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Vultur

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Everything posted by Vultur

  1. Ok vortex cancella tutti i miei messaggi per favore così nessuno li troverà più sgraditi o inventati. Chiedo venia per il disturbo arrecato, non era mia intenzione. Chiudo.
  2. Ma che boni e boni !!!!!!!!!!! Questo è in malafede secondo me e mira a dar ad intendere solo quello che vole lui e lo lasciano fare! .... una densità di inesattezze e cose inventate di sana pianta pari gli abitanti di Gaza.?????????????????? basta andare su wiki in inglese!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! MAD: Mutual assured destruction Petr Ufimtsev: Ufimtsev taught at the University of California, Los Angeles (UCLA), which is the same school that Ben Rich, developer of the F-117 "Stealth Fighter", studied for his graduate degree". Ciao, bel forum complimentissimi! Cog****ne io che ci perdo tempo.
  3. Questo lo dici tu, chi me lo ha detto è perfettamente inutile che te lo dica, tanto qualunque cosa scriva tu hai stabilito che me la invento, ma basta che vai su qualunque e dico qualunque sito in russo (lingua che non parlo, ma che quando ho tempo mi diletto a usare Google translator) per capire che le cose che ho scritto sono ordinaria amministrazione. Fame di cosa?? I motori sono fuori produzione e si conta di riavviarla a costi accettabili per poter allungare la vita dell'aereo dato che sono anni e anni che vanno avanti con motori ormai vecchi. Le mie cosiddette inesattezze sono per lo meno pari alle vostre (a stare riguardati ...)e che c'entrano gli abitanti di Gaza?? ma che c***zo scrivi sei ipoglicemico e lo zucchero non ti arriva al cervello!!! O sei in malafede? Se ritieni che i miei post sono inventati guarda cancellali tutti te li domando chiaramente, cancella tutti i miei post da questo forum.
  4. L'ho citato per dire che ha i reverse, perché non si può citare il Tornado, di cui tra l'altro mi pare nella mia ignoranza mi pare di sapere più cose di un sacco di gente su questo forum???
  5. Credo che a Mustanghino interessasse sapere solo come e se può variare la spinta di un jet se varia la velocità dell'aria in entrata, non se si fanno o meno tests con ventilatori; dato che parla di: "... verificare (in modo maccheronico) la spinta in funzione della velocità di avanzamento?". Forse non sarà una domandona per voialtri ingegneri, ma per me lo è. Del Tornado non so nulla, per il resto per esempio può essere interessante questo, a titolo d'esempio e proprio nel campo civile da te citato: http://www.youtube.com/watch?v=41C4qMDzT_0 Almeno un mortale incidente in atterraggio è stato aggravato (anche se non causato) fino all'esito fatale proprio dal tardivo inserimento dei reverse. In pratica si è usciti di pista schiantandosi e tutto il resto ... La pista era bagnata, c'era vento, non si vedeva a un palmo dal naso ... e i reverse non li hanno inseriti quand'era ora, cioè in aria. E' chiaro che la risposta dei motori di un liner non è quella prontissima di un caccia, il numero di giri probabilmente sale molto più lentamente e rallentare duecento tonnellate non è come rallentarne venti.
  6. No no i reverse in volo prima di toccare si inseriscono eccome se la situazione lo richiede. Proprio se non li inserisci rischi di ammazzarti. La questione di Mustanghino è secondo me una domandona di aerotecnica grossa così. La potenza in funzione della velocità dell'aria in entrata. La potenza (utile) è la spinta x la velocità di volo (cioè l'aria in entrata). Se non ricordo male il rendimento del motore a getto è = 2V / (W+V) Dove V è la V di volo (che sarebbe anche la V con cui l'aria entra nel motore) e W è la velocità in uscita all'ugello di scarico (che nei jet è considerata costante a circa 600 metri/secondo). In poche parole, il rendimento propulsivo di un jet aumenta con la V (vel. di volo). Se sbaglio chiedo venia c'ho solo provato.
  7. Con la fame che hanno dei motori NK-32, a quel Tu-160 sarà la prima cosa che gli avranno portato via.
  8. E i reverse. Il Tornado per esempio ha i reverse. Per avere una maggior resistenza a bassa velocità, dove l'aerofreno è inutile, si usavano maggiori superfici rispetto agli aerofreni: uno, due, tre paracaduti. Sulle portaerei i postubruciatori dovrebbero essere accesi appena il gancio prende in qualcosa. I reverse in condizioni normali si accendono anche in volo prima di toccare, soprattutto su piste corte e/o bagnate e/o fangose o ghiacciate, perchè la loro massima potenza i reverse la raggiungono in qualche secondo e non subito. E qualche secondo su una pista corta può vuol dire molto.
  9. Ho pensato la stessa cosa, ma in realtà da quel che so gli studi stealth sovietici e poi più semplicemente russi sono sempre stati sottovalutati. Pare che il Tu 160 abbia da sempre misure atte a ridurne l'osservabilità. A partire dalla forma, che come si può vedere è molto filante e priva di spigoli. Sempre da quel che so, le coperture alle prese d'aria sono una procedura obbligatoria per mascherare i motori e le prese d'aria. I Tu-160 iniziali avevano le pale delle turbine e i condotti delle prese d'aria stealth. Problemi economici derivati dalla caduta dell'URSS a parte, il Tu-160 forse è stato frainteso. In realtà è esattamente quel che sembra: l'aereo della Fine del Mondo. Infatti, lo stealth gli serve relativamente. Il suo compito NON è l'interdizione, nè tanto meno l'infiltrazione a bassa quota per rilasciare armi convenzionali, ma è l'attacco nucleare stand-off del territorio degli Stati Uniti d'America. Come si vede infatti i Tu-160 sono privi di mimetica e sono tutti in bianco anti-riflesso nucleare. Le difese radar si pensa siano una minaccia relativa per questi aerei. Infatti il Tu-160 è il terzo e non il primo stadio di un'eventuale risposta russa. Anche se, i Tu-160 in realtà decollerebbero per primi al massimo carico di armi possibile, per poi rifornirsi subito in volo e partire. La prima reazione in questo modo di pensare sono (sarebbero) i missili balistici dei sottomarini lanciamissili nucleari russi. La seconda parte sono i missili balistici intercontinentali. (T + 30 minuti e fino a "qualche ora"). La terza parte arriva con i Tu-160 e i loro cruise. Le difese contraeree e gli aeroporti nemici a questo punto sono già stati distrutti. Ecco a cosa serve il colore bianco antinucleare: a combattere le radiazioni delle testate intercontinentali amiche già esplose in territorio nemico. Un Tu-160 può decollare dalla Penisola di Kola, fare rotta permanentemente in supersonico fin davanti alle coste occidentali della Scozia. E da lì colpire con i suoi missili obbiettivi situati fino in nord Africa, per poi ritornare a casa. In questo tipo di visione, il Tu-160 è quindi completamente diverso dal B-1B. Innanzitutto è bisonico. In secondo luogo NON gli è richiesto di compiere attacchi convenzionali a bassa quota, nè infiltrazioni in territori ostili le cui difese non siano già state distrutte. In caso ci crisi internazionale, i Tu-160 decollano è raggiungono posizioni vicine a quelle di lancio dopo essersi riforniti. E lì rimangono in attesa anche per più di 24 ore. Il decollo di questi aerei in caso di una crisi internazionale sarebbe quindi un segnale, un messaggio inequivocabile (dell'imminente lancio da parte dei sottomarini lanciamissili russi a propulsione nucleare e così via a seguire). Sotto quest'ottica quindi e teoricamente, la Russia potrebbe anche non aver mai avuto alcun bisogno di caccia da superiorità aerea stealth: qualunque minaccia alla sicurezza russa verrebbe immediatamente "trattata" con i tre passi di cui sopra. Il missile Raduga Kh-101 (e 102 a testata nucleare) disporrebbe di versioni stealth. La gittata di 3.000 Km risulterà presto aumentata a 5.000 (e da quel che c'ho capito io sarebbe già in servizio). Alcuni Tu-160 sono stati avviati all'upgrade che li porterà alla versione M, così come i Tu-142 (M) e i Tu-22M3-M. Il programma prevedrà l'intergazione e il potenzioamento dei sistemi dei tre aerei. L'aumento delle capacità di carico (fino a 46 tonnellate di missili per il Tu-160) e l'impiego degli stessi sistemi, cosicchè saranno integrabili e intercambiabili. L'unico vero fattore limitante del Tu-160 è il basso numero di esemplari volanti. (Inoltre c'è il problema dei motori che sono per ora fuori produzione da circa 20 anni). Un altro problema è che le esperienze e alcune tecnologie per la produzione degli enormi pezzi scatolari in alluminio della fusoliera, specie dove si congiungono i segmenti a geometria variabile delle semiali se ne stanno in Ucraina. La Russia pensa di prolungare la vita dei Tu-160 fino almeno al 2020, quando dovrebbe entrare il nuovo PAK-DA.
  10. Se la velocità è atta all'estrazione del carrello in volo, il carrello estratto e bloccato si stacca solo se dai una gran botta (cioè vieni giù sulla pista troppo in fretta), specie con sollecitazioni "incongrue", tipo vento al traverso ed aereo che tocca prima con una gamba poi con l'altra ed anche così il carrello principale è robustissimo perché da quel che so una sola gamba è atta a sostenere tutto l'aereo. Il ruotino di prua si può mettere in un foro, ma non conta molto, perché se l'aereo è ancorato male, a pieno postbruciatore è come se in bici o in moto freni solo con la ruota davanti ... Quel che conta è il carrello principale. Il carrello di prua che so io i freni manco ce li ha. Non so il Typhoon (che però ha un nome che mi pare un programma ...), ma con il postbruciatore inserito la spinta supera 100%, per cui i freni, tirati o no, servono a nulla: l'aereo partirebbe lo stesso strisciando. Esiste il gancio d'arresto, che sarà sicuramente all'altezza della "bisogna", ma soprattutto esistono le catene e i blocchi delle gambe del carrello principale. Alcuni aerei atterrano anche con il postbruciatore se gli impianti lo richiedono. Il Mig-25, che era un missile, atterrava con la manetta al 70% (non aveva boundary layer control perché non gli serviva). L'F-104 o altri aerei come il Buccaneer con il boundary layer control system (cioè il sistema che spara aria sui flap per il controllo alle basse velocità), come anche il Mig-21 mi pare, atterravano con la manetta quasi al massimo anche se non so la %, proprio per alimentare i sistemi di compressione aria. Infatti la manetta non è sinonimo di velocità, ma di potenza in giri/min. Il bello non è tanto fermarsi in emergenza su una pista corta con gancio d'arresto (gli aerofreni hanno un'efficacia direttamente proporzionale alla velocità per cui non servono a nulla alle basse velocità, non servono per fermarsi, ma per rallentare in volo e in finale), il bello di arrestarsi con il gancio su una pista corta dicevo non è tanto il riuscire nell'impresa, ma ridecollare da quella stessa pista ... cosa quasi sempre impossibile.
  11. Allora da quel che so, i Tu-95MS non viaggiavano in appoggio come ho scritto io, ma erano in viaggio per lo stesso motivo dei due Tu-160. Ufficialmente un'esercitazione di navigazione a lungo raggio. Il Tu-95MS (Bear H) dovrebbe essere in grado di trasportare e lanciare gli stessi missili cruise del Tu-160. Potendo trasportare e lanciare, dicono i russi, fino a 16-18 missili cruise Raduga Kh-55 (AS-15 Kent) e derivati. La Russia ha fornito centinaia di migliaia di tonnellate di grano al Nicaragua, praticamente gratis. Il sorvolo dello spazio aereo nicaraguegno potrebbe essere una delle possibili risposte nicaraguegne. Il sorvolo di questi bombardieri supersonici su paesi così vicini agli Stati Uniti è sicuramente un segnale forte, dato che i Tu-160 sebbene siano pochi (da quel che so circa 16 in servizio operativo), sono concepiti proprio per l'attacco nucleare stand off degli USA. Il Tu-160 è sicuramente un aereo impressionante, molto indicato anche per mostrare la Stella Rossa in giro. I missili antimissile in Europa Orientale mi paiono un buon motivo per questa "esercitazione a lungo raggio" russa. Un altro potrebbe essere la ricerca di una maggiore influenza russa in America Centrale e Meridionale. Soprattutto in vista magari della futura dipartita di un Fidel Castro a Cuba, paese in cui pare ci sia il anche il petrolio offshore. Se qualcuno volesse mettere le mani in pasta a Cuba al momento del crollo del regime cubano, potrebbe dover fare i conti anche con la presenza russa in America Centrale. Tu-160 Valentin Bliznyuk, Air Force 94113 (sul timone), numero seriale 19 rosso (portelli nose gear): Notare come i Tu-160 quando sono avvicinabili dai fotografi usino estesamente le mascherine alle prese d'aria dei motori. Da quel che so, 10 Tu-160 sono stati avviati a un programma di upgrade che comprende anche materiali RAM, con un costo di circa 35 milioni di dollari ad esemplare. La cosa che non sapevo è che le prese d'aria e i primi stadi delle turbine dei Tu-160 incorporavano già misure atte a ridurre la RCS fin dal primo Tu-160 costruito (!). Ancora più inatteso per me è che la riduzione della RCS è giudicata importante in Russia per un bombardiere strategico, ma NON vitale. I motivi sono vari. Da quel che so io, il classico carrello a tre assi Tupolev, per quanto riguarda il Tu-160, è originale, cioè NON ha a che fare né con il Tu-154, né con il Tu-22M, sebbene gli somigli molto.
  12. I bombardieri pesanti dell'aviazione a lungo raggio Tu-160 Aleksandr Novikov, numero seriale 12 e Aleksandr Golovanov (nome sul muso), numero seriale 05 (portello sinistro del nose gear), provenienti dalla base aerea della Guardia di Engels, hanno lasciato il Venezuela, diretti a quanto si sa in Nicaragua, paese che probabilmente ha concesso loro il sorvolo per accedere al Mar dei Caraibi. I "Cigni bianchi" sono arrivati all'aeroporto venezuelano Simon Blovar con una consistente missione russa, comprendente almeno un Il-96 passeggeri/cargo e due Tu-95MS, aerei che hanno dato l'appoggio alla radionavigazione in aree oceaniche remote e hanno garantito il ponte radio per le comunicazioni durante il volo a lungo raggio sopra il Pacifico. La marina è invece rappresentata dall' incrociatore a propulsione nucleare Pietro il Grande, appartenente alla classe Kirov, accompagnato dalla sua task force. Ignote le forze subacquee. http://sdelanounas.ru/blogs/42813/
  13. La marina americana usa gli F-16 e gli F-5E alla Top Gun, non solo gli F-18.
  14. Usano qualunque aereo serva. Comunque delle "cellule" non so nulla. In genere gli F-18 si vedono nella Marina, gli F-16 nell'Air force. Quello sopra porta il codice AK (Alaska), 18th squadron "Aggressors", base aerea di Eielson. Come si vede sulla deriva, sarebbe un aereo ricevuto nell'anno fiscale 1986 (o 2006?). L'Air force usa il termine aggressor, la Marina "adversary". Un aggressore è uno che ti assale, quindi ti devi difendere. In genere quindi suppongo che il ruolo dei piloti dell'Air Force sia la difesa. Un avversario invece è appunto un avversario e te lo puoi ritrovare davanti in Alaska come a Timbuctù, per cui puoi essere sia in difesa che in attacco.
  15. Ma quindi ci sono paesi latinoamericani che si lasciano sorvolare da bombardieri intercontinentali russi?
  16. Ma se venivano dalla costa ovest degli Usa, come hanno fatto ad atterrare in Venezuela? Son passati sopra la Colombia?
  17. Non in coda al DC-9 Itavia, ma in coda a uno dei loro aerei che transitavano sullo spazio aereo italiano con tanto di piano di volo, come un C-130 per esempio. In questo modo se erano bravi, in formazione ravvicinata potevano magari eludere i radar, cioè si vedeva solo un segnale e non due. Gli aerei libici "ufficiali" avevano piano di volo con autorizzazione, un altro aereo libico meno ufficiale, come un caccia, avrebbe potuto anche accodarsi per comodità venendo dalla Russia, o da dovunque. Da dove veniva? Che ne so. Per quanto ne so, per come andavano le cose in quegli anni e per l'idea che mi sono fatto a sto punto poteva essere decollato da Roma dopo un caffè al circolo ufficiali dell'AMI mentre ritornava a Tripoli dalla Russia recando gli omaggi di Gheddafi, non mi stupisco più di niente. Se gli Hercules libici potevano fare scalo a Venezia (pare con tanto di pezzi nuovi mandati dalla Lockheed ...), perchè un Su-17 o un Mig-23 non avrebbero potuto fare lo stesso? Magari senza dare nell'occhio per non creare problemi agli italiani?
  18. In tutti questi anni ne ho sentite così tante che ormai sul fatto che non ci fosse nessun aereo in quella zona ho i miei più seri dubbi .... Pare invece che ce ne fossero molti, militari e civili e di molte nazioni. Che i libici passassero sul nostro territorio è ormai cosa quasi certa. Aerei libici andavano e venivano da Tripoli sopra l'Italia da e verso la Jugoslavia. Alcuni velivoli libici pare si fermassero addirittura per manutenzione e ammodernamento su aeroporti italiani come quello di Venezia. I libici pare (il pare è d'obbligo, ma mi sa che qua ormai lo sanno anche i muri) che arrivassero e ripartissero con regolare autorizzazione e piano di volo, ritornando in Libia passando per la rotta ormai famosa Ambra-13: Venezia - Bologna - Firenze - Roma - Ustica - Palermo - Malta - Tripoli. Da quando Sadat aveva siglato l'accordo di Camp David nel 1978, con i russi ufficialmente aveva rotto, per cui gli americani andavano e venivano dall'Egitto nel 1980. In settembre infatti cominciarono in Egitto le operazioni "Bright Star", che tra l'altro dovrebbero essere una delle primissime uscite operative del nuovissimo UH-60 Black Hawk. Quella sera inoltre, anche qui, pare, ci fossero pure i francesi con i Mirage, oltre all'Aeronautica militare italiana e all'US Navy. Inoltre, come si legge anche su Wikipedia pare ci fosse almeno un E-3 Sentry AWACS sopra la Torcana. Sembra poi che ci fossero anche F-111 in esercitazione ed "altri aerei". Queste cose ormai sono di dominio pubblico mi pare. Il disgraziato DC-9 Itavia quindi potrebbe essersi venuto a trovare in un bel macello, tra americani da e per l'Egitto, libici da o per la Jugoslavia o l'Italia e caccia tutto intorno. Pare (anche qui il pare è d'obbligo), che non solo cargo come i C-130, ma anche aerei d'attacco e da caccia libici volassero sull'Italia per recarsi in Jugoslavia, DDR, o in Russia. Se un Mig-23 libico, come quello caduto poi sulla Calabria, si fosse messo a volare in coda a un C-130 libico "autorizzato" per seguirlo in Jugoslavia e se qualcuno avesse visto un caccia sconosciuto avvicinarsi alle forze americane, è possibile che ne sia nata una battaglia aerea. Il tutto probabilmente innescato dalla prassi per così dire ufficiosa, ma ormai assodata, dei libici di passare sull'Italia con il placet degli italiani, che facevano finata di girarsi dall'altra parte. Il tutto quindi non potrebbe essere stato che un tragico, maledetto malinteso, in cui gli americani o qualcun altro della NATO, come noi o i francesi, si sono visti sfiorare da Migs diretti non si sa dove né perché. Altro che "nessun aereo" ....
  19. Mai saputo niente del genere, ma mi sembra difficile. Ammesso che succeda, io non ce la vedo la Royal Navy che ogni volta deve passare dalla RAF a richiedere l'uso della forza aerea. Sarebbe un controsenso, metterebbe la Royal Navy nelle condizioni di non poter diporre di una sua componente aerea. Il che mi pare impossibile. Farebbe la fine della Regia Marina italiana nella seconda guerra mondiale. Con le nuove portaerei e con gli F35 multiuso, mi sa è più probabile che la RAF passi alle dipendenze della Royal Navy ...
  20. Belli, ma non penso saranno realizzati. Costi carburante. Costi di gestione. Internet: cosa può fare di così veloce un aereo che non possa già fare il web alla velocità della luce? I motivi per mettersi davvero a correre fisicamente dal punto A al punto B della superficie terrestre sono pochissimi. I militari potrebbero aver bisogno di un cargo del genere. I civili che ci fanno? Forse trasporto veloce di organi per trapianti d'urgenza? Un solo pezzo di fegato vale così tanto? E poi, quanti si potrebbero permettere trasporti speciali del genere?
  21. Non ne ho idea. Avranno sperato che la bomba non gli esplodesse direttamente sulla testa. Sono sicuro che quelli che le bombe atomiche ordinano di lanciarle si ritroverebbero sotto almeno un chilometro di roccia viva molto prima del vero bang finale. A chi frega se i rifugi antiatomici dei comuni mortali funzionano per davvero o no? Se funzionano, la gente che ne uscirebbe (dopo mesi, se non anni) avrebbe ben altri problemi che fare causa a qualcuno per il gran fracasso; se invece non funzionavano, chi ritornerebbe in dietro a protestare??
  22. io non riesco a vederlo. Comunque sarebbe interessante sapere qual'è il paese europeo che più di tutti di è dotato di una capillare rete di rifugi antiatomici. A giudicare dalla diffusione di tali rifugi in Italia, da quel che ho visto io, la cosiddetta "minaccia nucleare" non è stata molto recepita nell'italica penisola. Da quel che so è invece la Svizzera che si è dotata di rifugi antiatomici, anche in molte abitazioni private costruite ab initio (fin dall'inizio) con il loro bravo rifugio nel seminterrato, diventato poi un'eccellente cantinetta abbondantemente rifornita di ottima birra per i giorni bui della terza guerra mondiale. Ma che ci facevano gli svizzeri con un rifugio antiatomico? Boh. Attaccare con la bomba atomica la Svizzera è per me qualcosa di più insondabile degli oceani di cabernet di Marte. E' come segare il ramo su cui si è seduti, manco una scimmia arriverebbe a tanto. La metà della Svizzera sono montagne, che avrebbero smorzato o ridotto le esplosioni atomiche; quindi incredibile a dirsi la Sizzera ci batterebbe pure nella sopravvivenza post-nucleare, cioè sarebbero stati loro a ripopolare il mondo del giorno dopo. L'unico motivo che mi viene in mente è che gli svizzeri sono così previdenti che, in previsione di un attacco atomico all'Europa, volevano tutelarsi pure dalle radiazioni provenienti dai paesi circostanti, ridotti in cenere dai russi. Gli svizzeri pensano perfino alle radiazioni, per così dire, "indirette", cioè a quella fetta di raggi gamma provenienti da fuori del loro territorio e noi quanti rifugi atomici avevamo sotto casa nostra? E' importante manifestare, ma per me mentre gli altri manifestavano contro gli equilibri del terrore, magari ai piedi del Vesuvio, uno dei più pericolosi vulcani attivi della Terra, sarebbe stato altrettanto importante scavare, cosa che nessuno che io conosca ha mai fatto! Sono quindi cresciuto in mezzo (nella migliore delle ipotesi) a degli imprevidenti!! Oppure a gente che non credeva molto ai rappresentanti di rifugi antiatomici porta a porta? Boh.
  23. Ma perché 100 megatoni proprio a noi (sic)??? Allora facciamo solo 50? Pensi che con 50 megatoni la cosa sarebbe stata più "sopportabile"? Mi viene in mente una frase di Woody Allen: "Oh lui dice che se non te la finisci, ti mette una palla in testa!" e Woody: "Oh cacchio! Ha specificato il calibro??". Il Norad a quanto mi risulta, cioè dal bellissimo "Wargames" del 1983, a questo ammonta e risale la mia esperienza sul NORAD, è un punto sprofondato nel ventre delle Montagne Rocciose del Colorado. Mosca non solo era la capitale dell'Impero del Male di reaganiana memoria, ma era anche il centro del comunismo. Cinquecento megatoni per una città? Una volta, parlando con un moscovita (che sa benissimo l'italiano), ebbi il coraggio di lamentarmi che dovevo fare 69 Km per recarmi al lavoro e altrettanti per tornare. Lui mi consolò al solito modo russo. "Sai?", mi disse, "a Mosca, con 69 Km neanche usciresti di città ...", non so se mi sono spiegato. Il distretto di Mosca ha un diametro di circa 180 Km, chilometro più, chilometro meno. Pensa tu quanta roba ci puoi mettere, anche nel sottosuolo. Detto questo, a me mi pare tutta un'assurdità e meno male, perché se non lo fosse stato non saremmo qui a parlarne.
  24. Il Tornado ha un "weight on wheel" switch che si attiva/disattiva con la compressione del ruotino di prua. Per la manutenzione ad aereo sui martinetti e a carrello totalmente esteso, come ho scritto sopra, ci dovrebbe essere una sicura che esclude la chiusura del circuito del "weight on wheel" quando il ruotino di prua si estende. In questo modo si evitano i movimenti del carrello mentre i meccanici sono al lavoro, perché alla pompa non arriva elettricità anche se il nose gear è tutto esteso (ad aereo sui martinetti). Se qualcuno ha dimenticato di disinserire questa sicura, la pompa idraulica che si occupa di mantenere la pressione nel circuito deve essere rimasta senza corrente elettrica e appena l'aereo ha iniziato la rotazione in decollo, il carrello è rientrato. (N.B.: questo è solo UNO dei motivi per una retrazione del carrello in decollo, sicuramente ce ne saranno altri).
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