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5 maggio 1821

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Un mio mito, Alessandro Manzoni, che celebra un altro mio mito, Napoleone.

 

Dal seguente link: http://www.parlandosparlando.com/view.php/id_290/lingua_0/ riporto il testo e l'analisi.

 

 

Il cinque maggio

 

Alessandro Manzoni

 

Ei fu. Siccome immobile,

dato il mortal sospiro,

stette la spoglia immemore

orba di tanto spiro,

cosi' percossa, attonita

la terra al nunzio sta,

 

muta pensando all'ultima

ora dell'uom fatale;

ne' sa quando una simile

orma di pie' mortale

la sua cruenta polvere

a calpestar verra'.

 

Lui folgorante in solio

vide il mio genio e tacque;

quando, con vece assidua,

cadde, risorse e giacque,

di mille voci al so'nito

mista la sua non ha:

 

vergin di servo encomio

e di codardo oltraggio,

sorge or commosso al su'bito

sparir di tanto raggio;

e scioglie all'urna un cantico

che forse non morra'.

 

Dall'Alpi alle Piramidi,

dal Manzanarre al Reno,

di quel securo il fulmine

tenea dietro al baleno;

scoppio' da Scilla al Tanai,

dall'uno all'altro mar.

 

Fu vera gloria? Ai posteri

l'ardua sentenza: nui

chiniam la fronte al Massimo

Fattor, che volle in lui

del creator suo spirito

piu' vasta orma stampar.

 

La procellosa e trepida

gioia d'un gran disegno,

l'ansia d'un cor che indocile

serve, pensando al regno;

e il giunge, e tiene un premio

ch'era follia sperar;

 

tutto ei provo': la gloria

maggior dopo il periglio,

la fuga e la vittoria,

la reggia e il tristo esiglio;

due volte nella polvere,

due volte sull'altar.

 

Ei si nomo': due secoli,

l'un contro l'altro armato,

sommessi a lui si volsero,

come aspettando il fato;

ei fe' silenzio, ed arbitro

s'assise in mezzo a lor.

 

E sparve, e i di' nell'ozio

chiuse in si' breve sponda,

segno d'immensa invidia

e di pieta' profonda,

d'inestinguibil odio

e d'indomato amor.

 

Come sul capo al naufrago

l'onda s'avvolve e pesa,

l'onda su cui del misero,

alta pur dianzi e tesa,

scorrea la vista a scernere

prode remote invan;

 

tal su quell'alma il cumulo

delle memorie scese.

Oh quante volte ai posteri

narrar se stesso imprese,

e sull'eterne pagine

cadde la stanca man!

 

Oh quante volte, al tacito

morir d'un giorno inerte,

chinati i rai fulminei,

le braccia al sen conserte,

stette, e dei di' che furono

l'assalse il sovvenir!

 

E ripenso' le mobili

tende, e i percossi valli,

e il lampo de' manipoli,

e l'onda dei cavalli,

e il concitato imperio

e il celere ubbidir.

 

Ahi! forse a tanto strazio

cadde lo spirto anelo,

e dispero'; ma valida

venne una man dal cielo,

e in piu' spirabil aere

pietosa il trasporto';

 

e l'avvo', pei floridi

sentier della speranza,

ai campi eterni, al premio

che i desideri avanza,

dov'e' silenzio e tenebre

la gloria che passo'.

 

Bella Immortal! benefica

Fede ai tronfi avvezza!

Scrivi ancor questo, allegrati;

che' piu' superba altezza

al disonor del Go'lgota

giammai non si chino'.

 

Tu dalle stanche ceneri

sperdi ogni ria parola:

il Dio che atterra e suscita,

che affanna e che consola,

sulla deserta coltrice

accanto a lui poso'.

 

(Alessandro Manzoni, odi civili 1821)

 

 

--------------------------------------------------------------------------------

 

 

Analisi

 

L'ode il Cinque Maggio e' la piu' famosa delle poesie civili del Manzoni, dedicata alla morte di Napoleone Bonaparte avvenuta il 5 maggio 1821 sull'isola di Sant'Elena, nell'oceano Atlantico.

 

La notizia della morte di Napoleone giunse pero' in Europa con oltre due mesi di ritardo, il 16 luglio 1821 e fu pubblicata in Italia dalla "Gazzetta di Milano".

L'ode fu scritta di getto in soli tre o quattro giorni (appena appresa la notizia), da un Alessandro Manzoni commosso dalla conversione cristiana di Napoleone avvenuta prima della sua morte, offrendo all'autore lo spunto per ricordare da un lato la grandezza del personaggio e il fondamentale ruolo storico, e da l'altro per suscitare una riflessione complessiva sulla storia e sul significato delle azioni umane.

 

Nonostante la censura austriaca che ne vieto' la pubblicazione, l'ode ebbe una larga diffusione europea, inizialmente divulgata in forma manoscritta e poi nel 1822, nella sua prima edizione stampata sulla rivista tedesca "Ueber Kunst und Alterthum" con la traduzione curata da Goethe.

La prima edizione italiana avvenne nel 1823 a Torino presso il Marietti; la prima edizione approvata dall'autore comparve nel 1855.

 

L'ode scritta dal Manzoni, per alcune tematiche (tema del ricordo, evocazione della storia) ha delle analogie con il Coro di Ermengarda e con la Pentecoste e soprattutto ha in comune con essi, quello schema che parte da un inizio drammatico e si conclude con un moto di preghiera.

 

L'ode e' formata da diciotto strofe, composte da sei settenari sdrucciolo (1°,3°,5°) piani (2° e 4°, fra loro rimanti) e tronco l'ultimo che rima con l'ultimo della strofa successivo.

Schema: ABCBDE

 

L'Ode puo' essere divisa in due parti, la prima che va dal prologo fino alla nona strofa, di tono epico, in cui emerge la figura storica di Napoleone, dall'ascesa alla caduta.

La seconda dalla decima strofa in poi, di tono piu' contemplativo e lirico (si entra qui nell'animo dell'imperatore) il cui motivo conducente e' la definitiva caduta di Napoleone come uomo e l'inizio del suo riscatto spirituale e religioso.

 

I Parte

 

L'ode si apre con un forte inciso "Ei fu" in cui pare sia isolata la grandezza "dell'uom fatale", mentre con attonito stupore la terra accoglie la notizia della morte del potente personaggio che ha tenuto in pugno per tanti anni i destini d'Europa (e' da notare il doppio significato della parola terra, vale a dire di metafora del mondo umano da una parte, e dall'altra, come campo di battaglia insanguinato dai soldati che per lunghi anni si sono combattuti).

Nella seconda e terza strofa il Manzoni da' le ragioni del motivo per cui tratta l'argomento e mette in risalto il fatto che egli abbia composto l'ode senza nessun'ombra di piaggeria o di reverenza verso l'imperatore. In questa parte sono importanti il termine "genio" (di chiara reminiscenza pariniana, ma dai forti connotati manzoniani e dal diverso significato) e "forse", che conclude la quarta strofa, in cui emerge chiara la visione cristiana e provvidenziale del poeta.

Con la quinta strofa si ha l'esaltazione della potenza di Napoleone che si concludera' nel verso 54. Qui la strofa si anima e con rapidi tratti e' descritta l'immagine di condottiero di Napoleone (e' da notare l'alternarsi in tutta l'ode di toni descrittivi ed epici a toni piu' riflessivi) che si contrappone a quella del corpo immemore presente nella prima strofa. Rapidamente pero' il tono rallenta e diventa nuovamente contemplativo con la domanda "Fu vera gloria?", in cui Manzoni rispondendo vuol mettere in risalto la statura morale dell'uomo Napoleone che si e' convertito, piu' che le grandezze terrene del condottiero; infatti Napoleone ha dato un'ulteriore prova della grandezza di Dio che servendosi di lui ha stampato "la piu' vasta orma sulla terra". Le ultime tre strofe, continuano con la descrizione del raggiungimento del disegno di gloria di Napoleone (settima e ottava strofa) e della sua grandezza umana (nona strofa).

Particolare rilievo si deve dare ad alcuni termini in antitesi tra loro che rendono bene l'instabilita' del potere e della gloria umana che caratterizzano l'ottava strofa: gloria-periglio; fuga-vittoria; reggia-esiglio; polvere-altar. Con "Ei si nomo'" (v.49), cioe' con l'enfatizzazione dell'uso antonomastico del pronome si conclude cosi' la prima parte dell'ode.

 

II Parte

 

Il motivo conduttore di questa seconda parte dell'ode e' il verbo "giacque", che ha il significato della caduta definitiva di Napoleone e l'inizio del suo riscatto spirituale.

Scompare il pronome antonomastico e la figura dell'imperatore viene espressa attraverso una terza persona piu' comune, "E sparve, e di' nell'ozio", "E ripenso'..." La strofa centrale di questa parte e' la similitudine espressa nei versi 61-68.Questa e' la parte fondamentale in cui avviene il ripudio delle vane glorie terrene e il sollevarsi verso l'eterno. Napoleone e' come un naufrago che prima a lungo ha nuotato nel mare tempestoso della vita cercando terre remote, cioe' cercando un significato della vita che le desse un senso. Ma questo suo sforzo e' risultato vano, poiche' solo Dio puo' rendere concreta la sete d'eternita' e d'infinito presente nell'uomo e non le effimere glorie terrene. Anche l'ultima speranza di lasciare ai posteri la memoria di se' risulta vana. "Il cumulo di memorie" invece di lasciare la memoria eterna della propria epopea, diventano per Napoleone, un peso insopportabile, "la stanca man" che cade "sull'eterne pagine" assume il significato dell'estrema sconfitta umana. La figura di questa sconfitta e' magistralmente descritta dall'immagine di presente nel verso 75: "chinati i rai fulminei" (gli occhi, rai, una volta balenanti sono ora chini al suolo).

La strofa quattordicesima descrive le ultime immagini che scorrono nella mente di Napoleone prima di morire. Sono immagini nostalgiche di un passato di gloria e di battaglie, che non ritorneranno piu'. Questa strofa e caratterizzato dall'uso del polisindeto, cioe' l'uso ripetitivo della "e" posta in capo al verso come il rintocco richiama costantemente gli asindeti epici (ei fu ...ei provo'...ei fe' silenzio) e sembra costruire in tutta l'ode, una linea sintattica che si prolunga sino a "e sparve, in cui si denota la caducita' della vicenda umana di Napoleone, e si conclude con il verbo e l'avvio' in cui avviene l'annullamento della volonta' umana nella provvidenza divina.

Verso la fine dell'ode c'imbattiamo nella penultima strofa in cui il poeta riprende la voce dell'oratore. Questa strofa dell'opera, dal tono biblico e profetico, e' stata aspramente criticata per le sue reminiscenze di retorica ecclesiastica (ha quasi un tono da chiesa barocca).

"Sulla deserta coltrice accanto a lui poso', e' un'immagine piena di significato con cui si conclude l'ode. Il letto deserto su cui giace Napoleone, abbandonato dagli uomini e' visitato da Dio, che ha conosciuto anch'egli la morte e il dolore e percio' non abbandona mai l'uomo nei suoi attimi finali di vita. E' un'immagine che esprime una visione profondamente cristiana del destino dell'uomo.

22/10/2005

Copyright © 2000-2008 Parlandosparlando

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E chi se lo dimentica un incipit così... anche se poi la gita di quinta a Madrid mi ha riservato una delusione: il Manzanarre è davvero un misero rigagnolo!

 

Comunque preferisco il Manzoni romanziere de "I promessi sposi".

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Ei fu. Siccome immobile,

sul prato dell’Olimpico,

stette Ronaldo in lacrime,

col piede sempre più stitico,

così percossa, attonita

l’Inter da Lazio fu,

muta pensando all'ultima

 

giornata ormai fatale;

mentre la Juve a Udine

e la Roma a Torino

senza fatica a casa

portaron tutto il bottino.

Cuper “el vertical”

 

davanti alla panchina,

 

stette a rimuginar,

prendendo un aspirina,

il tragico error slovacco

che aprì il lazial bivacco.

 

La seconda segnatura

portata da Di Biaggio,

fece veder lo scudo

ma fu solo un miraggio;

già prima con Bobone

fu solo un’illusione.

 

Dal Delle Alpi al Franchi,

dal Meazza al Comunale,

l’Inter di sei lunghezze

tenea dietro la rivale;

ma in casa con l’Atalanta,

si fece tosto infilar.

 

Fu vera gloria? Ai posteri

l'ardua sentenza: noi

ce la prendiamo con Massimo

Moratti, che volle nell’argentino

il vate suo divino

per vincere in final.

 

La procellosa e trepida

gioia d'un gran disegno,

l'ansia di diventare

la prima in tutto il regno;

e il non giunge, e perde un premio

che parea sicuro ormai;

 

tutto Cuper provò: le tre sostituzioni

ma invece di conquistar,

la fuga e la vittoria,

quattro se ne fece far:

quattro volte nella polvere,

solo due sull'altar.

 

Ei si nomò: due gruppi,

l'un contro l'altro armato,

spaccaron lo spogliatoio,

come aspettando il fato;

ei fe' silenzio, ed arbitro

non fece in mezzo a lor.

 

E persero i dì nell'ozio

non chiusero le partite,

segno d'immensa inedia

e broccaggine profonda,

d'inestinguibil sfiga

e di domato ardor.

 

Come sul capo al naufrago

l'onda s'avvolve e pesa,

così arrivaron il ceco,

Inzaghino e l’amato cholo

scorrea la diarrea incessante

e sembravano aver lo scolo;

 

tal su quell'alma il cumulo

delle prese in giro scese.

Oh quante volte ai posteri

verrà poi raccontato,

di chi già il giorno dopo

il contratto volea rinnovato!

 

Oh quante volte, al tacito

morir d'un giorno inerte,

chinati i rai fulminei,

le braccia al sen conserte,

stettero, in mezzo al prato

senza poter gioir!

 

E ripensaron gli schemi

le mancate diagonali,

e i rigori col Chievo non dati,

e i gol “de li laziali”,

e la perdita del primato

e della cempions lig.

 

Ahi! forse a tanto strazio

cadde lo spirto anelo,

e disperò; e mai più

venne una man dal cielo,

né dai furlani salvi

e dai granata ormai sazi;

 

 

e l'avviò, pei perfidi

sentier della polemica,

agli insuccessi eterni, al premio

mancato dello scudo,

dov'è silenzio e tenebre

anche negli albi d’or.

 

Brutta Immortal! malefica

Juve ai trionfi avvezza!

ruba anche questo, allegrati;

ché più superba altezza

al disonor del Moggi

giammai non si chinò.

 

Tu dalle stanche ceneri

perdi Inter festaiola:

il Dio che atterra e suscita,

che affanna e che consola,

con te non fu benevolo

al terzo posto ti posò.

 

Scusate non ho resistito :rotfl: :rotfl: :rotfl::ban?: :ban?:

Edited by Dominus

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@Picpus: grazie per il contributo di elevato spessore culturale! Anche se mi ci vorrà un pò per digerirlo...

 

@Dominus: niente male, devo ammetterlo, anche da interista...

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Ovviamente non è mia, ma la tengo sull'hard disk dal fatidico giorno.

Quanto a manzoni forse questa è l'unica sua opera che riesco a digerire.

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Guest galland

caro Picpus te la sei un pò voluta... non potevi ricordare Napoleone in un modo più morbido?

"Cinque maggio" la ricordo quasi a memoria però...

comunque hai qualcosa che mi è simpatico.

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caro Picpus te la sei un pò voluta... non potevi ricordare Napoleone in un modo più morbido?

"Cinque maggio" la ricordo quasi a memoria però...

comunque hai qualcosa che mi è simpatico.

Ti ringrazio per il "simpatico"!

 

A proposito, colgo l'occasione e ti chiedo se, a suo tempo, hai letto la mia risposta alla tua richiesta di chiarimenti sul mio nick, al link seguente:

 

http://www.aereimilitari.org/forum/index.p...st&p=133512

 

 

 

Per Dominus:

 

considera che vi sono almeno il 50% di probabilità (sembrerebbe, infatti, che a Milano vi sia un'altra squadra di calcio oltre l'Inter!) che Manzoni, se vi fosse stato il campionato ai suoi tempi, tifasse nerazzurro!!

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Guest galland
Ti ringrazio per il "simpatico"!

 

A proposito, colgo l'occasione e ti chiedo se, a suo tempo, hai letto la mia risposta alla tua richiesta di chiarimenti sul mio nick, al link seguente:

 

http://www.aereimilitari.org/forum/index.p...st&p=133512

Per Dominus:

 

considera che vi sono almeno il 50% di probabilità (sembrerebbe, infatti, che a Milano vi sia un'altra squadra di calcio oltre l'Inter!) che Manzoni, se vi fosse stato il campionato ai suoi tempi, tifasse nerazzurro!!

Ho letto con piacere la risposta che hai citato, anzi ti avevo inviato un messaggio privato a tal proposito. Non so se ti è pervenuto.

Voglio preparare "Picpus: un profilo non autorizzato", che posterò negli off topic, spero non ti dispiaccia

Per il tifo di Manzoni, uno scrittore che ha scritto sulla peste in fatto di epidemie deve averci fatto il callo. Magari si appassiona al tennis!!!

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Ho letto con piacere la risposta che hai citato, anzi ti avevo inviato un messaggio privato a tal proposito. Non so se ti è pervenuto.

Voglio preparare "Picpus: un profilo non autorizzato", che posterò negli off topic, spero non ti dispiaccia

Per il tifo di Manzoni, uno scrittore che ha scritto sulla peste in fatto di epidemie deve averci fatto il callo. Magari si appassiona al tennis!!!

No, non ho ricevuto il messaggio privato.

 

Addirittura, un profilo di Picpus: speriamo bene!!! :D

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Dal sito dell'"Hôtel des Invalides - Musée de l'Armée", http://www.invalides.org/pages/menu.html , eccovi una foto della monumentale tomba di Napoleone:

 

 

tombeau.jpg

 

 

Un filmato sull'intero complesso architettonico, al link che segue:

 

http://www.economicatlas.com/richmedia/inv...location/flash/

 

 

Infine, da Wikipedia, il link in italiano:

 

http://it.wikipedia.org/wiki/H%C3%B4tel_des_Invalides

Edited by picpus

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Guest galland
Dal sito dell'"Hôtel des Invalides - Musée de l'Armée", http://www.invalides.org/pages/menu.html , eccovi una foto della monumentale tomba di Napoleone:

<img src="http://www.invalides.org/images/grand/tombeau.jpg">

Un filmato sull'intero complesso architettonico, al link che segue:

 

http://www.economicatlas.com/richmedia/inv...location/flash/

Infine, da Wikipedia, il link in italiano:

 

http://it.wikipedia.org/wiki/H%C3%B4tel_des_Invalides

 

il motto di Picpus: "Il più tardi possibile, ma Les Invalides..." B-)

Edited by galland

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il motto di Picpus: "Il più tardi possibile, ma Les Invalides..." B-)

Anche se mi sorge il sospetto, che mi si prenda......per i fondelli (comunque, anche se così fosse, sto al gioco!) non pretendo tanto (pur essendo "Les Invalides" uno dei luoghi che più amo a Parigi e riuscendo a suscitare gli stessi miei sentimenti, nei numerosissimi amici che uso condurvi in visita turistica!), non pretendo, dicevo, di trovar lì, la mia eterna sistemazione logistica nella "Ville Lumière"; caso mai, mi basterebbe, e sarebbe già pretenzioso da parte mia, per i personaggi che dovrei frequentare, abitando lì, un alloggio al Père-Lachaise:

 

http://www.pere-lachaise.com/

 

Ritengo, però, che alla fine, si riterrà piò opportuno, restando le mie spoglie del tutto gratificate della scelta, optare per un piccolo e tranquillo sito adibito ad analoga funzione, in un solare villaggio della catena montuosa dei Nebrodi, in Sicilia.

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Guest galland

Amo lo scherzo e la dialettica, garbata e civile, nel forum essendo propio questo possibile mi trovo come un pesce nell'acqua. Spero di non incontrare una rete a strascico. Dopo aver compiuto i debiti scongiuri procederò a visitare il sito internet da te linkato (a proposito sei l'imperatore dei link, li metti quasi ad ogni post, io non lo so fare); quasi come me con i libri... convergenze parallele...

Vedrai un giorno mi presento a Parigi con la mia compagna (non in senso politico) e ci affidiamo alla tua competenza.

A proposito conosci il memoriale francese di Monte Mario a Roma?

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...........A proposito conosci il memoriale francese di Monte Mario a Roma?

No, immagino che sia quello di cui si parla ai 2 link seguenti:

 

http://www.alleanza-monarchica.com/forum/v...ef91ec3dcedffc3

 

http://digilander.libero.it/fiammecremisi/...nziocassino.htm (a fondo pagina).

 

Conosco poco Roma: vi sono stato varie volte (ed in una circostanza, tanto tempo fa, per 2 mesi di fila, però in un periodo di crisi personale, per cui non mi andava molto girare, peccato!) ma la trovo terribilmente difficile da esplorare (sono troppo abituato alle 21 linee di metropolitana di Parigi!) anche se sia io che mia moglie siamo dei grandi camminatori! Comunque della Città Eterna ammiro tante cose, ma 2 più delle altre: l'atmosfera sempre molto solare (come qui a Palermo, ma gli spazi più grandi la fanno risaltare maggiormente!) e i bellissimi pini che si trovano un po' dappertutto!!!

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e i bellissimi pini che si trovano un po' dappertutto!!!

Cui non per niente il compositore italiano Ottorino Respighi dedicò uno specifico poema sinfonico, qui diretto da Von Karajan:

 

I pini di Roma

Edited by gobbomaledetto

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