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Comune di Roma: buco da un milione eredità di Veltroni


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Dal link: http://www.tgcom.mediaset.it/politica/arti...olo416899.shtml

 

riporto:

 

Comune Roma, è allarme conti

 

Buco da un milione eredità di Veltroni

 

C'è preoccupazione a Roma per i conti economici del Comune: ai 7 milioni di buco certificati dall'ultimo bilancio approvato dalla giunta Veltroni si aggiungerebbe uno scompenso di un altro milione di euro. Secondo la Ragioneria Generale "analisi del bilancio per il triennio '08-'10 evidenzia situazioni di criticità". Di conseguenza il sindaco Alemanno ha invitato a bloccare le spese fino a quando non verrà fatta piena luce sullo stato dei conti.

 

Il neo sindaco della capitale si è impegnato a dare il rendiconto reale delle cifre del debito entro lunedì 16, non nascondendo però la preoccupazione per la pesante eredità lasciata dall'amministrazione di centrosinistra guidata dall'ex sindaco di Roma e ora leader del Partito democratico Walter Veltroni. "Convocheremo il tavolo di concertazione con le parti sociali per illustrare la situazione reale del bilancio" ha annunciato Gianni Alemanno. Da giorni la nuova amministrazione del Campidoglio continua a invitare a stringere la cinghia. A fine maggio la prima circolare con il blocco di tutte le spese, due giorni fa una seconda. Il sindaco ha chiesto però di non usare toni allarmistici: è "irresponsabile", secondo lui, la corsa al "toto-taglio che emerge sui giornali".

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Ecco un altro articolo che racconta un sacco di balle, non è affatto vero che il dissesto finanziario del Comune di Roma è colpa di Veltroni, è una situazione che la città si trascina dietro dagli anni novanta e che ogni amministrazione che si è succeduta si è trovata sul groppone ...

 

Bilancio Roma, Causi: Problemi strutturali, aspettiamo le carte

Roma, 6 giu (Velino) - “C’è un allarmismo ingiustificato”. Di fronte alla prospettiva di una possibile "dichiarazione di dissesto finanziario" da parte del Comune di Roma e le misure conseguenti che potrebbe prendere il governo, l’ex assessore al Bilancio del Comune di Roma, Marco Causi, dice di “apprezzare molto il tono usato dal sindaco Gianni Alemanno, il quale sa che siamo di fronte a problemi strutturali e che per risolverli è necessario uno sforzo congiunto e solidale”. “Noi – spiega Causi al VELINO – siamo tranquillissimi. Bisogna aspettare le carte della Ragioneria dello Stato, il cui lavoro è molto onesto e corretto”. L’ex titolare del Bilancio evidenzia inoltre come “fattori di difficoltà” fossero emersi già nel Dpf approvato dal Consiglio comunale nel settembre 2007 e ribadisce che la storia del debito del Comune affonda le sue radici negli anni Novanta a causa dei deficit del settore del trasporto, dal momento che ai tempi sul Campidoglio gravava anche quello regionale (la vecchia Acotral, ndr). Nel 2007, Causi ricorda infatti che il debito era di 6,7 miliardi a fronte dei 6,2 del 2001. “La montagna storica del debito di Roma – continua - è un fardello con cui chiunque governa la città deve confrontarsi. Il punto è che nei prossimi anni è atteso anche un ingente sforzo di spesa per completare la metro C per la quale bisognerà trovare risorse senza far aumentare troppo il debito”.

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Ecco un altro articolo che racconta un sacco di balle, non è affatto vero che il dissesto finanziario del Comune di Roma è colpa di Veltroni, è una situazione che la città si trascina dietro dagli anni novanta e che ogni amministrazione che si è succeduta si è trovata sul groppone ...

 

Bilancio Roma, Causi: Problemi strutturali, aspettiamo le carte

Roma, 6 giu (Velino) - “C’è un allarmismo ingiustificato”. Di fronte alla prospettiva di una possibile "dichiarazione di dissesto finanziario" da parte del Comune di Roma e le misure conseguenti che potrebbe prendere il governo, l’ex assessore al Bilancio del Comune di Roma, Marco Causi, dice di “apprezzare molto il tono usato dal sindaco Gianni Alemanno, il quale sa che siamo di fronte a problemi strutturali e che per risolverli è necessario uno sforzo congiunto e solidale”. “Noi – spiega Causi al VELINO – siamo tranquillissimi. Bisogna aspettare le carte della Ragioneria dello Stato, il cui lavoro è molto onesto e corretto”. L’ex titolare del Bilancio evidenzia inoltre come “fattori di difficoltà” fossero emersi già nel Dpf approvato dal Consiglio comunale nel settembre 2007 e ribadisce che la storia del debito del Comune affonda le sue radici negli anni Novanta a causa dei deficit del settore del trasporto, dal momento che ai tempi sul Campidoglio gravava anche quello regionale (la vecchia Acotral, ndr). Nel 2007, Causi ricorda infatti che il debito era di 6,7 miliardi a fronte dei 6,2 del 2001. “La montagna storica del debito di Roma – continua - è un fardello con cui chiunque governa la città deve confrontarsi. Il punto è che nei prossimi anni è atteso anche un ingente sforzo di spesa per completare la metro C per la quale bisognerà trovare risorse senza far aumentare troppo il debito”.

Vedo che in 15 anni, i vari governi di sinistra romani, hanno fatto molto per ridurre tale deficit: la stessa storia delle varie amministrazioni comunali di sinistra di Napoli, con la "munnezza"!!!

L'articolo, comunque, si riferisce ad un ulteriore buco di un milione, oltre quello ufficiale che risulta dal bilancio!!!

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Vedo che in 15 anni, i vari governi di sinistra romani, hanno fatto molto per ridurre tale deficit: la stessa storia delle varie amministrazioni comunali di sinistra di Napoli, con la "munnezza"!!!

L'articolo, comunque, si riferisce ad un ulteriore buco di un milione, oltre quello ufficiale che risulta dal bilancio!!!

 

 

:adorazione::adorazione::adorazione::adorazione:

 

Tutti gli articoli che vanno contro la sinistra sono sempre balle, ci fosse una volta che questi giornalisti destri ci azzecchino!!!

MA VA VA

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Guarda che la campagna elettorale è finita!!!!!

Ed aggiungo, se hanno intenzione di continuare anche nel futuro, con questo stile (si fa per dire!!!) di propaganda, le perderanno in eterno, le loro sfide elettorali!!!

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Non è finta opposizione, è l'opposizione di un paese democratico ed occidentale, non di un paese barbaro ed incivile!!!

Se per te l'opposizione è sputare fango contro il governo del tuo Paese credo che tu sia rimasto un pò indietro nel tempo!!!

Fortunatamente per l'Italia tu fai parte di una minoranza che non fa opposizione ma guerra!!

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Bilanci, Milano scopre un tesoretto Roma invece è vicina al crac

 

 

Milano - «Milano non usa e non intende usare l’addizionale Irpef». Prendete nota, è promessa di sindaco. «Non aumenteremo le tasse. Un impegno che abbiamo preso e lo manterremo». Giugno è tempo di bilanci anche per il Comune e Letizia Moratti dà un’occhiata al futuro dei suoi concittadini. Sereno, visto il Consuntivo 2007. Milano non ha debiti. Chiusi i conti, Palazzo Marino si ritrova addirittura tra le mani un «tesoretto» di 156 milioni di euro. Un compito che sotto la Madonnina sembra facile facile. Da anni, infatti, gli amministratori (ormai da qualche lustro targati centrodestra) portano a casa una pagella da primi della classe. Prima Gabriele Albertini che si è sempre vantato di essere l’unico sindaco di grande città ad aver riportato in attivo i bilanci di tutte le aziende municipalizzate, ora la Moratti al suo secondo traguardo su due tagliato in attivo.

Ora bisognerà solo decidere come spendere i soldi rimasti in cassa. Oltre 20 milioni saranno destinati alle «spese correnti», ovvero ai singoli assessorati che li dedicheranno ad asili, sicurezza, cultura, spettacoli, arredo. Ci saranno poi i 42 milioni di euro da aggiungere ai 547 già stanziati per le grandi opere. «Le strade - ricorda il vicesindaco Riccardo De Corato - due nuove linee di metropolitane, i nuovi bus ecologici». Altri 87,96 milioni «saranno vincolati per i Fondi svalutazioni e Fondi rischi». Di questi, 36 milioni (più 6 rispetto all’anno precedente) dedicati agli accantonamenti per le operazioni finanziarie. Come quelle dei «derivati» su cui si è pronunciata in maniera critica la sezione Controllo della Corte dei conti, forse l’unico brutto voto in una pagella da secchioni. Altri 5,18 milioni per «l’accantonamento obbligatorio nel fondo Ici», con i milanesi che quest’anno risparmieranno 140 milioni di imposta sulla prima casa. Una politica adottata dal governo imitando Milano dove l’Ici è stata portata dal 5 al 4,7 per cento con un primo taglio e poi al 4,4.

«A Roma - sorride la Moratti - ci hanno assicurato che si troverà il modo per far recuperare ai Comuni i minori introiti Ici. Non ho motivo di credere che il rimborso non arrivi». Meno tasse e stessi (anzi maggiori) servizi come i 300 nuovi posti negli asili, il 17 per cento dei letti in più nelle residenze per anziani, i libri gratuiti fino al secondo anno delle superiori, gli 8 milioni di euro in più per la sicurezza, i 36 per la casa sembrerebbero un binomio difficilmente coniugabile.

La ricetta? «La nostra politica - spiega il sindaco - di messa in efficienza della vecchia macchina amministrativa. L’anno scorso il 10 per cento di risparmi, quest’anno un altro 13». Nuovi contratti per risparmiare su energia, riscaldamento, telefoni. E poi le forniture, gli acquisti interni e una sempre maggior informatizzazione degli uffici. Senza dimenticare il recupero dell’evasione fiscale. E 250 milioni di euro (quasi il 15 per cento dell’intero bilancio) in multe.

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statisticamente milano è il comune dove i cittadini pagano più tasse che nel resto di italia

 

EDIT

grazianipensa alla mezza dozzina di comuni controllati dal centro destra che sono falliti

in uno hanno staccato pure la luce dei lampioni

 

un certo scampagnini ti dice nulla?

 

taranto che ti dice?

 

L BALLO SUL TITANIC che affonda è andato in scena martedì scorso nel glorioso teatro Massimo Bellini, intitolato al celebre compositore, trasformato per l’oc- casione in una balera: al suono di un’orchestrina funzionari e impiegati del comune, in maschera con le rispettive signore e vigili urbani in alta uniforme hanno danzato allegramente rivitalizzando una tradizione scomparsa da decenni davanti agli occhi non sorpresi dei telespettatori catanesi informati in diretta da Telecolor. Fuori dal teatro, illuminato a giorno, la città si avvia progressivamente verso il buio. Il centralissimo corso Italia e piazza Roma, nella zona della villa Bellini, oscurate nei giorni scorsi, sono illuminate per ora solo grazie all’intervento del prefetto Giovanni Finazzo, che ha supplicato l’Enel, creditore di decine di milioni di euro, di riaccendere i lampioni solo per la durata della festa di Sant’Agata, patrona della città. I quartieri di Librino e San Giovanni Galermo continuano a restare al buio. La ditta che cura la manutenzione della pubblica illuminazione ha deciso di interrompere ogni servizio: attende da mesi di essere pagata. Così come gli operatori sociali delle cooperative di assistenza agli anziani, che da undici mesi aspettano lo stipendio e solo per senso di responsabilità nei confronti delle fasce più deboli della popolazione non hanno ancora incrociato le braccia. E che dire delle buche nelle strade che sempre più numerose costringono gli automobilisti ad avventurosi slalom, o a disastrosi impatti con ruote e semiassi: anche in questo capitolo di bilancio i soldi sono finiti e i buchi, come le buche delle strade, aumentano.

 

Palazzo degli Elefanti, sede del comune, appare come un fortino assediato dai creditori che ha difficoltà a comunicare con l’esterno: la Telecom mantiene per ora le linee, ma le Poste, che vantano un credito di 7 milioni di euro, hanno fatto sapere che non spediranno più una raccomandata paralizzando anche la giustizia civile: centinaia di avvisi giudiziari sono fermi in attesa di essere recapitati. È forse anche per questo che la serata danzante al teatro Bellini è stata disertata da questore, prefetto, magistrati e autorità «civili e militari», che hanno tenuto a mantenere le distanze dagli amministratori catanesi, il cui sindaco, Umberto Scapagnini (Forza Italia, medico personale di Berlusconi) ha annunciato che sta per lasciare la città «per continuare a servirla da un seggio al Senato». Intanto incalzata dai creditori, bacchettata dalla corte dei conti, impietosamente descritta dagli ispettori di Padoa Schioppa, inquisita dalla procura e dalla squadra di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza, Catania scivola velocemente verso la bancarotta. I numeri sono da capogiro: «C’è un buco di miliardo di euro - dice sicuro Orazio Licandro, deputato dei Comunisti italiani, e autore di numerose interrogazioni sulla gestione amministrativa di questi anni, che ruota attorno all’asse Scapagnini (sindaco) - Lombardo (presidente della provincia e leader dell’Mpa), con l’utile stampella Udc sorretta in giunta da Filippo Drago, figlio di Nino, che fu proconsole di Andreotti nella Sicilia orientale - il dramma è che le spese correnti aumentano e nessuno se ne cura. Da tempo, ormai, chiediamo il commissariamento». Il dissesto finanziario di Catania viene a galla nel luglio dell’anno scorso, quando due ispettori inviati dal ministro Padoa Schioppa per verificare il rispetto del patto di stabilità scoprono un indebitamento pesante, e un «occultamento del disavanzo con ripercussioni sulla credibilità dell’intero settore della finanza pubblica nazionale». I bilanci di Catania, dunque, dono un caso nazionale. Ma nessuno si muove.

 

Così la Corte dei conti, che ogni anno formula pesanti rilievi per i disavanzi, il 12 dicembre mette nero su bianco l’incredibile aumento delle spese correnti, in una situazione di totale dissesto finanziario. Che gli amministratori avevano cercato di risolvere alla fine del 2006, quando, come sostiene Licandro, «sono scaduti i tre anni concessi dalla legge per ripianare i bilanci, le banche hanno chiuso da tempo i rubinetti del credito, e il comune ha pensato di risolvere la crisi creando Catania Risorse, società privata cui trasferire i beni immobili, anche di valore culturale e architettonico, sufficienti a garantire nuovi crediti». Società su cui si sono accesi oggi i riflettori della procura, intanto per il modo in cui è stata costituita: «il 28 dicembre incaricano un perito di redigere la valutazione degli immobili - racconta Licandro - il giorno dopo, in tempo record, la perizia viene depositata in cancelleria, il 30, era un sabato, si riunisce il consiglio comunale per l’approvazione, il 31, ultimo giorno dell’anno, il prestigioso studio del notaio Carlo Seggio resta aperto per la compravendita degli immobili: l’ex ragioniere generale del comune vende all’ex segretario generale, presidente di Catania Risorse, 14 immobili tra cui l’antico convento di Sant’Agata, vincolato dalla sovrintendenza». Che, infatti, protesta, con le note della sovrintendente Maria Grazia Branciforti, rimossa poco dopo.

 

Velocità e pervicacia degli amministratori hanno generato più d’un sospetto sulle ragioni dell’operazione, legata, si era detto, solo al reperimento del credito: e in un occasione, nella riunione di una commissione consiliare, è venuto fuori che la Italease, la società dell’immobiliarista arrestato Danilo Coppola, poteva essere interessata a comprare gli immobili. Oggi Catania viaggia spedita verso la bancarotta. Il bilancio consuntivo è stato approvato solo in settembre, quello preventivo non c’è. E mentre il sindaco si prepara a fare le valigie per il Senato, tutti in città attendono gli appuntamenti elettorali per capire come andrà a finire. Compresi gli abitanti della zona di San Giovanni Licuti, lo sbocco a mare più “in” dei catanesi, che gli amministratori avevano promesso di trasformare in una elegante spiaggetta di sabbia nera aperta a tutti. Vi scaricarono, invece, per risparmiare, materiale di risulta di una discarica inquinato e nocivo alla salute, e il giudice sequestrò il cantiere bloccando i lavori.

 

quelli di destra sono meglio ma fate il piacere

Edited by Leviathan
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Guest intruder

I conti in rosso ce li hanno tutti i comuni d'Italia, è vero. E ritengo la Moratti una perfetta incapace che sa spacciarsi per una che fa esattamente come Veltroni a Roma. Ma Veltroni è stato scaricato dal giornale del suo partito, La Repubblica (credevate che era l'Unità il giornale del PD, vero?), con parole di fuoco firmate Eugenio Scalfari: Il modello Roma... nei fatti una oculata gestione degli appalti che altrove si sarebbe chiamata clientelismo (sic) ha fatto il suo tempo... Se riesco a ritrovarlo, mi pare fosse sul Venerdì, te lo posto. Se perfino Scalfari s'è accorto che non andava più, qualche ragione ci sarà, non può essere sempre la solita congiura demogiudoplutomassonica.

Edited by intruder
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Sempre per chi pensa che il bilancio di Roma lo abbia disestato Veltroni

 

Comune, sette miliardi in "rosso"

Da vent´anni mutui per le perdite dei trasporti. Poi gli investimenti nel metrò

 

In un primo momento si pensava di dover fronteggiare un gigantesco buco finanziario e c´era chi si era spinto a ipotizzare di portare i libri del Comune di Roma in Tribunale per dichiarare lo stato di insolvenza. Poi, però, è partita la verifica del Tesoro. Dalla quale l´allarme sui conti uscirebbe fortemente ridimensionato. Nel bilancio capitolino, infatti, non ci sarebbe alcun buco, almeno non nei termini denunciati dal sindaco Alemanno, bensì una generale sofferenza, definita comunque "seria", per mancanza di liquidità.

 

Il problema, in sostanza, sarebbe la cassa, il denaro contante, che fatica ad entrare nei forzieri di Palazzo Senatorio perché tanto la Regione Lazio quanto lo Stato, non pagano o tardano a conferire i trasferimenti dovuti al Campidoglio, costringendolo ad anticipare le spese per garantire i servizi. Basti pensare che i crediti vantati nei confronti dell´amministrazione guidata da Piero Marrazzo ammontano ormai a un miliardo e 700 milioni. Mentre è ormai certo che verranno a mancare i 190 milioni attesi il 16 giugno per la prima tranche dell´Ici sulla prima casa abolita dal governo nazionale.

 

Ma cominciamo dal principio. Dalle cifre. Già nel 1999 il debito del Comune di Roma ammontava a 5.7 miliardi, saliti nel 2007 a 6.8 miliardi, in buona parte impiegati per finanziare le nuove metro e le infrastrutture per l´emergenza traffico. Un fardello pesantissimo, frutto però di un´eredità che affonda le radici nel tempo e ci riporta indietro almeno agli anni Ottanta: prima della modifica del titolo V della Costituzione, infatti, la copertura dei disavanzi delle aziende del trasporto pubblico locale era a carico degli enti consorziati (in questo caso, principalmente del Campidoglio). Obbligati, per farvi fronte, a ricorrere al mercato, quindi alle banche. Una linea di condotta seguita per almeno vent´anni. Con il risultato che circa il 50% del deficit attuale è un debito consolidato, riguarda cioè i mutui contratti per coprire le perdite di esercizio delle aziende di trasporto. Un esempio per tutti: fino al 2000 il Consorzio Cotral era al 97% del Comune di Roma, che per decenni ha provveduto a ripianare il rosso di quei conti. Come analogamente ha fatto per Atac, Metro e Trambus.

 

 

La boccata di ossigeno, ovvero la leggera contrazione del debito registrata nel 2006 (a quota 6,5 miliardi rispetto ai 6,9 del 2005), è invece arrivata da una modifica legislativa: da due anni in qua se il Campidoglio vuole costruire un´opera o una infrastruttura, non deve più accendere un mutuo per il suo intero valore, ma ad avanzamento dei lavori. Un cambio che se nel 2006 ha consentito di pagare esclusivamente per i lavori eseguiti, per il futuro produce una spalmatura del debito fino al completamento dell´opera finanziata. Da qui l´aumento del 2007: dovuto sia all´apertura di nuovi cantieri (metro C), sia al trascinamento di cantieri avviati negli anni precedenti.

 

Un´altra contestazione riguarda infine la contabilizzazione di entrate non strutturali: gli introiti, per intendersi, derivanti da multe e concessioni edilizie. Che però avrebbero un´incidenza davvero minima: un centinaio di milioni su un bilancio di 6 miliardi. La verifica del Tesoro dovrebbe concludersi entro questa settimana. All´inizio della prossima il sindaco Alemanno dovrebbe comunicarne gli esiti in consiglio comunale.

(04 giugno 2008)

 

http://roma.repubblica.it/

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beh, bisogna anche dire che i giornali in Italia non hanno tutto questo seguito, li legge molta poca gente; poi ci sono quotidiani come quelli citati da Chaffee o come, dall'altra parte, Libero e il Giornale che non muovono nessuno: chi li legge è già convinto in un senso o nell'altro, non cambiano certo l'opinione della gente. Molto più interessante fu il caso del Corriere della Sera, quotidiano che si rivolge a una massa di elettori "moderati", che nel precedente governo Berlusconi subì forti pressioni governative fino a costringere l'allora direttore De Bortoli a lasciare. Ma ripeto, i giornali contano poco nella formazione dell'opinione pubblica in genere, e in Italia contano ancora meno. Discorso simile ai giornali si può fare per Rai3 da una parte e Rete4 dall'altra: si conoscono le rispettive posizioni dei tigì di quelle reti e difficilmente chi vota centro-dx guarderà il tg di Rai3 e viceversa. Il problema si ha, secondo me, quando trasmissioni come "Buona Domenica" in periodo elettorale, dietro ai racconti di vita quotidiana e delle difficoltà della gente comune, lascia nemmeno tanto velatamente intendere che il voto per una parte (indovinate quale?) è meglio speso che per l'altra. Poi, sapendo che la Rai più che una televisione pubblica è una televisione governativa, la preoccupazione circa un'informazione pilotata aumenta ancora quando il presidente del consiglio è pure il proprietario del principale network privato in chiaro... mi sembra talmente chiaro che non possa che essere così. L'opinione pubblica si forma prevalentemente attraverso la tv, specie per quanti non hanno il capitale culturale e sociale per formarsela in altro modo. Se vi sembra normale che i principali tg italiani dedichino spazio alla cucina, agli animali, al gossip...anni fa erano argomenti che rientravano marginalmente, adesso sono appuntamenti praticamente fissi ...se questo è informare.

Edited by Montgomery
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invece ce gente che le stronzate le dice in piazza. Ah gia l'unita è di berlusconi.

ah gia il manisfesto è di berlusconi

ah gia liberazione è di berlusconi

 

Ma scrivi topic serii invece delle solite fandonie

 

non c'è proprio paragone infamate pure il prossimo giornale di bugiardi libero e "il giornale"

 

@ montgomery: no sai non tutti ci arrivano, per loro, la cosa è normale ed è anche democratico

(quanto a rai3 il suo TG hanno messo una certa anna buttiglione nel quinquennio vicino ai vertici... mah... sarà un ononimo)

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monty se l'italiano è stupido che non sa formare la sua cultura non puoi dare le colpe ad altri.

 

Lev io no nho infamato nessuno, ti ho solo detto giornali che il presidente del consiglio non controlla, ma che vengono controllati da partiti di opposizione, forse a te scoccia ma è cosi quindi invece di scrivere di libero e il giornale scrivi cose serie.

Edited by CHAFFEE79
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Guest dottoressa

sulla libetà di stampa in Italia non dimentichiamo che.....Reporter sens frontière (Rsf) ha pubblicato la prima classifica mondiale della libertà di stampa

L'Italia, a causa dell'irrisolto conflitto di interessi del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, si piazza al quarantesimo posto, superata da paesi latinoamericani come Ecuador, Uruguay, Paraguay, Cile ed El Salvador, oltre che da Stati africani come Benin, Sudafrica e Namibia.

quindi qualche problemino lo abbiamo....non è che gli italiani non capiscono....ma che non ti fanno sapere nulla!

Edited by dottoressa
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Dal link: http://www.repubblica.it/news/ired/ultimor...tml?ref=hpsbdx2

 

riporto integralmente:

 

Roma, 19:35

ROMA: ALEMANNO, DATI DEBITO OCCULTATI, INDAGA CORTE CONTI

I dati sul debito del Comune di Roma negli anni passati "sono stati occultati", per questo l'allora opposizione non ha potuto visionarli. Cosi' il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha risposto, nel corso della conferenza stampa congiunta con il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, a chi gli domandava perche' avesse denunciato solo ora il dissesto finanziario che dura da anni. "Molte delle cifre presenti nel rapporto della Ragioneria generale dello Stato - ha spiegato Alemanno - non erano desumibili dai documenti forniti dal Comune e questo non poteva non generare l'interesse della Corte dei Conti, che decidera' i provvedimenti da prendere". "In questi anni - ha sottolineato il sindaco - la citta' non e' cambiata nella struttura della realta' istituzionale ne' dal punto di vista socio economico. Senza il federalismo fiscale e la legge su Roma Capitale e' stata gestita come un normale Comune ma cosi' non poteva funzionare. La scelta fatta dall'Amministrazione precedente e' stata quella di non affrontare questa realta' di petto, con una vera riforma, ma di tirare a campare rinviando i problemi e nascondendo la polvere sotto il tappeto. Ma a furia di farlo - ha concluso - questa polvere e' diventata una montagna".

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Ecco un altro articolo che racconta un sacco di balle, non è affatto vero che il dissesto finanziario del Comune di Roma è colpa di Veltroni, è una situazione che la città si trascina dietro dagli anni novanta e che ogni amministrazione che si è succeduta si è trovata sul groppone ...

L'amministrazione di Veltroni si è mossa sulla scia dei predecessori: nessun tentativo di risanare! era molto più importante ricercare il consenso popolare con tante spese a vantaggio degli amici!

Ma è stato sfortunato: è accaduto l'imprevedibile! ... gli italiani lo hanno bocciato come primo ministo ed al comune di Roma i romani hanno preferito, sorpresa delle sorprese, Alemanno a Rutelli. Disastro completo per la sinistra.

Ora i risultati in rosso della cattiva ed ininterrotta amministrazione di sinistra cui fa riferimento typhoon sono venuti alla luce, sono sotto gli occhi di tutti e non ci sono scuse valide per giustificarsi.

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Non è finta opposizione, è l'opposizione di un paese democratico ed occidentale, non di un paese barbaro ed incivile!!!

Se per te l'opposizione è sputare fango contro il governo del tuo Paese credo che tu sia rimasto un pò indietro nel tempo!!!

Fortunatamente per l'Italia tu fai parte di una minoranza che non fa opposizione ma guerra!!

 

 

E pure a me non risulta che quando c'era Berlusconi all'opposizione e Prodi al governo,c'è stata un'opposizione da paese democratico e civile visto che Berlusconi non faceva altro che dire bestemmie e insulti sul governo di sinistra. Tanto che è arrivato a voler il controllo del voti e ha fatto quella specie di " E mo sono gazzebi vostri" .

 

Ignorante proprio.

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