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Rommel

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    Veicoli da trasporto pesante, motovedette e imbarcazioni veloci, pugnali, softair

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  1. Rommel

    Come si ripara una corazza?

    Dopo varie ricerche davvero poco fruttuose, ho capito che "gnocche" di una certa profondità le si riparano saldandovi sopra a fiamma un cilindretto di materiale, successivamente tagliato a livello e smerigliato. Resta l'incognita sulle fossette causate da armi di piccolo-medio calibro e, nel caso di fossette di forma allungata, come stendere il materiale aggiuntivo per ottenere un effetto uniforme..
  2. Rommel

    Come si ripara una corazza?

    Ciao a tutti. Osservando foto di carri danneggiati mi è sorto un dubbio: in caso di proiettili da 12,7 mm o da 20 mm (che non forano la lamiera ma lasciano un'importante cratere) come diavolo si ripara una corazza? Ovviamente non parlo di quelle piastrellate, chobham e modulari in generale, piuttosto quelle saldate a pezzo unico con la scocca o quelle situate in posti particolari. Considerando che, dissaldare a cannello è escluso in quanto si andrebbe a incenerire ogni singolo cavo, componente e corbellerie varie (richiederebbe svuotare completamente il carro). La tecnica della ventosa/colla e martinetti possiamo scordarcela, visti gli spessori e la durezza dell'acciaio. Sostituire una parte della scocca smontando il carro pezzo per pezzo per una sventagliata di colpi "leggeri" mi sembra uno spreco di tempo e costi abnormi. Stuccare andrà bene per le parate, ma non ti rimette la corazza al 100%.. Cerco saggezza..
  3. Rommel

    7,62 o 5,56 - pregi e difetti...

    Purtroppo si.. scartati alla grande perchè la fanteria voleva colpi più pratici, scartati dagli sharp shooter perchè con il tiro di precisione serve palla pesante con polvere performante. Ma la storia si ripete di continuo. Che però a pensarci.. con l'evoluzione delle corazzature, blindature e protezioni personali, vita dura per le 5.56. E si ritorna al discorso del Barret Verissimo.. chiedo venia
  4. Rommel

    7,62 o 5,56 - pregi e difetti...

    Se anni fa avessero preso sul serio il Barret REC7, a quest'ora avrebbero già la soluzione in casa, su una piattaforma praticamente identica all'HK 416. E comunque, per buona pace degli standard NATO
  5. personalmente concordo in pieno. Certo che se si va a vedere il bulbo a lama per esempio dei gotlandia II, si vede che il disegno è più raffinato e integrato rispetto alle PPA. è già tutta un'altra classe
  6. Tratto da Nautica, dall'articolo sui bulbi a lama: "Lo scopo è aumentare il range di efficienza idrodinamica della carena, ovvero aumentare il campo in cui la carena lavora bene. Con i tradizionali bulbi, si tiene sempre in considerazione una velocità di crociera fissa e prestabilita. Ciò significa che funzionerà bene a velocità di progetto e di esercizio per il 90/95% del suo tempo di navigazione. Con variazioni di velocità risulterebbe addirittura penalizzante. Il bulbo a lama, in definitiva, ha la particolarità di allungare la carena e diminuire il semiangolo di entrata al galleggiamento. tali soluzioni, insieme alla naturale funzione del bulbo classico di generare un'onda in controfase rispetto al tagliamare, diminuisce l'onda prodiera ma a tutte le velocità. Ciò significa minore energia dissipata e quindi minore resistenza all'avanzamento e minori consumi. Il campo di velocità a cui appartiene il bulbo a lama è quello semi-dislocante, ovvero intorno alla velocità critica. La forma a lama poi limita il fenomeno di slamming, ovvero l'impatto violento contro le onde, dovuto alla sezione di prora. Tale soluzione si può comunque raggiungere con prue retroverse (vedi Zumwalt), wave piercing e axe bow. Il difetto sta nel fatto che si perdono volumi nel gavoni di prora. Tale forma di bulbo è attualmente usata dei traghetti veloci Gotlandia II della Fincantieri già dal 2006, mentre nel 1992 il Destriero (sempre Fincantieri) conquistò il Nastro Azzurro per la più veloce traversata dell'Atlantico alla velocità media di 50,3 nodi.
  7. Idrodinamicamente parlando, dovrebbe saper coniugare la tenuta a mare di un carena dislocante con l'efficienza ad alte velocità di una planante. Mettere una seconda prua dovrebbe favorire il passaggio da una condizione all'altra con continuità.. potrebbe anche funzionare, sempre ammesso che disponga di una potenza tale da consentirgli una finta planata. Se così non fosse, alzerà la prora un pelo di più rispetto a navi simili e il tutto finisce li. Piuttosto, vista la geometria, mi chiedo con quanta brutalità entrerebbe al traverso di imbarcazioni più piccole, magari in caso di nebbia (e purtroppo succede). Sembra un pugnale
  8. Sono soltanto io ad averci messo un quarto d'ora buono a farmi piacere il tagliamare della PPA?
  9. Rommel

    Logistica delle truppe al fronte

    Dirò una cosa ovvia: pende tutto dalla posizione geografica del fronte. é in prossimità delle coste e necessita di uno sbarco? Si può creare una testa di ponte abbastanza solida? abbiamo la supremazia aerea? in quanto tempo possiamo far arrivare in termini di merci e rifornimenti? Risposte e approntamento nemico in caso di prima offensiva? Ma soprattutto, comè messa la logistica nemica? In base a queste risposte orbita tutto il mondo occulto della logistica militare. In risposta alla prima domanda, è lecito chiedersi se il fronte sia relativamente vicino a stati alleati, in questo caso il soggiorno è garantito lontano dalle strutture campali, dedicando i magazzini presidiati per il carburante e armamenti. Se il tutto invece deve coesistere, è fondamentale avere un fronte ben formato con una superiorità aerea certa e perfettamente operativa. Da li poi si tracciano varie linee di rifornimento, tutte unificate sotto il nome di retrovie: rifornimenti al fronte, collegamento e stoccaggio. Per rifornimento al fronte, soldati o merci che sia, il tutto deve avenire con mezzi MRAP (di cui sono importantissimi i veicoli ambulanza) e pesanti attrezzati ad incassare duro. un esempio sono i convogli di camion tattici che seguono i carri armati a soli 5-10 km dal fronte. Per collegamento si intendono quelle piccole stazioni di smistamento militari, improvvisate "a mano" sul campo, fortemente presidiate a tappe regolari. fungono da volano logistico in caso, per motivi X, l'avanzata cambia direzione o si interrompano provvisoriamente i collegamenti con il centro di stoccaggio. Queste sono di fatto l'anello debole della macchina organizzativa, in quanto oggetto di sabotaggi e intercettazione di convogli. è in questo quadro che si vedono le immagini dei container su ruota, circondati da flotte di IFV e Scout. Infine ci sono gli stoccaggi. letteralmente città improvvisate con unità abitative ammovibili (molto simili a quelle impiegate durante i terremoti), hangar, officine, aereoporti improvvisati e/o porti per lo sbarco. Qui il materiale arriva direttamente dalla madrepatria, e normalmente è qui che risiedono i centri decisionali delle regie tattiche e gli ospedali. I soldati che ritornano dal fronte arrivano qui, bypassando il settore di collegamento. La distanza dal fronte è considerevole ma non siderale, perchè, testimone la Guerra del Golfo, la velocità di avanzamento può aumentare in pochi giorni a centinaia di km. In termini di guerra dinamica, si predilige sempre e comunque l'appoggio di nazioni alleate confinanti. In caso di guerra urbana il succo non cambia. Qui però entra in gioco il fattore neutralità del paese di passaggio. è neutrale e disposto all'ospitalità? Neutrale ma non disposto all'ospitalità? invasione di città nemiche? L'ultimo punto è il più delicato. Ovviamente gli edifici pubblici in cemento armato saranno destinati ad ospitare il cuore pulsante dell'armata come il centro di comando e l'ospedale. Bisogna tener presente che le guerre cittadine sono dannatamente mobili e combattute quartiere per quartiere. da qui si deduce che non è sicuro detenere centri di stoccaggio armi, piuttosto stazioni di collegamento ma molto distanziate tra loro, prediligendo le periferie e le zone rurali, più facilmente smobilitabili e sorvegliabili.
  10. Rommel

    Joint Light Tactical Vehicle (JLTV)

    https://en.wikipedia.org/wiki/Joint_Light_Tactical_Vehicle giusto come aperitivo Se vuoi un mio parere, era ora che le forze armate americane spiegassero mezzi leggeri all'altezza del warfare moderno. Per carità, l'humvee è stato un ottimo traghettatore dai tempi della willys, però le prestazioni già poco brillanti del V8, il passo lungo e il profilo basso erano un problema non da poco, se consideriamo il combattimento cittadino. Nei sentieri rocciosi dell'Afghanistan non brillava. Si, era creata per un diverso tipo di guerra, forse più mondiale, ma sorprende che nel paese delle custom estreme abbiano creato il L-ATV solo recentemente. (confido che la Oshkosh si impegni parecchio dopo il caso HEMTT)
  11. Rommel

    Classe 100N (Carabinieri)

    Forse l'ho riconosciuta. é una Motovedetta lagunare planante Castoldi Vecto Milit 2 del 1993, 7,10 m di lunghezza per 2,30 m di larghezza. Motore entrobordo diesel VM694 da 220 cv e trasmissione a idrogetto Castoldi. Confermo che è la cara e vecchia "seppia" in dotazione al Magistrato delle Acque e dalla Polizia di Stato. Al momento nessuna fonte a me conosciuta mi riporta al suo uso da parte dell'Arma
  12. Ciao,

    ho visto che sei appassionato di motovedette.

    Ho avuto una discussione con un amico che sosteneva che questa era una motovedetta classe 200 dei Carabinieri.

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    A me sembra tutt'altro scafo. E larga 230cm e dovrebbe essere lunga 7 metri

    Che ne pensi ?gkrellShoot_03-02-2019_024755.jpg.a5cf8bf4949525822af55c38cc1928d0.jpg

     

    1. Rommel

      Rommel

      Ciao :) scusa il ritardo ma non entravo nel forum da un po'. Dammi qualche giorno che cerco informazioni e ti tico. A occhio e croce il tuo amico potrebbe aver ragione. Mi riporta come Classe 200 sia sul sito dell'Arma, sia su Sicurezzaesoccorso.com (che è molto affidabile).

      Nella foto sotto, mi ricorda la tanto cara e vecchia "seppia" della Polizia di Stato.

    2. Rommel

      Rommel

      identificata la seconda foto, ti ho messo la descrizione nel forum ;)

  13. Ed infine, non solo è stato accorciato, ma addirittura bocciato dal Consiglio dei Ministri. Se non altro è diffusissimo su tutti i social e su qualche TG è comparso.
  14. Rommel

    Nuova pistola per l'U.S. Army

    "Accountability Office claiming that US Army Materiel Command "improperly failed to complete reliability testing" on Sig Sauer's compact XM17 entry." E la montagna di test a spese dei contribuenti a cosa è servita? "And though the report notes that the ammo stoppages "had minimal operational impact on the operators' ability to fire and continue the mission," the presence of errors may make some soldiers deploying with the new sidearm nervous." Ma si.. d'altronde andare in guerra con pistole che si inceppano e sparano da sole cadendo a terra, a parte un po' di nervoso ai militari, che male può fare.. (scusate la battuta caustica ma non riuscivo a trattenermi). Comunque, per essere neutrale, mi stupisco che la Sig faccia questi errori.
  15. Rommel

    Zumwalt - Discussione Ufficiale

    Più che chiglia a campanatura invertita parlerei di un deadrise. consideranto che normalmente le navi, sotto la linea di galleggiamento, hanno il bulbo di prora raccordato a due concavità che separano l'onda per innalzare la prua e la parte centrale con la maggior larghezza ottenibile, sempre entro i limiti di una efficienza nell'avanzamento in acqua. la parte centrale ha una sezione quasi rettangolare per ottimizzare al meglio lo spazio interno (li risiedono per esempio i motori e i generatori elettrici). nel caso della Zumwalt si è realizzato uno scafo che inizialmente ricalca quello delle classiche navi, per poi arrivare ad una sezione non dissimile a quella dei motoscafi (se noti sembra quasi planante) con una marcata V. (appunto, un deadrise). oltre a giovare in termini di velocità e stabilità a velocità sostenute, in effetti deflette una frazione di emissioni sonar (che in fin dei conti si compostano come le onde radar). Non vorrei dire mostruosità ma l'onda sonora non si può assorbile, bensi distruggere frazionandola in tante piccole onde di compressione dirette nelle direzioni più disparate con un'energia frazionata. Riportando quindi il tutto in campo navale, la forma stessa per esempio di un sottomarino devia gran parte dell'onda di compressione di un sonar, riportando all'orecchio elettronico solamente una piccolissima parte dell'onda emessa, più un ritorno casuale classificato come rumore di fondo, quindi cancellato dai calcolatori. Se guardi l'interno di una sala di registrazione, non è tanto la spugna ad assorbire i suoni (casomai assorbe i residui d'onda), ma la geometria di tante piccole piramidi che circondano la fonte sonora. Lo scafo amagnetico evita solo marginalmente l'individuazione tramite sonar, ma è essenziale se si vuole avere una schermatura da armi "magnetiche" o radar.
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