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massarosa

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  1. Sicuramente i velivoli tedeschi erano superiori e il 190 aveva sicuramente dei buoni margini di vantaggio, se a questo si aggiunge il caos, l'inesperienza soprattutto dei comandanti e il numero elevato di velivoli proprio obsoleti, si capisce il perchè delle altissime perdite del periodo iniziale del conflitto...
  2. Non sono del tutto d'accordo: Sicuramente uno dei fattori determinanti fu la differenza di capacità tra i piloti tedeschi e quelli sovietici, ma soprattutto la carenza allarmante di ufficiali addestrati a dovere dovuta alle Grandi Purghe degli anni precedenti; questa era una cosa che affliggeva tutte e tre le armi. Dal punto di vista tecnico i velivoli tedeschi erano senza dubbio superiori, ma non c'era un abisso di differenza tra aerei come lo Yak-1 e lo Me-109; la differenza stava tutta nelle tattiche, nell'addestramento, nell'effetto sorpresa iniziale e dall'accozzaglia di velivoli di standard molto differenze in cui versava a quel tempo l'aviazione sovietica. Si trattava infatti di un miscuglio di decine di modelli diversi, obsoleti, obsolescenti e moderni, che di certo non permetteva la razionalizzazione degli standard addestrativi e delle tattiche. L'Operazione Barbarossa non raggiunse i suoi obbiettivi anche per il sopraggiungere dell'inverno, non esclusivamente. Il famigerato ritardo di un mese fu sì causato dalla deviazione di alcune unità tedesche contro la Grecia, ma è dubbio che le forze armate germaniche avrebbero potuto attaccare in ogni caso per il mese di maggio. E' stato appurato dalla storiografia più recente, tramite resoconti e dati meteorologici del tempo, che per tutto il mese di maggio piovve in maniera del tutto anomala su quasi tutto il futuro fronte orientale. Un attacco in quelle condizioni sarebbe stato quindi scarsamente sconsigliabile, ritardo per l'attacco alla Grecia o meno. La Rasputitza - cioè la stagione delle piogge che trasformava tutto in un mare di fango - fu infatti probabilmente più deleteria per le truppe attaccanti di quanto lo fu il terribile inverno russo. Basti pensare che alcuni brevi acquazzoni a luglio riuscirono già a rallentare pesantemente la marcia trionfale delle divisioni motorizzate tedesche; figuriamoci scatenare un attacco in grande stile dopo settimane di piogge incessanti. Per quanto riguarda il settore aeronautico si può dire che i tedeschi, nonostante le difficoltà invernali, mantennero almeno la superiorità tattica e nei settori delicati fino all'inizio del 1943. L'aviazione sovietica doveva riprendersi sia dal punto di vista materiale che soprattutto umano; occorreva tempo per addestrare piloti decenti e per mettere a punto aerei competitivi. Il fattore forse più determinante fu il progressivo indebolimento della Luftwaffe, la quale venne sempre di più concentrata sul suolo interno del Reich per cercare di contrastare il crescendo dei bombardamenti alleati. Volendo si può dire che gli Alleati occidentali conquistarono indiriettamente il dominio dei cieli sul fronte orientale prima che su quello centro-europeo. Questo naturalmente senza niente togliere ai meriti propri dell'aviazione sovietica. E' un fatto però che si arrivò al punto che in tutto lo sconfinato fronte orientale si contavano soltanto poche centinaia di caccia tedeschi contro migliaia e migliaia di aerei sovietici...
  3. Beh, dopo la morte del generale Walther Wever nel 1936 - un fautore del bombardamento strategico - la Luftwaffe si strutturò per l'impiego tattico e questo è chiarissimo anche dal tipo di velivoli con cui venne equipaggiata. Non dico che non vennero fatti tentativi di progettare, costruire e rendere operativo un bombardiere strategico degno di tale nome (soprattutto dopo il mezzo fiasco della guerra aerea sulla Gran Bretagna), ma non era assolutamente facile cambiare indirizzo in corso d'opera. D'altra parte la Luftwaffe, così come era, si era dimostrata molto efficace nei primi anni del conflitto e le vittorie tedesche furono sicuramente anche merito suo. Probabilmente non c'era nemmeno un vero e proprio interesse a perseguire una linea - quella del bombardamento strategico - in cui la Luftwaffe sarebbe partita molto svantaggiata rispetto ai suoi nemici e che comunque a partire dal 1942-43 non aveva neppure più il minimo senso dal punto di vista di strategia bellica.
  4. Ci sono degli ubriachi e tutto il giorno tutti i giorni. Sto a Monaco e parlo per cognizione di causa!
  5. Prima di tutto era "tanta", cioè fin dall'inizio dell'Operazione Barbarossa l'esercito sovietico aveva un parco d'artiglieria molto vasto, che nonostante le enormi perdite subite dei primi due anni di conflitto, non fece che ampliarsi ulteriormente. Per di più i pezzi erano qualitativamente buoni e ad essi si aggiunse il particolarmente temuto lanciarazzi Katyusha nelle sue varie versioni. Decisamente impreciso, ma con il proseguo della guerra sempre più impiegato in massa e migliorato; se usato su concentramenti di truppe risultata micidiale sia per impatto psicologico che per effetti reali. Tra l'altro la sua imprecisione, nel caso appunto di grandi ammassamenti di truppe, risultava quasi un vantaggio, anche se non poteva essere certo usato per obiettivi circoscritti. Serviva soprattutto per saturare le difese nemiche. Per darti un idea, nelle ultimissime fasi del conflitto, in alcune offensive sovietiche la loro artiglieria aveva una concentrazione per chilometro così elevata che a volte i pezzi erano sistemati letteralmente "ruota contro ruota". Poi considera che per tutta la seconda parte del conflitto uno dei più grandi fattori di inferiorità dell'esercito tedesco fu il numero incredibilmente esiguo di pezzi di artiglieria pesante in confronto agli Alleati, sia ad occidente che a oriente. A questo si aggiungeva, soprattutto nell'ultimo anno e mezzo di conflitto, una cronica e a volte paralizzante carenza di munizioni, nonchè naturalmente di mezzi meccanici da traino (la Wehrmacht si affidò per tutta la guerra in larga parte al traino animale). Quindi l'artiglieria tedesca, per esempio nel 1944-45, era molto meno numerosa, decisamente poco mobile e anche quando i pezzi c'erano non potevano garantire a lungo un'accettabile volume di fuoco a causa della scarsità di munizioni.
  6. Tra l'altro a tutta la discussione si può aggiungere il fattore terreno. Sul fronte occidentale, a partire dal terreno della penisola italiana, passando dalla Normandia, per arrivare alle collinose e boscose zone del confine franco-belga-tedesco, le truppe di terra avevano possibilità di trovare riparo maggiori rispetto alle grandi pianure di buona parte della Russia europea. Si può dire che quando l'Armata Rossa guadagnò definitivamente l'iniziativa - indicativamente dopo Kursk, nell'estate del 1943, fino a che essa non arrivò all'interno della Polonia, l'aviazione tattica sovietica ebbe a disposizione un terreno perfetto per massimizzare la grande superiorità in fatto di numero di macchine. Questo è un fattore che non è assolutamente semplice quantificare, ma sicuramente ebbe una sua qualche importanza sull'efficacia degli attacchi al suolo. La cosa sarebbe ovviamente stata valida per entrambi i contendenti - e in effetti la ebbe anche per i tedeschi nei primi due anni e mezzo di campagna -, ma dal 1943 in poi, appunto, il semplice peso numerico dei velivoli dell'aviazione sovietica fece pendere l'ago della bilancia dalla parte di Mosca.
  7. Beh, la campagna di bombardamento strategico lanciata dagli Alleati occidentali fin dall'arrivo di Arthur Harris alla guida del Bomber Command ha sempre suscitato critiche e dibattiti, tut'ora in corso; ma è innegabile che essa ebbe dei risvolti importanti, seppur forse non immediatamente percepibili, sui combattimenti sul fronte orientale: prima di tutto le difese antiaeree del Reich dovettero essere sempre più rinforzate e questo drenò uomini da altri impieghi (per quanto spesso si usasse personale non proprio adatto alla prima linea), nel 1944 circa 1 milione di uomini erano impiegati in compiti concernenti la difesa dai bombardamenti. In secondo luogo la Flak assorbì la maggior parte degli ottimi pezzi da 8,8 cm multi impiego, che mancarono quindi al fronte come difesa antiaerea e anticarro. Una terza conseguenza si ebbe dal punto di vista della copertura aerea del fronte. La maggior parte dei caccia tedeschi dovette essere concentrato all'interno dei confini del Reich e alle truppe di terra mancò sempre di più la copertura della caccia amica, sia sul fronte orientale che occidentale. Dal 1943 l'Aviazione Rossa ebbe sempre di più la superiorità aerea su tutto il fronte. In ultimo, nonostante eccezioni, la produzione dovette essere indirizzata prevalentemente alla costruzione di caccia a discapito delle altre tipologia di aerei. Forse il pilota russo di un aereo da attacco al suolo non poteva avvertire immediatamente il miglioramento - esso doveva affrontare tutta la pericolosità del volo a bassa quota e del fuoco di risposta - ma è innegabile che le perdite sarebbero state enormemente più grandi se la caccia tedesca fosse stata presente, dopo il 1943, in numero accettabile. Le perdite d'altra parte non erano la prima preoccupazione di Stalin, anche se alla fine del conflitto le forze armate sovietiche stavano cominciando a raschiare il fondo. L'efficacia dell'azione delle armi e degli uomini in forza alle armate sovietiche fu sì dovuta alla bontà di alcune macchine e armi (nonchè del semplice numero), ma anche al progressivo declino della macchina bellica tedesca su tutta la linea e questo fu dovuto a diversi fattori, non tutti causati dalla lotta sul fronte orientale. E' vero, l'A-36 aveva freni da picchiata ed era impiegato teoricamente come bombardiere a tuffo, compito che tra l'altro a quanto pare svolgeva bene, solo che nella fase critica, e cioè la risalita dalla picchiata, rivelò una forte vulnerabilità al fuoco da terra. Questo perchè esso doveva necessariamente, in questa fase, volare di fronte al nemico esponendo la sua parte più vulnerabile: il ventre.
  8. Gli attacchi al suolo nella Seconda guerra mondiale erano imprecisi a prescindere e solo due cose aumentavano la precisione: l'abilità del pilota o la tecnica del bombardamento in picchiata. Lo Il-2 non era certo invulnerabile, come non lo sono i corazzatissimi A-10 o l'Apache (che tra l'altro non sono mai stati impiegati in un contesto di guerra ad alta intensità con un'opposizione massiccia di caccia nemici, cannoni antiaerei e SAM). Il fatto però che è se lo Il-2 non era al riparo da cannoni da 20 o 37 mm, era quantomeno ben protetto nei confronti di armi di calibro inferiore, cosa che i Typhoon o i Mustang (anche se questi non erano impiegati molto spesso in ruoli di appoggio tattico) con i loro esposti radiatori non potevano essere. La versione da attacco al suolo del Mustang, il relativamente poco conosciuto A-36 Apache, era efficace, ma piuttosto vulnerabile. Purtroppo ripeto ancora una volta che quando si parla di qualsiasi cosa inerente al fronte orientale si naviga nella nebbia. Sarebbe interessante confrontare i ratei di perdite con il numero e la tipologia delle missioni, l'intensità di impiego e, cosa difficilissima persino per i ben più conosciuti e registrati avvenimenti sugli altri fronti, l'effettiva efficacia...
  9. Rudel era un pilota fuori dal comune, ma la contraerea poteva essere realmente un problema serio per gli aerei da attacco, soprattutto quella di calibro medio-piccolo (20-37 mm). Lo JU-87 ottenne grandissimi successi i primi anni di guerra - come penso tutti sapranno - perchè, a parte la non elevatissima opposizione da parte della caccia, fondamentalmente le unità terrestri non erano assolutamente protette da un numero adeguato di pezzi contraerei atti a contrastare aerei da attacco relativamente piccoli quali lo JU-87. In seguito, con il proseguo della guerra, aumentò moltissimo l'opposizione dei caccia nemici, ma da parte alleata non aumentò altrettanto la difesa di unità mobili da parte di pezzi contraerei (obiettivi fissi quali aeroporti e punti sensibili erano ben protetti), anche perchè sul fronte occidentale nel 1943-44 le missioni di attacco al suolo della Luftwaffe poca cosa. Le divisioni tedesche dovettero affrontare per parte della guerra un pericolo sempre crescente da parte degli aerei da attacco nemici e di conseguenza si dotarono di un maggior numero di pezzi contraerei (vista anche la crescente difficoltà della Luftwaffe). Questo rendeva le missioni di appoggio tattico molto rischiose ed è ovvio che alcuni velivoli fossero più vulnerabili di altri. Sul fronte occidentale i velivoli dotati di motore raffreddato a liquido con radiatore posto in basso nella fusoliera, erano estremamente vulnerabili al fuoco di risposta, anche da parte di calibri relativamente piccoli. Questo era vero per il Typhoon e per il Mustang, soprattutto quando venne impiegato massicciamente nel ruolo di appoggio tattico in Corea. Da questo punto di vista lo Il-2 era sicuramente molto più adatto al ruolo; ebbe moltissime perdite (ma bisogna anche considerare il numero impiegato, l'opposizione che incontrò soprattutto nei primi anni e il semplice tipo di scontro totale che ci fu sul fronte orientale), ma era sicuramente molto più robusto degli altri modelli. Da parte occidentale il P-47 era sicuramente più adatto a questo ruolo, per quanto non fosse nato per tale impiego: era più intrinsecamente robusto, il motore radiale era meno vulnerabile ed era un'ottima piattaforma di tiro. Le stragi che i velivoli occidentali riuscirono a fare furono dovute alla scarsissima opposizione aria-aria e all'enorme numero di sortite che effettuavano, ma è bene ricordare che la maggior parte dei danni non venivano assolutamente inflitti ai carri armati. Per quanto questa sia una leggenda dura a morire i carri armati potevano essere messi fuori combattimento soltanto da un colpo diretto e persino quando vennero impiegati i bombardieri pesanti (vedi Operazione Cobra per esempio) soltanto colpi diretti o molto vicini potevano distruggere completamente un mezzo. Più facile era che venissero strappati i cingoli o che l'equipaggio andasse fuori di testa. Effettuare un colpo diretto su un carro - magari in movimento - con un Typhoon armato di razzi o bombe entrambi privi di guida, mentre da terra ti sparano di tutto, era estremamente complicato. Rapporti americani e inglesi dopo la fine della battaglia di Normandia e dopo la fine del conflitto evidenziano che erano ben pochi i mezzi corazzati pesanti messi completamente fuori uso da questi attacchi (come viene specificatamente detto in D-Day di Antony Beevor e nel molto precedente Overlord: il D-Day e la battaglia di Normandia, di Max Hastings). Le perdite maggiori erano inflitti ai mezzi poco o niente corazzati, come camion o semicingolati. Perdite che comunque erano importanti, visto che una divisione corazzata non si muove se non arrivano i rifornimenti su camion o su treno...
  10. Definire con precisione l'efficacia dello Il-2 non è assolutamente semplice. Qualsiasi cosa si voglia cercare di analizzare - rateo di perdite in proporzione alle sortite, effettiva efficacia come assaltatore, doti di incassatore, ecc.. - il problema è reperire la documentazione necessaria. Tutte le pubblicazioni sulle battaglie - terrestri o aeree - svoltesi sul fronte orientale durante la Seconda guerra mondiale devono essere presi con le molle. Un esempio classico può essere lo scontro di mezzi corazzati che ebbe luogo a Prokhorovka il 12 luglio 1943; per decenni ci si è dovuti affidare ai resoconti sovietici che sempre più si sono rivelati assolutamente esagerati, soprattutto dopo l'apertura degli archivi dell'Europa orientale a seguito della caduta dell'URSS. Recentemente addirittura alcuni storici hanno ridimensionato, dopo attente ricerche ed analisi, del tutto lo scontro che di conseguenza non può più essere considerato - secondo loro - la più grande battaglia di mezzi corazzati della storia. Di conseguenza è già difficile avere stime anche lontanamente precise sull'operatività dello Shturmovik, figuriamoci riuscire a fare un confronto diretto con velivoli di impiego similare. Io lascio ad esperti in materia il compito di provare a rispondere precisamente alle tue domande, ma ritengo che qualsiasi tentativo in merito risulterebbe in ogni caso impreciso (non per colpa di nessuno, bensì appunto per una generale mancanza di indicazioni precise). Ciao...
  11. Bisogna secondo me calarsi nello spirito e nella mentalità degli uomini politici e delle popolazioni del tempo. Il concetto di "pace a tutti costi", di "appeasement", tanto ricercati sul finire degli anni '30 dagli alleati occidentali rispecchiava il pensiero e le paure di quei paesi. Si può, probabilmente a ragione, accusare di miopia politica uomini come Neville Chamberlain o Daladier poichè una analisi nemmeno troppo profonda della leadership nazista in Germania poteva far facilmente capire quanto poco valessero le parole di Hitler e quanto grande fosse la sua fame di conquiste. I francesi avevano perso più di 1 milione di uomini nella Grande Guerra, mentre la relativamente poco popolosa Gran Bretagna ebbe più di 715.000 morti e tutto questo senza considerare gli invalidi di guerra. E' secondo me comprensibile che le due nazioni volessero a tutti i costi evitare un conflitto che avrebbe potuto facilmente trasformarsi in una nuova carneficina. L'opinione pubblica dei due paesi (e sappiamo bene quanto conti l'opinione pubblica in un paese democratico ad elezioni libere) era apertamente ostile ad un nuovo confronto militare con la Germania e lo fu almeno fino a che Hitler non violò apertamente gli accordi di Monaco, distruggendo quello che rimaneva della Cecoslovacchia. E' significativo che anche in Germania non ci furono assolutamente episodi di esultanza come quelli dell'agosto 1914 alla dichiarazione di guerra alla Polonia e, il 3 settembre, all'entrata in guerra contro Francia e Gran Bretagna. Tutte le testimonianze concordano che nella capitale tedesca l'aria era assolutamente quieta, quasi tetra. Anche il giornalista americano autore di una storia del III Reich, William Shirer riporta una considerazione simile. Perfino la popolazione tedesca quindi, nonostante i 6 anni di continuo bombardamento propagandistico da parte del Dr Goebbles, sentiva ancora sulle spalle i massacri del conflitto precedente. Quanto ai rapporti di forza, è abbastanza chiaro che sul medio-lungo periodo la coalizione tra l'Impero Britannico e Commonwealth e l'Impero Francese avrebbe avuto sulla carta una notevole superiorità umana e materiale; il problema però è più complesso di così. Alla fine degli anni '30 i due paesi sapevano che in alcuni campi erano profondamente in ritardo rispetto alla Germania, nonostante già dal 1937 entrambi avevano iniziato delle limitate - poi sempre maggiori - politiche di riarmo. Tralasciando la superiorità tattica tedesca, che non si poté del tutto conoscere fino al maggio del 1940, sul breve periodo anche una guerra convenzionale sulla linea della I Guerra Mondiale, avrebbe potuto essere fallimentare e senza ombra di dubbio sanguinosa. Nella migliore delle ipotesi - un mancato sfondamento tedesco del fronte francese - avrebbe, nella mentalità degli alti comandi anglo-francesi, portato semplicemente ad una ripetizione della lunga guerra di posizione che caratterizzò il conflitto 1914-18; questo non era accettabile. Nè ovviamente la Francia poteva permettersi di cedere spazio in cambio di tempo e capacità di manovra, sia perchè di spazio non ce n'era proprio (tra l'altro i territori francesi più ricchi erano proprio a ridosso del confine), sia perchè le forze armate e i comandi non erano addestrati ad un tale tipo di combattimento; mancava proprio la mentalità e questo valeva in buona parte anche per gli inglesi, che d'altra parte ad inizio guerra potevano contribuire con ben poche divisione. A tutto questo si aggiunse, nel settembre 1939, il dilemma del patto nazi-sovietico e, per l'impero inglese, la minaccia nipponica sempre crescente in estremo oriente che inevitabilmente impediva la concentrazione totale di tutte le forze terrestri e navali in Europa. In ultimo bisogna ricordare che i due imperi, enormi, molto più ricchi di risorse umane e materiali della Germania, avevano tutti i problemi di essere proprio organismi imperiali. Il loro vario contenuto etnico creava problemi linguistici, i crescenti nazionalismi nelle colonie facevano aumentare molto le tensioni interne e le enormi distanze tra la madrepatria e i territori oltremare complicavano enormemente il flusso di rifornimenti e la logistica in generale. La Germania d'altra parte era invece un blocco più o meno etnicamente e linguisticamente omogeneo, posizionato nella "Mitteleuropa", che poteva mobilitare più rapidamente e più facilmente il suo potenziale umano e materiale e scagliarlo contro un singolo preciso obiettivo.
  12. massarosa

    Saluti

    Salve a tutti, mi chiamo Jonathan e ho 24 anni. Sono appassionato di storia militare e ho deciso di unirmi a questo forum. Ci becchiamo nei topic!
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