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Austria: più aerei che piloti

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Il quotidiano zurighese "BLICK" riporta una notizia abbastanza curiosa pubblicata sul giornale austriaco "Salzburger Nachrichten". Per motivi finanziari l'Esercito austriaco ha ridotto il numero di piloti da caccia. In pratica saranno solo 12 per 15 Efa. L'acquisto dei "Typhoon" da parte dell'Austria aveva generato molte polemiche sulla stampa e nell'opinione pubblica sia per la scelta del modello (versione T1 in parte ex Luftwaffe germanica), sia per i casi di corruzione legati all'acquisto, sia per la spesa che compromette altri importanti acquisti con un budget militare tradizionalmente limitato. Non so poi se siano ancora in vigore le norme limitative sugli armamenti imposte dall'URSS con il Trattato del 1955.

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Allora, prima di entrare nelle notizie che ci hai dato vorrei evidenziare alcune peculiarità ed esigenze molto specifiche della Österreichische Luftstreitkräfte e delle FFAA austriache in generale.

 

Partiamo dalle basi: l’Austria non fa parte della NATO, ma fa parte della UE e della zona Euro. È un Paese che ha deciso di impegnarsi in missioni multilaterali e ad oggi ha circa 1300 militari schierati al di fuori dei confini nazionali, impegno abbastanza gravoso per FFAA relativamente piccole come quelle austriache. Il tutto continuando a professare la più stretta osservanza ai dettami costituzionali di neutralità. E dimostrando IMHO che neutralità non significa necessariamente isolazionismo.

 

Riprendo ed estrapolo a questo punto alcuni dati/passaggi da un bell’articolo di RID, settembre 2013, a firma Giuliano Da Frè.

Le Forze aeree austriache erano effettivamente alla data della loro costituzione, il 1955 da te riportato, sottoposte a forti limitazioni.

 

La più evidente delle quali era, usando termini molto semplicistici, il divieto a usare sistemi missilistici per i suoi velivoli che viceversa potevano usare solo il cannone.

 

Tale limitazione, per rispondere a uno dei quesiti/spunti di discussione che hai posto è stato superato nello scorso millennio.

Esattamente tra il 1990 e il 1992, quando fu acquistato un primo lotto di AIM-9P Sidewinder per i Draken e i Saab J-105 allora in servizio presso la Österreichische Luftstreitkräfte.

 

Tale aeronautica, sempre nello scorso millennio, già dimostrò la propria efficacia nel difendeere 24/7/365 i propri confini nazionali senza aiuto delle aeronautiche confinanti durante i conflitti in quella che a inizio anni ’90 si chiamava ancora Jugoslavia.

Il tutto con episodi documentati fino al 1999 che hanno visto in alcuni casi i caccia austriaci intercettare puntualmente e per periodi prolungati un gran numero di velivoli miltari che si approssimavano a ogni ora del giorno e della notte al proprio spazio aereo (e a volte scortare aerei disertori di Belgrado o controllare sconfinamenti di F-16 americani).

 

Il tutto ribadisco, senza demandare ad altri la vigilanza del proprio spazio aereo.

 

Questo nello scorso millennio.

 

L’acquisto dei Typhoon costituisce il successivo tassello dell’evoluzione dell’aeronautica militare austriaca, mentre un ulteriore piano di modernizzazione è partito dal 2010.

 

Per l’appurazione delle vicende giudiziarie relative a casi di corruzione per l’appalto Typhoon in Austria, magari potrai postare link circostanziati (non limitati a una home page possibilmente) perché forse sei più informato di me (è tardi e non ho voglia fi cercare documenti non recenti).

 

Presumo che anche in Austria esistano diversi gradi di giudizio in sede giudiziaria, e anche misure forse discutibili come la prescrizione per subero tempo.

 

Comunque per quanto possa essere stata criticabile l'aggiudicazione della gara per i Typhoon dell'Austria, mi sembra che non ci siano state a oggi lamentele da parte dell'aeronautica militare austriaca sulle capacità dei suoi Typhoon.

 

Typhoon della T1 come osservi, ma già funzionanti col Block 5, lo standard più avanzato per quella tranche e dotati di IRIS-T. I Tiffies austriaci sono stati poi aggiornati ulteriormente e mi sembra che l'Austria abbia da allora restituito alla Svizzera senza problemi o rimpianti 12 F-5E usati come gap filler.

 

Ora, tornando alla domanda principale del tuo post, non so se è meglio per l’Austria avere più aerei che equipaggi.

Mi verrebbe da dire "Sì, se tali equipaggi volano 170-200 ore all’anno" o "Sì se continuo a difendere il mio spazio aereo 24/7". Ma ovviamente non sono sicuro di queste ultime condizioni.

 

Ci sono Paesi che nominalmente hanno 50 F-5 e 30 F-18 oppure 50 Mig-21 e 30 Su-27 (per capirci faccio solo esempi) ma non ci è dato sapere quanti equipaggi hanno operativi. Può anche darsi che con più aerei riescano a fare meno dell'Austria.

 

È proprio

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Noi svizzeri, dalle scuole elementari, impariamo che la Confederazione è una "costola dell'Austria" (degli Asburgo) e che ci siamo liberati da essa a partire dal 1291. Una certa (esagero) "avversione" per il vicino dell'est (chiamato di solito in tedesco Alpenrepublick) lo si può ancora dedurre da affermazioni ufficiali e da articoli di giornale, anzi piuttosto un certa superiorità ideologica, economica, finanziaria che può essere anche considerata un complesso. Per le forze armate austriache: nel passato, senza avere reazioni dagli eleganti ministeri viennesi, il ministro della difesa svizzero Gnaegi aveva dichiarato più volte che la Confederazione confinava direttamente con il Patto di Varsavia alludendo alla debolezza dell' Esercito austriaco. Ancora nelle scorse settimane si è dichiarato più volte nei convegni Pro Gripen che, per decenni, le Truppe d'aviazione svizzere avevano per compito anche quello di tenere d'occhio il corridoio "est-ovest", cioè il territorio austriaco ritenuto poco armato. Che dire poi: le Luftstreitkraefte dicono di contribuire alla difesa del WEF di Davos con Efa ma anche con... PC-7 leggermente armati. Si è preso nota. Per avere un controllo 24 ore su 24 del loro spazio aerei lo fanno con cosa?... Mah... Le affermazioni sono una cosa, la credibilità un'altra. Faccio poi osservare che, da sempre nel dopoguerra, una parte dello schieramento politico austriaco (soprattutto quello socialista) propone e auspica di delegare l'intera sorveglianza del proprio spazio aereo alla Svizzera. Cosa impossibile, in ogni caso, per i limiti della neutralità svizzera, quella austriaca era stata imposta dall'URSS.

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Ieri notte mi è caduta la connessione prima che potessi editare il messaggio rendendolo un po’ più intellegibile e un minimo meno prolisso - chiedo scusa a tutti.

 

Mi sembra sterile andare a rinvangare antichi dissapori o campanilismi nazionali che risalgono al 1291 o ai lanzichenecchi, o per quanto riguarda Italia-Austria alle vicende legate all’unità d’Italia fino alla Prima Guerra Mondiale.

 

Prendiamo atto che viviamo nel 2014. E prendiamo atto che i Paesi che confinano con l’Austria non mi sembrano ostili. Le limitazioni all’uso di sistemi missilistici da parte dell’Austria (non solo aria-aria, ma anche superficie-aria) sono cadute agli inizi degli anni 90.

E oggi l’aeronautica austriaca mi sembra più efficace rispetto a 25 anni fa.

 

I piloti da caccia vengono addestrati prima in Austria per il sillabus basico, poi in USA/Canada e infine sui Typhoon biposto della Luftwaffe tedesca.

Volano circa 120 ore l’anno, secondo Giuliano Da Frè, e riallacciandomi a quanto ho scritto sopra, tale numero di ore abbinato al numero tagliato a 12 equipaggi Combat Ready rende il servizio di Quick Reaction Alert veramente con pochi spazi di margine.

 

Malgrado tutto ciò non sono sicuro che tale servizio sia meno efficiente di quello operato da alcuni Paesi confinanti all’Austria.

 

Certo per Paesi di estensione geografica limitata, sarebbe magari auspicabile una collaborazione interstati, come ad esempio quella si sta instaurando tra Cechia e Slovacchia o tra Slovenia e Ungheria. E quindi, campanilismi a parte, sarebbe magari stato auspicabile provare a rendere operativo uno squadrone austro-svizzero.

 

Tuttavia l’Austria ha scelto il Typhoon, mentre la Svizzera l’F-18 e il Gripen.

 

Uno squadrone interforze di caccia con un vicino più grosso, come la Germania o l’Italia, ovviamente sarebbe meno desiderabile per l’Austria.

 

Magari una collaborazione in fase di addestramento sarebbe invece possibile: la conversione operativa dei piloti austriaci di Typhoon avviene come detto già in Germania. Mentre se come sembra l’Austria dovesse scegliere l’M-346 come addestratore avanzato per sostituire i venerandi Saab J-105, nella relativa fase addestrativa ci potrebbero essere reciproche proficue collaborazioni.

Collaborazioni che potrebbero riportare a un numero più vicino all’auspicabile 23 che al 12 il numero dei piloti austriaci combat ready sui loro 15 Typhoon monoposto.

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Il sito svizzero avianews informa sulla limitazione del servizio di polizia aerea da parte dell'aviazione militare austriaca. Prossimamente, a causa del limitato numero di aerei, sarà possibile assicurare solo 4 ore al giorno (mattino) di polizia aerea nei cieli della Alpenrepublik (83'000 km2). E' anche un problema di costi si riafferma nell'articolo.

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