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Jastreb

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  1. Ma io non ho capito una cosa. Se anche stavolta dovessero vincere quelli contrari all'acquisto, ci sarebbe l'ennesima valutazione o a sto punto rinuncerebberro a prendere nuovi aerei? E nel caso si verificasse quest'ultima ipotesi, con cosa la farebbero la polizia aerea, coi PC-9?
  2. Ancora referendum in Svizzera https://www.ticinonews.ch/svizzera/497538/acquisto-aerei-da-combattimento-la-parola-passa-al-popolo
  3. Tom Clancy è considerato il capostipite dei romanzi a tema militare, ci sono altri autori più o meno di talento come ad esempio Andy McNab e Patrick Robinson che, senza raggiungere i livelli di Clancy, sono riusciti a scrivere romanzi militari di successo. E in Italia? Esiste, che voi sappiate, un nostro connazionale che, scrivendo romanzi militareschi, abbia ottenuto un buon successo editoriale? In caso negativo credete che questo genere potrà mai avere successo nel nostro Paese?
  4. Più che altro se ordinano davvero F-35A poi cosa ci mettono sul Queen Elizabeth? Credo che arrivati a questo il B per loro sia una scelta obbligata.
  5. Il caccia stealth europeo (sempre ammesso che si faccia e che non finisca anch'esso vittima del campanilismo dei singoli stati europei e della mancanza di fondi/volontà politica di portare avanti il programma) non sarà in ogni caso operativo prima del 2040, nel frattempo i francesi possono "tranquillamente" tirare avanti col Rafale visto che questa macchina riesce a fare un po' tutto; ma i tedeschi, coi loro efa votati quasi unicamente all'aria-aria e coi tornado che cadono a pezzi che intendono fare, restare per 25 anni senza capacità di attacco al suolo?
  6. Si. Ha senso per uno stato che non ha un'industria bellica propria diversificare i fornitori in modo che se si rompono le relazioni diplomatiche con uno ci sono sempre le macchine fornite dall'altro. Ad esempio Obama non aveva dato il permesso all'Egitto di operare con i suoi F-16 in Libia allora hanno operato coi Mirage/Rafale, la necessità di non dipendere da un unico fornitore batte qualsiasi logica di standardizzazione.
  7. Provo a riformulare la domanda per farvi capire cosa mi interessa realmente sapere: se per qualsiasi motivo l'Italia tra qualche anno dovesse rinunciare a qualsiasi velleità di proiettare la propria forza all'estero ma avesse bisogno di forze armate volte unicamente alla difesa del territorio nazionale (come lo sono le forze armate di Grecia, Israele e molti altri stati) come dovrebbero organizzarsi e di cosa dovrebbero dotarsi? La Cavour (che rimarrà attiva ancora per decenni) e la Trieste (che dovrebbe entrare in servizio tra qualche anno) avrebbe senso tenerle o finirebbero vendute all'estero? e i tre Santi? Di quanti e quali MBT dovremmo dotarci? Quanti aerei da combattimento, tanker AWACS ed MPA servirebbero? Navi e sottomarini? La leva obbligatoria sarebbe opportuno ripristinarla o sarebbe superflua?
  8. I siluri sono quelli sganciati dai sottomarini per colpire le navi, i droni al massimo sganciano i missili. Se le finestre sono chiuse come fa il drone a sganciare il suoi missilino all'interno dell'ufficio?
  9. Immaginate che in un futuro prossimo, facciamo tra 7-8 anni l'Italia si trovi ai ferri corti con un Paese forte militarmente e vicino geograficamente (ossia la Francia, altri Paesi con queste caratteristiche non me ne vengono in mente) e che le attuali alleanze (Nato, Ue) vengano meno quindi l'Italia si trovi costretta a dover pensare alla difesa solo con le sue forze. Facciamo anche che, esclusa ovviamente la Francia, l'Italia possa acquistare materiale bellico da chi vuole non avendo più vincoli di alleanze. Se spettasse a voi decidere, in che modo equipaggereste le forze armate italiane che devono rispondere a queste esigenze? Lo so che è uno scenario difficilmente realizzabile ma è solo una mia curiosità.
  10. che io sappia no, se invece tu sei a conoscenza di qualche discussione simile ti pregherei di linkarmela e di chiudere pure questa
  11. più volte ho letto su questo forum che le nostre forze armate sarebbero una sorta "stipendificio" che non ha una vera capacità operativa senza il supporto della nato e che il procurment viene fatto per figurare bene sulle schedine e per finanziare questa piuttosto che quell'impresa. Un atteggiamento simile ci è possibile in quanto protetti dall'alleanza atlantica, se in futuro, facciamo tra 5/7 anni per dare un'idea dei mezzi che saranno disponibili sul mercato, questa protezione dovesse venire meno, o comunque fossimo costretti per varie ragioni a dover contare solo sulle nostre forze per compiti di difesa, voi come strutturereste le forze armate italiane? Quali assetti sarebbero necessari per fare il salto di qualità da una "forza da schedina" ad una da guerra.
  12. So che si tratta di uno scenario super-ipotetico per non dire assolutamente irrealistico ma come si svolgerebbe al giorno d'oggi uno scontro tra due gruppi di portaerei?
  13. Quando sarà l'ora di radiare l'Efa credo che ci converrà acquistare altri f-35 (tanto è quasi sicuro che prossimamente ne vedremo una versione maggiormente improntata al ruolo aria-aria) e arrivare così alla monolinea, così come un'aeronautica come la nostra non se ne fa niente dell'Efa dubito che potrà farsene qualcosa di un eventuale sostituto.
  14. Cambiando un attimo discorso la US Navy intende sostituire i rimenante Greyhound con gli Osprey, questo significa che in futuro saranno i V-22 a fare da tanker per gli aerei imbarcati?
  15. Ora che l'alternativa "low cost" si è chiamata fuori direi che la scelta F-35 è pressoché scontata: visto che Lightning2, Typhoon e Rafale hanno un costo unitario pressoché identico, tanto vale sostituire gli F-16 con qualcosa di veramente nuovo e con una "libera interpretazione migliorata" del Falcon stesso.
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