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Ground-Based Midcourse Defense(GMD)

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ST. LOUIS, 28 Settembre 2007 -- Boeing Company [ NYSE: Il BA ], in collaborazione con U.S. Missile Defense Agency, ha completato con successo oggi un test di difesa antimissile che ha provocato l'intercettazione di un obiettivo ed ha dimostrato la possibilità e l'affidabilità di unica difesa degli Stati Uniti contro un'attacco limitato di missili balistici a lungo raggio. La prova del Ground-Based Midcourse Defense(GMD) è iniziata con il lancio di un missile balistico dal base di lancio dii Kodiak nell'Alaska. Diciassette minuti dopo , gli operatori militari hanno lanciato un missile intercettore dalla base di aeronautica di Vandenberg, Calif. Mentre l'intercettore volava verso l'obiettivo, riceveva gli aggiornamenti dei dati dell'obiettivo dal radar anti missile della base di aerea di Beale, Calif. Dopo aver volato nello spazio (non è specificato a quale altezza), l'intercettore ha lanciato il veicolo koller esoatmosferico il quale ha intercettato e distrutto l'obiettivo.

La prova condotta da Boeing altamente complessa, ha coinvolto anche l'uso del Sea-Based X-Band Radar (SBX) ,alto quasi 100 metri e dal peso di 500.000 chili . può viaggiare in acqua con propulsione autonoma e svolgere un lavoro di inseguimento di una precisione sorprendente. In effetti, incorpora la tecnologia di inseguimento più sofisticata a disposizione dell’esercito, in grado di inseguire un missile target della dimensione di una palla da baseball da una distanza di migliaia di miglia, e distinguere oggetti che volano a meno di trenta centimetri l’uno all’altro. Il GMD difende gli stati unitida un un numero limitato di missili balistici a lungo raggio, con gli intercettori schierati nei sili sotterranei di Vandenberg e Ft Greely, Alaska. Il governo degli STATI UNITI ha annunciato il programma per estendere l'uso dell'intercettore anche in Europa.

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Russia, il riarmo delle forze missilistiche strategiche

 

 

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Il colonnello generale Nikolai Solovtsov comandante delle forze missilistiche strategiche ha annunciato che la Russia sta rendendo operativi mediamente ogni anno tre sistemi di lancio mobili e tre o quattro fissi. L’annuncio è stato dato dopo che l’8 dicembre era avvenuto un test di lancio di un Icbm (Intercontinental ballistic missile) Topol-M da una rampa a terra e il 17 dicembre un altro Icbm era stato lanciato da un sottomarino nucleare. Per entrambi i missili è stata dichiarata la capacità di superare qualsiasi difesa antimissile.

Solovstov ha detto che “il numero dei lanci sarà quasi raddoppiato dopo il 2009 o il 2010”. Secondo un portavoce delle forze missilistiche, la Russia un anno fa disponeva di 44 sistemi Topol-M in postazione fissa e tre su rampe mobili; entro l’inizio del 2008 i sistemi fissi saranno 48. E’ stato detto esplicitamente da Solovstov che gli elementi del sistema antimissile Usa di previsto schieramento nella repubblica Ceca e in Polonia potrebbero costituire obiettivo per il sistemi missilistici russi a lungo raggio.

La macchina militare russa continua a mostrare i muscoli, dopo la ripresa dei voli dei bombardieri strategici annunciata dal presidente Putin il 17 agosto e il più recente ritorno della flotta russa nel Mediterraneo. Il confronto sul piano militare è un aspetto preoccupante della fase di involuzione nei rapporti tra Mosca e Washington che dura già da qualche tempo. Secondo uno studio pubblicato da International Security e ripreso in stralcio da Foreign Affairs, gli Usa avrebbero raggiunto la nuclear primacy, la capacità di distruggere al primo attacco gli arsenali strategici di Cina e Russia.

Evidentemente la Russia non si è fatta intimidire da questa ipotesi; Putin ha indicato nelle forze nucleari strategiche la priorità dell’armata russa e dopo gli incerti esiti di alcuni test missilistici degli anni passati il potenziale operativo sembra tornato a livelli di visibilità. Lo stesso progetto di schieramento del sistema antimissile Usa in Europa, sulla cui funzione anti-Iran è lecito essere perplessi - potrebbe essere la conferma indiretta di un rinnovato confronto con l’ex nemico.

Dietro le dichiarazioni ufficiali da entrambe le parti ci sono percezioni molto diverse, come si può leggere su Moscow Defense Brief nell’articolo intitolato “US Missile Defence In Eastern Europe: The View From Russia”. Secondo l’autore gli Usa perseguono una politica di “livellamento” rispetto agli altri Stati anche attraverso il mantenimento di una “completa superiorità militare”. Il fatto che la Russia possegga capacità nucleari strategiche costituisce un fattore “irritante” anche dal punto di vista psicologico per gli Usa; di qui la decisione di schierare il sistema antimissile in Europa.

Lo schieramento avrebbe un doppio effetto sugli Stati destinati a ospitare il sistema. Non sono tanto i presunti vecchi risentimenti anti-russi a spingere repubblica Ceca e Polonia ad accettare la richiesta degli Usa, quanto la consapevolezza della loro collocazione geografica che li rende al tempo stesso trampolino di lancio e zona cuscinetto verso la Russia. “Peggiori diventano le loro relazioni con la Russia, tanto più possono contare sul supporto politico, economico e militare da parte degli Usa”. L’analisi può essere discutibile, ma ciò non toglie che in Russia il problema sia percepito secondo questa visuale.

I possibili sviluppi del sistema antimissile Usa in tutte le sue componenti, anche quelle schierate fuori dall’Europa, sono presi a riferimento per definire le capacità nucleari strategiche di cui dovrà dotarsi la Russia. Entro il 2020 gli Usa potrebbero schierare di 1.400 intercettori, contro le 500-600 testate disponibili per mezzi di lancio strategici da parte della Russia. Metà di queste testate potrebbe essere intercettata dai sistemi Usa, mentre un eventuale primo attacco (first strike) degli Usa neutralizzerebbe quasi completamente la capacità di risposta nucleare russa.

L’attendibilità di queste valutazioni è tutta da verificare; preoccupa piuttosto l’affermazione secondo cui “dopo l’Iraq non c’è ragione evidente per cui il resto del mondo debba aspettarsi che gli Usa, cioè le élite americane e il popolo americano, si comportino in maniera ragionevole e contenuta quando si considerano minacciati”. La Russia deve quindi mantenere una capacità di ritorsione con Icbm basati a terra e su sottomarini. A parte i numeri indicati in maniera vaga ma in linea di massima coerente con le affermazioni di Solovstov, si cita l’esigenza di un incremento del 20 percento annuo del bilancio della Difesa da dedicare al settore missilistico strategico. Gli effetti negativi che questa decisione potrebbe avere in campo internazionale sul processo di non proliferazione sarebbero meno importanti della necessità per la Russia di mantenere il suo potenziale di deterrenza.

Viene infine esaminata la reazione politica in Russia allo schieramento del sistema Usa. La maggioranza dei russi vuole vedere il proprio Paese come “una grande potenza tra i centri di potere globali” … “né satellite degli Usa né membro dell’Unione Europea”. A un forte sentimento anti-occidentale si unisce l’aspirazione a ristabilire la Russia come potenza economica, politica e militare entro i confini territoriali della ex Unione Sovietica. “Il regime di Putin, se non altro, si sta adattando a questi sentimenti, ma certamente non li pilota”, scrive l’autore. Se fosse vero, la situazione sarebbe ancora più preoccupante.

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Si parla sempre di una copertura contro un lancio limitato, mai contro un attacco totale da parte di una potenza nucleare come la russia

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Per una visione d'insieme dello scudo americano antimissili balistici, con riferimento, in particolare, alla dislocazione dei siti dei radar e dei missili intercettori, vedasi il post al link che segue:

 

http://www.aereimilitari.org/forum/index.p...st&p=210796 (messaggio n° 98).

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