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Geostrategia e risorse energetiche


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Dal sito "Pagine di Difesa", http://www.paginedidifesa.it/index.html , eccovi il link all'articolo di Giuseppe Croce, "Il legame tra la crisi Russia-Georgia e le risorse energetiche":

 

http://www.paginedidifesa.it/2008/croce_080904.html

 

Articolo veramente interessante, che analizza in maniera approfondita tutta la problematica delle forniture energetiche, in particolare di gas e dei relativi gasdotti, nonché i riflessi di politica internazionale.

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Ciao tutti,

vorrei segnalare un altro ottimo articolo, sempre dalle "Pagine di Difesa", che, secondo me, è molto informativo in merito di questo topic:

Una Russia che guarda a oriente

Un articolo pubblicato lo scorso 2 settembre da The Moscow Times (The SCO's Rising Power)mostra il volto della Russia che guarda a oriente. Si è svolto il 28 agosto a Dushanbe capitale del Tagikistan un vertice della Shanghai cooperation organization (Sco), l’alleanza politico-militare che palesemente sta assumendo il ruolo di contro-altare della Nato. I capi di Stato e di governo partecipanti alla riunione, pur “dando atto alla Russia del suo ruolo attivo nel promuovere la pace e la cooperazione nella regione”, non hanno riconosciuto formalmente l’indipendenza di Ossezia del sud e Abkazia. Mosca peraltro si era ben guardata dal chiederlo, visto i problemi che gli altri Paesi – Cina in testa – hanno con regioni separatiste.

...

Un’altra “interessante idea” – così è stata definita – sarebbe la creazione di un’alternativa al G8 con un gruppo di Paesi riuniti intorno all’attuale Bric: Brasile, Russia, India e Cina. I possibili candidati sono stati identificati in Indonesia, Malaysia, Sud Africa, Messico e Nigeria. Questa ipotesi può essere definita fantapolitica o velleitaria, ma la prudenza consiglierebbe di non trascurarla; se non altro consente di capire in quale direzione si sta muovendo la Russia.

...

Quando gli Usa si sono accorti che l’orso russo si stava svegliando sono corsi affannosamente ai ripari con mosse controproducenti. L’allargamento a dismisura della Nato, che di fatto si traduce in un accerchiamento della Russia, e lo schieramento del sistema antimissile in Polonia e Repubblica Ceca, pretestuosamente in funzione anti-Iran, non potevano essere accettati da Mosca. Sembra piuttosto che questi ingredienti agiscano da catalizzatore nel rapporto tra Putin e il suo successore, finora in piena sintonia.

 

All’Europa non resta che mediare; visto che è costretta a farlo ogni giorno al suo interno, forse riesce a farlo bene anche per gli altri. La politica estera Usa è in letargo elettorale, ma è difficile immaginare qualcosa di sostanzialmente diverso da quanto è stato fatto fino a oggi anche con una futura amministrazione di segno diverso. Con buona pace del presidente Berlusconi, la Russia può guardare ai suoi interessi in oriente; quelli in occidente in buona parte li ha già fatti.

 

Inoltre vorrei invitare i lettori a leggere la discussione al riguardo del conflitto Russo-Georgiano da Forum dello stesso sito, che è molto imparziale e informativo, ecco i link:

- Conflitto Russo-Georgiano (parte 1);

- Conflitto Russo-Georgiano (parte 2);

 

Cordiali saluti,

Bugger.

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Ormai gli USA non sono più visti come "i più forti", i governanti temono che simpatizzare per gli Stati Uniti sia dannoso ormai, e si schierano con i russi, nuovamente visti come valida alternativa.

 

Sinceramente la situazione mi preoccupa. Al di la delle considerazioni che si possano fare o non fare sui russi ed il loro governo (le mie sono sparse in giro per il forum, spero che abbiate capito come la penso e non fraintendiate), bisogna ammettere che ormai, con l'escalation del prezzo degli idrocarburi, i paesi che fondano la propria economia sull'esportazione di materie prime sono avvantaggiati, mentre l'Occidente trasformatore e "terziario" si trova in affanno.

 

Per fortuna le economie statunitense ed europea stanno dimostrando di riuscire per lo meno ad ammortizzare il colpo, reso ancora più duro dalla contestuale "crisi dei mutui" americana. Purtroppo non siamo stati lungimiranti, soprattutto per quanto riguarda le forniture energetiche. Ora ci tocca fare i conti con paesi che, rozzamente, forti delle loro risorse, fanno i gradassi e ricattatori finchè possono.

 

Il governo russo, promotore di questa crisi (che me la vengano a raccontare ora la storia dei peacekeepers), sta cercando di ripercorrere malamente la strada tracciata dagli occidentali (e dall'amministrazione Bush in particolare). Ma certi sottili giochi, il Cremlino non se li può permettere, a meno di non andare troppo al lardo da lasciarci lo zampino. Non è dignitoso affermare che in tanti anni di strapotere USA l'Occidente non abbia fatto i suoi porci comodi in giro per il mondo. Certamente non condivido un certo tipo di politica, ma è quella che si è sempre vista giocare dai vincitori sui vinti.

 

In questo momento la situazione, e non me ne voglia dindon, è di apparente parità. Dico apparente perchè l'Occidente sta mostrando di saper resistere e fare la voce grossa anche se ricattato, sono curioso di vedere come faranno la Russia ed i nuovi regimi energetici sparsi in giro per il mondo a sopportare un brusco cambio di tendenza del prezzo del greggio o delle fonti di approvvigionamento USA ed UE.

 

Si sta creando una nuova cortina, ma di gas, per due motivi: è molto più facilmente penetrabile, da una parte e dall'altra, rispetto alla precedente versione metallica, per via delle relazioni economiche createsi negli anni '90, e per via del motivo per cui è stata eretta, dai russi.

 

Il sistema multipolare mi sembra ormai prossimo, con buona pace degli abili ed indipendentissimi leaders Ossetino ed Abkazo che sono rimasti a 20 anni fa, e la divisione delle sfere di influenza si calcola a continenti, con l'eccezione asiatica, divisa a sua volta.

  • Il Sud America, spaccato tra filoamericani e filorussi, sembra non volersi dare un organo proprio di unione, come fatto dall'Europa a suo tempo. I vari paesi sono ancora in conlitto tra di loro, e l'avventurismo venezuelano e boliviano non aiuta.
  • Il Nord America, governato dal presidente degli USA (chiedo scusa ai canadesi ma è così), forte di anni di dominio assoluto ed incontrastato. Vede ridimensionato il proprio strapotere, ed i paesi "oppressi" da esso sembrano volersi riscattare.
  • La Federazione Russa: il suo dittatore incontrastato (e povero a chi ci prova) Vladimiro Putin I sta cercando di rievocare i "fasti" della vecchia e sconfitta URSS, e per farlo è stato discusso abbondantemente nel forum quali metodi stia usando. Mirabolante il tentativo di riunire sotto un'unica egida tutti gli anti-americani del globo, senza scrupoli per chi siano (ogni riferimento ad Iran o cose è puramente casuale).
  • La Cina: 1 miliardo di persone, un'economia in fortissima crescita (con l'aiuto di bolle, sfruttamenti e repressioni varie), inizialmente schierata dichiaratamente con la Federazione, in tempi di crisi "tradisce" le aspettative dello zar e non sostiene apertamente la prepotenza russa.
  • L'India: 1 miliardo di persone, un'economia in fortissima crescita (con l'aiuto di investimenti ingenti da parte delle industrie occidentali, portatrici di infrastrutture e know how). Anch'essa non si schiera e sembra ripudiare i "geo-giochetti" cui altri partecipano per forza di cose.
  • L'Unione Europea: quando l'acqua arriva al culo si impara a nuotare, ed in tempi di crisi internazionale, dove la voce di una nazione sola non riesce ad emergere ed anche le vecchie potenze coloniali sono schiacciate dagli stivali sporchi di petrolio degli altri, l'unica possibilità di fare la voce grossa dipende dalla volontà di procedere uniti, e far percepire l'UE non come un'entità superiore garante del libero commercio sul continente, ma come scudo contro gli attacchi esterni. Grazie a Sarcozy abbiamo potuto constatare tutti (Euroscettici compresi) quanto sia più facile farsi valere con la bandiera blu a stelle gialle dietro la schiena, e lo dimostrano le proteste russe quando avrebbero preferito la bandiera francese alle spalle del Signor Bruni.

Nella lista non ho inserito:

  • Il Messico e l'America Centrale;
  • Gli Stati della CSI, che non sembrano voler seguire a ruota Putin, nonostante i ricatti;
  • Il Giappone, piccolo pezzetto di Occidente dall'altra parte del Pacifico, insieme agli altri pezzetti di USA in Indocina;
  • L'Africa, ancopra indegnamente ed ingiustamente ridotta a terreno di conquista per le multinazionali;
  • Il Medio Oriente, la cui situazione è ormai stata dibattuta in lungo ed in largo.

Spero di aver fatto un'analisi oggettiva e condivisibile, critiche e revisioni sono ben accette.

Edited by Tuccio14
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