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Rolls Royce investe ancora in Europa Microfusioni Aerospaziali

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Rolls Royce investe altri 38 milioni per 223 nuovi posti di lavoro in Europa Microfusioni Aerospaziali, l'azienda acquisita 5 anni fa dal gruppo e che produce nel suo stabilimento in provincia di Avellino componenti di precisione per motori del settore aeronautico.

 

 

 

L'accordo è stato firmato a Roma, presso la sede di Invitalia. Si tratta del primo contratto di sviluppo tra Europa Microfusioni Aerospaziali, gruppo Rolls Royce, e Invitalia. Il contratto prevede un investimento di oltre 38 milioni di euro a Morra, provincia di Avellino. L'azienda, fondata da Rolls Royce e Finmeccanica e poi acquisita al 100% dalla società inglese cinque anni fa, è stata definita «un fiore all'occhiello, una delle non più di quattro o cinque aziende al mondo in grado di usare questo tipo di tecnologia». I 450 addetti attualmente al lavoro sono tutti italiani «abbiamo trovato un'azienda straordinaria sia come capitale umano che come capacità ingegneristica», ha detto il presidente di Rolls Royce Italia e di Ema.

 

 

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Riprendo questa vecchia discussione per segnalare un articolo di un quotidiano locale sulle altre realtà dei settori aeronautico e aerospaziale in Campania:

 

Aerospazio, la sfida globale che rilancia la Campania

 

Ciò che infatti preoccupa gli operatori del settore e quanti hanno a cuore le sorti dell’industria campana è come tutelare capacità e investimenti in un mercato globale (il più globale che si può, se ci si riflette) nel quale le occasioni di sviluppo non mancano ma rischiano di svanire se non opportunamente sostenute. Per spiegarci meglio: lo sforzo delle aziende di restare al vertice e comunque di mantenere gli stessi attuali standard di qualità non può essere affidato solo alle quotidiane, brillanti perfomances di manager, tecnici e operai. C’è bisogno che l’intero sistema produttivo, politico e amministrativo (vedi alla voce burocrazia) faccia fino in fondo la sua parte.

Vuol dire assicurare sostegno e investimenti al settore, procedure celeri e trasparenti, infrastrutture adeguate, tempi certi per ogni risposta. È in fondo quanto si chiede normalmente ad uno Stato che voglia proteggere i suoi migliori e più prestigiosi fiori all’occhiello ma che in Italia e nel Mezzogiorno in particolare diventa più complicato, problematico, incerto. Non è un caso che nonostante l’altissima competitività delle aziende aeronautiche e aerospaziali, il nostro Paese sia ancora molto indietro nella classifica internazionale, appunto, della competitività. C’è un gap in termini di efficienza o meglio di cultura dell’efficienza che rischia di frenare anche le migliori idee progettuali che tra Nola, Pomigliano, Napoli, Capua e Benevento - ma l’elenco delle località campane sedi di aziende anche piccole de comparto è lunghissimo - non sono mai mancate in questi anni e che, c’è da starne certi, non mancheranno neanche in futuro.

La storia del polo aeronautico e aerospaziale campano è in fondo il paradigma forse più emblematico delle contraddizioni del Sud e dell’Italia in generale. Grandi centri di ricerca, grandi menti e scienziati di valore mondiale costretti spesso (per fortuna non sempre) ad operare in contesti ambientali che in ogni altro angolo del mondo sviluppato farebbero gridare all’orrore.

 

 

 

Seguono link a diversi articoli su alcune delle realtà aerospaziali locali. Mi sembra utile segnalarlo in questa discussione e non aprirne una nuova.

 

Ne approfitto per salutare i frequentatori del forum, specie quelli coi quali ho avuto la fortuna di interagire costruttivamente in passato.

Vi seguo sempre, come continuo a seguire anche altre risorse su aerei, aerospazio, geopolitica e difesa, ma più sporadicamente di prima. Impegni lavorativi e di vita privata mi lasciano meno tempo per le discussioni.

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