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Dominus

Intervista a Diliberto sul Corriere

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Mi chiedo se si possa fare qualcosa: questo tizio siede in parlamento quindi rappresenta anche me e la cosa mi fa veramente schifo.

Io sarei per togliere la cittadinanza Italiana a certa gente, solo che purtroppo certe misure rimarranno soltanto nei miei sogni :furioso:

 

P.S. Non sapevo di questa legge USA, chissà se un giorno si farà una cosa del genere anche da noi (come sopra sognare non costa niente)

P.P.S. Fossi nel generale Cecchi lo querelerei o lo prenderei a sprangate coaudivato da un plotone di parà incazzati

 

ROMA —Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti italiani: oggi Prodi, D'Alema e Parisi discutono sul ritiro dall'Iraq. Tempi e modi la convincono?

«Non posso dirlo, finché non c'è una posizione ufficiale. Quello che si può affermare, però, è scritto nel programma dell'Unione».

 

Ora si parla di un rientro per l'autunno...

«Noi siamo per un ritiro immediato, nei tempi tecnicamente necessari. Il comandante delle Forze armate ha detto che servono poche decine di giorni: significa che si può fare entro agosto. Qui si tratta di rispettare il programma. Gli elettori ci hanno votato sulla base anche di quell'impegno. Troverebbero incomprensibile un ritiro negli stessi tempi previsti da Berlusconi».

 

«Europa», giornale della Margherita, ripete che comunque «l'importante è rimanere». Con una missione civile difesa dalla polizia militare. Ma non dicevate d'andarcene e basta, alla Zapatero?

«Una presenza civile è sempre una cosa diversa da quella militare. Ma è meglio essere chiari: chi sono questi civili? E quali sono i loro compiti? Se si tratta solo di medici e d'infermieri, d'accordo. Se invece è un modo camuffato per mantenere la nostra presenza militare, questa è una violazione dei programmi dell'Unione. E chi li viola se ne prenda la responsabilità».

 

Si parla addirittura di un migliaio di soldati. Non dicevate sempre che tante truppe si spiegavano solo per difendere il petrolio?

«Non voglio neanche prendere in considerazione i rischi di una presenza militare mascherata da missione civile. E in ogni caso non siamo solo noi a pensare che siamo là per il petrolio. Lo pensano moltissime organizzazioni cattoliche e anche parti della Margherita, con buona pace di Europa».

 

Ma che cosa può fare una missione civile in Iraq, senza scorta militare?

«Non diciamo di no a una semplice presenza di polizia militare. Ma, contemporaneamente, vogliamo che gli alleati del centrosinistra sostengano la nostra proposta d'una commissione parlamentare d'inchiesta sul caso Calipari. Gli Stati Uniti ci hanno sbattuto la porta in faccia. Adesso ci sarà un processo, in Italia. Con imputato un soldato americano che è contumace. Vediamo gli esiti di questo processo. Se arriverà una condanna, l'Italia dovrà chiedere subito l'estradizione».

 

Ma il governo Al-Maliki può farcela da solo?

«In tutta franchezza, è un problema che non mi pongo. In Iraq c'è un governo: se la veda da solo».

 

Se la vede come può: la polizia irachena, che noi addestriamo, ad Amara e a Bassora è accusata perfino d'avere camere di tortura segrete...

«Noi dovremo avere le relazioni che si hanno con qualsiasi governo: basta non cooperare con chi tortura, come hanno fatto gli Stati Uniti. Uno che se ne intendeva più di me diceva che la prima vittima d'una guerra è la verità. Temo che non sapremo mai che cos'è successo a Nassiriya. Ogni tanto arrivavano le immagini d'azioni di guerra in senso stretto, con urla di giubilo quando qualcuno veniva colpito.

C'è stato un vuoto d'informazione sul nostro contingente. E temo che non avremo mai tutte le tessere del mosaico».

 

Il senato Usa ieri ha votato una legge che punirà col carcere chiunque contesti ai funerali dei caduti in Iraq: che ne pensa?

«È una decisione da condannare in modo assoluto. Terrorismo e guerra hanno avuto come ricaduta un restringimento delle libertà individuali. Anche in Gran Bretagna ci sono state misure analoghe. Con gravi violazioni della privacy, proprio nel Paese della Magna Charta: una cosa clamorosa».

 

Ma perché i pacifisti possono dire tutto e invece il generale Cecchi, se spiega che a Nassiriya rimarranno 800 soldati, viene zittito?

«Perché c'è differenza fra un comune cittadino e un militare di carriera: se parla, deve farlo nelle sedi opportune».

 

È d'accordo col suo ministro Alessandro Bianchi, che fa derivare il terrorismo in Iraq «dalla resistenza a un'aggressione subìta»?

«Concordo con Bianchi. E distinguo sempre chi fa terrorismo da chi reagisce a una violenza. I terroristi vanno combattuti ovunque, perché sono i principali nemici di tutte le lotte di liberazione».

 

Ma resistenza e terrorismo sono collegati o no?

«Dipende dalle situazioni. Alcuni esempi sono più facili: se a Tel Aviv salgo su un autobus imbottito col tritolo, quello è terrorismo. Ma se lo scontro è tra forze militari avverse, come accade spesso in Iraq, è un'altra cosa».

 

Bianchi si emoziona anche a sentire i discorsi di Fidel Castro. Ma com'è che siete sempre lì a difendere il dittatore?

«Su Cuba la nostra posizione è diversa da quella degli alleati. Io difendo l'esperienza cubana che viene attaccata non perché c'è privazione della libertà, ma perché è un Paese che da oltre 40 anni resiste all'America. Se dovessimo discutere di tutti i dittatori che sostiene Bush, da dove dovremmo cominciare? Dalla sua stretta di mano al pakistano Musharraf?».

 

Francesco Battistini 26 maggio 2006

Da corriere.it

Modificato da Dominus

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se questa legge si faccia sarebbe una bella cosa.

Basta sentire imbecilli celebro lesi cantare 10 100 1000 nassyria

 

è una lettera che non si commenta nemmeno, condivido solo la storia della tortura.

 

comunque quando gli iracheni riusciranno a difendersi realemnte da soli?

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e questo sarebbe un parlamentare della repubblica, un mio rappresentante, rappresentante di 57 milioni di italiani, rappresentante dell'italia....

io mi vergogno

le cose più assurde

calipari

non gli interessa il futuro del governo irakeno (LIBERAMENTE eletto)

difende cuba solo perchè resiste agli usa (se era l'urss era da condannare non ho capito...)

 

a volte mi dispiace non comandare una brigata di abrams che andrei a farli visita...

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Leviathan, non è questione che gli irakeni si possano difendere da soli.

 

Questo ormai già avviene. Seguo quotidianamente i rapporti dall'Iraq e ormai quasi tutte, ma potrei dire tutte, le operazioni militari e di polizia sono appannaggio delle forze locali.

 

Americani e inglesi si limitano ad assicurare il controllo di alcune zone rigidamente sicure e ben delimitate, che corrispondono a quelle dove sono acquartierate le forze alleate ed i loro centri di comando e le sedi delle organizzazioni occidentali, pubbliche e private.

 

L'appoggio militare alleato si traduce in supporto di artiglieria, supporto aereo, e l'addestramento.

 

Questo per ridurre al massimo l'esposizione delle forze alleati ad attacchi terroristici e attentati vari.

 

=====

 

Il problema, quindi, non è tanto il "difendersi da soli", quanto assicurare che l'opera di ricostruzione proceda.

 

Gli americani stanno spendendo fior di quattrini in ospedali, scuole, infrastrutture ecc... e non intendono limitarsi a dare i soldi e poi a dire: fatene quel che volete.

Finirebbe che con quei soldi si arricchirebbero i soliti 4 gatti e alla gente a al paese andrebbero le briciole.

Gli americani vogliono controllare che gli appalti siano regolari e ben distribuiti, e che i lavori commissionati siano portati a termine nei tempi previsti, e vogliono continuare a fornire addestramento al più alto numero possibile di forze irakene.

 

L'Irak ha una polizia, e ha un esercito, ma non ha un'aviazione, non ha mezzi pesanti da combattimento, non ha artiglieria e non ha una parvenza di marina.

Tutto questo richiede tempi decisamente significativi, per cui è prevedibile che le forze americane e inglesi resteranno ancora per qualche anno.

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Ma allora basta una semplice presenza civile se sanno difendersi da soli.

La marina al momento non li serve e in quanto all'aviazione dubito che gli americani li regalino qualche amichevole F-16.

Magari qualche F-14 Tomcat radiato lo possono fare...

:okok:

 

Non hanno mezzi pesanti per il combattimento?

Non hanno elicotteri da guerra?

Possibile che dal vecchio regime non è rimasto proprio niente?

Di armi parlo

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