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Missioni Stukas II Guerra Mondiale


SA.
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Non è possibile rispondere in sole due righe. Uno dei metodi più comuni per il riconoscimento degli “alleati” era l’apposizione di bandiere o simboli geometrici semplici (triangoli, quadrati, barre a colori vivaci) sopra gli scafi dei veicoli. C’era, ma non sempre, la radio. Radio che spesso non disponeva della frequenza compatibile. Si poteva contare, alle volte, su di un osservatore a bordo di un aereo leggero. Trattandosi di una “guerra di movimento” la “linea del fronte” era sempre variabile. Ad ogni modo gli Ju-87 operavano come “artiglieria a lunga gittata”, in missioni ben oltre la prima linea. Naturalmente il rischio di fuoco fratricida era sempre presente.

 

I metodi di aerocooperazione sono andati affinandosi nel corso del conflitto. Sul finire della guerra i Typhoon, ma anche i P-47 ed altri, orbitavano a media quota ed effettuavano attacchi in picchiata “su chiamata”, diretti sul bersaglio da osservatori a terra, in volo o da fumogeni marcatori del bersaglio. Da allora, e fino ad epoca recente, poco è cambiato.

 

http://en.wikipedia.org/wiki/Close_air_support#World_War_II

Edited by Gian Vito
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