via terra. E per arrivarci via terra, se vieni da est devi prima passare il Dnepr, che non è esattamente un ruscello. E se vieni da nord, devi vedertela con l'opposizione ucraina. La vedo molto, molto difficile. Ma a prescindere dall'aspetto tattico, la portata strategica di questa ipotetica operazione di ricongiungimento con la Transnistria consiste nel negare all'Ucraina l'accesso al mare, con tutto quel che ne conseguirebbe. Per Kiev una ipotesi del genere vuol dire il completo disastro economico, qualcosa che va incomparabilmente oltre alla perdita del Donbass. Uno scenario che renderebbe logica persino la mossa ucraina di invadere preventivamente la Transnistria e spazzar via quei quattro gatti zaristi che vi si trovano.
  12. Temo che diversi autorevoli commentatori la pensino diversamente. Questo, per esempio (minuto 5:27), e si tratta di tempi certamente non sospetti visto che il filmato è di un anno fa.
  13. Ho già ribadito più volte che nel caso ucraino c'è un aggressore (che ha automaticamente torto marcio per il semplice fatto di aver invaso manu militari un paese vicino) e un aggredito (che invece ha tutte le ragioni e che quindi merita supporto e solidarietà). Punto. Se ci vedi una qualsiasi forma di giustificazionismo, beh, non saprei che farci. Meglio di così non lo so dire. Io il giustificazionismo l'ho visto invece propinato spudoratamente più volte in passato dai media mainstream per motivi di mera partigianeria che non hanno nulla a che vedere con il minimo sindacale di deontologia professionale e di onestà intellettuale, e francamente non vorrei avere nulla da spartire con "quel" calderone.
  14. Se sul Moskva sono morte 40 persone, è chiaro che la causa dell'affondamento non può essere altro che l'attacco missilistico e la versione ufficiale dell'incendio non potrebbe trovare credito nemmeno a Paperopoli. https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2022/04/18/parenti-dei-dispersi-della-moskva-chiedono-la-verita_48fb35a5-2d67-453b-a219-53cb50126f44.html
  15. Beh, l'INF ormai non esiste più, gli ATACSM hanno elevata mobilità e un raggio d'azione (dichiarato...) fino a 300 km, e in ogni caso la questione delle "aree cuscinetto" non riguarda certo solo i missili. Che tutto questo possa giustificare in qualche modo l'invasione di un paese vicino - in questo caso l'Ucraina - è ovviamente roba che non sta né in cielo né in terra, ma la nettissima superiorità NATO in termini di efficienza complessiva dello strumento militare rispetto a quello russo è di per sé (sempre dal punto di vista del Cremlino) una ottima ragione per cercare di tenere l'Alleanza il più lontano possibile dai propri confini. E per quanto riguarda l'aspetto "puramente difensivo" della NATO, direi che "Allied force" (ex Jugoslavia), "Unified protector" (Libia), "Isaf" e "Resolute support" (Afghanistan) sono piuttosto difficili da classificare in tal guisa.
  16. Non credo che a Mosca qualcuno pensi realmente che esista il pericolo di un'invasione NATO della Russia. Diciamo piuttosto che gli equilibri geopolitici non possono non tener conto della geografia, e un conto è avere missili balistici a 1000 km (dico una cifra a caso) dai propri confini e ben altro conto è averceli a ridosso. Per fare un esempio, atomica a parte, se la Corea del Nord ha continuato a esistere fino a oggi è essenzialmente per due ragioni: la prima è che in caso di guerra con prevedibile sconfitta del falso magro e conseguente inevitabile crollo del suo regime, la Cina si troverebbe invasa da milioni di profughi nordcoreani affamati, roba che al confronto i profughi ucraini sono una comitiva di vacanzieri; la seconda è che la stessa Seoul si troverebbe sotto il tiro diretto e massiccio di artiglierie e missili nordcoreani. E queste due ragioni sono entrambe di tipo prettamente geografico. Per la Russia vale lo stesso discorso: Mosca dista meno di 400 km dai confini ucraini e quasi 1000 da quelli polacchi. Per quanto mi riguarda, se fossi un russo qualsiasi, considererei con molto favore l'esistenza di "paesi cuscinetto" come Bielorussia e Ucraina, per non parlare di Estonia, Lituania, Lettonia (già membri NATO, peraltro) e Finlandia. Basta guardare la mappa dell'Europa per rendersene conto. Ma anche se fossi un polacco, uno slovacco, un rumeno o un ungherese, la penserei esattamente nello stesso modo. E se pensiamo alla Svezia, un conto è essere paese formalmente neutrale anche se ovviamente vicino all'Occidente, e un conto è pensarlo nella NATO, cosa che dal punto di vista strategico trasformerebbe immediatamente in inutile ferraglia tutta la flotta russa del Baltico, che sarebbe definitivamente impossibilitata ad accedere al mare del Nord.
  17. E qui non possiamo fare a meno di osservare come le legittime preoccupazioni del generale Ireneusz Nowak siano sostanzialmente identiche a quelle espresse dal Cremlino riguardo l'avvicinamento della NATO alle frontiere russe. E se è logico e comprensibile - come lo è a tutti gli effetti - che in Polonia ci si preoccupi della scomoda vicinanza con la Russia, allora lo è altrettanto per i russi nel momento in cui si prende atto dell'ingresso nella NATO di praticamente tutti i paesi ex patto di Varsavia e sullo sfondo resta l'opzione sempre più realistica dell'ingresso nell'Alleanza Atlantica di paesi finora rimasti neutrali come Svezia e Finlandia. Se non si considera comprensibile anche il punto di vista russo, sarà ben difficile calmare le acque. Fermo restando - ovviamente - che questo non può in alcun modo essere considerato un motivo valido per mettere a ferro e fuoco l'Ucraina come ha invece fatto Mosca.
  18. Se è vero che hanno inviato quella nota diplomatica, allora siamo proprio alle comiche. (da: Il Fatto quotidiano)
  19. Fra un po' sui canali russi sentiremo roba tipo: "Prigioniero ucraino si suicida con dodici colpi di Kalashnikov alla schiena"... Roba che Regeni e Cucchi, scostateve proprio. Mi chiedo con quale stato d'animo si addormentano gli speakers di quei notiziari. Al confronto, il Volkischer Beobachter è l'Enciclopedia Britannica... Ma chi sarebbero i "commentatori" di cui parla l'articolo? Quei derelitti che si vedono sbraitare nel filmato di Twitter mi sembrano pensionati delle ferrovie raccolti alla bocciofila dietro l'angolo dopo che si sono ciucciati il quotidiano quartino di vodka...
  20. Infatti. Adesso non vorrei dire una sciocchezza, ma non mi risulta che Khrushchev, Bréžnev, Černenko, Andropov o Gorbaciov abbiano mai fatto assassinare oppositori politici. Questa è la differenza sostanziale fra costoro e il caro zio Vladimir, il quale è da considerarsi a tutti gli effetti un criminale. Non vedo invece differenze significative per quanto riguarda l'utilizzo diretto e deliberato dello strumento militare per motivi di politica imperialista, vedasi la guerra in Afghanistan che fatti tutti i dovuti distinguo storiografici non è certamente stata meno crudele e sanguinosa dell'invasione dell'Ucraina. Il problema è che le guerre ci vengono sempre vendute e giustificate con motivazioni politiche o addirittura umanitarie, ma è proprio il ricorso alla guerra di aggressione la linea rossa che porta inevitabilmente un leader politico a essere giudicato come un macellaio e non più come uno statista. Putin quindi è in compagnia di Galtieri (Falklands 1982), Bush Jr. (Irak 2003) e tanti altri che se proviamo a citarli tutti facciamo notte.
  21. Questo interessante articolo, a distanza di diversi anni dai fatti commentati, ci consente di chiarire una serie di aspetti controversi riguardanti la genesi dell'intervento internazionale che portò alla caduta del regine di Gheddafi, facendo giustizia della vulgata secondo la quale il tutto fu voluto e deciso esclusivamente a Parigi e Londra, con Washington sostanzialmente alla finestra e tirata dentro molto controvoglia a giochi ormai iniziati e solo per non far fare una pessima figura ai suoi migliori alleati europei. In realtà, oltre a Francia e Gran Bretagna, anche gli Stati Uniti avevano (o ritenevano di avere, secondo la visione politica dell'amministrazione Obama) una serie di ragioni molto precise per considerare aderente ai propri interessi la caduta di Gheddafi, e in tal senso agirono. https://www.ispionline.it/it/pubblicazione/la-caduta-di-gheddafi-e-la-frantumazione-della-libia-30903
  22. Fra l'altro, sempre in tema di efficienza operativa delle forze armate russe (ma è un discorso che vale in generale), esistono numeri molto significativi che ci portano inevitabilmente a dedurre che l'addestramento sia estremamente carente per le suddette ragioni di ristrettezze economiche. Se andate sul sito di Oryx ( link: https://www.oryxspioenkop.com/2022/02/attack-on-europe-documenting-equipment.html ) in cui vengono riportati con estrema precisione i numeri relativi alle perdite di veicoli, scopriamo che una percentuale decisamente abnorme di MBT, IFV e APC risulta semplicemente "perso per abbandono". In pratica, al primo cenno di pericolo, equipaggio e passeggeri se la svignano perché non reggono lo stress oppure perché ritengono più prudente per la propria sopravvivenza allontanarsi dal veicolo. Anche la famosa "air dominance", che peraltro finora non si è vista da nessuna parte, è un obiettivo alquanto difficile da raggiungere avendo a disposizione piloti che volano in media 100/120 ore all'anno mentre il livello minimo in ambito NATO è di 180 ore. Ma l'addestramento costa un botto, sia che si utilizzi un simulatore e sia (soprattutto) se deve essere condotto sul campo. Costano le ore di volo, costano le munizioni sparate, costa il carburante e la manutenzione dei veicoli eccetera. Servono soldi, tanti soldi.
  23. Faccio sempre fatica a comprendere le ragioni di chi investe soldi per garantirsi la possibilità di sterminare il pianeta più di una volta...
  24. Le risorse economiche invece mancano. Il problema russo è che con un PIL da media nazione europea (nel 2020 poco superiore a quello della Spagna e minore di quello italiano) devono gestire anche tutto il costosissimo dispositivo nucleare oltre a quello convenzionale. E per quanto la Russia possa destinare alla Difesa una % sempre maggiore del PIL, le risorse finanziarie restano e resteranno sempre insufficienti. L'attuale strumento militare russo è solo l'ombra di quello sovietico. Detto in francese: stanno con le pezze al sedere. Per rendersi conto delle gravissime difficoltà della Russia per quanto riguarda la sostenibilità del suo strumento militare, è sufficiente confrontare il PIL russo con quello francese e inglese (cioè le nazioni europee dotate come la Russia di armamento nucleare). Russia: 1,483 migliaia di miliardi USD (2020) Francia: 2,603 migliaia di miliardi USD (2020) Gran Bretagna: 2,708 migliaia di miliardi USD (2020) Non c'è proprio partita. Il problema non è se gli ucraini abbiano la possibilità di contrastare una simile strategia. Il problema è che i russi non sono in grado di sostenerla per tutto il tempo necessario.
  25. Infatti. La Cina al momento non ha alcun interesse a scatenare guerre o comunque a parteciparvi. La sua strategia si basa essenzialmente sull'espansione economica e il suo gruppo dirigente si regola di conseguenza. Ciò non toglie che ai cinesi farebbe comunque piacere un maggiore spostamento del baricentro dell'attenzione americana verso l'Europa a causa della guerra in Ucraina.
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