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Un Mare Di Guai Per Il Typhoon

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Mi viene solo da dire: :pianto::pianto:

 

 

In aggiunta a tutti i problemi passati, l'apparentemente inesplicabile decisione delle autorità di Singapore di eliminare l'Eurofighter dalla loro competizione per un nuovo caccia multi-ruolo ha ora portato alla luce un nuovo problema, che era stato sinora tenuto accuratamente nascosto ma che potrebbe sfociare in una vera e propria montagna di guai.

 

Com'è noto, il 14 dicembre 2004 la Eurofighter GmbH e la Netma, cioè l'agenzia Nato che gestisce il programma Eurofighter per conto delle quattro nazioni partecipanti, firmarono il contratto, ad un valore annunciato di "più di 13 miliardi di euro", per la produzione di una seconda serie (Tranche 2) di 236 aerei per Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna più altri 18 per l'Austria. Questo contratto, che venne firmato con un ritardo di circa 18 mesi sui tempi previsti e alla conclusione di una vera e propria maratona di estenuanti trattative e discussioni a livello sia ufficiale che industriale, era sempre stato presentato e descritto come comprendente non solo l'ordine di produzione in quanto tale, ma anche l'integrazione di tutta una nuova serie di armi aria-aria e sopratutto aria-superficie.

 

Queste attività di integrazione sono assolutamente essenziali per permettere all'Eurofighter di evolvere progressivamente dalle capacità esclusivamente aria-aria dei velivoli della Tranche 1 a delle reali capacità multi-ruolo, corrispondenti ai requisiti operativi delle quattro forze aeree nonché a quanto richiesto dal mercato delle esportazioni.

 

Bene, volete sapere una cosa? Non è vero niente. I quattro paesi, che dovrebbero "collaborare" per questo programma, non sono riusciti a mettersi d'accordo circa la lista delle nuove armi da integrare e la ripartizione dei relativi costi, in base al tristemente noto principio di "non siamo disposti a pagare per l'integrazione del vostro petardo, salvo che voi non paghiate per l'integrazione della nostra bombetta puzzolente", e così via. Così, questo punto è stato puramente e semplicemente rinviato a un futuro più o meno nebuloso e rimosso dal contratto - che quindi in realtà copre aerei al livello Tranche 1.

 

All' epoca della firma dell'ordine, tutti gli interessati - l'industria, la Netma, i quattro ministeri della Difesa e le quattro Aeronautiche - si trovarono peraltro perfettamente d'accordo, in una specie di patto omertoso, per evitare anche la più piccola menzione di questo trascurabile dettaglio, al nobile scopo di evitare che il cervello del contribuente venisse affaticato da informazioni superflue. Un altro piccolo dettaglio, che il contribuente non aveva a quanto pare nessun bisogno di conoscere, è che il valore annunciato del contratto a "circa 13 miliardi di euro" in realtà copre solo le cellule nude. Quando si aggiungono i sotto-contratti separati per i motori (come se degli aerei potessero farne a meno!), l'avionica e così via, si arriva attorno ai 25 miliardi di euro, cioè alla non trascurabile somma di circa 100 milioni di euro per ogni aereo.

 

Al momento attuale, una lista delle armi da integrare è stata finalmente concordata in linea di massima ed è già stata approvata da tre aeronautiche mentre la Raf dovrebbe anch'essa apporre la sua firma nelle prossime settimane. Una volta completata questa fase, il documento verrà passato alla Eurofighter GmbH, che preparerà la relativa proposta industriale per dare l'avvio alle trattative commerciali. Si spera (si badi bene: si spera) di riuscire a firmare il relativo contratto, che naturalmente comporterà dei costi addizionali di circa 2-3 miliardi di euro, nella primavera del 2006.

 

La stessa Eurofighter GmbH ammette tranquillamente che questa situazione comporta un ritardo di almeno due anni - almeno due anni! - nell'inizio delle consegne degli aerei nella "vera" configurazione Tranche 2. A questo punto, si capisce benissimo come mai l'Aeronautica di Singapore, non appena aperta l'offerta della società europea, l'abbia subito gettata nel cestino della carta straccia!

 

Ma questi ritardi, per quanto gravissimi per le capacità operative delle quattro aeronautiche e addirittura esiziali per le esportazioni, non costituiscono ancora il vero problema. Il guaio davvero grosso consiste invece nel fatto che le attività di produzione industriale devono necessariamente rispettare certe regole e che non è quindi nemmeno pensabile che la Eurofighter GmbH possa tenere ferme per due anni le quattro linee di montaggio finale, nell'attesa che il processo di integrazione delle nuove armi venga completato. In base ai termini del contratto, le consegne degli aerei della Tranche 2 debbono iniziare ai primi del 2008 e la società ha tutte le intenzioni di rispettare questa data.

 

Ma per le ragioni che si sono viste, questi aerei saranno in realtà in una configurazione più o meno corrispondente al livello Tranche 1 e dovranno semmai essere rimodernati in un apposito programma successivo (tanto paga sempre Pantalone). Il che ci porta a un punto delicato: come reagiranno le quattro aeronautiche all'idea di dover accettare aerei che costano 100 milioni l'uno, ma che non corrispondono neppure lontanamente ai loro requisiti?

 

La Eurofighter GmbH ha la sua parte di colpe passate, ma le responsabilità per il "pasticciaccio brutto" attuale sono da attribuire quasi completamente alle autorità politiche e militari dei quattro paesi. Nonostante questo, vi sono degli indizi piuttosto allarmanti che la situazione stia rapidamente portando a un ulteriore peggioramento delle relazioni tra la società e i suoi clienti, relazioni che erano già tutt'altro che rosee. Non è del tutto escluso che la Netma possa rifiutarsi di firmare il documento per la qualifica ("Type Acceptance") dei primi aerei Tranche 2 che usciranno dalle linee di produzione o che qualche Aeronautica decida autonomamente di non accettare le consegne dei suoi aerei.

 

Per peggiorare ancora le cose, le trattative commerciali per la firma del contratto per la terza serie (Tranche 3) dovrebbero iniziare nel 2007 ed è sin troppo facile prevedere quale ne sarebbe l'esito nelle attuali condizioni. Questo riguarda sopratutto l'Aeronautica militare italiana, che ha apparentemente già deciso su una futura prima linea di circa 80 Eurofighter (cioè quelli già ordinati con i contratti Tranche 1 e Tranche 2) e altrettanti F-35 Jsf e che sarebbe quindi felicissima di trovare una valida scusa per svincolarsi da ulteriori ordini per l'Eurofighter.

 

La melanconica lezione che si può ricavare da tutto questo è che i grandi programmi multi-nazionali con più di due partecipanti su in piano paritario semplicemente non funzionano. Nonostante la loro grande importanza sul piano strategico e politico e nonostante i grandi vantaggi (teorici) sul piano economico e industriale, non funzionano, almeno non funzionano se il loro fine ultimo rimane quello di sviluppare, produrre e mettere in servizio un sistema d'arma più o meno nello stesso secolo che era stato previsto in origine e a un costo complessivo che non sia proprio vergognoso. A questo punto, viva la faccia del programma Jsf, dove almeno c'è uno solo che comanda e sa benissimo quello che vuole!

 

Ci sarebbero poi delle altre spiacevoli considerazioni da fare circa le inevitabili conseguenze della decisione, che venne a suo tempo presa dai nostri governi, di accettare e anzi incoraggiare entusiasticamente la nascita e crescita di un fornitore industriale in una posizione di assoluto monopolio.

Edited by easy

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Bel lavoro Easy.

 

Sì, conoscevo già questa situazione, da molto tempo, ma forse non è poi così tragica.

 

Iniziamo con il dire che era noto che la Tranche 1 avrebbe avuto solo capacità addestrative e nessuna capacità operativa, almeno fino all'implementazione dello standard PSP2 che dà la capacità di utilizzare missili AMRAAM e AIM-9L.

Con la PSP3 viene poi introdotta una certa capacità aria-terra (Paveway per RAF e AMI, missili ALARM solo per RAF).

 

Attualmente il programma è alla fase Tranche1/PSP2 che è in consegna in queste settimane, mentre è chiaro che la fase PSP3 è in ritardo.

 

Ad ogni modo, diciamo che ormai gli Eurofighter che escono dalle catene di montaggio hanno una capacità aria-aria effettiva, anche se ancora lontana dallo standard finale.

 

Considerato che la capacità aria-aria è quella che preme maggiormente, credo che per le nazioni europee la cosa vada bene così.

 

Che il prezzo all-inclusive sfiorasse i 100 milioni di dollari era cosa nota da parecchio tempo: è ben noto che allo stato attuale il programma della RAF per 232 velivoli costa in tutto 22,7 miliardi di dollari, che fa un totale di 97 milioni di dollari al pezzo.

Niente di nuovo, quindi, da questo punto di vista.

 

 

Quando si fa un progetto multinazionale, di solito, il risultato è sempre questo:

- Il progetto, complessivamente, costa di più di quanto sarebbe costato un progetto mononazionale;

- Ciascuna nazione però, paga meno di quanto avrebbe speso in un progetto mononazionale.

 

Questo perchè le spese di sviluppo e produzione sono superiori, ma vanno divise per il numero di partecipanti.

 

Purtroppo, è inutile piangere sul latte versato: l'Europa non aveva scelta, già è stata una follia sviluppare tre progetti distinti (Gripen, Eurofighter e Rafale).

 

Chiaro che sul mercato delle esportazioni, se proponi in Eurofighter che ha ancora limitate capacità aria-terra contro avversari che promettono di averle tutte, per un paese che ad esse ci tiene, perdi la commessa.

 

Ma tutto sommato l'Eurofighter è in linea con i ritardi e con gli aumenti di costi di cui soffrono tutti i progetti moderni, quindi occorre accettarlo.

 

Diverso è il discorso di rinunciare alla Tranche 3.

 

Qui è chiaro: l'Eurofighter nasce vecchiotto, e per le nazioni che lo hanno sostenuto fino a ieri è forte la tentazione di limitarne il numero per garantirsi i fodni necessari a comprare gli F-35, decisamente più moderni come concezione.

 

Purtroppo c'è poco da fare.

 

Occorre riconoscere che gli USA hanno ipotecato seriamente il futuro dei velivoli da combattimento, offrendo un'accoppiata (F-22 ed F-35) che è micidiale, specialmente laddove si consideri che la Lockheed ha una capacità di penetrazione del mercato che non guarda in faccia a nessuno.

 

D'altro canto, l'Eurofighter e il Rafale possono approfittare di quelle nicchie di mercato dove gli USA, per motivi politici, non possono vendere, e sfruttare una superiorità tecnologica nei confronti dell'unico avversario, il SU-27 ed i suoi derivati.

 

La situazione è questa, purtroppo.

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alla fine la cosa "positiva" è che verranno intaccate solo le prestazioni aria-terra, mentre se non ho capito male i sistemi elettronici previsti dalla tranche 2 saranno cmq integrati a dovere, alla RAF roderà il c**o ma vabè...

 

Per la tranche 3 vedremo,speriamo bene...

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Alla RAF non roderà il culo, anche gli inglesi vogliono innanzitutto un caccia, tant'è vero che loro prevedono immediatamente l'integrazione con l'ASRAAM.

 

In ogni caso, sono abbastanza sicuro - ma è una mia opinione personale - che l'Eurofighter svilupperà appieno le sue capacità multiruolo, nel tempo.

 

Credo infatti che nel suo destino ci sia la sostituzione dei Tornado IDS (oltre agli ADV della RAF) in maniera che le forze aeree interessate avranno un mix di due aerei multiruolo: l'Eurofighter e l'F-35.

 

Si perderanno le capacità di penetrazione a bassissima quota ognitempo offerte dal Tornado, ma è anche vero che ormai queste capacità non sono più richieste dagli scenari operativi moderni.

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Che dire se non MOLTO interessante!!!

Una situazione che mi era totalmente oscura!!!

Grazie ad entrambi per l'ottimo lavoro :okok:

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"Occorre riconoscere che gli USA hanno ipotecato seriamente il futuro dei velivoli da combattimento, offrendo un'accoppiata (F-22 ed F-35) che è micidiale, specialmente laddove si consideri che la Lockheed ha una capacità di penetrazione del mercato che non guarda in faccia a nessuno."

 

Eccome se hai ragione Gianni, posso solo aggiungere un paradosso: speriamo (ma ci sono già forti dubbi, specie da parte statunitense) che la neonata competizione per il caccia di quinta generazione russo, porti una ventata di aria fresca (magari supersonica senza postbruciatore :D ) nel mercato: maggiore la minaccia, migliore la riposta, e quindi il progetto Thypoon potrebbe veramente "decollare".

 

Apriamo un post sull'argomento? Nei prossimi mesi prevedo diverse e interessanti discussioni sull'argomento

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Vero, l'F-22 non è un caccia che si esporterà a cuor leggero, per tanti motivi.

 

E del resto, basta vedere la lista clienti dell'F-15: non è che sia molto lunga...: USAF , Israele, Giappone e Arabia Saudita. STOP.

 

Eppure parli dell'F-15 e sembra che si sia in presenza di un asso pigliatutto... non è così. L'asso pigliatutto è stato l'F-16, c'è poco da fare.

 

Possiamo tranquillamente prevedere che il Giappone comprerà l'F-22, ma già è dubbio se esso sarà accessibile ad altri utenti, come Israele o Arabia Saudita.

 

Il vero Jolly americano, l'aereo destinato a bissare il successo del Falcon, è l'F-35.

 

Guardatelo bene...

 

img6.jpg

 

già solo la linea, che ricorda la serie F-15/F-16/F-18/F-22 è stupenda: può sembrare una cavolata, ma è una linea affascinante, che ispira di moderno.

 

E' il naturale sostituto di F-16 ed F-18, ed osservandolo si capisce che sarà anche un ottimo aereo d'attacco, ma nelle vene scorre sangue di caccia.

 

L'USAF si guarda bene dall'enfatizzare le doti di caccia dell'F-35, perchè non vuole che esso vada a minacciare il programma F-22.

 

Nel confronto con l'Eurofighter, questi saranno i fattori che determineranno le scelte:

 

1) I tempi. L'Eurofighter è molto più avanti dell' F-35, però è anche vero che le nazioni che dispongono di F-16 ed F-18 non hanno tutta questa fretta di cambiare aereo. Eurofighter ed F-35 si scontreranno sulle stesse gare, c'è poco da fare.

 

2) La spinta promozionale. L'F-35 è americano, è Lockheed, è adottato dall'USAF e dall'USNavy, ed è molto futuristico nel design (fa molto "F-22").

 

3) Le prestazioni. L'F-35 è stealth ma non ha capacità di supercruise. L'Eurofighter è decisamente più brillante, ma la brillantezza viene meno dal momento in cui è costretto a trasportare armamento esterno. Se una nazione vuole un intercettore molto potente, è meglio l'Eurofighter per velocità e quote. Ma chi oggi ha F-16 ed F-18, probabilmente non ne sente una grossa necessità.

 

4) I costi. L'Eurofighter costerà di più dell'F-35, specialmente se quest'ultimo potrà avvalersi dei grossi ritmi produttivi del mercato interno americano. Inoltre l'F-35 è monomotore, e in termini di costi di acquisizione e di gestione questo incide tantissimo.

 

5) L'effetto "Rafale". Bisogna vedere se la Francia riuscirà a vendere il Rafale a quelle nazioni che oggi utilizzano i Mirage. Il Rafale è molto più costoso di un Mirage 2000, per cui alcuni utenti potrebbero decidere di cambiare fornitore. E bisogna vedere se questi utenti vorranno passare a un caccia americano, o non preferiranno un caccia europeo, politicamente più "accettabile".

Edited by Gianni065

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ma i costi dell f 22 sono superiori agli altri?

Eccome se sono superiori.... è il caccia più costoso del mondo...adesso non ricordo di preciso quanto costi...una volta lo sapevo!!! <_< Maledetta memoria :thumbdown:

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