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Ciao,

spaccato del sukhoi su-34 perfavore !!! :helpsmile:

 

Mi sa che non ci siano in giro cutaways di quel modello ....

 

Ho trovato però quello del Su-37, opera dell'artista russo Aleksei Mikheyev ...

 

 

SukhoiSu-37Terminator.jpg

 

 

Si tratta, tanto per intenderci, della versione marcata "711" ....

 

ber72003_1.jpg

 

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:rolleyes:

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Un post, "Ricuperato" che credo sarà di gran interesse per i fanatici delll'aviazione e in particolare quelli della Regia Aeronautica, con tre soggetti aeronautici, che cuanto pare non sono per il

BLINDER   Già dal lontano 1954 la URSS sentí la necessità di dotarsi di un sucessore supersónico sulla scia dei nuovi bombardieri nucleari della SAC degli Stati Uniti; Compito non certamente facile,

Northrop Grumman RQ-4A GLOBAL HAWK Un aereo di questo secolo........senza pilota, quest'ingenio che lavora 24 ore senza mai stancarsi su Afganistan o altro punto caldo del pianeta in questo dettagli

  • 8 months later...

Quando entrò in servizio in Italia nel 1936 era l'unico bombardiere costruito interamente in metallo in Italia ed uno dei più moderni velivoli al mondo della sua categoria.Ebbe il suo battesimo del fuoco nel 1937, con le insegne dell' Aviazione Legionaria nella Guerra Civile Spagnola , durante la quale costituì la spina dorsale delle operazioni di bombardamento dei Nazionalisti insieme al tedesco Heinkel, He.111.

Rispolverando questo bell spaccato di un Fiat Br.20M realizzato da Zigato

 

Saludos

MC72

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  • 1 month later...
  • 4 weeks later...

Fiat CR.42 Falco

Preceduto dal clamoroso successo del Fiat CR.32, negli anni 30' , la Fiat pensò nel suo successore un "Super CR32" , ma i cambi delle tecnologie, e filosofie di combattimento, trasformarono il CR.42 in un clamoroso insuccesso, che costò ben più caro alla Regia, per le grandi serie de CR42 costruiti prima e durante il conflitto...ben 1781 unità! (che con lo stesso motore almeno, potrebbero essere stati G.50 o MC.200)

Insomma una màcchina anacronica al tempo del suo debutto...credo che se non fù lùltimo caccia biplano del mondo, poco ci mancò; come cercare di vendere oggi un TV di tubi catodici in una cassa di legno pregiato, invece dei sottili e brillanti TV di LCD.

Anni fà ebbi la fortuna di conoscere un piloto di CR.42, serviva in Sicilia, al principio gli sembrava una macchina interessante e manovrebole, ma dopo numerose brutte esperienze, mi diceva che quando andava in ricognizione, al vedere i caccia della RAF (Hurricane o qualcosa di peggio), l'unico scampo con una macchina con minore velocità, meno armata e perfino con carrello fisso, solo rimaneva buttarsi a tutta velocità al suolo e utilizzare le montagne o anche gli alberi per cercare perdere all'avversario grazie alla manovrabilità......salvare la pelle era il più che si poteva fare.......cercare di combattere con tale divario in prestazioni era quasi suicida, poi arrivarono i MC202 e anche se erano scadentemente armati (2 mitragliatrici Breda Safat 12,7mm) potevi far fronte.....concludeva.

Dunque il CR.42 risultò più confacente come caccia-bombardiere in Africa contro concentrazioni militari in terra o in Teatri operativi meno impegnativi come l'Africa orientale, l'Egeo o i Balcani: pure in ops notturne.

 

Saludos

MC72

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Edited by MC72
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Be' il Cr 42 fu sicuramente una macchina anacronistica agli occhi di oggi, ma non totalmente sbagliata nel momento in cui arrivò.

Infatti i piloti italiani, cresciuti in una scuola che, ferma alla prima guerra mondiale, prediligeva il combattimento manovrato, lo amarono moltissimo.

E' noto l'episodio dei piloti del 4°Stormo che quando ricevettero i Macchi C 200 dopo un breve periodo li passarono al 1° Stormo chiedendo di riavere i Cr 42.

E' ovvio che quando sui vari fronti arrivarono gli Hurricane o gli Spitfire, anche i piloti italiani si resero conto che la manovrabilità non bastava più ...

Alberto

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  • 2 weeks later...
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  • 2 weeks later...

Kawasaki Ki.64 "Rob"

Prototipo sperimentale di caccia pesante

Il Ki.64 è stato sviluppato dal Esercito Imperiale Giapponese ed è stato uno dei progetti più innovativi del giappone della seconda guerra mondiale. Concepito originalmente nel 1939, Il Ki.64 aveva eliche controrotanti accoppiate a motori montati in tandem e dotato di un sistema di raffreddamento evaporativo. I due motori HA-40 sono stati installati nella fusoliera, uno nel naso e il secondo dietro il pilota, con un asse lungo sotto il sedile del pilota, la guida contro-rotante eliche nel naso. Questo arrangiamento è stato conosciuto come l'Ha-201. Anche il Ki.64 utilizzava raffreddamento per vapore acqueo con radiatori nella superficie alare per ridurre la resistenza ancora di più.

Il prototipo è stato danneggiato nel suo quinto volo e quindi il programma abbandonato.

 

Saludos

MC72

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Lupi in pelle di pecora

Junkers Ju.86 C-1 e Heinkel He.111C

 

Negli anni posteriori alla prima guerra mondiale, e il divieto alleato alla Germania di sviluppare aerei militari, fece che lo sviluppo aeronáutico tedesco fu d'apprima lento ma pian piano cominciò a sviluppare una solida aviazione civile, e dalla mano di uomini come Erhard Milch, questa si potenziò notevolmente; Milch profondo conoscitore della realita aeronáutica tedesca dei tempi tra le guerre, partecipò in varie compagnie di trasporto aerei regionali, poi direttore della Junkers Luftverkehr dalla quale finalmente riusci nel 1926 a fusionarla con una sua antica compagnia aérea , la Deutscher Aero Lloyd, così trasformandosi nel primo Direttore generale della nuova Deutsche Luft Hansa (posteriormente conosciuta come Lufthansa). Da quel posto, intraprese una agressiva campagna che promosse l'aviazione civile tedesca trasformandola tra le più importante d'Europa, insieme alla Imperial Airways, Air France e Swissair.

 

Da questo posto Milch non solo poteva ampliare progresivamente la maglia della Luft Hansa, ma anche influiré nelle specifiche tècniche per i nuovi aerei. Come il Heinkel He.70 Blitz per trasporto veloce di passeggeri e posta, questo aéreo, autentico dimostratore tecnológico degli aerei che sarebbero venuti nel futuro, contava con una pulita e aerodinámica fusoliera con i ribattini affogati nelle lamine per una minima resistenza aerodinámica, Carrello d'atterraggio retrattile, Ala a sbalzo e fuselaggio monocoque.

 

In parallelo a questi importanti sviluppi ,l'ascesa al potere del Terzo Reich nel 1933, comportò un ulteriore impulso per l'attività aeronáutica, trasformando alla Luft Hansa, nell'ombrellone della segreta e nascente Luftwaffe, come pure delle sue prime macchine d'avanguardia; È così che aerei militari, diedero i loro primi passi come aerei "Civili", tal è il caso dei conosciuti bombardieri Junkers Ju.86 e Heinkel He.111, che si fecero presenti nelle rotte europee come novelli aerei di trasporto veloce di passeggeri.

 

 

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Lo Heinkel He.111, era una versione bimotore e ingrandita del precedente Heinkel He.70 Blitz, per dieci passeggeri, fu prodotto in otto esemplari per la Luft Hansa, mentre il Junkers Ju.86, anche questo per dieci passeggeri nella versione "Civile", fu prodotto tanto per la Swissair come per la Luft Hansa.

 

Trattandosi realmente di Bombarderi mediani, le loro caratteristiche come aerei civil furono, di scarso impatto, si pensi che già volava da parecchio tempo il DC-3 per 21 passeggeri (nato specificamente come aéreo di trasporto civile) con qualità eccezionali per l'uso civile; ma per il Terzo Reich era una buona copertura per il programa segreto di sviluppo militare, e così evadere i controlli alleati.

 

Allego Spaccati di questi due aerei, del quale nel caso del He.111, c'è stato bisogno di parecchio lavoro grafico per portarlo allo standard "Civile che presentava con la Luft Hansa A.G. previa alla Seconda Guerra Mondiale.

 

Saludos

MC72

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Edited by MC72
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Il convertiplano della Bell

Dal X-22 al V-22

Mezzo secolo fà la Us Navy sollecitava alla Bell un arero convertiplano da trasporto per il servizio nella marina, pure y Marines e l'USAF erano interessate nel programma che si denomino X-22, caratterizzato da quattro eliche intubate rotabili in per il volo verticale e girevoli sullàsse longitudinale per il volo orizzontale.

X-22 offriva l'opportunità sempre desiderata dall'aviazione, di non dover dipendere da una pista d'atterraggio, e poter andare dove nessun aereo lo aveva fatto prima. Propolso da quattro turbine General Electric YT58-GE-8D per una potenza totale di 5000 hp, ma una macchina così avanti nei tempi si toppava con una sottopotenza, dei motori, materiali costruttivi considerati al giorno di oggi non propio leggeri, e una complessità d'operazione notevole...allora non si contava con l'aiuto della elettronica attuale che permette l'alleggerimento e semplificazione di operazioni complesse.

X-22 non arrivò pote raggiungere gli obiettivi desiderati e così si fini il programma; comunque segnò il desiderio , che aspettarebbe che la tecnologia raggiungesse nuovi traguardi.

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Nel 1981 le forze armate statunitensi avviavano il programma JVX (Joint Vertical-lift Experimental) orientato per dotare le forze armate di un convertiplano di trasporto, per sostituire i Chinook e Stallions, con una macchina più veloce ed efficiente, il concorso fu vinto dalla Bell, forte con l'esperienza guadagnata con il suo aereo convertiplano Bell XV-15.

Il V-22 anche se utilizza una formula convertiplano qualcosa di differente al X-22, certamente riprende il tema del X-22, con motori di maggior potenza e facendo uso dei nuovi leggeri e resistenti materiali dell'alchimia moderna e soprattutto dell' elettronica d'avanguardia che permette realizzare complesse operazioni con una notevole semplificazione del carico di lavoro per i piloti.

Certamente la tecnologia di vanguardia , non è economica, e i prezzi ipotizzatti son rimasti superati molte volte da questo programma, e il tallone d'achille del programma già non è tecnologico se no economico.

Saludos

MC72

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Edited by MC72
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  • 2 weeks later...

Colgo l'occasione della visita numero 200.000 di questo Post dedicato agli Spaccati a, niente di meglio che celebrarlo con un post, che credo sarà di gran interesse per i fanatici delll'aviazione e in particolare quelli della Regia Aeronautica, con tre soggetti aeronautici, che cuanto pare non sono per il momento in nessun altro posto, come gli aerei della così chiamata Serie Zero.

 

Serie Zero

 

Fiat G.50, Macchi M.C.200 e Reggiane Re.2000

 

La prima generazione di caccia italiani di formula monoplano, treno a scomparsa, cabina chiusa, una buona tangenza e come armamento 1 o 2 mitragliatrici senza molta autonomia per il carattere "difensivo" del caccia da usarsi per proteggere il territorio italiano da eventuali aggressioni esterne, si caratterizza come la serie "Zero", e fù risultato di studi indipendenti di diverse ditte che cristallizzarono con il concorso a cui chiamò la Regia nel 1938 vedi Qui

Un problema che affrontarono i costruttori furono i motori disponibili come i radiali Fiat di 840 a 870 HP, quando erano necessari almeno 1000 HP anche se alcune proposte consideravano altri motori come gli Alfa Romeo o addirittura il Daimler Benz DB.601 per il Caproni Vizzola F.4

Si decise finalmente, neanche per i migliori nelle prove, señalando problemi piú che altro d'ordine secondario, e si scelsero il Fiat G.50 e il MC.200, ma questo processo lasció a tutti o quasi molto contenti e satisfatti……... fino a quando scoppiò la guerra e l'inferiorità dei caccia Fiat G.50 e M.C.200 fu patente contro i moderni caccia nemici.

 

Vi lascio con tre spaccati dei tre più importante programmi, cioè il Fiat G.50 dell'ingegnere Gabrielli,il Macchi M.C.200 di Castoldi e il Reggiane Re.2000 di Roberto Longhi, una replica italiana dell'americano Severesky P.35.

 

Ogni spaccato è realizzato da un gran artista nel tema, come l'Italiano Zigato per il Fiat, John Weal per il Macchi e Mike Badrocke per lo spaccato del Reggiane

 

Saludos

 

MC72

 

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MC72

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Salve a tutti,

se é già stato pubblicato perdonatemi, però ecco un disegno assonometrico del Re 2005 che dicono essere originale Reggiane

ReggianeRe2005AssonometriaDWG-vi.jpg

Alberto

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  • 4 weeks later...

CAPRONI Ca.3

Questo è un soggetto, importante della storia aeronautica mondiale, per essere stato tra i primi bombardieri pesanti a entrare in combattimento nella Prima Guerra Mondiale, credo che solo secondo in linea del tempo al gigante russo Ilya Muromets di Sikorsky; Caproni si cimento su questo progetto anche prima del conflitto, per cui già nella guerra era una macchina completamente operativa e molto efficente per l'epoca, riprodotta in Francia, e emulata da altri contendori con nuove macchine in Germania e Gran Bretagna. Per i piloti Americani rappresenta il primo vero bombardiere operato con i colori degli Stati Uniti.

Il Caproni Ca.3 porto tempranamente la guerra sui cieli delle città nemiche.

Ho trovato questo spaccato, ma non in eccellente nitidezza, comunque, cercando di rispolverare un interessante soggetto oramai quasi....centenario.

Saludos

MC72

 

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Nieuport 17 "Bèbè"

Le squadriglie di caccia italiana della prima guerra mondiale ebbero nelle sue linee quello che senza dubbio è uno dei più famosi caccia messi in linea dagli alleati in più di 7000 esemplari fra tutte le sue varianti.

L'ingresso di questa formidabile macchina nei primi di maggio del 1916, permise di porre fine fine alla superiorità tedesca dei monoplani Fokker con la sua mitragliatrice sincronizzata con l'elica.

Tra gli assi italiani che impiegarono il Ni.17, si conta a Francesco Baracca, trasferito alla 91ª Squadriglia nel maggio 1917, che aveva in dotazione il nuovo Nieuport 17 Bebè costruito in Italia dalla Macchi. Sul nuovo aereo in onore alla sua Arma di appartenenza dipinge il cavallino nero rampante destinato a diventare probabilmente l'insegna più cara agli italiani.

Anni dopo Enzo Ferrari chiese alla famiglia di Baracca il permesso di adottare, in suo onore, il simbolo per la sua nascente scuderia automobilistica.

Saludos

MC72

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  • 2 weeks later...

SPAD S.VII

Dopo il Neuport, a Francesco Baracca tocco cimentarsi con iil caccia francese SPAD S.VII, era un velivolo famoso per essere difficile da pilotare e potente, con ottime caratteristiche di salita e di picchiata. Come piattaforma di tiro era stabile e con questo aereo volarono diversi assi dell'Intesa tra i quali giustamente Francesco Baracca e il francese Georges Guyneme, il suo motore Hispano Suiza di ben 150 cavalli gli permetteva raggiungere i 192 Km/h (165 nel Neuport 17), questo caccia fu il diretto predecessore dello SPAD S.XIII uno dei più famosi di tutto il conflitto, che vedremo prossimamente

 

Saludos

MC72

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Albatros D.V

L'Imperio Austro-Ungarico in guerra con L'Italia, contava con una notevole forza aerea, con aerei di origine tanto nazionali come Tedeschi, questi aerei diedero parecchio filo da torcere alla Regia, in durissime e terribili battaglie alpine e sui fronti di battaglia come quello dell'Isonzo

Gli Austro-Ungarici contarono tra le loro file con l'eccellente Albatros D.III che più tardi si sviluppò nel D.V

L`'Albatros D.III fu il primo caccia a contare con due mitragliatrici MG.08 di 7,92 mm., sincronnizzate con l'elica, dunque contava non solo con la velocità e agilitá ma anche di una incredibile potenza di fuoco!

 

__the_fearless_barbarian___by_roen911-d4fvhkb.jpg Le Alpi videro molte battaglie aere tra la Regia e le Forze Austro-Ungariche, qui in un eccellente ricreazione di (~ rOEN911 Antonis) l'asso di caccia austriaco Godwin Brumowsky abbatte un Nieuport 17 "Bebe" italiano.

Tra i maggiori assi Austriaci si ricorda a Godwin Brumowski (26 luglio 1889 - 3 giugno 1936) è stato l'asso caccia di maggior successo della monarchia austro-ungara durante la Prima Guerra Mondiale .Accreditato con ben 35 vittorie aeree, (di cui 12 condivisi con altri piloti) con altri 8 non confermate perché è caduto dietro le linee alleate. Poco prima della fine della guerra, Brumowski era al comando di tutta l'aviazione di caccia nei combattimenti in l'Italia sul fronte dell'Isonzo.

 

Saludos

MC72

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Edited by MC72
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SPAD S.XIII

Il constante avanzare della tecnologia aeronautica e capacità belliche aeree dei participanti nel conflitto del 1915-18, faceva che l'ago della supremazia aerea oscillasse più di una volta. l'entrata di nuove generazioni di caccia tedeschi come i Fokker, Pfalz e Albatros, con migliori motori, e maggior armamaento offensivo, rese necessario un continuo miglioramento dei velivoli nel lato alleato.

In questo caso l'esito ottenuto dallo SPAD XIII superò ampliamente al suo diretto predecessore lo SPAD VII, con un potente motore di 8 cilindri in V Hispano-Suiza 8Be di 220 cavalli, poteva raggiungere i 225 Km/h, la apertura alare aumentata e il timone di maggior aerea , pure portava due mitragliatrici Vickers di 7,7 mm montate di fronte al piloto sparavano attraverso il disco dell'elice (un vero F-16 dei suoi tempi)

Questa macchina fu usata da quasi tutte le forze aeree alleate, come l'Italiana.

Saludos

MC72

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  • 4 weeks later...

ibeXiapooJEBfa.jpg L’Aermacchi MB.326 è uno dei primi grossi successi dell’industria aeronautica Italiana dei primi anni del dopo-guerra, il "Fiat 500” dell’aria.

 

Già cominciando la decada degli anni 50’ , l'affermazione di aeromobili di propulsione reazione per la prima linea, richiedeva un cambiamento radicale nei programmi di formazione tècnica dei piloti.

 

L’Aeronautica Macchi si cimentava nei velivoli d’addestramento fino dal 1949 con la produzione su licenza del Fokker S.11 e manutenzione dei North American T-6 “Texan”

 

L'azienda italiana intuì che la soluzione ideale sarebbe stata una proposta specifica di un addestratore a getto, così che quando fù disponibile il turboreattore Rolce Royce Viper, e dalla mano dell’ ingegnere Ermanno Bazzocchi, la Macchi presentò l’addestratore MB.326 nel 1956 all’ Aeronautica Italiana, addestratore in grado di garantire agli studenti una preparazione approfondita per tutti i tipi di missione, nonché garantire la selezione iniziale. I prototipi mostrarono eccellenti doti aeronautiche. E gia nel 1960 l’Aeronautica Militare passava un ordine per 100 unita MB.326A.

 

Le esportazioni cominciarono lentamente prima con un piccolo lotto per la Tunisia nel 1965 e piccoli lotti per altri paesi Africani, fino che Sud-Africa fece il primo grosso ordine alla Macchi, ordinando 40 unità e ottenendo la licenza per Atlas che ne costruì altri 125 aerei (battezzati localmente come “Impala”), poi fu il turno della RAAF Australiana che lo preferi al posto dell'inglese Jet-Provost, ordinando ben 87 unità. Ma il più grosso cliente del MB.326 sarebbe stato il Brasile che nel 1970 accord'o una licenza di produzione per la allora nascente Embraer, che ne costruì 182 unità conosciute localmente come “Xavante”, questa collaborazione tra Embraer e Macchi, più tardi darebbe vita a un altro interessante programma....l’AMX.

 

Finalmente il programma MB.326 in tutte le sue versioni arriva a oltre 600 aerei ....un bel record per questo addestratore della Aermacchi!

 

Saludos

 

MC72

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