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MC72

Programma R

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Programma R

 

Non ho trovato su questo Foro alcun Topic che trattasse direttamente il "Programma R", ma spesso e piú volte citato; Importante faccenda vissuta dalla Regia Aeronautica poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

 

Perché la Regia Aeronautica non giocó il “Ruolo” che si era guadagnata negli anni trenta e fu superata dai suoi avversari?

Che o chi? incise nelle politiche della Regia Post anni 30?

 

In mezzo della guerra civile spagnola, dove varie aeronautiche rivali sperimentavano con nuove armi e aeroplani, e con la comparsa di nuovi e velocissimi bombardieri e caccia monoplani, la Regia Aeronautica cominció a sentiré la necesita di rinnovare il propio materiale che stava invecchiando rápidamente; perció all'inizio del 1938 mise le basi per un gran programa di rinnovamento di tutte le discipline dell’aeronautica il “Programma R” , anche conosciuto come il programa per i 3000 apparecchi da completare per il 1940!!

 

Questo Mega-Programma per ben 3161 nuovi apparecchi per la Regia Aeronautica, doveva mantenerla “Aggiornata” non solo numericamente, ma anche tecnológicamente di fronte ai progressi delle aeronautiche straniere……………Ma….......al poco andare......compromessi, interessi ignoranza e política sconvolsero le intenzioni iniziali.

 

Il Ministero italiano della Aeronautica, vedendo i nuovi disegni tedeschi, inglesi, francesi, russi e americani, nel 1935, aveva sollevato la necessità per un caccia monoplano per l’intercettazione.

 

Si riteneva che i biplani erano più idonei per il combattimento aéreo , si diceva quale soluzione era piú maneggevole nel combattimento manovrato e così pensando il biplano Fiat CR 32 avrebbe un successore!!!. Ma considerando l’apparizione in Spagna dei velocissimi bombardieri russi si fece necesario di un veloce monoplano da caccia per intercettare i bombardieri nemici.

 

Il concorso per il caccia intercettore prevedeva:

formula monoplano, treno a scomparsa, cabina chiusa, una buona tangenza e come armamento 1 o 2 mitragliatrici (si pensava che con una mitragliatrice di 12 mm si poteva abbattere un bombardiere veloce senza problemi). L'autonomia non doveva essere molta per il carattere “difensivo” del caccia da usarsi per proteggere il territorio italiano da eventuali aggressioni esterne.

 

Un altro gran problema che affrontarono i costruttori furono i motori disponibili come i radiali Fiat di 840 a 870 HP, quando erano necessari almeno 1000 HP ancche se alcune proposte consideravano altri motori come gli Alfa Romeo o addirittura il Daimler Benz DB.601 per il Caproni Vizzola F.4

Si decise finalmente, neanche per i migliori nelle prove, señalando problemi piú che altro d'ordine secondario, e si scelsero il Fiat G.50 e il MC.200, ma questo processo lasció a tutti o quasi molto contenti e satisfatti……... fino a quando scoppiò la guerra e l'inferiorità dei caccia Fiat G.50 e M.C.200 fu patente contro i moderni caccia nemici.

 

Perche, si ci accontentó con caccia che giá al momento della loro apparizzione erano circa 60 a 90 Km/h piú lenti di caccia giá esistenti e perfettamente conoscuti in Francia, Germania e Gran Bretagna?

 

Nessuno si accorse o disse nulla sul ridottissimo potere distruttivo dell’armamento dei caccia italiani che erano capaci di sparare solo 0,64 Kg/s di piombo, contro i contemporanei 1,76 Kg/s dello Spitfire MkI, i 2 Kg/s del Bf.109E e i 2,1Kg/s del Dewoitine D.520 (senza aggiungere che i proiettili dei cannoni di 20mm erano carichi con HE, lo cuale aumentava ulteriormente i loro efetto distruttivo)

É vero che gli americani amavono il calibro dei 12 mm o 12,5 mm delle loro mitragliatrici e le utilizzarono dappertutto, ma é pure vero che i loro caccia andavano in giro con ben 8 Brownings 0.50in M2

 

E come se questo fosse giá difficile da digeriré non bisogna dimenticare che l´Asso sotto la manica del programa “R” era il nuovissimo Fiat CR.42 Falco, riprodotto in piú di 1800 esemplari!!!

 

Sarebbe interessante l'analisi dei fatti e interessi che si sono mossi intorno a questo programma chiave, poco trattato ma evidentemente assolutamente decisivo per le sorti della Regia Aeronautica di fronte alla Seconda guerra Mondiale.

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Il Programma “R” o per “i 3000 apparecchi” del 1938, fú un Programa Strutturale di rinnovamento per caccia, bombardieri, trasporti ecc. Si inspirava da quanto fatto in Germania 5 anni prima. Quando nel 1933 , solo due mesi dopo il neo-eletto governo nazional-socialista legalizzó l' allora clandestina Luftwaffe, e mise a Capo Erhard Milch come secretario generale del nuovissimo Reichsluftfahrtministerium “Ministero dell’aviazione del Reich o RLM; Milch fu “Il gran Organizzatore” della línea aérea tedesca Lufthansa, non per niente la miglior compagnia aérea del mondo in quei tempi, quindi con la stessa energía si mise súbito mani all’opera, per organizzare la futura Luftwaffe del Reich, dalla loggistica, armi, ricerque, tecnologie, armamenti e aerei; Si bandi una serie di concorsi chiamati Rüstungsflugzeug (arma aérea), Lúfficio técnico (T-Amt) della RLM imposto quattro principali programmi/concorsi:

 

Rüstungsflugzeug I ............Per un bombardiere medio, multi posto ..................(Leggi Junkers Ju-88 / Heinkel He.111)

Rüstungsflugzeug II............ Per un bombardiere tattico ..............................(Leggi Junkers Ju-87 Stuka)

Rüstungsflugzeug III........... Per un caccia pesante biposto ............................. (Leggi Messerschmitt Bf.110)

Rüstungsflugzeug IV...........Per un caccia monoplano .....................................(Leggi Messerchmitt Bf.109)

 

Chissá........non si conosca molto della storia di questi programmi / studi e concorsi indetti da Milch nel lontano 1933, ma i suoi risultati, sono conosciuti universalmente e hanno forgiato la Luftwaffe di cui tutti parlano.

 

Certamente gli addetti ai lavori dell’aviazione italiana vollero riprodurre il loro programa di rinnovamento Programma “R” o dei 3000 apparecchi, che doveva rinnovare i caccia, bombardieri, bombardieri leggeri e trasporti., programmi per rimpiazzare lo SM79 con il SM84, i biplani con i nuovi caccia monoplani ecc.........con ben altri risultati senza un energico e sperimentato Milch italiano che conducesse il processo a porto.

 

Sul tema, ti allego un eccellente articolo di Nino Arena sul concorso rispetto al futuro caccia intercetttatore per la "Regia"

AEREI nel Maggio 1974 .

 

Dice un proverbio che «le abitudini, una volta assimilate, sonó difficili da abbandonare». Quasi sicuramente questo deve essere stato il motivo che condiziona nel 1938 lo SM della Regia Aeronáutica, allorché, nell'indire un concorso per la scelta di «un monoplano metallico con caratteristiche di intercettore», conservo alcune riserve mentali che era invece necessario sgomberare rápidamente e in modo definitivo.

L'iniziativa, che mirava a trovare un degno successore della linea dei biplani da caccia dell época: CR.30, CR.32, Ro.37, Ro.41 e Ro.44, mentre, da una parte, dimostrava una certa lungimiranza (ma gli altri paesi si erano gia avvicinati al monoplano con il Curtiss 75A Hawk, il Morane Saulnier MS.406, l'Hawker Hurricane, il Messerschmitt Bf.109, il Pofikarpov 1-16 ecc.), dall'altra esitava ad abbandonare alcuni "sentimentalismi" relativi alla formula biplana grazie alia fiducia acquisita in lunghi anni di servizio, e mai caduta se si pensa alla continuazione della produzione del CR.42.

Quali erano all'epoca, i motivi che avevano indotto y responsabili della RA a predisporre il concorso per il rinnovamento tecnológico della caccia? A nostro giudizio molti, e tutti validi. Le nazioni piu progredite aeronáuticamente avevano da tempo totalmente abbandonato la formula biplana e si erano ormai definitivamente oriéntate verso la costruzione interamente metallica in sostituzione di quella mista o lignea; in parte avevano rinunciato anche all'adozione del motore radiale per i velivoli da caccia, preferendo quello in linea, dal miglior rendimento aerodinámico e propulsivo.

All'opposto, gli elementi positivi che la formula biplana aveva raccolto onestamente e meritoriamente in un'época che andava dalla prima guerra mondiale alla guerra civile spagnola rappresentavano tutto ció che era stato possibile esprimere da una architettura ormai al tramonto e da cui non era possibile ottenere di piu. Soprattutto i risultati dei FIAT CR.32 di Rosatelli durante le operazioni in Spagna contro i Polikarpov 1-15 e I-16 e i bombardieri Tupolev SB alimentarono la convinzione secondo cui, alla fine degli anni trenta, il biplano da caccia avesse ancora qualcosa da diré. Nel combattimento manovrato (quello che allora si chiamava «calderone» e oggi «dogfight») il

monoplano avrebbe potuto superare il biplano? A questa domanda non si poteva che rispondere negativamente: nessun monoplano avrebbe mai potuto egualiare in maneggevolezza un biplano. Questa considerazione pero, sul piano técnico, aveva una validita limitata, come dimostrarono i fatti successivi.

Dal punto di vista tattico il combattimento ravvicinato e manovrato rimaneva il pilastra della preparazione e dei concetti d'impiego della RegiaAeronáutica con cui si affronta, salvo irrilevanti modifiche dottrinarie, l’arduo confronto dellaseconda guerra mondiale. In realta gia negli anni trenta, negli altri paesi si andava gia facendo strada il concetto di combattimenti piu brevi nel tempo e a maggior distanza, richiedendo quindi armamnto piu potente (per fare maggiori danni nel minor tempo di esposizione al fuoco) - come nella soluzione francese del cannone-motore Hispano Suiza da 20 mm o quella inglese delle 12 armi da 7,7 mm - e propulsori di maggior rendimento che offrissero maggiore velocita per giungere sul bersaglio e disimpegnarsi in minor tempo. Le doti acrobatiche venivano relégate alla possibilita negativa di trovarsi un avversario in coda o in un'altra posizione tattica sfavorevole.

Queste considerazione sussistevano solo marginalmente nei nuovi prototipi da caccia italiani, relegati a un «plafond» di 500 km/h e a un armamento di due solé mitragliatrici da 12,7 mm, indubbiamente buone dal punto di vista balístico, ma insufficienti per volume di fuoco, come la realta doveva poi dimostrare drammaticamente.

II concorso indetto nel 1938 per dotare la R.A. di un intercettatore metallico con carrello retrattile non teneva, pero; nel debito contó tutti i problemi fin qui visti, in quanto i

partecipanti erano ancora spinti da motori radiali di modesta potenza, risultavano scarsamente armati, possedevano una velocita massima inferiore a quella di alcuni prototipi stranieri all'epoca in fase di valutazione, come il Supermarine Spitfire (motore in linea da 1.030 HP, 590 km/h, otto mitragliatrici da 7,7 mm), il Messerschmitt BÍ.109E (motore da 1.100 HP, 565 km/h, due cannoni da 20 mm e due mitragliatrici da 7,9 mm), il Dewoitine D.520 (motore da 910 HP, 535 km/h, un cannone da 20 mm e quattro mitragliatrici da 7,5 mm).

A queste caratteristiche si opponevano gli 840 HP dei motori FIAT A. 74 RC.3B, la velocita massima che andava dai 483 km/h del G.50 ai 512 km/h del MC.200 e il gia citato armamento standard di due mitragliatrici da 12,7 mm. Era possibile ottenere un ragionevole confronto técnico con le contemporáneo macchine straniere?

Eppure tutte le macchine fin qui citate erano grosso modo contemporáneo e talune di esse avevano volato gia prima del G.50: il Bf. 109, ad esempio, aveva partecipato con la Legione Cóndor alla guerra civile spagnola e le relazioni dei nostri addetti aeronautici erano state precise e circostanziate circa le prestazioni dei velivoli considerati, tali comunque da non far sussistere dubbi in proposito.

II concorso per il caccia intercettatore veniva quindi bandito con la partecipazione di aerei che, pur considerati nuovi rispetto alla tradizionale formula del biplano a carrello fisso, erano in realta da considerara gia superati. A ció si deve aggiungere che si era giunti a un « compromesso all'italiana>>:si era si indetto il nuovo concorso, ma si era anche favorito lo sviluppo e facilitato l'esordio di un nuovo biplano, il CR.42 che entro in servizio nella primavera del 1939.

II primo voló dell'ultimo biplano dell'ing. Rosatelli era avvenuto due settimane prima della data fissata per la competizione. La sua velocita massima di 450 km/h (inferiore a quella dei piú lenti monoplani), il motore da 840 HP e 1'armamento standard, ne facevano una specie di monito per i partecipanti al concorso, ricordando che il biplano opportunamente ringiovanito, non aveva ancora detto rultima parola.

II futuro pero non doveva daré ragione ai nostalgici anche se, paradossalmente, “l’outsider" CR.42 il caccia italiano costruito nel maggior numero di esemplari (ben 1.949, comprese le varianti d’assalto, caccia nottuma, addestramento e combattimento per la Luftwaffé, biposto, ecc.) e rimase in produzione fino al 1944

e in linea anche nel dopoguerra, sebbene declassato a un piú ragionevole impiego. Un collega in vena di sarcasmo disse che il CR.42 fu proposto anche alia NATO come caccia leggero..... ma, al di fuori dell'amara ironía posiamo affermare che l'aver prodotto il CR.42 per cinque anni, a scapito di altri tipi, fu il piú grosso errore italiano in questo settore durante la seconda guerra mondiale.

Ció premesso, il concorso per il nuovo caccia ebbe luogo regularmente con una serie di prove impegnative efettuate dai tre velivoli presentati:l'IMAM Ro.51 dell'ing. Galasso, il Macchi MC.200 Saetía dell'ing. Castoldi e il FIAT/CMASA G.50 Freccia dell'ing. Gabrielli.

I piloti militari prescelti per l'esecuzione delle varié prove in programma erano stati forniti dal Reparto Voló del 1° Centro Sperimentale di Guidonia al comando del magg. Ugo Borgogno,che partecipo di persona pilotando il Ro.51, mentre alla guida del G.50 venne designato il cap. Lucchini e a quella del MC.200 il ten. Pancerara. II compito di coordinare i risultati, esaminare le relazioni dei piloti e valutare i singoli risultati fu affidato al ten. col. Gari ing. Pier Luigi Torre che aveva l'incarico di fornire alla

commisione giudicante il maggior numero di elementi di giudizio. Della commisione facevano parte i seguenti ufficiali: presidente, gen.s.a. Pinna; componenti gen.b.a. Monti, col. Raffaelli, ten.col. Torre e magg. Lippi. Questi ufficiali rappresentavano il parere dello Stato Maggiore, del 2° Reparto dello SM, della Segreteria Técnica e del 1° Centro Sperimentale.

 

La relazione técnica

Riteniamo sia utile riportare integralmente la relazione técnica delle prove comparative effettuate il 9 giugno 1938 presso il 1° centro Sperimentale.

«II programma delle prove svolte e il seguente: a) partenza simultanea b) prove di velocita a 500 m, c) simúlate combattimento a 2.000 m tra G.50 e C.200 e tra G.50 e Ro.51, d) acrobazia a 2.000 m, e) atterramento. Non si e ritenuto opportuno confrontare in combattimento simúlate il Macchi MC.200 col Ro.51, dato il forte distacco di caracteristiche e qualita di voló rivelati in precedenti "assaggi". Dalle prove effettuate e risultato che:l) il Macchi MC.200 ha netta superiorita sugli altri due nella manovra di decollo, fl pilota del G.50 ha pero fatto presente di non aver impiegato nel distacco il "+ 100" (dispositivo di superpotenza Ndr). II Ro.51 ha effettuato il distacco in uno spazio notevolmente superiore, richiedendo 4 ¿J 5 secondi in piú di tempo. 2) Nel passaggio in velocita alia quota di 500m. il Macchi ha staccato nettamente i due aeroplani e il Fiat G.50 ha distanziato il Ro.51. 3) Nel simúlate combattimento tra G.50 e MC.200, questo ha dato prova di possedere maggiori doti di velocita e di salita e quindi di permettersi l'iniziativa del combattimento, ma, una volta ingaggiato, il G.50 e riuscito a mantnersi quasi sempre in coda al Macchi MC.200, dimostrando cosC specialmente nelle vírate, migliori qualita evolutive. II confronto tra il Ro.51 e il G.50 ha palesato la netta superiorita di quest'ultimo. Dopo queste prove y velivoli Jranno effettuato una serie di evoluzioni acrobatique: viti orizzontali e verticali, gran volta, mulinelli, rovesciamenti, vírate imperiali, ecc. Dopo queste prove i velivoli si sonó presentati all'atterraggio, che e awenuto regularmente».

«Conclusioni: le prove svolte hanno fornito elementi sufBcienti per una prima eliminatoria, dalla quale e risultata evidente la superiorita del Fiat G.50 e del Macchi MC.200 riguardi del Ro.51, sia per caratteristiche, sia per qualita evolutive e facilita di condotta delle

macchine. II confronto directo fra il Macchi MC.200 e il Fiat G.50 ha confermato che il Macchi MC.200, per le sue migliori doti di velocita e di salita, viene a possedere l'iniziativa del combattimento, ma che il G.50 ha, nel combattere, il soprawento, per migliori qualita evolutive. Comunque si ritiene che, influendo alquanto in simili prove di confronto il fattore uomo, un giudizio definitivo sulle qualita evolutive del Macchi C.200 nei confronti del G.50 non potra trarsi che dopo aver effettuato altre prove del genere con scambio di piloti» .

Alia relazione faceva seguito un pro¬memoria stilato con le dirette impressioni dei piloti, in cui si ribadivano i concetti visti nella relazione precedente. Abbiamo infine la relazione finale, compilata dal Magg. Ugo Borgogno per compendiare le relazioni singóle del cap. Lucchini e del ten. Pancera. Questa sara comunque riportata ne «IL PARERE DEL PILOTA»

 

Considerazioni

La conseguenza pratica dell'esito del concorso per il caccia intercettatore del 1938 ebbe come risultato l'assegnazione di commesse alle ditte interessate per la produzione in serie. Ne beneficiarono sia il G.50 "Frecia" che il MC.200 "Saetta". Venne escluso, ovviamente il Ro.51 dimostrandosi non all'altezza delle specifiche.

Nonostante il giudizio delle relazioni e dei piloti che poneva leggermente in vantaggio il-caccia dell'ing. Castoldi (parere che oggi, alia luce delle esperienze successive, possiamo avallare) non vi fu un vincitore assoluto, ma due, "ex aequo". L'aereo che forse, a un'indagine piú approfondita, avrebbe vinto il concorso per le sue caratteristiche di maneggevolezza cosi apprezzate dagli italiani, il G.50, aveva infatti gia nel suo progetto alcune caratteristiche costruttive superate.Nel 1939 il G.50 venne sottoposto a un test operativo in Spagna con una squadriglia di 11 velivoli al comando del magg. Mario Bonzano; lo SM della RA riteneva utile un confronto diretto sul campo di battaglia per valutare «dal vivo le possibitita belliche della macchina ed avere conferma della scelta.

Piú che da un diretto confronto con i repubblicani, la squadriglia sperimentale venne messa K.O. dagli incidenti meccanici, che, numerosi, bersagliarono i velivoli. Furono necessarie diverse modifiche che diedero vita al G.50-bis. I "Freccia" cominciarono a riscattarsi durante il conflitto russo-finlandese, cui parteciparono 35 aerei acquistati dalla Finlandia (e, in parte, pilotati da italiani) e soprattutto durante la seconda guerra mondiale, sia per le piccole modifiche apportate, sia, soprattutto, perche i piloti gli si erano abituati.

Piú tranquilla fu la vita operativa del MC.200 che, a parte una serie di modifiche iniziali, ebbe una camera piu regolare, con piena soddisfazione di quanti lo impiegarono.

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La Preistoria del programma dei caccia del Programma "R" inizia con l'apparizione del moderno aereo da caccia, nei piani strategici tedeschi del 1933, dove la RLM e il suo úfficio técnico (T-Amt), concluse un estenso studio delle nuove tecnologie e capacitá industriali, delle quali elaboró un ambiziosi requisiti per una serie di nuove e rivoluzionari aerei, per dotare la Neo-constituita Luftwaffe. Quindi una volontá politica per gestionare e coordinare tutti gli aspetti dalla ricerca scientifica, capacitá industriale, nuove tecniche e materiali, finanziari, ecc ecc. per dotare con i miglior aerei la Nuova Luftwaffe.

Dopo un un amaro concorso tra i finalisti del caccia leggero (Rüstungsflugzeug IV) tra il Messerchmitt Bf.109 e lo Heinkel He.112, il primo fú ufficialmente selezionato, per riequippaggiare gli squadroni caccia; Volando per la prima volta nel Settembre del 1935, il gioiello di Willy Messerchmitt, era il primo caccia moderno, cioé con quelle caratteristiche che si cercherebbero posteriormente in tutti i futuri caccia:

Monoplano, metallico, leggero, ben armato, cabina chiusa, carrello ripiegabile, potente motore e velocitá. É vero che voló inizialmente con un motore Rolls Royce Kestrel, ma il Junjers Jumo 210D e Daimler Benz Db-601 erano in cammino. Era previsto un armamento di due Rheinmetall-Borsig de 7,9 mm sparanti attraverso il disco dell'elica ......assolutamente insufficienti.....ma questo problema sarebbe stato riconosciuto e risolto posteriormente.

 

Programs_Modern_fighter.jpg

 

In ogni modo sembra che le autoritá Tedesche fossero talmente sodisfatte, che nell'inaugurazione dei Giochi Olimpici d'Estate a Berlino del 1936, insieme al passo di dirigibili e altri aerei lo stesso prototipo del Bf.109 V1 fece la sua presentazione in societá e sfiló solitario sulla folla dello stadio olimpico di Berlino, nello stesso giorno dell'inaugurazione; Dettaglio innavvertito per la folla generale ma sicuramente notato da vari specialisti aeronautici di varie nazioni.

 

Bf109_Supermarine.jpg

 

Sicuramente gli Inglesi erano al tanto di questi sviluppi aeronautici, e seguivano da vicino queste realizzazioni con i propi progetti, e nessuno meno cosciente della scommessa in gioco che Reginald Joseph Mitchell "geniale" progettista della Supermarine, vincitore nientemeno che del Trofeo Schneider; Mitchell cosciente dell'importanza del Caccia moderno per la Gran Bretagna nei futuri conflitti aerei, s'imbarcó con il suo staff in un progetto che romperebbe tutti i limiti e attingerebbe, gli ultimi ritrovati scientifici per incorporarli a questa macchina, denominata Supermarine Type 300, il progetto parti prima ancora arrivasse l'appoggio ufficiale dal governo con le specifiche F.36/34 e F.37/34 (che pure diedero vita al Hurricane), Il Type 300 non faceva nessún compromesso come nel caso del Hurricane; Mitchel elaboró, il piú leggero, aerodinamico aereo possibile per il motore Rolls Royce P.V.12 battezzato al poco andare come "Merlin" un altro capolavoro dell'ingenieria Inglese.

Si prevedeva che il Supermarine Type 300 di Mitchell portasse quattro di mitragliatrici alari Vickers 0.303 (7,7mm)....il doppio del contemporaneo biplano da caccia Gloster Gladiator cosí come del suo futuro rivale teutone che inoltre doveva sparare attraverso il disco dell'elica con la conseguente diminuzione delle prestazioni generali.

 

Saludos

MC72

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Come abbattere un Bombardiere veloce?

Il Fattore Sorley

 

La Specifica F.37/34 Del Ministero dell’Aria , cosí come le anteriori per un caccia monoplano veloce per la RAF, prevedeva raddoppiare l’armamento a bordo, cioé pasarse dalle due mitragliatrici Vickers 0.303 (7,7 mm.) presenti nel Bristol Buldog, a usare ben quattro sul nuovo Caccia, questo sostanziale aumento del volumen di fuoco sembrava piú che suficiente, In Germania il nuovo Messerchmitt Bf.109 portava due Rheinmetall-Borsig MG-17 di 7,92 mm, e per di piú con lo svantaggio di sparare attraverso il disco dell’elica con la consequente diminuzione del volumen di fuoco .

Ma era realmente suficiente? Non era di questa opinione il Capo Ufficio della sezione di requisiti operazionali del Ministero dell’Aria Britannico. Sorley un prominente comandante di squadriglia era consapevole che con l’apparizione dei Bombardieri veloci, il compito per i caccia di distruggere questi nuovi obiettivi, sarebbe stata ardua, e come un consumato pilota Sorley, sosteneva che un moderno caccia avrebbe poco tempo per ingaggiare i bombardieri nemici, e il tempo per la letale azione, sarebbe al mássimo di 2 Secondi, e solo in quel diminuto tempo il caccia avrebbe l’opportunitá per scaricare le sue armi sul nemico e abbatterlo.

Nei suoi cálcoli, con la Mitragliatrice Vickers 0.303 di (7,7 mm.) relativamente lenta con 850 colpi al minuto, non sarebbe possibile in due secondi scaricare il suficiente volume di fuoco; Sul mercato era apparsa la nuova Browning dello stesso calibro della Vickers ma con un volume di fuoco di ben 1100 colpi al minuto.

Sorley, dopo molte evaluazioni, concluse che 8 Mitagliatrici Browning di 7,7mm sarebbero capaci di produrre il sufficiente volume di fuoco in quei 2 secondi, producendo il sufficiente danno e abbattere il bombardiere veloce, in altre parole, sparare 1,76 Kg di piombo per secondo!

 

Spit_Wing_4_4.jpg

 

Finalmente gli argomenti di Sorley convinsero il Vice-Capo del Ministero dell’Aria Britannico per disporre di otto e non quattro mitragliatrici nei nuovi cacccia, e in Aprile del 1935 Sorley visitó gli uffici della Supermarine , per spiegare a Reginald Mitchell la necessitá di aggiungere altre quattro mitragliatrici per il nuovo caccia. Per sua sorpresa Mitchell accolse favorevolmente questa riquiesta assicurando, che non ci dovevano essere grandi problemi nell’accomodare nell’ala del Supermarine Type 300 questo nuovo armamento.

Questo accorgimento facevano del nuovo caccia insieme al Hurricane della Hawker, gli aerei piú pesantemente armati per il compito di abbattere i nuovi bombardieri veloci che stavano apparendo in scena.

Piú tardi questa exuberante caratteristica fecce che la Supermarine suggerisse il nome di “Spitfire” (Sputa-fuoco) per questo nuovo Caccia della RAF.

 

Bf0_Guns.jpg

 

Saludos

MC72

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Maneggevoli, ma lenti e leggermente armati.

 

In Italia solo nel 1936 e 1937, gli uffici della Fiat e Macchi, cominciarono a lavorare per un aereo di caccia moderno, anche prima che il Ministero Italiano diramasse le specifiche e direttive del Programma R per un caccia moderno per la Regia Aeronautica.

Certamente, l'apparizione dei veloci bombardieri sovietici nella Guerra Civile Spagnola nel bando Republicano, e l'impossibilitá dei caccia della Regia di raggiungerli, fece sentire la necessitá di questo tipo di caccia, che si giá da prima si stava studiando in altri paesi e neanche troppo in segreto, perche tanto l'aereo della messerschmitt tanto come quello della Supermarine, parteciparono a diverse fiere aeronautiche e dei quali si parlava abbondantemente nelle reviste técniche di allora. Perció sorprende un pó che nonostante, il vantaggio relativo di sapere previamente le capacitá dei possibili futuri avversari, solo si pensó nella soluzione di pochi aspetti specifici, mentre cera la possibilitá di correre ai ripari anche a costo di comperare tecnologia straniera.

Apparentemente la forte politica Autartica del Regime e interessi commerciali di quei tempi, giocarono un importante ruolo nella stesura dei progetti per il caccia moderno della Regia Aeronautica, primi a volare nel 1937 fúrono il tozzo Fiat G.50 e piú tardi un piú filante Macchi MC.200.

 

Saludos

MC72

 

G50_MC200_p.jpg

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Potere di fuoco dei caccia 1935-1940

Per fare comparazioni obietti tra i caccia moderni contemporanei alla stesura dei caccia moderni italiani e molto utile comparare non solo la loro velocitá, peso, Potenza Hp e autonomia, ma sempre era abbastanza elusiva e ambigua la questione del potere di fuoco reale ( ) del loro armamento, sempre leggo <É piu potente...o....meno efettivo ect.> ma rimaneva un idea abbastanza generale e vaga; Questa tabella delle principali artiglierie aeronautiche, apparsa sul magazine "Aeroplane" di Sett.2004, mi é apparsa interessante e utilissima per approfondire il discorso sul reale o efettivo potere di fuoco dei caccia di quei giorni..oltre alla velocita e potenza motrice, dopo tutto ..chi puó scagliare piú potere nel minor tempo, ha una buona possibilitá di successo a iguali potenze, velocitá o tattiche.

 

Comparazione_cannoni_I.jpg

 

Propio in parallelo dello sviluppo della "Serie-0" dei caccia del Programma Italiano, in Francia si metteva a punto il Moto-Cannone, sul Dewoitine D.520, giá utilizzato nel precedente D.510, questa disposizione di un potente cannone di 20 mm con munizioni con HE, e che sparava attraverso l'asse del motore, faceva del Dewoitine D.520 non per niente un pericolosissimo avversario con un potere un 80% superiore al famoso "Spitfire"

Si noti inoltre che le 4 mitragliatrici MAC di 7,5 mm nelle ali, non dovendo sincronizzarsi con l'elica, ottenendo in questo modo il 100% del potere di fuoco ottenibile dalle armi a bordo.

 

D520_Firepower.jpg

 

Approfittando l'interessante tabella comparativa apparsa nel magazine Aeroplane del 2004, facendo un po' di Aritmetica, ho realizzato questa Tabella grafica che compara, proporzionalmente il potere di fuoco efettivo per secondo dei caccia contemporanei alla Serie-0 del Programma-R Italiano. Solamente il primissimo modello del caccia Messerschmitt Bf.109 il "B-1" (subito dopo grandemente aumentata nelle serie "C" e "E") era leggermente inferiore ai caccia moderni italiani.

Anche se del tardo 1940 l'allora nuovissimo Focke Wulf FW.190 A1 era un caccia con qualcosa all'italiana per la sua soluzione di Motore Stellare e sistemazione delle mitragliatrici, ma la comparazione finisce lí, giá che contrariamente alla credenza generale questo Caccia con il suo potente motore stellare era piu veloce dei suoi contemporanei dotati dei piú delicati motori in linea, e dotato fin dal principio con piú di 10 volte il potere di fuoco dei contemporanei caccia italiani, o 3,5 volte di piú che lo Spitfire, di qui il gran impatto traumatico causato alla RAF la suo apparire nel teatro di guerra.

 

Poder_de_Fuego.jpg

 

Saludos

MC72

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Serie-0 / Programma R

Nel 1938 lo SM della Regia Aeronautica approffittando le ricerche della Fiat e la MAcchi su caccia monoplani per l'intercettazione; Decise di chiamare a un concorso per il Nuovo caccia monoplano per la Regia Aeronautica, facendo una specifica più orientata sulle recenti esperienze della Fiat e Macchi e quindi dotate con un armamento di una o due mitragliatrici Breda Safat da 12,7 mm. e dotati con una pianta motrice radiale Fiat A.74, e con certa elasticità per l'opzione per altre piante alternative.

Sui già precedenti Fiat G.50 e Macchi MC.200 si aggiunsero con diverse fortune:

Reggiane Re. 2000

Caproni Vizzola F.4

Caproni Vizzola F.5

Inam Ro.51

A.U.T. 18

 

Engines_serie_0.jpg

 

Oltre ai Fiat A.74 e A.80 si propose pure l'ottimo Piaggio P.XI RC.40 su licenza francese, e utilizzato nel Reggiane Re.2000; La Caproni come prima opzione voleva il DB.601 per il suo F4, ma y contratempi per disporre di questo motore tedesco, fece proporre alternativamante l'F4 con il motore Stellare Fiat A.74

 

Engines_serie_0b.jpg

 

Per gli "Artigli" ci fù una sola scelta ...la mitragliatrice Breda-Safat 12,7mm., e si pensò che fosse più che sufficiente, anche se in giro (in altri paesi) come abbiàm visto, c'erano soluzioni ben più efficienti e potenti.

Molto vicino dall'Italia nella neutrale Svizzera c'erano gli eccellenti cannoni e mitragliatrici Oerlikon, riprodotti su licenza in Germania, Inghilterra e Francia.

 

Breda-Safat_12_7.jpg

 

Subito dopo al programma R

si allistarono il Reggiane Re.2000 e la Caproni-Vizzola F.5

 

RE2000_CAPVIZF5.jpg

 

Saludos

MC72

Modificato da MC72

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Ciao Hicks,

e come dici nel tuo Topic, la non inclusione di armamento alare nei caccia monoplani italiani della prima generazione, certamente rimarcava un gran Gap di potenza di fuoco verso i suoi eventuali avversari. Presempio se si fosse contemplata questa soluzione con una mitragliatrice adizionale per ala nei caccia della Serie-0, il loro potere di fuoco sarebbe aumentato cica un 133% in piú........ossia se a molti nemici solo gli rimossero un po' la pittura per lo scarso potere di fuoco, con questa soluzione sarebbero andati ad ingrossare gli Score dei piloti Italiani.

É certo che sicuramente i progettisti tennero in conto questa soluzione, se vedi nelle ali lo spazio c'é e non vi sono problemi neanche con il carburante, io penso che ci siano stati problemi di costi, eventuale certa perdita di maneggevolezza e secondo me il punto piú critico, la scarsa potenza della pianta motrice montata, non dava maggiori margini di potenza per montare un armamento extra di ben 90 Kg tra mitra e proiettili.

 

44soluxioncopia.jpg

 

Alternativamente si potrebbe aver usato solo le armi alari e non quelle sul motore e senza maggiori pesi si sarebbe guadagnato un 33% di potenza di fuoco per non passare i proiettili nel disco dell'elica........questa é un buón dubbio di perche almeno non si sia considerata quest'altra soluzione.

 

Saludos

MC72

Modificato da MC72

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Piccolo OT: Vorrei ringraziare MC per tutti i suoi capolavori, sia di grafica che di contenuto!!!! Complimenti!

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Grazie per l'esauriente risposta MC, ora ho un quadro molto più chiaro della questione.

 

Interessante la tua proposta, ovvero di spostare le 2 mitragliatrici sulle ali, sarebbe bello scoprire perchè in quasi tutte le proposte fu preferita la soluzione più complessa sparando attraverso il disco.

 

Probabilmente davanti al pilota in caso di inceppamento avrebbe permesso un più rapido intervento oppure, ma potrei sbagliarmi, per un discorso di distribuzione dei pesi.

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E' vero che sparare attraverso l'elica comporta un abbassamento della cadenza di fuoco.

Tuttavia c'è un vantaggio che viene spesso trascurato in una soluzione di sparo in asse con la fusoliera del velivolo.

I proiettili sparati sono tutti "utili" a qualunque distanza lungo la linea di tiro,mentre su una soluzione con armi da fuoco distribuito sulle ali si deve necessariamente arrivare ad un compromesso tramite la convergenza del fascio di munizioni. Questo si traduce in una maggiore dispersione dei colpi (non sempre un male) e quindi in una minore precisione.Il pilota si trova quindi costretto (in maniera maggiore) a valutare sempre le distanze evitando i tiri troppo "lunghi" rispetto alla convergenza.

Da un punto di vista tecnico aumentare le masse lontano dall'asse del velivolo abbassa anche la velocità di rollio,fattore non trascurabile in un caccia. Certo esistono sempre felici eccezioni come il FW190 che aveva un rateo di rollio impressionante.

 

Detto questo io sono comunque favorevole all'armamento alare in un caccia ad elica (gran coerenza con i fatti che ho esposto eh? :D).La semplicità e il minor peso davanti a tutto.

Bhè che dire spero di aver aggiunto qualche informazione in più per animare questa discussione.

Modificato da Takumi_Fujiwara

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Bhè che dire spero di aver aggiunto qualche informazione in più per animare questa discussione.

Sicuramente Takumi, ti ringrazio. Ora grazie alle risposte tue e di MC penso di aver capito le implicazioni di una soluzione che contemplava le mitragliatrici alari.

 

Ancora grazie ad entrambi

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Buón apporto di Takumi_Fujiwara sulle caratteristiche delle armi sparanti attraverso il disco dell'elica e quelle sulle ali "convergenti" in un punto focale, diversi compromessi per diverse esigenze e possibilitá; m'immagino un intercettore di bombardieri piú comodo con la soluzione di tiro diretto, e un caccia per "Dog Fight" piú propenso a usare armi convergenti giustamente per le rápide maniobre, un margine di disperzione puó coprire spazi di fuga.

 

In parallelo ai caccia del del programma "R" della Regia Aeronautica, si sviluppagano in Francia e Germania il Dewoitine D.520 e il Focke Wulf Fw.190, sottoposti rispettivamente ai rispettivi organi statali.

 

Il Dewoitine D.520, munito dalla sua formidabile fórmula del Moto-Cannone, combinazione di grande influenza posteriore sopratutto in Germania, dove i caccia di Messerchmit si piegarono grandemente alla formula Francese. Peccato per il D.520 che la Francia abbia perso la guerra, sarebbe stato interessante vedere l'evolvere di questo purosangue in versioni ognivolta piú potenti.

 

Il Focke Wulf Fw.190 é un vero capolavoro del geniale Kurt Tank, ho avuto la fortuna di vederne un paio in alcuni musei, e un aereo proiettato senza concessioni, pulito e 100% bellico, quando altri caccia sembrano quasi aerei di turismo, lo Fw.190 trasunta grinta e letalitá che anche se entrato in ritardo rispetto ai classici, si fece rápidamente conosciuto.

Quello che mi piace di un tipo come Kurt Tank, é che in un tempo, dove il consenso generale era che il miglior e piú brillante caccia doveva avere il miglior motore lineale possibile!!

Il Maestro dimostró tutto il contrario!

 

"Per la mia esperienza come pilota, sapevo l'importanza vitale della migliore visione possibile per un piloto da caccia, e decidemmo d'installare un tettuccio transparente a goccia senza ingombri visuali, dopo questa soluzione divenne la moda a seguire. Ma nel 1938 l'idea era una totale innovazione.

Abbiam scelto un motore stellare raffreddato ad aria per il nuovo caccia, perché erano piú robusti e potevano soportare un maggiore castigo che i motori lineari.

Secondo, perché la Compagnia BMW stava testando nuovi prototipi di motori stellari come il BMW-139 capace di 1550 Hp., piú potenza che qualsiasi motore lineale che ci avevano offerto; Se il nostro Fw.190 doveva stare alla pari di qualsiasi "Bólido nemico" avevamo bisoño di tutta la potenza che potevamo mettere d´entro" Kurt Tank

 

Il Fw.190, curiosamente ha una formula architettonica similare ai caccia sottoposti al concorso contemporaneo del Programma R , ma con altre risorse técniche e un gran Progettista capace di soluzioni audaci.

 

Saludos

MC72

 

FW190_D520.jpg

9uoiu

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Originalmente il Caproni-Vizzola F.4 fu proposto per il Concorso-R, ma per la tardanza dell'invio del suo motore tedesco, non fece a tempo per le prove.......peccato, era un progetto che anticipava di tré anni quello che sarebbe stata "la corsa ai ripari" di tutti gli altri modelli, adottando senza indugi il Daimler Benz DB.601 proposto giustamente per il F.4. Comunque Vizzola appena ebbe a disposizione questa potente pianta motrice, ne realizzó un tardío prototipo.

 

INAM Ro.51, forse il piú modesto di tutti i proptotipi presentati al Concorso-R , di struttura mista (legno e tubi in metallo con tiranti) e potenziato dal ubicuo motore stellare Fiat A.74, aveva precarie prestazioni di pilotaggio per un caccia, si propose una versione anfibia, nella tradizione dei Romeo ma non ebbe seguito.

 

Saludos

MC72

 

RO51_CAPF4_copia.jpg

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Originalmente il Caproni-Vizzola F.4 fu proposto per il Concorso-R, ma per la tardanza dell'invio del suo motore tedesco, non fece a tempo per le prove.......peccato, era un progetto che anticipava di tré anni quello che sarebbe stata "la corsa ai ripari" di tutti gli altri modelli, adottando senza indugi il Daimler Benz DB.601 proposto giustamente per il F.4. Comunque Vizzola appena ebbe a disposizione questa potente pianta motrice, ne realizzó un tardío prototipo.

Bellissimo questo F.4!

i6.jpg

 

Che tipo di armamento aveva? Visto che fu costruito attorno il BA601 ritengo che dovesse contemplare il cannoncino sparante attraverso il mozzo dell'elica, giusto? Il profilo alare fu lo stesso adottato anche sull'F.5?

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Che tipo di armamento aveva? Visto che fu costruito attorno il BA601 ritengo che dovesse contemplare il cannoncino sparante attraverso il mozzo dell'elica, giusto? Il profilo alare fu lo stesso adottato anche sull'F.5?

 

Il Caproni-Vizzola F.4 fú armato con le 2 clássiche mitragliatrici Breda-Safat di 12,7 mm, disposte alla radice alare, e con il suo DB.601A di 1175 Hp. dimostró súbito brillanti caratteristiche di volo, e Si!! come suggerisci, questo motore aveva lo spazio tra i banchi dei cilindri del motore per alloggiare un cannone che sparasse attraverso il mozzo dell'elica, come fecero i tedeschi con alcune versioni del Bf.109 (Es. il Messerchmitt Bf.109E-3 dotato dello stesso propulsore, come nel riquadro), ho letto che in alcune versioni dei Macchi MC.202 si messe invece del cannone un'altra Breda-Safat di 12,7mm sparante precisamente dal mozzo dell'elica.

 

Bf_Guns.jpg

 

Ma il F.4 no fú continuato perche gli ingenieri della Caproni giá lavoravano sul F.6, un modello piú avanzato destinato a usare il piú potente Daimler Benz DB.605 (un autentico caccia della conosciuta "Serie-5")

 

Rispetto alla tua domanda, se il profilo alare fu lo stesso adottato anche sull'F.5? Penso di si perché lo F.4 fú costruito attorno alla 12° cellula di un F.5, quindi le ali sarebbero le stesse che sul F.5, e le principali modificazioni si riscontrano nel fuselaggio, cabina e nel timone di coda.

Forse qualcuno puó contribuire con piú informazioni sul unico esemplare del F.4.

 

Saludos

MC72

Modificato da MC72

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LO f4-f6 aveva le 2 safat alle radici alari, e le due sincronizzate sul disco dell'elica.

 

Anche col motore tedesco, non era un aereo entusiasmante: raggiunse i 570 kmh a 5000 metri, e consideriamo che siamo gia alla fine del 1941....

 

Il motore radiale, ovvero l'Isotta Fraschini ZETA RC25\60, a 24 cilindri, che fu montato sul F6Z, ebbe sempre gravi problemi di surrisaldamento, tant'e' che il velivolo fu solo provato sul cielo dell'aeroporto di Bresso.

 

Ecco qui la famiglia:

 

f6.jpg

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LO f4-f6 aveva le 2 safat alle radici alari, e le due sincronizzate sul disco dell'elica.

Madmike, stai parlando dell'F.4? dell'F.6? o dalla serie F.4 alla F.6? Probabilmente dell'F.6 che fu un progetto totalmente nuovo rispetto a F.5 e F.4 che invece erano identici.

 

In merito all'F.4 ed F.5 in questo topic conferma che l'F.5 era un ottimo velivolo a livello aerodinamico confrontandolo con velivoli contemporanei, siamo nel 1938/39.

 

Ecco la storia dell'F.4 dal sito del G.M.S.

Quando finalmente fu disponibile il tedesco Daimler Benz DB.601 A-1 con i suoi 1.175hp. (oppure la sua versione italiana), lo stesso ingegnere riprese il progetto, e, per ridurre i tempi, prelevò dalla linea di montaggio la 12° cellula di un F.5, in avanzato stadio di realizzazione, e la modificò nella parte anteriore per il nuovo motore.

La nuova versione venne chiamata: F.4.

Praticamente il velivolo, costruttivamente parlando, non si era modificato; infatti si presentava con: fusoliera in tubi di acciaio saldati e rivestimento in pannelli di duralluminio; ala con struttura bilongherone in legno e rivestimento in compensato telato verniciato.

[...]

Durante tale periodo confermò le ottime prestazioni del precedente F.5, anche se la velocità massima non risultò nettamente superiore.

Da segnalare che l’aereo, durante i collaudi, venne sottoposto nel 1942 anche al teatro operativo, in quanto venne assegnato alla 303°Sq. del 167°Gr. rischiarata sulle basi di Capua e Capodichino.

Non si ebbe uno sviluppo produttivo in quanto la stessa ditta, essendo già a disposizione il nuovo DB.605 da 1.475hp., stava già elaborando un velivolo totalmente nuovo.

Del ns. aereo si persero le traccie, e probabilmente finì rottamato, anche alla luce dell’armistizio

Quindi nuovo velivolo che fu totalmente riprogettato per il DB.605 fu l'F.6.

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Sto parlando di entrambi, l'armamento era identico.

Io non sono un esperto ma penso che sia difficile montare due mitragliatrici Breda-Safat da 12,7mm in ali di legno e compensato. Comunque Galland nel topic dedicato(questo) afferma che l'F.5(ovvero l'F.4 con il motore radiale) aveva solo le due mitragliatrici davanti al pilota e sparanti attraverso l'elica.

F.4

i6.jpg

F.6Z

aa32.jpg

 

Dalle foto si direbbe che l'armamento sia diverso in quanto di F.4 ne hanno fatto solo un esemplare.

Modificato da Hicks

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Errore mio: in effetti le 4 armi erano prerogativa solo dello F.6, essendo appunto sia F.4 che F.5 con ali in legno.

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L' F.4 era avanti dei suoi rivali, ma politicamente non era il gruppo piú forte e técnicamente non fece a tempo ad arrivare al concorso R, solo arrivó la sua versione sottopotenziata , cioé l' F.5 con motore Fiat A.74

 

I suoi rivali poi adottarono la stessa soluzione del F.4, e la ságoma del Macchi MC.202 assomiglia moltissimo al F.4 e le prestazioni pure sono similari.

Comunque nell'Italia della Seconda Guerra Mondiale......anche i prototipi andavano alla guerrá, e nel 1942 il prototipo F.4 venne rispolverato, equipaggiato di nuova radio, dipinto di nero, fu a fare il suo servizio militare con la Squadriglia 303 (Gr.167) a Capua-Campania alla difesa di Roma.

 

Saludos

MC72

 

Caproni_Vizzola_F4_PyN.jpg

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