Anche se il papa non avesse appoggiato il processo a Galileo, in ogni caso, sarebbe rimasto l'araldo di una cultura e di un modo di vivere che non si concorda minimamente col mondo scentifico. Il problema, tuttavia, non è la discordanza di vedute, ma il modo in cui la chiesa e quindi il papa attaccano, calunniano e accusano il mondo scentifico, il quale, fino a prova contraria è dimostrato con fatti reali e non con la fede e come tale ha diritto ad essere riconosciuto ed accettato e rispettato anche da chi crede. Per giunta, nell'organizzazione di uno stato, trovo molto più giusto dar peso al parare di un uomo di scienza, che supporta le sue tesi con dei fatti concreti, che ad un uomo di chiesa, che supporta le sue tesi con la fede e la speranza. Per questo io appoggio in pieno l'azione di questi professori. E' un offesa alla ragione, ai lumi ed alle lotte per la laicità dello stato, della scienza e del pensiero far parlare una persona che accusa di "atti demoniaci e peccaminosi" chi tenta di salvare vite umane con la ricerca sulle cellule staminali o chi tenta di fermare il diffondersi dell'AIDS, promuovendo l'uso del profilattico... e questo giusto per citarne due. Non si tratta di una subdola mossa politica o di una offesa verso la chiesa ed i suoi credenti, ma di una difesa della ragione, dalle calunnie mosse in prims dalla chiesa.