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picpus

23 ottobre 1956: la rivolta di Budapest

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Sull'eroica rivolta ungherese, vi consiglio di dare uno sguardo (dal sito del TG5: http://www.tg5.mediaset.it/ ) al link che segue (6 filmati) alla puntata della trasmissione televisiva "Terra!", trasmessa il 22 ottobre 2006 e dedicata ad uno dei tanti crimini perpetrati in nome del Comunismo che, ad oggi, sia a livello ideologico, sia a livello di applicazione pratica, rappresenta il massimo livello di barbarie, raggiunto dall'Umanità nel corso della sua millenaria storia:

 

http://www.tg5.mediaset.it/terra/2006/10/2...ivioterra.shtml

 

Si trattò dell'unica vera rivoluzione di un intero popolo avvenuta in Europa nel XX secolo, di stampo nazionalpopolare ed anticomunista, con caratteristiche romantico-risorgimentali.

 

Da notare il pesante coinvolgimento morale (nella qualità di istigatore e propugnatore dell'intervento sovietico, più degli stessi dirigenti bolscevichi di allora) nella sanguinosa e criminale repressione della rivolta, dell'allora leader massimo del PCI, Palmiro Togliatti (detto "il Migliore"!).

 

 

Vi segnalo, inoltre, l'opera di Enzo Bettiza che ricostruisce alla perfezione la rivoluzione ungherese del 1956:

 

http://www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=8804558687 .

 

 

Sulla rivolta ungherese, eccovi alcuni interessanti links:

 

http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_ungherese_del_1956

 

http://www.hungary1956.com/

 

 

Ciao a tutti

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Ehm scusa picpus ma la primavera di Praga te come la interpreti? Il libbro se trovo un edizione economica lo compro sicuro

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Ehm scusa picpus ma la primavera di Praga te come la interpreti? Il libbro se trovo un edizione economica lo compro sicuro

 

Sostanzialmente non vi furono grandi differenze, nelle vicende storiche relative alle due eroiche rivolte contro la barbarie bolscevica: in ambedue i casi, l'Impero del Male intervenne in ossequio al principio della spartizione dell'Europa in zone d'influenza, stabilito nella conferenza di Yalta del 1945 (anche se, nonostante la vigenza di tale principio, non si videro i carri armati americani sfilare per gli Champs Élysées di Parigi, quando il Generale de Gaulle fece uscire la Francia dalla struttura militare integrata della Nato, né si videro gli stessi carri armati sfilare per i Fori Imperiali di Roma, quando, all'epoca del compromesso storico, il PCI giunse al potere in Italia!).

 

Ritengo però, che mentre nel 1968, non vi era spazio per un qualsiasi intevento, da parte delle nazioni occidentali, a favore della Cecoslovacchia (senza scatenare un conflitto tra i due blocchi), diversa era la situazione, a mio parere, nel 1956: la dirigenza sovietica, nel pieno del processo di destalinizzazione, non era certo monolitica come nel 1968 e, sembra, che vi furono momenti di indecisione sul da farsi: intervenire o meno; fu in questa fase, notevole, l'influenza proprio di Togliatti, stalinista di ferro.

 

Detto ciò, ritengo che la contemporanea crisi di Suez, fu ciò che convinse i sovietici ad intervenire, senza ulteriori remore, potendo contare sulla frattura creatasi nella Nato, tra gli Usa, da una parte e la Gran Bretagna e la Francia, dall'altro lato.

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Ha ragione Picpus. Tutti ricordano la “Primavera di Praga” forse unicamente perché si è svolta nel 1968, un periodo, in tutta Europa, di disordini studenteschi e molto più vicino a noi in termini temporali.

A ben vedere, la Cecoslovacchia era alla ricerca di un comunismo dal volto umano (utopia) , non cercava affatto di eliminarlo. Per gli Ungheresi lo scopo primario era la soppressione del comunismo, in tutte le sue forme. L’invasione della Cecoslovacchia venne effettuata rapidamente ed in modo efficiente (dal punto di vista militare). Non vi furono scontri armati, per quanto ne so, neppure scaramucce! Perché i russi avevano già imparato la lezione.

 

In Ungheria i russi durante la prima fase della rivolta subirono perdite modeste (in uomini e mezzi corazzati) ma politicamente significative. Gli scontri furono violentissimi e la popolazione pagò un altissimo prezzo. Se solo Imre Nagy (forse l’unico ungherese a credere ancora in un comunismo moderato) avesse appoggiato apertamente la rivolta dal primo momento, se si fossero presidiati i confini in tempo, se fossero state distribuite armi alla popolazione e mobilitato l’esercito, le cose avrebbero preso una piega ben diversa. Sono sposato con una ragazza ungherese, ho imparato la sua lingua, ho parlato con chi ha vissuto quei momenti esaltanti e tristi, ho studiato la dinamica degli avvenimenti. L’Ungheria, complice la crisi di Suez, venne abbandonata a se stessa. Ed oggi il nostro capo dello stato rende omaggio all’Ungheria e porge le scuse per aver approvato, a suo tempo, il comportamento dei russi.

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Guest intruder
Sono sposato con una ragazza ungherese, ho imparato la sua lingua

 

Be', complimenti, è una delle lingue più difficili che ci siano assieme al finlandese e all'estone, mi pare appartengano al medesimo gruppo delle cosiddette uralo-altaiche...

 

Per il resto, fossi stato in Napolitano mi sarei solo vergognato, non chiederei scusa, di quello che ho fatto allora. Sapevano e tacevano.

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.......Be', complimenti, è una delle lingue più difficili che ci siano assieme al finlandese e all'estone, mi pare appartengano al medesimo gruppo delle cosiddette uralo-altaiche...

Io sapevo che si chiamavano ugro-finniche.

 

 

 

Nel giorno in cui i russi si apprestano a fare in Georgia, quello che solo e sempre hanno saputo fare bene, cioé togliere la libertà agli altri popoli (ed anche a loro stessi), non è male riprendere questo topic, indicandovi il link ad un post internazionale, con drammatiche foto e video di quei giorni:

 

http://www.militaryphotos.net/forums/showthread.php?t=139580

Edited by picpus

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Guest intruder
Io sapevo che si chiamavano ugro-finniche.

 

 

Con lingue uralo-altaiche viene indicato un gruppo linguistico che include le lingue altaiche (turco, mongolo, kazaco, uzbeco, manciù e i suoi derivati ) e le lingue uraliche (ungherese, finlandese, estone, sami, komi, ecc.). Il termine ugro-finnico è una sottodivisione dell'uralo altaico che alcuni filologi non usano più. Io ho usato il termine più moderno convinto fosse il più conosciuto. Sostanzialmente è la stessa cosa, comunque.

Edited by intruder

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