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zander

Effetti della Brexit sul settore aeronautico civile inglese

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Altro colpo di scena al parlamento britannico.

Lo speaker della camera ha annunciato che il governo non potrà presentare per la terza volta la proposta di voto sullo stesso accordo sottoscritto con l'UE già bocciato pesantemente per 2 volte, facendo valere una procedura parlamentare utilizzata l'ultima volta 99 anni fa. Saltano quindi i piani del governo. A 11 giorni dal 29 marzo, che cosa farà il governo? Andrà verso una Brexit senza accordo, farà saltare la Brexit, chiederà di votare la proposta laburista (ovvero la permanenza nell'unione doganale) che risulta molto più digeribile all'UE di quella del partito conservatore, oppure riuscirà a modificare in poco tempo l'accordo? In teoria il governo ha tempo fino a mercoledì (2 giorni) per rivedere l'accordo.

Ricordo che l'UE ha ribadito più volte che non intende modificare un accordo che è il frutto di quasi 2 anni di lavoro, se non per chiarire articoli e postille.

E ora, come uscirà il governo dalla più grave crisi politica degli ultimi decenni?

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2019/03/18/brexit-non-ce-svolta-il-voto-slitta_cdf2cc26-84da-47b5-ad52-92936d86e166.html

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/03/18/brexit-lo-speaker-della-camera-vieta-il-terzo-voto-sullaccordo-bocciato-ue-pronta-a-valutare-rinvio-fino-al-29-marzo/5046311/

Edited by zander

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La prima ministra May ha incontrato a Bruxelles la commissione europea per concordare un possibile spostamento dell'uscita dalla UE al 22 maggio, il giorno antecedente le elezioni del parlamento europeo (23-26 maggio). Il ritardo però è vincolato ad un terzo voto parlamentare (lo stesso già bocciato per ben 2 volte e rifiutato dallo speaker della House of Commons) dell'accordo sottoscritto a novembre con l'UE. In caso di bocciatura, la commissione ha concesso un'estensione dell'articolo 50 fino al 12 aprile in vista di una Brexit senza accordo, per concedere tempo alla Gran Bretgna di decidere come procedere, eventualmente anche con la revoca dell'articolo 50. La commissione in realtà spera o in un nuovo referendum o in elezioni generali.

https://www.repubblica.it/esteri/2019/03/22/news/brexit_l_ultima_chance_di_theresa_may-222199974/

https://www.repubblica.it/esteri/2019/03/22/news/brexit_tusk_tutte_le_opzioni_aperte_per_londra_fino_al_12_aprile_may_lasceremo_l_ue_-222198261/


Nel frattempo i giornalisti del Guardian hanno messo gli occhi su documenti governativi riservati che descrivono i piani del governo nel caso di No Deal. Ne risulta una previsione fosca, confusa se non drammatica e che il paese non pare pronto ad affrontare uno scenario di Brexit senza accordo.

Il Ministero della Difesa ha allestito un bunker sotterraneo nella sede di Whitehall per coordinare ogni risposta militare alla Brexit.

Le principali criticità sono quelle che ho descritto nei mesi scorsi: carenza di cibo fresco, medicinali, energia, trasporti limitati, emergenze sanitarie, ecc.

Il governo ha predisposto manuali operativi per comando, controllo e coordinamento da Whitehall per ogni tipo di problema che possa insorgere.

La fase critica prevede che il centro di controllo lavorerà a tempo pieno dalle 12 alle 24 settimane.

La risposta alle emergenze e alle crisi di ogni genere sarà assegnata al European Union exit and trade (preparedness) subcommittee e prenderà decisioni radicali, come ordinare, sbarazzarsi di regolamenti, mobilitare i militari e ordinare misure di emergenza.

Diverse opinioni sostengono che la pianificazione sia troppo scarsa e fatta troppo tardi.

https://www.theguardian.com/politics/2019/mar/22/secret-cabinet-office-document-reveals-chaotic-planning-for-no-deal-brexit

 

Una buona notizia. Un grosso distributore ha predisposto scorte di un'importante risorsa:
https://www.theguardian.com/politics/2019/mar/21/uk-biggest-toilet-roll-supplier-wepa-stockpiling-no-deal-brexit-avoid-customs-delays


Ora che la data finale si sta avvicinando e che si possono trarre le prime conclusioni, alcuni politici europei si sono espressi sul comportamento britannico: patetici, incoerenti, caotici.
La reputazione della diplomazia britannica, il suo pragmatismo e autocontrollo, un tempo riconosciuti unanimamente, sono ormai un lontano ricordo, dicono dall'UE.

I politici britannici appaiono ai colleghi europei su un altro pianeta, incapaci di vedere le infinite complicazioni della Brexit.

Nathalie Loiseau, ministra francese agli affari europei, ha detto: “ mi ricordano il miagolio del gatto quando vuole uscire all'aperto. Quando apro la porta, si siede indeciso. Poi mi guarda male quando lo caccio fuori.”

Il senatore francese André Gattolin ha affermato che al giorno d'oggi è patetico osservare Westminster e i parlamentari britannici che ragionano senza alcun aggancio con la realtà.

Il ceco Tomáš Prouza ricorda che ancor prima del referendum del 2016, si avvide dell'impreparazione di David Cameron e della sua ignoranza sul funzionamento dell'UE e dei suoi trattati. Poi Prouza ha continuato: "Il diritto ... prima era tutto. Poi, ... "siamo nel Regno Unito, siamo grandi. Avete bisogno di noi per gli affari, in termini di sicurezza, esportate così tanto sul mercato britannico." Il risultato? Abbiamo sempre considerato la Gran Bretagna come un esempio di come un paese potrebbe essere idealmente gestito. Tutto ciò che è andato in fiamme."

Bobby McDonagh, un passato da ambasciatore irlandese a Londra, ha affermato che molti connazionali guardano alla Brexit come a un gran pezzo di televisione, ma non divertente. I politici irlandesi ancora non si capacitano di quello che accade a Londra. McDonagh sostiene che il venerabile passato di Westminster forse ha giocato un brutto scherzo. La sua storia e la tradizione hanno autogiustificato un senso importanza eccessivo. La Brexit ha acceso un revival Churchilliano non giustificato: non è un caso che nel 2017 siano usciti sui grandi schermi film come "Churchill" e "Dunkirk". Il mondo è cambiato ma i Brexiteers sono ancorati ai retaggi dell'impero e ritengono che sarà l'UE a patire dell'uscita britannica.

Il belga Geert Bourgeois accusa i britannici di mancanza di una leadership politica responsabile e negativo è anche il giudizio di Marcin Święcicki, in passato sindaco di Varsavia e oggi parlamentare polacco.

Complessivamente il giudizio è che la reputazione e la capacità diplomatica britannica siano drasticamente diminuite e che in futuro l'influenza diplomatica britannica nel mondo sarà oltremodo ridimensionata.

https://www.theguardian.com/politics/2019/mar/20/pathetic-incoherent-chaotic-europes-verdict-on-brexit-shambles

 

Se tutto ciò si verificherà, per l'Italia avrà ancor senso  associarsi ai britannici per costruire progetti militari come il Tempest, nel caso di Brexit senza accordo?

Edited by zander

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Mentre a Londra va avanti la drammatica crisi politica (domani è il 29 marzo!!), un interessante intervista al direttore dell'ASI affronta un aspetto che ho citato nel post del 4 marzo di questo thread.

Il 4/3/2019 in 22:51 , zander ha scritto:

ESA e UE sono 2 enti diversi, dove l'UE contribuisce al primo. Ma negli ultimi anni l'influenza dell'UE nell'ESA è aumentata notevolmente: l'UE non solo finanzia Galileo, ma anche il sistema di osservazione della Terra Copernicus/Sentinel. Inoltre l'ESA e l'UE si stanno allineando sempre di più, con Bruxelles che è diventata la contribuente più importante, con €1.25 miliardi su un budget totale di 5.72 miliardi. L'UE usa l'ESA come suo agente tecnico e di procurement

Molti opinionisti credono che la crescente influenza dell'UE nell'ESA condurrà a tensioni, che termineranno solo quando la Gran Bretagna lascerà l'ESA. 

https://www.bbc.co.uk/news/science-environment-47440551

Qui avevo scritto che in futuro è prevista una maggiore sinergia tra UE ed ESA, e che quest'ultima potrebbe diventare braccio operativo dell'UE nel settore spaziale. L'articolo di Formiche.net sembra confermare questa visione.

Quote

Poi, c’è il capitolo relativo al rapporto tra Esa e Unione europea. L’assetto attuale, ha ricordato Benvenuti, prevede che la prima faccia “ricerca scientifica e programmi di sviluppo scientifico-tecnologico, anche con prototipi e sviluppi; quando poi diventano operativi, passano di mano e vengono assegnati al finanziamento dell’Ue”. Eppure, “tale divisione dei compiti è in discussione da parte dell’attuale gestione dell’ESA”. Con Woerner, ha spiegato il commissario, “ci siamo scontrati, poiché in qualche occasione si esprime come se le attività dell’UE fossero a detrimento dell’ESA”. L’Italia, ha aggiunto Benvenuti, “non la pensa così”, tanto da aver presentato già lo scorso dicembre una proposta per creare un direttorato ESA che si occupi dei rapporti con l’Unione, opzione non accolta seppur condivisa da altri membri nei principi: “Mantenere il rapporto in maniera chiara, distinta ma cooperativa”. D’altra parte, “ci sono in ballo investimenti ingenti che l’UE metterà a bilancio per il prossimo periodo”, pari a quasi 17 miliardi di euro per il quadro 2021-2027.

https://formiche.net/2019/03/italia-spazio-europa-cina-benvenuti/

Quindi l'UE preme per prendere le redini del coordinamento delle attività spaziali, mentre le agenzie spaziali cercano di preservare la loro autonomia. Bisognerà aspettare per vedere come prenderà forma questa cooperazione e se, in caso di No Deal Brexit, veramente potrà portare a contrasti così accentuati con la Gran Bretagna tali da provocare un doloroso divorzio.

Tornando alla Brexit, domenica scorsa, il presidente francese Macron aveva affermato che prima del colloquio a Strasburgo con Miss May, pensava che l'accordo del governo inglese sul Withdrawal Agreement avesse una possibilità del 10% di successo. Dopo il colloquio, la sua speranza di successo era scesa al 5%.

Le cronache londinesi di questi giorni, il parlamento che prende l'iniziativa di votare 8 possibili forme di rapporto con l'UE, la disponibilità di Miss May alle dimissioni in cambio dell'approvazione dell'accordo, la grande manifestazione di sabato contro la Brexit, sono un diario della follia.

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Miss May è a Bruxelles per cercare di strappare un prolungamento breve della permanenza della Gran Bretagna nell'UE fino al 30 giugno. Pare che Bruxelles, dietro pressioni francesi, abbia bocciato la proposta e che abbia contro proposto una permanenza flessibile fino a un anno, con la promessa che la Gran Bretagna potrà uscire anticipatamente se troverà un accordo.

Sono giorni difficili per la prima ministra in quanto è poco supportata dal suo partito e quindi per poter andare avanti sta trattando con l'acerrimo rivale Jeremy Courbin, il labourista rosso che sta spingendo per una Gran Bretagna fuori dall'UE ma nell'unione doganale, opzione che però farebbe scoppiare definitivamente il partito conservatore.

Vedremo nei prossimi giorni. Comunque pare che la Gran Bretagna dovrebbe partecipare alle elezioni europee per il rinnovo del Parlamento Europeo.

https://www.bbc.co.uk/news/uk-politics-47874367

https://www.theguardian.com/politics/2019/apr/09/conditions-for-short-brexit-delay-have-not-been-met-says-berlin


Nel frattempo il gruppo Jaguar Land Rover ha deciso di farsi sentire chiudendo i suoi stabilimenti di Castle Bromwich, Solihull, Wolverhampton nel West Midlands e Halewood nel Merseyside per una settimana a causa delle incertezze sulla Brexit e per fare capire al governo cosa significhi non raggiungere un accordo con l'UE.

https://www.bbc.co.uk/news/uk-england-47845057


La Gran Bretagna rilascerà nei prossimi mesi, con un po' di ritardo sul calendario, un documento di programma sulla strategia spaziale del paese, anche a seguito dell'abbandono dell'UE.
Le priorità sono:

- lo sviluppo di un'orbita geostazionaria per le comunicazioni per rafforzare la costellazione Skynet degli Stati Uniti;
- il progetto del sostituto del programma Galileo con un programma nazionale.

Infine il Regno Unito sta esaminando i pregi di una costellazione in orbita terrestre bassa per una "varietà di potenziali usi". Va notato che anche il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti sta dando priorità alla creazione e al lancio di una Terra bassa orbita costellazione. Dati stretti legami tra gli Stati Uniti e il Regno Unito in materia di difesa, compresa la condivisione dell'intelligence e le armi strategiche, è possibile che i due possano trovare un terreno comune su tale sistema.

https://www.defensenews.com/digital-show-dailies/space-symposium/2019/04/05/what-does-britain-have-in-the-works-for-its-upcoming-space-strategy/

 

Edited by zander

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Il 10 aprile Gran Bretagna e Unione Europea hanno sottoscritto che la Gran Bretagna ritarderà l'uscita dall'UE al più tardi il 31 ottobre di quest'anno.

Alla fine l'UE è riuscita a convincere i più duri sostenitori del ritardo prolungato di un anno, come Macron, e Miss May ha accettato di ritardare dal 30 di giugno al 31 ottobre l'uscita. Una scelta salomonica. Se però riuscisse a raggiungere un'intesa parlamentare sul Withdrawal Agreement, la Gran Bretagna potrebbe uscire anche prima. In parallelo la Gran Bretagna si impegna a non bloccare o osteggiare processi di integrazione europea durante il periodo di interim.

Questo accordo però sottintende che la Gran Bretagna dovrà prepararsi alle elezioni del parlamento europeo del 26-29 maggio. Queste elezioni saranno un test importantissimo, e saranno sicuramente usate, anche se tutti smentiscono, per capire l'umore popolare e decidere come proseguire. Nigel Farage, il promotore della Brexit, aveva visto lungo già a fine 2018 quando aveva capito dove sarebbero finito il processo della Brexit e pertanto all'inizio dell'anno ha lanciato un nuovo partito per spingere ancora più forte sulla Brexit.

Sia ben chiaro tutto può ancora accadere: No Deal Brexit, Brexit con il Withdrawal Agreement, Brexit con un accordo diverso, revoca dell'articolo 50 e nessuna Brexit, nuovo referendum, elezioni generali, ecc. E' chiaro però che l'attuale governo non vuole uscire dall'UE se non dopo avere sottoscritto un accordo .

https://www.bbc.co.uk/news/uk-politics-46393399


Dopo l'accordo del 10 aprile, il governo inglese ha rimosso dai loro incarichi con effetto immediato tutte le 6000 persone designate per fronteggiare il worst case scenario di No Deal Brexit. Il governo ha scongiurato il pericolo di No Deal e le ha riassegnate ai precedenti incarichi, dopo però avere speso circa 1 miliardo e mezzo di sterline. Rimane ancora non chiaro il ruolo di 4500 funzionari assunti alo scopo ora che l'articolo 50 è stato esteso al 31 ottobre. Complessivamente 16000 funzionari pubblici hanno lavorato per la Brexit.

In Kent al porto di Dover, l'autorità locale ha revocato l'operazione Brock che avrebbe trasformato l'autostrada di accesso al porto in un enorme parcheggio all'aperto per camion e auto. Tempo poche settimane e saranno rimossi tutti le barriere di cemento che lì erano stati portati e nel frattempo i funzionari sono in via di riassegnazione.

In Francia, Irlanda, Belgio e Olanda, dove si temevano effetti analoghi, chissà cosa staranno facendo e chissà se qualcuno si chiederà chi deve pagare il conto di tutto questo bel teatrino...🤔

https://www.theguardian.com/politics/2019/apr/11/uk-stands-down-6000-no-deal-brexit-staff-after-spending-15bn


Tornando all'Italia, penso che il nostro paese possa ora guardare con maggior tranquillità alla possibilità di sottoscrivere un accordo di partecipazione al programma Tempest, se alla fine il governo-giallo verde deciderà di andare in quella direzione.

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7 ore fa, zander ha scritto:

Questo accordo però sottintende che la Gran Bretagna dovrà prepararsi alle elezioni del parlamento europeo del 26-29 maggio. Queste elezioni saranno un test importantissimo, e saranno sicuramente usate, anche se tutti smentiscono, per capire l'umore popolare e decidere come proseguire. Nigel Farage, il promotore della Brexit, aveva visto lungo già a fine 2018 quando aveva capito dove sarebbero finito il processo della Brexit e pertanto all'inizio dell'anno ha lanciato un nuovo partito per spingere ancora più forte sulla Brexit.

Una questione : se e quando la Gran Bretagna se ne andrà via , i deputati inglesi al parlamento europeo faranno fagotto ?   E  come verranno suddivisi i posti vacanti ? 

7 ore fa, zander ha scritto:

In Francia, Irlanda, Belgio e Olanda, dove si temevano effetti analoghi, chissà cosa staranno facendo e chissà se qualcuno si chiederà chi deve pagare il conto di tutto questo bel teatrino...🤔

Scommettiamo ?  Il paese del teatrino perenne ?  🇮🇹  ( " Ce lo chiede l'Europa ! " )

7 ore fa, zander ha scritto:

.....  " se alla fine il governo-giallo verde deciderà di andare in quella direzione.  "

Mah ... :hmm:

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Una questione : se e quando la Gran Bretagna se ne andrà via , i deputati inglesi al parlamento europeo faranno fagotto ?   E  come verranno suddivisi i posti vacanti ? 

Ehhh, a saperlo!! E se qualcuno non volesse andarsene e presentasse qualche istanza alla Corte di Giustizia Europeo o chissà cos'altro? Si aprirebbero scenari impensabili.
Fare una campagna elettorale costa parecchio. Chi ha voglia di pagarsi una campagna elettorale per stare in parlamento pochi mesi? Ma neanche Farage...

I 73 parlamentari britannici saranno di nuovo in parlamento. Se la Gran Bretagna fosse uscita in tempo, all'Italia sarebbero toccati 3 parlamentari in più. Qui di seguito qualche spiegazione:

https://www.termometropolitico.it/1411414_2019-04-11-elezioni-europee-2019-parlamentari-per-nazione-come-cambia-con-brexit.html

 

16 ore fa, engine ha scritto:

 

Il 13/4/2019 in 23:03 , zander ha scritto:

In Francia, Irlanda, Belgio e Olanda, dove si temevano effetti analoghi, chissà cosa staranno facendo e chissà se qualcuno si chiederà chi deve pagare il conto di tutto questo bel teatrino...🤔

Scommettiamo ?  Il paese del teatrino perenne ?  🇮🇹  ( " Ce lo chiede l'Europa ! " ) 

E' piuttosto ironico che il casino sia stato causato dalla Gran Bretagna che ha sempre accusato l'UE di essere un pozzo senza fondo di denaro e che si è sempre lamentata di essere un contribuente netto per le spese di funzionamento degli apparati dell'Unione. I soldi che noi tutti stiamo pagando per pagare il processo di Brext, chi li rifonderà?

17 ore fa, engine ha scritto:

 

Il 13/4/2019 in 23:03 , zander ha scritto:

.....  " se alla fine il governo-giallo verde deciderà di andare in quella direzione.  "

Mah ... :hmm:

Diverse prese di posizioni recenti sembrano indicare che la strada preferita dai militari e dall'industria sia quella del progetto britannico. Il governo Conte in questo momento non ha nemmeno gli occhi per piangere ed ha enormi difficoltà a mantenere gli impegni già presi, vedremo se si imbarcherà su un nuovo progetto.

Sarebbe comunque stato più difficile giustificare un progetto di alleanza militare industriale con un paese che rifiutava in toto i principi sociali, politici, diplomatici ed economici sottoscritti dall'Italia, in caso di No Deal Brexit. Ora penso che la strada sia più lineare, e che l'adesione dell'Italia al progetto britannico sia più vicina, anche se ricordiamolo, il worst case scenario di No Deal non è ancora completamente escluso.

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Complimenti Zander per il lavoro. Io personalmente sono da sempre schierato a favore di un’Irlanda unita. Ho simpatie anche per i vecchio leone. Rispetto per i caduti. Quando arrivò il risultato del referendum ero a Praga con amici di Dublino, ci facemmo grosse risate. 

Auspico, con un occhio ai problemi delle mie amiche che vivono in Inghilterra da anni, che il vecchio leone cali le braghe una volta tanto.

E a 50 anni compiuti e + di 40 di studio e pratica dell’inglese parlato e scritto, pratica che m ha sfamato per gli ultimi 20 anni circa, auspico con tutto l’amore che ho per Shakespeare l’abolizione di orrori come l’oncia e la guida a destra. :)))))

 

 

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E la pinta di birra calda 🍺 ?

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Grazie Scagnetti per i complimenti.

Ho iniziato il thread perché avevo trovato una notizia che legava la Brexit all'aviazione civile.

Poi ho continuato sia perché le informazioni aumentavano sia perché i giornali e i siti di informazione in lingua italiana (ma in generale anche europei) ignoravano la Brexit. A mano a mano che leggevo i siti web inglesi (in primis The Guardian, che ha fatto un grandissimo lavoro, e BBC) ho capito che la Brexit avrebbe avuto impatti enormi sia sul Regno Unito che sul continente.

Il thread che ho avviato ha debordato dall'argomento aeronautico a temi molto più generali. Ne approfitto per ringraziare i moderatori che non mi hanno né fermato né richiamato a trattare solo temi prettamente aeronautici quando sono andato off topic.

 

Questo viaggio nella Brexit per me è stato anche una palestra di riflessioni. Da diversi anni in Italia (e non solo) alcune realtà politiche affermano o di volere lasciare l'UE o di abbandonare l'euro, promettendo che così facendo l'Italia rifiorirebbe nuovamente. Ciò che sta accadendo in Gran Bretagna in realtà è l'amara realtà di cosa significhi divorziare dall'UE e il benessere e la pace sociale quotidiana che diamo per scontati in realtà dipendono molto da questa unione.

Questo thread è stato una riflessione sui sistemi politici italiano e britannico. La Gran Bretagna è una monarchia parlamentare e non è dotata di una costituzione. Governo e parlamento procedono secondo prassi consolidate. La Brexit ha messo in crisi queste prassi, mandando in stallo il governo del paese ed evidenziando i limiti di un sistema che non ha una moderna costituzione e che accentra il potere in poche persone. Il sistema politico italiano è basato su una costituzione che è nata dopo una durissima guerra, dopo avere lasciato alle spalle una dittatura e una guerra civile ed è stata promulgata dai padri costituenti definendo i ruoli (parlamento, governo, presidenza della repubblica) e attribuendo i poteri secondo un sistema di pesi e contrappesi che impedisce di accentrare in una o poche persone un potere eccessivo. Il sistema italiano è un sistema dove il potere è molto più distribuito: il parlamento (l'Italia è una repubblica "parlamentare"), il governo, il Presidente della Repubblica in qualità di arbitro e un presidente del consiglio debole rispetto al primo ministro britannico. Il presidente del consiglio italiano, non potrebbe mai indire un referendum o sciogliere il parlamento per andare ad elezioni, compito che spetta solo al Presidente della Repubblica.

La Brexit è nata come una scommessa dell'ex premier David Cameron che ha concesso il referendum solo per mettere a tacere la parte minoritaria del suo partito che ha sempre invocato la Brexit, pensando erroneamente di vincere. E invece, come un giocatore di carte da bar, si è giocato tutta la casa. Poi è subentrata Miss Theresa May e anche lei ha deciso di scommettere, indicendo nuove elezioni, da cui ne è uscita fortemente indebolita, per cui il suo governo ha dovuto chiedere aiuto al piccolo partito nord irlandese DUP da cui è rimasto fortemente condizionato. Nel frattempo si acuivano le distanze all'interno dei movimenti del suo partito, ingigantendo la crisi del partito conservatore. Un sistema politico diverso avrebbe permesso a questi scellerati di giocarsi la casa in una partita di carte al bar?

Il referendum è uno strumento di democrazia diretta potentissimo ma anche pericolosissimo, se non usato correttamente. La scelta di uscire dall'UE tramite un referendum è stata la più scellerata che si potesse fare: se si decide di uscire dall'UE, occorre poi decidere che tipo di rapporto da mantenere dopo la separazione. Non è certo un referendum sì/no che può deciderlo. Inoltre certe scelte non possono essere proposte alla popolazione senza un'opportuna campagna di informazione. La campagna referendaria del 2016 è stata basata su una montagna colossale di menzogne. I Brexiteers hanno detto: "uscendo dall'UE non pagheremo più 39 miliardi di fondi che spenderemo nel servizio sanitario nazionale, in scuole migliori, faremo trattati commerciali migliori di quelli dell'UE, ecc." Tutte promesse volate via nel giro di un amen.

Abbiamo anche capito che nelle trattative internazionali l'UE è uno dei più temibili interlocutori del pianeta. L'UE ha affidato ad alcune delle migliori menti del continente il compito di definire regole, norme e trattati per dialogare con il resto del mondo secondo le direttive dettate dal parlamento e dalla commissione europea. Funzionari provenienti da Svezia, Germania, Francia, Portogallo, Italia, ecc. lavorano e trattano, non per favorire il proprio paese, ma per portare avanti le richieste avanzate da tutti e 28 i paesi. Se da una trattativa ne vengono fuori dei vantaggi, ne beneficiano tutti e 28 i paesi e non uno solo. La trattativa sulla Brexit, Gran Bretagna da una parte e i 27 dall'altra, è stato un lampante esempio. L'UE ha raccolto le richieste dei 27 paesi e poi ha affrontato la Gran Bretagna. In questo modo un paese piccolo come l'Irlanda è riuscita a far prevalere le proprio ragioni sulla Gran Bretagna per la prima volta nella sua storia. L'unione fa la forza.

In termini economici è risultato evidente quanto interlacciate siano le economie dei paesi europei: politiche agrarie, industriali, trasporti, servizi dipendono tantissimo dai rapporti con gli altri paesi. Affermare che rinchiudersi nel proprio guscio sia la soluzione a tutti i mali è l'errore più grosso che si possa commettere.

Edited by zander

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Stanotte sono scoppiati violenti scontri tra la polizia e membri della New IRA a Derry, in Nord Irlanda.

Gli spari di pistola di un rivoltoso hanno ucciso la giornalista Lyra McKee, di 29 anni.

Bombe molotov sono state lanciate verso i mezzi della polizia e non solo.


I disordini sono cominciati dopo che la polizia ha perquisito alcune abitazioni in cerca di armi, esplosivi e munizioni legati all'attentato esplosivo del 20 gennaio (vedi post del 20 gennaio). La perquisizione è cominciata in concomitanza con l'anniversario dei disordini della vigilia di Pasqua del 1916 che contrassegnano l'inizio della rivolta irlandese contro Londra e che condusse l'Irlanda all'indipendenza cinque anni più tardi, nel 1921.

La New IRA, formazioni che non ha mai riconosciuto gli accordi del Venerdì Santo, ritiene che la Brexit sia il terreno di scontro che permetterà di ottenere l'indipendenza.

La Brexit ha aperto un vaso di Pandora che non so come verrà richiuso. Se anche il governo ritirasse l'Articolo 50, sorgerebbero problemi di altra natura. Infatti i servizi di sicurezza di Londra affermano che in caso di mancata Brexit, le formazioni di estrema destra del regno scatenerebbero tumulti. Ricordiamo che durante la campagna elettorale del 2016, poco prima del referendum, un estremista di estrema destra uccise la deputata laburista Jo Cox.

In passato alcuni esponenti politici della Brexit estrema hanno affermato che non temevano alcuna recrudescenza dei tumulti in Nord Irlanda perché ritenevano che la stagione della violenza fosse ormai sepolta. Mi piacerebbe conoscere l'opinione di questi personaggi dopo i fatti i ieri sera.

https://www.theguardian.com/uk-news/2019/apr/19/derry-woman-killed-in-terrorist-act-say-northern-ireland-police

https://www.ilfattoquotidiano.it/2019/04/19/irlanda-del-nord-scontri-a-creggan-derry-fanno-rivivere-il-bloody-sunday-da-qui-parti-il-corteo-del-1972/5122990/

Edited by zander

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