Abbiamo parlato della prossima fine del programma STS, dovuto più che altro ai costi operativi e a problemi di sicurezza che hanno già costretto a numerosi rinvii e sono costati un drammatico incidente con la perdita dell’intero equipaggio. La NASA d’altronde ha bisogno di un veicolo in grado di portare in orbita carichi e personale, e, magari, raggiungere la Luna, e — perché no? — Marte e la fascia degli asteroidi.
Orion CEV
Con la mente rivolta a questi obiettivi, l’ente spaziale americano ha progettato l’Orion Crew Exploration Vehicle, CEV solamente, in inglese, che prevede due veicoli distinti per funzioni e capacità:
• il CEV propriamente detto, in grado di trasportare fino a sei persone
• il Cargo Launch Vehicle (CLV) in grado di sollevare carichi pesanti e personale quando richiesto.
L’Orion farà ricorso a tecnologie provenienti sia dal mitico Programma Apollo che dall’STS. Sarà una famiglia di veicoli che, nelle intenzioni, dovrebbe essere più versatile dei precedenti Shuttles, garantire costi maggiormente contenuti, e assicurare comunque l’esplorazione dello spazio su un periodo superiore a quello dell’STS che sta per andare in pensione dopo quasi trentanni di onorato servizio.
Esaminiamo concetti e tecnologie.
Cargo Launch Veihicle, a sinistra, e Crew Exploration Vehicle a destra. Notare la differenza di dimensioni. Il booster è lo stesso impiegato nell'STS
Il CEV basico, che sarà costruito dalla Lockheed Martin, consisterà di tre parti:
• una capsula per ospitare l’equipaggio
• un modulo di servizio per i sistemi di propulsione ed ausiliari
• un booster per sollevare il CEV su un’orbita bassa (160-240 km da terra).
Per le missioni lunari è previsto un modulo speciale oltre che un apposito stadio supplementare.
Orion CEV in orbita lunare.
La capsula ricorderà nella forma l’Apollo; si è scelta questa soluzione perché più aerodinamica dello Shuttle e perché essa rientrerà nell’atmosfera non alla velocità di 8 chilometri al secondo come fa l’Orbiter del sistema STS, ma a 11 chilometri al secondo.
A parte la forma, il modulo abitato del CEV avrà diverse altre cose in comune con il disegno dell’Apollo (c’è bisogno di ricordarlo? Il genio di von Braun e l’abilità dei progettisti americani di oltre quarantanni fa si rivela ancora in tutta la sua potenza):
• il diametro sarà maggiore, 5 metri contro i 3 della capsula Apollo per poter accogliere più carico o equipaggio
• il CEV abbandonerà il sistema delle piastrelle di ceramica per assorbire il calore dell’attrito al rientro nell’atmosfera, perché si è rivelato troppo complesso da gestire; si tornerà quindi a uno scudo termico di tipo ablativo, anche se di nuova concezione, che potrà essere riusato fino a dieci volte (quello dell’Apollo andava perso a ogni rientro, anche perché, comunque, non era previsto il riutilizzo della capsula);
• air bags posizionati sotto il modulo equipaggio consentiranno di rientrare sia sulla terra che sull’acqua (le capsule Apollo, come le precedenti Gemini e Mercury, vorrei ricordare, rientravano solo per ammaraggio)
• la posizione del modulo equipaggio del CEV sulla sommità del booster permetterà di evitare taluni problemi di sicurezza che si sono verificati con l’STS e dovuti al distacco di frammenti di ghiaccio o di schiuma isolante dal serbatoio principale durante il lanciuo o nella fasi immediatamente successive
• sarà presente un sistema di salvataggio, simile alla Escape Tower montata sulle navette Apollo, un piccolo razzo, cioè, che strapperà via il compartimento dell’equipaggio anche dopo il lancio, evitando così il ripetersi di tragedie come quella dell’Atlantis.
Il CEV al lancio. Notare la Escape Tower
Il lander Artemis alla partenza. È probabile che la versione definitiva sarà diversa, vista la richiesta della NASA di compiere più atterraggi e partenze dalla Luna nel corso della medesima missione.
Abbiamo parlato della prossima fine del programma STS, dovuto più che altro ai costi operativi e a problemi di sicurezza che hanno già costretto a numerosi rinvii e sono costati un drammatico incidente con la perdita dell’intero equipaggio. La NASA d’altronde ha bisogno di un veicolo in grado di portare in orbita carichi e personale, e, magari, raggiungere la Luna, e — perché no? — Marte e la fascia degli asteroidi.
Orion CEV
Con la mente rivolta a questi obiettivi, l’ente spaziale americano ha progettato l’Orion Crew Exploration Vehicle, CEV solamente, in inglese, che prevede due veicoli distinti per funzioni e capacità:
• il CEV propriamente detto, in grado di trasportare fino a sei persone
• il Cargo Launch Vehicle (CLV) in grado di sollevare carichi pesanti e personale quando richiesto.
L’Orion farà ricorso a tecnologie provenienti sia dal mitico Programma Apollo che dall’STS. Sarà una famiglia di veicoli che, nelle intenzioni, dovrebbe essere più versatile dei precedenti Shuttles, garantire costi maggiormente contenuti, e assicurare comunque l’esplorazione dello spazio su un periodo superiore a quello dell’STS che sta per andare in pensione dopo quasi trentanni di onorato servizio.
Esaminiamo concetti e tecnologie.
Cargo Launch Veihicle, a sinistra, e Crew Exploration Vehicle a destra. Notare la differenza di dimensioni. Il booster è lo stesso impiegato nell'STS
Il CEV basico, che sarà costruito dalla Lockheed Martin, consisterà di tre parti:
• una capsula per ospitare l’equipaggio
• un modulo di servizio per i sistemi di propulsione ed ausiliari
• un booster per sollevare il CEV su un’orbita bassa (160-240 km da terra).
Per le missioni lunari è previsto un modulo speciale oltre che un apposito stadio supplementare.
Orion CEV in orbita lunare.
La capsula ricorderà nella forma l’Apollo; si è scelta questa soluzione perché più aerodinamica dello Shuttle e perché essa rientrerà nell’atmosfera non alla velocità di 8 chilometri al secondo come fa l’Orbiter del sistema STS, ma a 11 chilometri al secondo.
A parte la forma, il modulo abitato del CEV avrà diverse altre cose in comune con il disegno dell’Apollo (c’è bisogno di ricordarlo? Il genio di von Braun e l’abilità dei progettisti americani di oltre quarantanni fa si rivela ancora in tutta la sua potenza):
• il diametro sarà maggiore, 5 metri contro i 3 della capsula Apollo per poter accogliere più carico o equipaggio
• il CEV abbandonerà il sistema delle piastrelle di ceramica per assorbire il calore dell’attrito al rientro nell’atmosfera, perché si è rivelato troppo complesso da gestire; si tornerà quindi a uno scudo termico di tipo ablativo, anche se di nuova concezione, che potrà essere riusato fino a dieci volte (quello dell’Apollo andava perso a ogni rientro, anche perché, comunque, non era previsto il riutilizzo della capsula);
• air bags posizionati sotto il modulo equipaggio consentiranno di rientrare sia sulla terra che sull’acqua (le capsule Apollo, come le precedenti Gemini e Mercury, vorrei ricordare, rientravano solo per ammaraggio)
• la posizione del modulo equipaggio del CEV sulla sommità del booster permetterà di evitare taluni problemi di sicurezza che si sono verificati con l’STS e dovuti al distacco di frammenti di ghiaccio o di schiuma isolante dal serbatoio principale durante il lanciuo o nella fasi immediatamente successive
• sarà presente un sistema di salvataggio, simile alla Escape Tower montata sulle navette Apollo, un piccolo razzo, cioè, che strapperà via il compartimento dell’equipaggio anche dopo il lancio, evitando così il ripetersi di tragedie come quella dell’Atlantis.
Il CEV al lancio. Notare la Escape Tower
Il lander Artemis alla partenza. È probabile che la versione definitiva sarà diversa, vista la richiesta della NASA di compiere più atterraggi e partenze dalla Luna nel corso della medesima missione.
Modificato da intruder