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La politica dell'Ascaro


Rick86
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Via MP Johnny Kulera mi ha chiesto la definizione di politica dell'Ascaro (ovvero la politica estera e di sicurezza di Berlusconi). Siccome ne è uscita una bella risposta, provo ad aprirne una discussione.

 

Il termine è molto in voga su Pagine di Difesa, significa una politica disponibile ad usare i militari soltanto in appoggio agli americani e sotto loro comando, esattamente come le truppe ascare venivano usate soltanto in appoggio e sotto comando italiano.

Questa concezione pensa che l'Italia non debba, o non sia in grado, di agire come nazione leader o in autonomia se le circostanze lo permettono.

Di riflesso, una politica estera autonoma viene vista come impossibile.

 

Fai attenzione, criticare questa visione non significa essere anti-americani o comunisti, anzi, significa volere una politica simile a quella francese di oggi (con Sarkozy che vuole rientrare nella NATO mantenendo però tutta l'autonomia che la Francia ha avuto in questi anni). Ed è anche l'opposto di una politica pacifista in quanto richiede assetti (navi anfibie, rifornitori, trasporto areo strategico, portaerei e così via) costosi e non sempre alla portata di un paese come l'Italia. Richiede anche attenzione per le FF.AA. e più in generale una politica estera autorevole, autonomo e di alto profilo.

Per la politica dell'Ascaro invece sono sufficienti un nucleo di fanteria leggera bene addestrata e, al più, un pugno di aerei da rischierare all'estero; per tutto il resto ci sono gli americani. Non è necessariamente una cosa negativa (l'esercito canadese così è strutturato) ma secondo me molto limitativa per un paese come l'Italia, anche perchè non sempre i nostri interessi coincidono con quelli americani.

Anche la politica estera va in secondo piano, destinata com'è a fare da semplice grancassa a quella del potente alleato.

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A dire il vero Rick, a me Berlusconi sembra che stia orientando la lingua verso i fondelli di Sarkozy con il suo progetto di grandeur europea, rimuovendola di tutto punto da quelli del Bush ormai uscente.

 

Deta più seriamente, a parte i soliti tagli di Giulietto, Silvio ancora non si pronuncia in fatto di politica estera di difesa. Si è parlato di rinforzi in A-stan, ma è solo quello che ci richiede la NATO, per il resto il prode Ignazio si è pronunciato sul Libano annunciando di seguire la linea del suo predecessore Parisi.

 

Nei precedenti governi la politica dell'Ascaro ha trovato in Silvio uno dei suoi ferventi seguaci, ma da quando è stato rieletto l'ultima volta ancora ne ha fatti pochi di danni. Visti i precedenti, i presupposti ci sono tutti...

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