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Huauaua hanno defenestrato Jones


typhoon

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La scuola è un ente, con degli scopi (educazione) per realizzare i quali si avvale di mezzi (strutture e insegnanti) pagati con le entrate (rette e contributi).

 

E' normale che la scuola decida quale sia il prodotto che intende fornire e con quali mezzi realizzarlo, ed è normale che se uno di questi mezzi finisce per danneggiare la scuola, il mezzo va sostituito.

 

Questo è ancor più vero nel sistema scolastico giapponese, che è largamente privato, per cui la scuola si aspetta un guadagno finale.

 

Se un professore assume una linea imbarazzante per la scuola, una linea non condivisa dalla stragrande maggioranza degli utenti (che pagano) è normale che venga sospeso o licenziato.

 

In questo caso il suo atteggiamento danneggiava il prestigio della scuola e quindi, dal loro punto di vista, è un bene che l'abbiano cacciato.

 

:D

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Il punto è il seguente:

 

un insegnante esprime le proprie opinioni. Opinioni che, per inciso, non sono assolutamente illegali. (Tanto per dire, in Italia è vietato incitare all'odio razziale, quindi in quel caso si ricadrebbe in un'altra fattispecie)

 

Queste opinioni non sono gradite alla direzione scolastica, che per questo motivo licenzia l'insegnante.

 

Non stiamo discutendo se l'opinione espressa sia più o meno condivisibile, se sia scomoda o illogica o altro.

 

Vorrei sapere per quale motivo nel caso del prof. Jones hai sostenuto che l'università ha fatto bene, mentre nel caso dell'insegnante giapponese no.

Non vale rispondere che quello che sostiene il dott. Jones è sbagliato e quello che sostiene la giapponese è giusto, perchè quella è una tua opinione, io potrei essere di tutt'altro avviso. Qui si sta parlando del principio generale e basta.

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Mirgal, scusami ma io davvero non riesco a capire il problema...

 

Jones sostiene qualcosa che tutto il resto del mondo scientifico considera poco più che una barzelletta.

 

L'insegnante giapponese sostiene un dato assodato

 

Una facoltà scientifica, nelle cui fila milita un professore che spaccia una barzelletta per scienza, subisce un grave danno di immagine e credibilità.

 

Una scuola, nelle cui fila milita una professoressa che sostiene un dato assodato, non subisce alcun danno, anzi acquista credibilità.

 

A me sembra piuttosto chiaro.

 

L'unica circostanza che potrebbe cambiare il mio giudizio sarebbe la eventuale natura privata della scuola giapponese.

 

In quest'ultimo caso, infatti, la struttura scolastica avrebbe tutto il diritto di licenziare la professoressa che non condivida le tesi che l'istituto intende diffondere, a prescindere dalla bontà di quelle tesi.

 

Questo avviene proprio per salvaguardare la libertà di espressione e diffusione del proprio pensiero.

 

Riflettici un secondo, senza abbandonarti a conclusioni troppo superficiali.

 

In un paese libero, la gente ha il diritto di diffondere le sue idee, tra queste, per esempio, la tesi secondo cui la terra è cava e noi ci viviamo dentro (un esempio a caso...).

 

Ora, immagina che 10 convinti assertori di tale teoria si uniscano per fondare un liceo privato, allo scopo di divulgare le loro tesi.

 

Immagina che questo liceo sia frequentato da 100 ragazzi, figli di famiglie che abbracciano quelle teorie e desiderano che i loro figli siano educati al grido di:

 

"La terra è cava!"

 

E' nel loro più pieno diritto.

 

Ora, se i 10 fondatori del liceo scoprissero che uno dei professori da loro assoldati, in realtà, va sostenendo che la terra è tonda, non credi che abbiano il diritto di licenziarlo in tronco?

 

Se si imponesse loro di mantenere in servizio quel professore, infatti, si violerebbe il loro diritto alla libera espressione e divulgazione del proprio pensiero.

 

Inverti le parti in campo... e ti sarà chiarissimo perchè non puoi sostenere che Jones abbia subito un torto.

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Esattamente come dice Capaneo, non vedo le difficoltà a trarre due conclusioni diverse da due assunti diversi: uno è bianco, l'altro è nero.

 

Anche se io posso sentirmi più vicino all'opinione del governo USA, non cambia che Jones sia nel torto, per via dell'esempio che ha fatto Capaneo: vuoi tenerti stretto un ideale, allora cambia aria, invece di farti silurare, e vai dove accettando le tue idee. E' libertà no?

 

Tu vuoi dirmi che sono la stessa cosa i due casi?

 

La professoressa è stata silurata, il rapporto università/insegnante è lo stesso di quello di Jones, cambia la premessa. Vuoi sostenere una verità strorica assodata incrontrovertibile?

 

Hai ragione, qualsiasi cosa ti possano fare.

 

Vuoi sostenere una teoria che cambia la Storia?

 

Ci sono le maniere per farlo, i circoli accademici, la comunità scientifica ti credono?

 

La fisica moderna, e la fisica quantistica, sono pieni di professori che si danno contro l'un l'altro, e trovano quasi sempre un posto dove poter fare i loro studi, finchè dimostrino di avere ragione, o accettino di avere torto.

 

Perchè cambia qualcosa con le altre discipline?

 

Non cambia il metodo. Si ricorre a studi e teorie e a prove e dimostrazioni finchè è necessario.

 

Quando non diventa sostenibile? Quando si siano esaurite le ipotesi a tenere in vita quel campo d'indagine, o quando non c'è un comportamento limpido da parte del responsabile della teoria: Jones bada a speculare, va trombato. La "maestrina" giapponese, invece è una "verginella", si immola davanti al paese, contro la classe politica, sostenuta da una verità tangibile come l'acciaio: il Giappone ha invaso la Cina.

 

Primo caso torto, secondo ragione.

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Per il sentimento comune dei giapponesi, la WW2 non è stata una guerra di aggressione. Questo è un dato assodato. Di tutti i partiti dell'arco parlamentare gli unici che sostengono questa tesi sono i deputati del minuscolo partito comunista.

 

Questo sentimento revisionista sta assumendo negli ultimi anni posizioni sempre più forti all'interno del governo, delle istituzioni scolastiche e universitarie.

 

Per un giapponese medio la realtà storica assodata e incontrovertibile non è quella che il Giappone abbia invaso la Cina e poi attaccato gli USA, o meglio, è chiaro che questo sia avvenuto, ma come reazione ad una politica antigiapponese delle grandi potenze. Negano quindi che si sia trattato di una guerra di aggressione o imperialista.

 

Fatta questa doverosa premessa, vorrei chiarire la mia posizione:

secondo me è sbagliato licenziare una persona per le proprie opinioni. Per qualsiasi opinione. Non sto parlando di legittimità del licenziamento, che per le leggi esistenti in Giappone o negli USA può essere perfettamente lecito.

 

La posizione di Capaneo è chiara: l'istituto scolastico ha il diritto di licenziare un insegnante che non si uniformi alle idee che quell'istituto intende diffondere. Posizione perfettamente lecita, anche se agli antipodi rispetto alla mia :okok:

 

Ma la tua, Legolas, non riesco proprio a capirla.

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Perchè mi sarò spiegato male come al solito.

 

E i diritti dell'Istituto, l'università dove li mettiamo? Non c'è mica solo Jones a lavorare li dentro.

 

Probabilmente la libertà di pensiero va vista nei due sensi: Jones è libero di pensarla come vuole, l'istituto è libero di pensarla come vuole, come la mettiamo?

 

Dipende dai casi, fermo restando che ognuno è libero di pensare liberamente.

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Posizione perfettamente lecita, anche se agli antipodi rispetto alla mia

 

Quella posizione non è solo mia... ma dell'ordinamento giuridico di qualsiasi paese democratico... di più: quella posizione è un principio fondamentale di democrazia e libertà... spero che tu lo abbia considerato prima di schierarti contro di essa.

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TOKYO - Un'insegnante di una scuola pubblica di Tokyo e' stata licenziata

per avere criticato un editore e un rappresentante politico fautori di un

testo revisionista sul militarismo nipponico. Lo rende noto l'agenzia

'Kyodo'. L'insegnante aveva definito ''vergognoso'' il rifiuto

dell'editore e del rappresentante politico di riconoscere l'aggressione

nipponica compiuta durante la seconda guerra mondiale. La donna prima ha

subito due decurtazioni di stipendio ed e' stata sottoposta a un 'corso di

rieducazione' per insegnanti: poi, dinanzi al suo rifiuto di cambiare

idea, e' stata licenziata lo scorso marzo. (Agr)

 

Immagino sarete d'accordo anche in questo caso.

Un momento, non giochiamo di sotterfugio.

 

Se Jones dice le: secondo me le torri sono state demolite, quella è una sua opinione. Per carità, una università privata può decidere di licenziarti per tanti motivi (opinioni, fumare, modo di vestire ecc...) se la Legge le concede questo diritto discrezionale (e non è sempre così).

 

Se Jones alla sua opinione accompagna una teoria fisica, avvalendosi della fama e del ruolo che ricopre nell'Università e servendosi dell'Università e delle sue infrastrutture, e in più la sua opinione/teoria si traduce - direttamente o indirettamente - in una grave accusa di strage e complotto nei confronti delle più alte istituzioni americane, e in più la sua opinione/teoria non la dimostra con metodo scientifico ma la pubblicizza per far soldi....

 

tutto questo è un po' diverso dall'esprimere semplicemente un'opinione.

 

E' come se in Italia un professore di psicologia sostenesse che - sulla base di dati medici che non sottopone a nessuna prova scientifica - tutti i carabinieri, i poliziotti, i magistrati, i parlamentari e gli uomini di governo italiani sono maniaci e pedofili e responsabili di aver violentato e ucciso tremila bambini.

 

E' una cosa un attimino diversa dall'esprimere un'opinione.

Gente come Jones è già tanto che non l'arrestino per "vilipendio alle istituzioni", "calunnia" e "abuso di credulità popolare"...

 

Peraltro, Jones ha fatto di peggio.

 

Leggete qui:

http://undicisettembre.blogspot.com/2006/0...peso-perch.html

 

Il caso giapponese è un po' diverso.

 

Ma non solo è diverso (qui parrebbe che siamo nel campo delle mere opinioni) ma è anche palesemente illogico, perchè la maestra difende una tesi che - fino a prova contraria - è ufficiale: il revisionismo, almeno fino ad oggi, è ancora un'eccezione, per quanto possa essere diffuso. Non è la regola.

Quindi abbiamo un'inversione netta dei fattori.

 

E questo onestamente mi fa dubitare sulla veridicità o esattezza dell'articolo: bisogna vedere esattamente come sono andate le cose (anche se i giapponesi, a casa loro, sono davvero strani).

 

E' come la storia di Jones: i giornali scrivono: cacciato perchè crede al complotto, non dicono: cacciato perchè ha mentito affermando che pezzi di acciaio del WTC sono stati esaminati in questa università che ha riscontrato la presenza di termite...

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Leggo questo ora su Luogocomune:

 

Fra poche ore avrà inizio la Conferenza di Bologna sul 9/11. Per chi

non potrà esserci, questo è il videomessaggio che Steven Jones ha mandato, dopo che gli è stato tolto l'accesso ai locali universitari da cui, proprio oggi, avrebbe fatto vedere qualche interessante esperimento sull'uso della termite. Io sarò in collagamento diretto, via skype, a partire dalle 16 circa, per fare da interprete a David Griffin e a Eric Hufschmid. A più tardi per le relazioni e commenti vari. M.M.

 

Non so se è chiaro: utilizzava non solo il sito web e le aule, ma anche i laboratori dell'università per sostenere le sue tesi (a pagamento).

 

A pedate dovevano cacciarlo...

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Gianni, il post iniziale diceva piu o meno: "cacciato per le sue opinioni sull'11/9" senza scendere in particolari, con tanto di sghignazzo :rotfl:

 

Sono seguiti commenti favorevoli alla cacciata, senza che si sapesse (io per esempio lo ignoravo) che utilizzasse strutture universitarie per fini diversi da quelli legittimi. In questo caso sono perfettamente d'accordo al licenziamento, come lo sarei di un qualsiasi impiegato che utilizzasse gli strumenti aziendali per scopi personali.

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