Missili e soprattutto droni, hanno riportato in primo piano la lezione che la quantità è a suo modo una qualità, ma hanno anche portato a uno stallo delle operazioni in cui vengono abbattuti a pacchi e (se qualcuno passa) fanno danni al nemico non definitivi.
Mezzi come il B-21 (e anche senza arrivare al B-21 pur rimanendo molto costosi e sofisticati) a mio avviso restano unici nella possibilità di incidere in modo determinante. Una singola missione di di B-21 potrebbe spianare una fabbrica di droni o missili a lungo raggio, stroncando sul nascere lunghe e poco efficaci campagne di logoramento.
L'inettitudine dei russi e le scarse capacità dei loro mezzi aerei ci devono ricordare che le lezioni apprese in un conflitto vanno lette prima di tutto nel contesto di quel conflitto e poi se possibile in tutto il resto.
Droni e missili li avevano anche gli iraniani, ma ciò non gli ha impedito di rimediare mazzate tremende che hanno chiuso la partita in un paio di settimane: dall'altra parte c'era chi aveva costosi mezzi aerei e sapeva come usarli.
Premesso ciò, siamo in un periodo di grandi stravolgimenti e capire ruolo e peso che avranno nelle future aviazioni i mezzi pilotati, i droni e l'IA è tutto fuorchè facile...