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Federalismo Fiscale


typhoon
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Io per ora so di un intervento del sindaco pd di Torino Chiamparino (nonchè ministro ombra delle autonomie locali) che ha proposto di accorpare tutte le tasse di pertinenza degli enti locali in un'unica voce. E la cosa ha ricevuto l'apprezzamento di Calderoli.

 

Sulla bozza Calderoli ho letto questo su Corriere.it:

 

"BOZZA CALDEROLI - Sono petizioni di principio, non ancora il preludio di una guerra dal momento che la «bozza Calderoli» - diciannove titoli raggruppati in sette capitoli - rimane ignota. Si sa soltanto che il caposaldo deve essere la fine della finanza derivata, cioè la procedura per cui Comuni, Province e Regioni sono stati in questi decenni soltanto ufficiali pagatori di somme la cui entità veniva stabilita dal governo centrale per essere divisa di concerto tra i soggetti interessati. Proprio dai Comuni sono venute le prime e puntuali richieste. Se ne è fatto portavoce il vicepresidente dell'Anci, Osvaldo Napoli. Il quale, pur apprezzando la bozza del ministro leghista, ha chiesto che le funzioni fondamentali di competenza di Comuni e Città metropolitane vengano fissate già nella legge delega e non rimandate ai decreti delegati. Per Napoli, quindi, sono da considerarsi funzioni fondamentali i servizi alla persona, all'ambiente, la catalogazione fiscale dei beni immobili (decentramento del catasto), la sicurezza e il decoro urbano, l'istruzione."

 

Vuoi vedere che alla fine uno dei ministri reputati tra i più pericolosi del governo Berlusconi riesce a dialogare con l'opposizione ed a fare una vera legge condivisa? Speriamo in bene...

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Se ne era cominciato a parlare seriamente qui.

 

Chiedo ai moderatori, se possibile, di spostare i miei messaggi (e se lui concorda quelli di Venon) nella presente discussione, che mi sembra più appropriata.

Edited by tuccio14
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Accorpate pure le discussioni.

 

Aggiungo che ieri ho letto sul giornale di brescia che sono previste modalità sanzionatorie per gli enti non virtuosi. Chi sfora il bilancio di previsione di una data cifra, o va in rosso ad esempio subirà delle sanzioni che possono variare dal divieto di assunzione di nuovi dipendenti fino al blocco totale delle spese.

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Tutto ottimo e se se ne occupa Chiamparino c'è davvero la possibilità di un vero dialogo non inquinato da odii politici, ma il mio timore è che qualcuno faccia fallire questo processo a causa delle faide interne ad un partito ancora non ben consolidato, il tutto a scapito del paese che del federalismo, specie fiscale, ha bisogno.

Speriamo che clientelismo e il vuoto assistenzialismo all'Italiana non l'abbiano vinta ancora una volta.

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L'Irpef andrà alle Regioni. Allo Stato una nuova Ires

di Eugenio Bruno

 

Altro che Irap o futuro paniere di tasse e imposte. Come Roberto Calderoli aveva annunciato nel presentare la sua prima "bozza". Per finanziare le funzioni fondamentali che le Regioni si troveranno a gestire con il federalismo fiscale le risorse potrebbero arrivare addirittura dall'Irpef. È l'ipotesi a cui il Governo sta lavorando e che, se messa in pratica, comporterebbe una vera e propria rivoluzione nell'assetto fiscale italiano. Con oltre un terzo del gettito complessivo che dal centro si sposterebbe in periferia.

 

Per ora è solo un'idea. Che il ministro per la Semplificazione, interpellato dal «Sole-24 Ore», non conferma. Limitandosi a ricordare qual è il principio di fondo del nuovo fisco federale: «Avere un'unica tassazione per ogni livello di Governo, Stato compreso, collegata ai servizi. Più una serie di tributi accessori come meccanismo di controllo». Di più l'esponente del Carroccio non dice.

 

Ma forse quell'accenno ai servizi non è casuale. Una volta devolute istruzione e assistenza, oltre alla sanità che già oggi è decentrata, le Regioni si troverebbero a erogare la fetta principale di servizi alla persona. E, dunque, quale migliore fonte di finanziamento dell'imposta sul reddito delle persone fisiche? Una soluzione che potrebbe trovare d'accordo anche i governatori. Specie quelli settentrionali. Nella proposta di legge lombarda, a cui il Pdl ha fatto più volte cenno in campagna elettorale, l'ipotesi era di lasciare sul territorio il 15% dell'imponibile Irpef (oltre all'80% del gettito Iva). E anche ieri, su questo giornale, il presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso ha indicato come unica soluzione possibile il mix di Irpef e Iva.

 

C'è poi una ragione prettamente contabile. Con i suoi 153 miliardi di euro di gettito su 417 di entrate erariali complessive nel 2007, l'Irpef si presenta come l'unica voce capace di finanziare i livelli di spesa raggiunti in questi anni dalle Regioni. Si pensi che solo la sanità è arrivata a costare 110 miliardi di euro. Anche se l'obiettivo dichiarato del federalismo fiscale è che, una volta introdotti i costi standard al posto della spesa storica anche le uscite regionali comincino a tendere verso il basso.

Decentrare l'Irpef non è un intervento di poco conto. Ribaltando il punto di vista e guardando l'intera vicenda dalla parte dello Stato, resterebbe da fare fronte a una diminuzione di gettito di tutto rispetto. Non tanto per provvedere alla spesa corrente (che dovrebbe a rigore di logica ridursi), quanto per gli strumenti con cui intervenire sullo stock di debito pubblico accumulato e da riportare sotto il 100% entro il 2011.

 

Nella risistemazione ipotizzata, all'erario resterebbe l'Ires, sebbene calibrata come imposta sulle attività economiche e in grado di assorbire l'Irap. Oltre all'Iva che non può essere toccata senza incorrere nella "tagliola" dell'Ue. Iva che, in una prima fase, potrebbe tornare in gioco anche come aliquota-cuscinetto per le Regioni, per compensare compensare gli attuali squilibri reddituali Nord-Sud.

 

A completare il nuovo assetto ci sarebbe la tassa unica sui servizi immobiliari, per i Comuni, e l'accorpamento del prelievo sulle auto, per le Province. Ma per questi ultimi enti serve un passaggio intermedio: l'individuazione delle funzioni fondamentali da finanziare con il tributo unico. La sede naturale è il Codice delle autonomie, altro collegato alla Finanziaria. Ma Calderoli non si fida e vorrebbe inserire già nella delega sul federalismo l'individuazione delle competenze "base" di Comuni e Province (non delle Città metropolitane che resterebbero nel Codice). Con una carta di riserva: dinanzi all'opposizione degli enti locali, la scelta delle funzioni finirebbe in un provvedimento ad hoc da approvare entro l'anno.

 

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4...amp;type=Libero

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A completare il nuovo assetto ci sarebbe la tassa unica sui servizi immobiliari, per i Comuni

:hmm: Come dire, quando l'ICI esce dalla porta e rientra dalla finestra... :rolleyes:

 

Comunque, per il resto, credo che Calderoli stia facendo un buon lavoro, quella del mix tra IRPEF ed IVA mi sembra una buona soluzione. Spero che abbiano fatto bene i conti soprattutto perchè nel 2011 bisogna azzerare il debito pubblico...

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:hmm: Come dire, quando l'ICI esce dalla porta e rientra dalla finestra... :rolleyes:

 

NO. l'ICI non viene reintrodotta. La tassa unica sugli immobili è una tassa che accorpa le 10 tasse sugli immobili che già si pagano in aggiunta all'ICI. non è nulla di nuovo, ma una semplificazione della situazione attuale. invece di 10 aliquote diverse se ne paga una sola con somma gioia dei commercialisti. :D

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NO. l'ICI non viene reintrodotta. La tassa unica sugli immobili è una tassa che accorpa le 10 tasse sugli immobili che già si pagano in aggiunta all'ICI. non è nulla di nuovo, ma una semplificazione della situazione attuale. invece di 10 aliquote diverse se ne paga una sola con somma gioia dei commercialisti. :D

Allora credo di aver capito male...

 

L'ICI sarà presente insieme alle suddette aliquote aggiuntive o la tassa unica sarà solo l'accorpamento di queste ultime, ICI esclusa? :helpsmile:

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Allora credo di aver capito male...

 

L'ICI sarà presente insieme alle suddette aliquote aggiuntive o la tassa unica sarà solo l'accorpamento di queste ultime, ICI esclusa? :helpsmile:

ICI esclusa.

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  • 2 weeks later...
NO. l'ICI non viene reintrodotta. La tassa unica sugli immobili è una tassa che accorpa le 10 tasse sugli immobili che già si pagano in aggiunta all'ICI. non è nulla di nuovo, ma una semplificazione della situazione attuale. invece di 10 aliquote diverse se ne paga una sola con somma gioia dei commercialisti. :D

"Ai comuni le tasse sugli immobili"

 

La bozza del ddl sul federalismo fiscale Finanziamento a 7 città metropolitane In bilico Venezia e Bari, alle Province le tasse su circolazione e carburanti

 

TORINO

È nero su bianco il ddl sul federalismo fiscale. Dopo averlo illustrato questa mattina all’Unione delle provincie italiane, il ministro per la Semplificazione legislativa, Roberto Calderoli, ha incontrato nella sede del ministero il presidente dell’Anci, Leonardo Domenici, e il sindaco di Milano, Letizia Moratti.

 

Il testo aggiornato definisce le modalità di finanziamento degli enti locali (dando la possibilità alle regioni di istituire nuovi tributi comunali e provinciali) e della città metropolitane, cui «il finanziamento è assicurato in modo da garantire loro una più ampia autonomia di entrata e di spesa in misura corrispondente alla complessità delle medesime funzioni». Il finanziamento è previsto per le città con più di 350 mila abitanti: al momento, sarebbero dunque sette le città metropolitane, mentre restano in bilico Bari e Venezia. I comuni e le città metropolitane, precisa la bozza, avranno «un’adeguata autonomia impositiva» sugli immobili «compresa quella sui trasferimenti della proprietà e di altri diritti reali».

 

Le province italiane, inoltre, avranno una tassa propria che riguarderà la circolazione, senza escludere una accisa sui carburanti. Tra le novità anche la possibilità per le province di una tassa di scopo; il testo prevede questo tipo di tributo anche per i Comuni per gli investimenti, e in particolare una tassa di scopo sul turismo.

 

Fra le altre indiscrezioni, quelle sulle agevolazioni per le nuove imprese, supportate con «forme di fiscalità di sviluppo». Il disegno del ministro ha incassato l’apertura delle province. «Abbiamo ricevuto il testo solo ieri e abbiamo dato un’occhiata sommaria -ha detto il presidente dell’Upi Melilli- sono state recepite alcune nostre osservazioni». «Apprezziamo il metodo e la disponibilità dimostrata nei fatti dal ministro, il testo ha fatto passi avanti».

 

Calderoli dopo il giro di incontri sorride: «Sono andati bene, tutti partecipano portando contributi: così si costruiscono le cose, soprattutto le riforme».

 

La Stampa

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  • 3 months later...

in uno stato normale potrebbe accadere perchè gli enti locali baseranno la propria sopravvivenza sulla riscossione e relativa lotta all'elusione ma tu te lo immagini certi luoghi del sud italia che combattono frodi amministrative?

 

Il federalismo non mi è mai piaciuto, bisognerebbe avere meno regioni e più grandi, ed eliminare le provincie invece si continuano a moltiplicare gli enti locali

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La mia non è una domanda sarcastica, vorrei sapere in che modo il federalismo fiscale può ridurre l'evasione.

 

Perchè il comune è più vicino alla popolazione e sa esattamente e con facilità chi deve pagare, chi paga e chi no. é uno dei proncipi per cui esistono gli enti locali, più vicinanza al cittadino migliore conoscenza di suoi diritti\doveri\bisogni.

 

L'altro motivo più pratico è come ha detto Lev che dato chei comuni dovranno basare la loro spesa e la loro vita in larga parte non più sui regali altrui ma sull'ottimizzazione delle risorse e sulla riscossione delle tasse locali, saranno incentivati ad evitare l'evasione e ci sarà inoltre ua responsabilizzazione forzate delle amministrazioni che non potranno più permettersi di spendere e spandere senza freni.

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  • 2 months later...

Federalismo/ Il Pd si astiene. L'Idv: voto 10 a Calderoli

 

FORUM/ L'approvazione in Parlamento del federalismo fiscale è un "contentino" alla Lega, una vittoria storica di Umberto Bossi, una riforma utile per l'Italia o un peggioramento per tutti noi? Che cosa ne pensi?

 

SONDAGGIO/ Dalla Camera via libera al federalismo fiscale. Per l'Italia è un'opportunità o una iattura?

E' previsto per stasera a Montecitorio il via libera del disegno di legge sul federalismo fiscale. Il ddl passerà poi al Senato per la terza lettura e l'approvazione definitiva entro Pasqua. Il gruppo del Pd si asterrà sul voto. Lo ha deciso l'assemblea del gruppo, dove in undici hanno votato contro. Linda Lanzillotta, pur essendosi espressa in dissenso, ha deciso di rispettare la disciplina di partito.

 

"Votiamo sì perché questo è il primo atto, in un anno di legislatura, davvero frutto dell'attività del Parlamento. Per dieci giorni la Camera è tornata a essere il luogo dove si fanno le leggi. Di questo ringraziamo il ministro Calderoli. Al quale diamo voto 10 per come ha accettato che fosse proprio il Parlamento il vero protagonista di questo disegno di legge, riappropriandosi delle sue funzioni". Il capogruppo dell'Italia dei Valori a Montecitorio, Massimo Donadi, anticipa ad Affaritaliani.it il voto favorevole del partito di Antonio Di Pietro al federalismo fiscale.

 

"Abbiamo ritenuto di cogliere questa possibilità perché non è vero che siamo un'opposizioni sempre pregiudiziale. Siamo intervenuti nel merito e abbiamo fatto in modo che la legge che uscirà dalla Camera non sia nemmeno lontana parente di quella del disegno di legge proposto dal governo. In particolare, si è evitato un federalismo spendaccione. Siamo riusciti a far approvare già in Senato emendamenti che stabiliscono che dall'applicazione del federalismo in poi mai e poi mai, in nessuna fase, potranno derivare aumenti di costi per i cittadini o della pressione fiscale".

 

"Secondo e terzo punto, collegati tra loro sono la responsabilità dei pubblici amministratori e il controllo reale dei cittadini", spiega il numero due dell'Idv. "Coloro che venissero riconosciuti responsabili di un dissesto finanziario saranno ineleggibili a vita a qualunque carica elettiva e anche impossibilitati ad accedere ai consigli di amministrazione degli enti locali. Il controllo poi deve essere vero e abbiamo introdotto un'orma che prevede un modello unico di bilancio per tutti gli enti locali ma soprattutto il fatto che verrà redatta una versione del bilancio non in 'burocratese' ma in 'cittadinese' e pubblicata su internet, in modo che tutti possano controllare come vengono spesi i soldi pubblici".

 

"Ultimo punto; non è un federalismo dei contrapposti egoismi bensì serio e solidale. A tutte le Regioni vengono date le risorse per erogare i servizi ai cittadini ma nelle elargizioni che lo Stato dà si terrà conto anche del deficit dei servizi infrastrutturali. Quindi c'è la possibilità di non perdere la qualità dei servizi ma anche quella di recuperare il gap. Soprattutto non ci saranno più risorse per la gestione di denaro pubblico clientelare o assistenziale o per sperpero di amministratori incapaci".

 

http://www.affaritaliani.it/politica/feder...ra240309_1.html

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  • 1 month later...
ROMA - Il federalismo fiscale è legge. Con 154 voti a favore, 6 contrari e 87 astenuti il Senato ha approvato questa sera il provvedimento, in via definitiva. Hanno votato sì la maggioranza e l'Italia dei valori; no l'Udc; si è astenuto il Pd, che ha strappato l'approvazione a un suo ordine del giorno in cui si ribadisce la necessità di riforme condivise.

 

E subito i leghisti hanno fatto festa. Appena il presidente del Senato, Renato Schifani, ha letto i risultati della votazione e ha detto: "Il Senato approva", i senatori del Carroccio si sono alzati in piedi tutti insieme e hanno sventolato i fazzolettoni verdi con il simbolo del loro partito, per manifestare la loro gioia. Tra i banchi del governo ci sono stati abbracci e strette di mano verso il leader del Carroccio Umberto Bossi (erano presenti anche sua moglie e suo figlio Renzo) e gli altri ministri leghisti. "Una giornata storica", ha commentato Roberto Maroni.

 

Poco prima del voto, il gruppo della Lega a Palazzo Madama- tutto in piedi - aveva applaudito il ministro Umberto Bossi "mente e regista" della legge, come ha dichiarato il capogruppo Federico Bricolo: "E' una svolta epocale, il provvedimento più importante di questa legislatura in base al quale i soldi delle tasse resteranno sul territorio, nessuno più deciderà a Roma come saranno spesi: saremo padroni in casa nostra". Dopo l'approvazione, invece, la festa è continuata nella stanza della vicepresidente del Senato Rosi Mauro: c'erano anche dolcetti verdi.

 

Quanto all'Italia del valori, il capogruppo Felice Belisario ha commentato così il voto favorevole del suo partito: "Il senso del federalismo per noi è il richiamo al principio di responsabilità dei governi territoriali - ha detto - l'Idv avrebbe voluto ulteriori ed importanti miglioramenti, ma le riforme impongono concessioni reciproche". E comunque, ha concluso, "controlleremo" l'operato del governo.

 

Tra le fila del Pd, invece, ci sono stati anche dei dissensi alla linea dell'astensione. Come Marco Follini, che ha votato no: "Da qualche tempo la religione politica In voga nel nostro paese, una sorta di undicesimo comandamento, è il federalismo - ha spiegato - segnalo ai cultori di questo credo che la rigorosa osservanza di questo comandamento richiederebbe semmai di partire dal federalismo istituzionale e non da quello fiscale".

 

Ma la legge appena approvata anche contiene anche le norme che danno uno status speciale a Roma capitale: "Si realizza un sogno inseguito dagli anni Ottanta", ha commentato il sindaco Gianni Alemanno.

 

L'intero provvedimento, comunque, non verrà subito applicato. Ora infatti il governo ha due anni per amanare i derceti attuativi che riguaderanno soprattutto l'armonizzazione dei sistemi di calcolo dei bilanci pubblici. Questo consentirà di valutare l'impatto reale delle legge sulle casse dello Stato, di cui ora non c'è traccia. Successivamente saranno varati i decreti correttivi: la piena entrata a regime avverrà però non prima di cinque anni, ed entro un massimo di sette.

 

http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/p...enta-legge.html

 

rimango scettico ma attento all'argomento...

a voi i commenti

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