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Sangria

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  1. Ovvio che sia così, ma mi sembra sterile andare a fare i confronti con la marina più potente del mondo, calibrata per essere egemone su tutti i mari del mondo. Noi dobbiamo confrontarci con le realtà che potrebbero potenzialmente esserci ostili, quindi gli stati rivieraschi del mediterraneo, gli stati del medio oriente e dell'Africa.
  2. la MW è un tipo di attività altamente specializzata e pertanto non può essere demandata ad unità non specificatamente progettate per tale scopo. E' necessario ridotto dislocamento per limitare la pressione idrostatica, con scafo amagnetico e con motori quanto più silenziosi possibile per evitare di attivare l'idrofono degli ordigni posati sul fondo. La mancanza di uno di questi requisiti impedisce ad una unità l'attività di caccia mine. Il campo minato è una delle espressioni più temute della "Sea Power" (potenza marittima): impedire all'avversario l'utilizzo SICURO di determinate rotte, siano esse mercantili o militari, oppure dei porti, istmi, insenature, ecc. Gli scopi sono: indebolire l'avversario nell'approvvigionamento marittimo, in particolare del petrolio e altre materie prime indispensabili all'apparato economico-industriale; ostacolare l'attività della sua marina da guerra, obbligandola ad accurate azioni di contromisure mine ed esponendo le unità navali maggiori ad una minaccia di danneggiamento grave. Per conseguire questi obiettivi gli ordigni sono di regola abbastanza piccoli, furtivi e relativamente poco costosi. Contrariamente a quanto si immagina, la mina (a differenza del siluro sottomarino) solitamente non affonda la nave colpita: è sufficiente infliggere danni tali da mettere fuori combattimento l'unità, e nel caso di navi mercantili una catastrofe ecologica per una petroliera squarciata è ampiamente esplicativa della minaccia potenziale.
  3. COsa sarebbe? Un errore marchiano? No, una caratteristica poco nota e molto interessante dei missili superficie aria. Anni fa (1991), il caso fortuito di un incidente, tragico, mise in luce una possibilità poco nota del Sea Sparrow, allorché una portaerei americana colpì accidentalmente con 2 armi un cacciatorpediniere turco che la stava scortando. Quasi tutti i SAM navali e qualcuno terrestre hanno una capacità antinave secondaria, anche se poco pubblicizzata. I missili Talos e Tartar (molto meno i Terrier), gli Standard SM-1 e 2, i Sea Dart, i missili sovietici di vario genere ne hanno. I missili SAM navali del tipo Sea Sparrow sono simili a quelli delle versioni aria-aria. La domanda potrebbe essere: i missili Sparrow sono utilizzabili contro navi, quando lanciati da aerei? A parte che la risposta dipende dai sistemi di controllo del tiro del caccia, la risposta venne data nel corso di alcuni misteriosi e mai chiariti attacchi navali contro la flotta nel Vietnam. L'episodio in parola è avvenuto e passato alla storia come la battaglia di Cap Lai, tra il 15 e il 16 giugno 1970 e vide una serie di azioni fratricide tra aerei, elicotteri e navi americane e australiane. Il primo attacco vide 2 missili lanciato contro l'incrociatore Boston, che finirono a prua e a poppa, in mare. 1 giorno dopo un altro aereo Phantom, ovviamente classificato come 'amico' dall'IFF, sparò un altro missile che centrò la nave al centro, ma non esplose. Si scoprì che si trattava di uno Sparrow. Ma il peggio doveva ancora venire, allorché il cacciatorpediniere Hobart venne a sua volta attaccato da un aereo che lanciò 2 missili che centrarono in pieno la nave sul ponte e sui fianchi. Poi, dopo 3 minuti ne venne lanciato un altro. I danni furono pesanti, vi furono vari morti e feriti, ma i missili non esplosero. Uno di questi penetrò nel deposito missili antisommergibili Ikara, che conteneva diverse tonnellate di propellenti e esplosivo. La mancata detonazione dell'arma salvò la nave dalla distruzione praticamente certa. Un'altra nave ancora venne bersagliata da missili, ma mancata, appena pochi minuti dopo. Difficile spiegare come missili a guida radar possano acquisire, usati da caccia con radar in modalità aria-aria, dei bersagli immobili, anche se di grosse dimensioni, invece di cancellarli automaticamente dallo schermo, eppure questo episodio è realmente avvenuto. I missili IR, per loro natura, sono sensibili al calore, e qualunque fonte va bene, specie se viene settata la spoletta di prossimità per ridurre la quota di volo senza rischio di esplodere prematuramente. Si dice che gli argentini avessero pensato di usare i missili R.530 contro le navi inglesi, ma la cosa non accadde. Queste armi, disponibili anche nelle versioni IR, avevano una testata da 27 kg e una gittata di oltre 20 km. I missili più piccoli non sono meno pericolosi. Supponiamo che un caccia come l'F-5, Mirage F.1 o F-16 attacchi una fregata pesantemente difesa da sistemi antiaerei a corto raggio, come i CIWS e cannoni di medio calibro, con raggio di tiro efficace di 10 o più km. Come in numerose aviazioni di tutto il mondo, non sono disponibili altro che bombe a caduta libera e missili aria-aria per l'autodifesa. Questo potrebbe portare alla perdita di numerosi aerei nella fase di attacco finale, specialmente negli ultimi 4-5 km di avvicinamento, alle difese della nave stessa. Ma i missili aria-aria IR potrebbero essere utilizzati, studiando la tattica giusta, come soppressori delle difese navali. L'attacco sarebbe portato a volo radente, come al solito in ogni azione antinave. Giunto a pochi km di distanza il caccia sarebbe sottoposto al fuoco dei cannoni e missili a corto raggio della nave, che avrebbe possibilità di abbatterlo con maggiore successo. Ma al tempo stesso, a quel punto potrebbe cabrare per manovrare meglio verso la nave avversaria (anche questa una tipica tattica) e tentare il lock-on (cioè l'aggancio col radar) perché per i missili IR, anche i più vecchi e rozzi, l'enorme calore emesso dai cannoni di medio calibro sarebbe un enorme radiofaro, molto evidente e con una ripetizione di 20-120 'battiti' al minuto. L'energia alla bocca di un cannone da 127 mm. arriva a circa 10 MJ, e questo richiede parecchi chilogrammi di propellente sparato con temperature elevatissime. Ripetendo il ciclo di fuoco con una cadenza media di un colpo ogni due secondi, non vi è praticamente soluzione di continuità nell'emissione di calore tra uno sparo e l'altro, mentre i calibri più piccoli arrivano anche a 2 colpi al secondo. Nell'insieme si tratta di un emissione energetica paragonabile al postbruciatore di un aereo da caccia, con temperature di picco anche maggiori. Se un attacco del genere venisse sferrato, da distanze di 5-7 km un cacciabombardiere potrebbe colpire la nave prima di correre eccessivi rischi, specialmente con i CIWS. Il pericolo insito in questo tipo di attacco è che i missili come i Sidewinder sono armi estremamente piccole e veloci. I CIWS sono in genere testati per abbattere tipici missili antinave, ovvero subsonici e piuttosto grossi, e avrebbero obiettive difficoltà con ordigni grandi un decimo e il doppio più veloci, che oltretutto cambiano rotta e velocità di continuo non essendo vincolati dalla traiettoria a volo radente. La precisione di queste armi potrebbe far centrare in pieno le armi della nave, e siccome queste sono sistemi moderni ad alta cadenza di tiro, per funzionare al meglio hanno bisogno di riservette dotate di quintali, se non tonnellate di munizioni, al di sotto del ponte privo di corazzatura, mentre il cannone stesso è in genere coperto solo da una cupola di vetroresina. Un missile Sidewinder ha la capacità, con le sue schegge, di passare oltre 2 cm, di acciaio a 10 metri e questo porrebbe gravissimi problemi di sicurezza, oltre a mettere KO il cannone principale o i CIWS. Inoltre i rottami (specie la parte di coda) volerebbero per centinaia di metri, per cui se un missile esplodesse sopra la torretta, il suo motore potrebbe squarciare subito dopo la plancia comando. Questo tipo di minaccia, portata da armi veloci e non specializzate, potrebbe essere estremamente pericolosa. Sia i missili terra-aria, che aria-aria ed aria-superficie come gli HARM sono tutte armi estremamente veloci, che possono superare abbastanza facilmente le difese navali concepite spesso solo contro bersagli subsonici e non certo da Mach 2 - 4 di velocità. Un esempio di come i missili IR siano stati saltuariamente utilizzati come armi aria-superficie è dato dall'impiego di missili AA-2 da parte degli israeliani come armi contro veicoli arabi nel 1967. dopo averli catturati nelle basi egiziane. In realtà sarebbe stato estremamente difficile che questi missili avessero modo di essere montati sugli aerei che non ne avevano le predisposizioni, e la loro testa di ricerca non aveva certo la sensibilità per trovare veicoli nel deserto rovente, per cui questa pare solo una leggenda priva di supporti documentati reali. Era invece reale l'uso di simile tattica in Vietnam, dove alcuni F-102 americani agirono inizialmente come intercettori di eventuali bombardieri Il-28 vietnamiti, ma poi, vista la mancanza concreta di questi attacchi aerei (in realtà un piccolo numero di incursioni venne portato a termine, ma si trattò di eventi eccezionali), vennero utilizzati in funzione aria-superficie, con un azione consistente nel lanciare missili Falcon IR contro i sospetti accampamenti vietcong, attaccando di notte e mirando ai fuochi di bivacco. Queste operazioni partirono già nel 1965, da parte del 405 FW di Tan Aon Nhut. L'operazione era conosciuta con un nome in codice, tra i tanti adottati dagli americani per quella guerra, Progetto Stovepipe e venne scolta lungo la 'pista di Ho chi Minh durante la notte. Questo consentiva in teoria di colpire anche veicoli, senza il calore della notte. I piloti, con i missili di piccole dimensioni, non erano mai sicuri di quello che avevano colpito, e nemmeno di avere colpito qualcosa, ma talvolta osservarono secondarie esplosioni. Se col radar agganciavano qualcosa, sparavano anche missili Falcon a guida radar. Questo era ovviamente un uso molto opinabile di un caccia intercettore e dei suoi missili (e tutt'altro che capace di identificare positivamente i nemici) ma illustra bene la possibilità di impiegare missili AAM sia pure di vecchio tipo, in funzione aria-superficie. Tra i missili AAM più pericolosi con concrete capacità antinave vi sono quelli a medio raggio, e considerando la difficoltà di agganciare un bersaglio navale con i radar e i missili specifici per il combattimento aereo, le armi con la guida migliore sono ancora quelle IR. I missili sovietici R-23, 24, 27 (AA-7 /10) hanno testate da 40 kg con velocità di oltre Mach 3 e raggio di circa 30 km, per cui potenzialmente sono utilizzabili come armi antinave tattiche di elevata potenza. Le contromisure della nave sarebbero efficaci contro i missili a guida radar, ma se questa aziona le armi di bordo sarebbe praticamente impossibile, utilizzando i flare, sviare i missili a guida IR rispetto al calore emesso dalle armi di bordo, soprattutto dai cannoni di medio calibro. Questa tattica ha pure un antesignano: ai tempi della Guerra del Vietnam, i missili Srhike antiradar vennero spesso usati dai cacciabombardieri americani contro i siti degli SA-2 vietnamiti, che avevano una maggiore gittata. Serrando grazie alle ECM o al volo radente, era nondimeno possibile avvicinarsi a sufficienza per lanciare i missili Shrike. La stessa cosa accadde nel \986 quando gli A-7 ed F-18 attaccarono le postazioni SAM libiche durante gli scontri convulsi della primavera, prima che l'attenzione internazionale per questa crisi politica e militare, giunta a livelli drammatici, venisse distolta dall'incidente di Chernobyl. Un impiego contro navi da guerra di missili IR è stato riportato durante la Prima guerra del Golfo, attualmente nota come Guerra Irak-Iran. Alcuni missili AIM-9 vennero usati per danneggiare, come ordigni antinave improvvisati, navi mercantili. I lanci non causarono molti danni ma erano pericolosi perché colpivano essenzialmente i fumaioli e questo significava in genere anche centrare le vicine sovrastrutture, che nelle petroliere sono raggruppate nella zona poppiera assieme ai fumaioli e ai locali macchine. Almeno 6 navi sono state così danneggiate, secondo la ricostruzione delle azioni fatte dall'Acig team[1], con il lancio di almeno uno o due missili per ogni caso.
  4. In Ambito NATO la marina Militare svolge un ruolo importante, assieme alla Germania, come Marina specializzata nella Mine warfare. La scuola italiana è di altissima tradizione, inoltre abbiamo un enorme vantaggio rispetto ad altre marine, NATO e non, poiché la Mp-80 e laManta sono le mine navali più diffuse al mondo e le fanno a alla Sei, che a favore del personale di COMFORDRAG svolge annualmente corsi di farmazione di vria natura a carattere tecnico. I cacciamine, poi, sono imbarcazioni che usurano fortemente il personale e i mezzi pertanto 8 cacciamine sono molto pochi, già il personale è molto impegnato, fanno tanta attività, figuriamoci se scendessero di numero, considerato il fatto che un terzo è sempre ai lavori e la caccia si svolge sempre a livello di squadriglia, composta da 8 battelli... Non penso si possa fare come gli States, che rinunciano alla cacciamine perché generalmente demandata agli alleati e perché l'impiego dello strumento navale americano è profondamente diverso dal nostro. Non riesco veramente a immaginare l'utilità di DICIOTTO unità tipo Lupo o spuperminerva (e chi le mantiene?) a scapito di una componente che funziona e che è molto più utile, sopratutto a fronte della scarsa preparazione delle altre marine (e lo dimostrano i risultati delle MINEX 2005, 2006 e 2007) Va oltretutto detto che a mio avviso ulteriore naviglio di scorta per una marina come l'Italia è superfluo, unità da 2000 tonnellate dovrebbero, a l limite, sostituire le Minerva (8) per i compiti di difesa littoral e per la VIPE (della cui sopracitata difesa alla fine fa parte). Circa la tattica di caccia mine... Il sistema da Lei citato lo lasci fare pure agli americani; se vuole individuare una manta semi-insabbiata deve andare vicino, a anche parecchio, con i migliori Sonar ad alta risoluzione. Poi dagli americani quello che proprio non mi farei insegnare è la MW. Ricordo che in Desert Storm gli USA non schierarono cacciamine, contrariamente ai francesi e agli italiani, i quali bonificarono una vasta area che contava più di 1500 mine!!!!!! Ricordo anche che la USS Princeton e a USS Tripoli (unità da centinaia di milioni di dollari) vennero colpite da mine (del costo di poche centinaia di dollari) e rimasero gravemente danneggiate (il risultato militare più brilante dell'Iraq di Saddam). Inutile dire che morirono molti marinai (la peggiore sciagura dalla seconda guerra mondiale). Considerando la probabilità di essere colpiti da un missile antinave a fronte di quella di beccarsi una mina, io propenderei per una bella componente di cacciamine, che certamente non si improvvisa, non tanto per i mezzi quanto per l'addestramento, che costituisce 3/4 della forza della componente. E' inutile aggiungere che una mina costa circa 3500 euro, e ne hanno in quantità smodata tutte le marine del mondo. Concludo citando il motto della 53a squadriglia dragaggio: "UMILTA', TENACIA, COSTANZA".
  5. Ma tornado a bomba, chi ha notizie relative al Bafile o al nuovo (quanto improbabile) Giulio Cesare?
  6. La marina Francese o la Marina spagnola, "stand alone" non sono superiori alla nostra, è il sistema paese a supporto di esse che è più efficiente ed è un forte moltiplicatore di forza. Dimenticavo, anche il senso di appartenenza alla ANzione, l'attaccamento alla bandiera e la difesa delle tradizioni sono un elemento importante per creare una Grande Marina. Le navi, senza gli uomini non sono niente, gli uomini, senza il cuore sono solo bestie senzienti.
  7. La marina che vorrei io sarebbe non troppo diversa da quella che abbiamo in termini di unità e mezzi ma: Con una catena logistica moderna e ben strutturata con adeguati fondi per gestire quanto sopra con una leadership illuminata e responsabile Con infrastrutture moderne ed efficiente, studiate con la logica di garantire benessere al personale e non una branda e un tetto-basta-che-sia Con una concezione moderna degli equipaggi (un'aliquota di personale a terra a rotazione) Con una gestione meno rigida e asfittica dei capitolati di blancio Con personale più motivato e meno legato ad abitudini e logiche di stampo mafioso Con Ufficiali che comandano mezzi e gestiscono uomini e sono capaci di farlo, che amano l'uniforme che indossano e rispettano gli uomini che compongono la forza che sono chiamati a comandare o dirigere. Con sottufficiali disciplinati e preparati, che sanno assumersi le proprie responsabilità e amano la propria divisa e le proprie tradizioni Con truppa motivata e disciplinata, consapevole del proprio fondamentale ruolo e attaccati alla divisa, ambiziosi quant basta e disposti al sacrificio, se necessario. Con personale civile competente e che ha voglia di lavorare o che quanto meno non metta i bastoni tra le ruote di chi vuole farlo Con dirigenti militari e civili che sanno far rispettare i valori etici, morali e giuridici fondanti per l'organizzazione Con una dirigenza politica illuminata e attaccata al ruolo istituzionale della Marina Militare Con una dirigenza che crede nella formazione del personale e ne promuove in ogni forma l'attuazione. E saremmo la marina più forte del mondo,anche senza SSN o Portaerei ciclopiche, perché sono gli uomini e il supporto logistico che riescono a dare quelli che fanno grande una Forza Armata. Cordiali saluti
  8. Tornando al CArabiniere... Questa unità è stata una delle migliori costruzioni della Marina Militare e servì come base di studio per le fregate LUPO che ebbero uno straordinario successo e si rivelarono tra le migliori costruzioni navali degli anni '70.
  9. Sangria

    Diventare piloti

    Per frequentare il corso AUPC la laurea non serve (anche perché con 23 anni di limite di età per accedervi ben pochi ne sarebbero in possesso), la differenza tra un AUPC e un ufficiale Pilota dei Ruoli normali è sostanziale. Un AUPC vola e basta per quasi tutta la sua carriera ma difficilmente sarà comandante di squadriglia o di gruppo, tuttavia gran parte della sua vita professionale verrà svolta all'interno della Componente di volo della Marina; se vuoi fare il pilota di marina è consigliabile fare l'aupc. GLi Ufficali RN volano molto, molto meno ma svolgono i vari incarichi di comando presso la componente e inquanto ufficiali dei Ruoli Normali assolvono anche ai propri obblighi di comando navale. Questo li porta a frequentare la componente inmaniera molto meno assidua diviso fra quest'ultima, i comandi navali, il percorso dirigenziale (uffici centrali di Roma, comandi a terra) e i vari corsi (precomando, ISMM, ISMMI, CASD). Se vuoi fare l'ufficiale di marina e tra le vrie possibilità preferisci quella di svolgere servizio presso la componente di volo è la scelta che fa per te.
  10. Intendevo le ORIZZONTE, scusate.... COmunque anche con il CODLAG è possibili disinserire la turbina per le velocità da crociera mentre il CAVOUR che è COGAG anche con una sola coppia di turbine impiega una propulsione estremamente esosa in termini di risorse.
  11. Le nuove turbine hanno un rendimento analogo nonostante una maggiore potenza erogata, sembra una bella cosa ed in effetti lo è, solo che la curva della transcaratteristica d'uscita è diversa e a livello globale consuma di più, parecchio di più. 88MW di potenza totale con le vecchie e circa 100 MW di potenza con quelle nuove a fronte di un requisito tecnico della MM di 28-30 nodi. Guadagnare due, tre nodi a fronte di un aumento dei consumi importante non credo sia così pressante, forse ai lavori di mezza vita (forse) Diverso il discorso delle FREMM perché essendo CODOG possono impiegare per la crociera i DIesel e per le andature operative inserire le TAG e ciucciare il combustibile. Il Cavour, che è COGAG, deve sempre impiegare le Turbine a Gas, e francamente i consumi sono sensibili. In conclusione, benché sia auspicabile un aumento di potenza, non è primario per la MM prima di tutto perché per adesso il Cavour rispetta i requisiti ma qualora la velocità di punta risultasse troppo bassa un upgrade delle turbine si renderebbe necessario. Tuttavia, dato che l'unità è stata praticamente costruita attorno alle turbine, benché sia prevista una procedura per rimuoverle (e ci mancherebbe) non so ma penso non sia proprio il massimo della semplicità. Ricordo noltre che le turbine lm2500 del Cavour sono state ordinate nel 2001, prodotte nel 2002 e consegnate nel 2003, quando la nuova versione delle LM2500 non esisteva. Concludo ricordando che con 88MW il Cavour è l'unità convenzionale più potente al mondo.
  12. Sono queste. Sono unità configurabili in maniera modulare, come le MEKO, e combinando i moduli è possibile ottenere una vasta gamma di allestimenti. Per i nuovi cacciamine Intermarine proporrà qualcosa quando la Marina avanzerà il requisito, vedremo.
  13. Effettivamente dopo la classe "Bergamini" che sarà riproposta per le FREMM, dopo i numerosissimi "Doria", "Duilio" e "Dandolo", dopo i vari De La penne, Mimbelli, la classe Cigala Fulgosi, Dopo il Martellotta, il Cavezzale, la classe "Toti", la Calsse "Sauro" credo che di unità con i nomi di marinai ce ne siano abbastanza... Mi piacerebbe rivedere una classe "Città" o "Repubbliche marinare", o una bella classe che si rifacesse alla mitologia latina. Circa il nome Cavour alla nostra ammiraglia, ricordo che Cavour è uno dei padri della Patria, il nome glorioso di un uomo di grandissimo spessore... E poi suona proprio bene!!! Quanto a Doria egli fece grande Genova, mica l'Italia, allora sarebbe andato bene anche Morosini o Gherardo della Gherardesca, entrambi personaggi di spicco delle repubbliche di venezia e Pisa. Sarebbe anche d'uopo ponderare una classe di presidenti della Repubblica, una classe Einaudi, ad esempio, o una classe che si rifacesse al risorgimento, perché i nomi della Marina si rifanno all'Italia, che serve e difende e nona se stessa, e il nome non poco importante perché la nave lo porta con sé assieme alla bandiera. Un nome di poco prestigio, poco allusivo dell'Italia o delle sue istituzioni oppure brutto riduce (seppur in minima arte) il prestigio dell'unità, che deve anche servire a dare l'immagine della potenza del nostro Paese.
  14. Le Minerva dovrebbero essere sostituite con un progetto proposto da Orizzonte Sistemi Navali, una versione italiana delle MEKO che probabilmente porteremo avanti anch'esse con i francesi, per le rifornitrici di squadra c'è un progetto basato sull'ETNA, le soldati non verranno sostituite mentre manca un progetto concreto per i cacciamine di nuova generazione.
  15. Infatti avevo parlato di conflitto simmetrico... Comunque sul moltiplicatore di forza siamo d'accordo.
  16. Concordo con il sig. DOminus e aggiungo che un altro caccia sarebbe già grasso che cola.
  17. DOminus, con tutto il rispetto... Io sul Carabiniere ho prestato servizio e sono profondamente orgoglioso di aver fatto parte dell'equipaggio di quella grande nave, sono molto suscettibile su queste cose, c'è da vergognarsi d tante cose nella vita, non di aver calcato il ponte dell'F581. circ ail nome, è bellissimo invece dare il nome ad importanti istituzioni, c'è da dire anche il legame di Nave Carabiniere con l'Arma dei carabinieri stessa, le visite a bordo, l'imbarco di qualche carabiniere e il sentimento di appartenenza all'Italia e non alle varie parrocchie... Nave Carabiniere rimarrà sempre nel mio cuore "NEI SECOLI FEDELE" Circa i nomi di soldati... La MArina Militare ITALIANA è, appunto, italiana e il nome di una unità ha tradizionalmente legato l'unità stessa con le realtà del territorio. Le classi "Città", ad esempio, ricevevano delegazioni dei comuni e serravano saldi legami con le comunità locali, così le classi "soldati". Ci sono poi talmente tante unità con i nomi di marinai che francamente questa polemica mi sembra un po' pretestuosa. L'alpino è n disarmo dopo che, a seguito di un rientro repentino dovuto ad un cedimento struttruale in navigazione, è stato appurato che la gran quantità di ore di moto e l'intensa attività operativa avevano portato oltre ogni ragionevole possibilità di sopportazione l'usura del mezzo. La bandiera è stata ammainata già da due anni e più. Concludo con un sofismo... Le fregate non sono naviglio sottile, i pattugliatori, le FAC, gli aliscafi, le MTC e le MTF, le fregate sono naviglio d'altura... Solo percé si precisa su tutto...
  18. Le nuove costruzioni non possono prescindere dell'esercizio, questo è un dato di fatto, tuttavia il fatto di mettere i soldi per completare progetti già avviati sono un'ottima cosa perché rischiano di arenarsi altrimenti. Pesa il non aver ancora voluto ricorrere alle pur necessarie opzioni degli U212A e ORIZZONTE, ecco cosa indicavo,in sostanza con mancata invenzione di tendenza... manca la pianificazione concreta quindicennale come dovrebbe essere. Relativamente alle provocazioni: Arsenali e maestranze civili: la faccenda è annosa; l'alta sindacalizzazione del personale, regolamenti e orari imposti da sindacati e da regolamenti totalmente avulsi dalle esigenze operative e mancato aggiornamento professionale sono le cause principali. Quando il personale alle tre e ventinove sono già a passare il badge o a firmare il registro, dipendono organicamente in maniera diversa dal personale militare, è difficilissimo esercitare il già scarsissimo potere coercitivo, figuriamoci lavorare a progetti e rispettare scadenza... Per favore!!!! In DLS dopo le 16.00 vedi i militari e le ditte, gli arsenalotti dove sono? Licenziarli? Difficilissimo, praticamente impossibile... Mandarli a fare i corsi a CIVILSCUOLADIFE o presso le aziende è difficilissimo, tra quelli che non ci vogliono andare, quelli che ci vanno e non combinano nulla, le leggi che mortificano i pure tanti volenterosi e professionalmente capaci arsenalotti. E poi non è vero che non lavorano, non operano su sistemi avanzati come un EMPAR o un sistema avanzato ma ci vuole competenza tecnica. Esistono infatti almeno 3 livelli di intervento, alcuni eseguibili dal personale dell'arsenale e altri solo dalla Ditta. Se però gli operai passano coadiutoi come si fa? La verità è che di operai veri ce ne sono pochi, di fancazzisti troppi, di gente che ha preferito la scrivania e il PC (che non sa usare) alla saldatrice una marea... Ma è il problema di tutti i dipendenti pubblici, non della Marina , vale al Comune, alla Provincia, alla Regione finanche in Alitalia e Trenitalia, benché privatizzate da un po'. Servizio idrico... E' un compito istituzionale che la Marina assolve perché investita di questo, non perché lo voglia, così come i fari, che è veramente assurdo siano affidati alla Marina Militare e non al ministero dei trasporti, tuttavia, anche questa è una scelta della Politica e nond ello Stato Maggiore della MArina, che sarebbe ben contenta di privarsi di una rogna come quella. La logistica integrata non c'è tra nessuna Forza Armata, la logistica si basa sulle STANAG a livello di standardizzazione e gestione dei mezzi e materiali, relativametne ai magazzini è impossibile la gestione dei magazzini della manrina nello stesso modo degli MSA dell'Aeronautica per il semplice fatto che il materiale navale ha una gestione diversa anche a livello STANAG. Tuttavia quello che asserisce è solo in parte vero poiché con gli accorpamenti delle direzioni generali i mezzi terrestri della AMrina sono gestiti a livello tecnico-amministrativo da TERRARM come quelli dell'AM e dell'EI. L'unica pecca della marina è che in luogo di un unico ispettorato logistico, come SMA e SME, la Marina ha tre ispettorati: quello logistico appunt, quello sanitario e quello delle scuole che invece nelle altre FFAA sono reparti dello stato MAggiore o degli ispettorati, ma cambia poco. Non capisco cosa intenda per logistica non integrata visto che i NUC sono oramai gli stessi, gli armamenti vengono acquistati in ambito di contratti congiunti... La logisitca in Marina fa pena davvero, è il vero punto debole della Forza Armata ma certo la supposta scarsa integrazione non è il peggiore dei mali. Il reparto sperimentale di luni è sorto per via delle difficioltà incontrate tra marina e aeronautica nel cooperare, inoltre il reparto di Luni vale per Marina, GC, Guardia di Finanza e probabilmente per le altre FF.OO.; si è reso necessario dopo che la Marina ha chiesto inutilmente di avere accesso alle strutture dell'AM in maniera meno sporadica e più continuativa, va detto inoltre che perseguono scopi e programmi molto diversi. NH90: Le linee logistiche devono essere separate perché l'impiego dei mezzi è diverso e benché spesso i contratti per la manutenzione è globale, le PDR devono essere separate per via delle esigenze che possono rivelarsi differenti di volta in volta, inoltre i magazzini sono strutturati in maniera differente ergo catene logistiche differenti... Ma c'è ampio margine di discussione, sono convinto anche io che la logistica sia il punto debole della Marina militare e delle FFAA in genere. Circa i comandi territoriali, la Marina è messa benissimo, sono adeguati alla conformazione della penisola, non vedo che ci sia di male. Per ultimo asserisco con forza che la sanità militare della Marina non è assolutamente indipendente dalle altre FFAA e non so dove lo abbia letto. i controlli per l'idoneità di volo si fanno all'IML, io le visite di precongedo da AUC le ho fatte presso una struttura dell'esercito e noi della MM accettiamo qualunque referto medico militare... Tutto quanto sopra esposto è ampiamente migliorabile ma ricordo che sono stati spesi milioni di euro, nel 1997, per avere questo assetto, da parte del Ministero della Difesa, noi usiamo semplicemente obbedir tacendo.
  19. sicuramente sarà così, l'EMPAR sarà il radar di riferimento per la Marina Militare, e non solo, nei prossimi 15 anni; è da vedere quanto sarà competitivo rispetto all'AN-SPY-2 ma per adesso anche solo in affidabilità il franco-italiano stravince.
  20. ecco perché nell'ultimo esercizio finanziario c'è stato un taglio, solo per la marina del 25% dei fondi per l'information tecnology che si è tradotta in una riduzione di un quarto del parco macchine non sono stati arruolati AUFP, è stato annullato per mancanza di copertura il bando dell'8° e ridotto del 20% i posti per i Ruoli speciali e Ruoli Normali, oltre alla riduzione dei posti per i corsi normali anche per quest'anno Non pagano gli straordinari al personale a terra e fanno i salti mortali per quelli a bordo E' difficile trovare la carta igienica nei bagni Per far muovere le unità di La spezia, lo scorso Luglio sono state lasciate senza gasolio le palazzine dell'Arsenale, compresi gli alloggi ufficiali, per una settimana. Sono state annullate alcune esercitazioni. Il San Giusto ha condotto una campagna estiva di soli 20 giorni rigorosamente in mediterraneo e il Vespucci ha rimandato di due anni la crociera in America (sembrano cose sciocche ma sono lo specchio di una tendenza) e ne ha condotta una praticamente all'interno delle acque territoriali nostrane; le ore di moto della squadra navale sono state pochissime e in calo rispetto agli altri anni, non che sia colpa diretta del governo ma non c'è inversione di tendenza; Gli uffici tecnici sono fermi letteralmente perché non arrivano commesse presso l'industria privata relativamente a PDR. Mah, forse ho preso davvero un abbaglio e lavoro in un'altra marina... Certo, i fondi sono aumentati del 10%, lo riconosco, sopratutto per gli investimenti in R&D, cosa lodevole, e per un aumento degli stipendi inferiore al tasso di inflazione programmato, < di quello ISTAT < di quello reale, sono stati stanziati fondi extra per le infrastrutture, ottimo, sono stati ridotti del 20% i fondi per la professionalizzazione delle FF.AA, i fondi per l'esercizio sono diminuiti in proporzione. Solo perla quota del capitolato di bilancio che gestisco io siamo passati da 40.000 euro a 35.000 euro, e curo un settore strategico, vorrei sapere quelli non strategici che fine abbiano fatto... Certo il governo e il ministro Parisi cercano di emtterci una pezza ma ripeto che non è una inversione di tendenza, non basta non andare indietro per asserire che si va avanti, è stata messa una pezza a colori sul tragico taglio di Tremonti prima e sul sostanziale mantenimento dello status quo di Padoa Schioppa l'anno scorso, vedrei una inversione di tendenza se uscisse un bel Libro Bianco o se davvero si parlasse (almeno) di tornare all'1% del PIL entro il prossimo quinquennio. COn un aumento del 10% allo 0,825 in cinque anni arrivi, forse, allo 0,875 Comunque concordo con Lei che una portaerei da affiancare al GG sarebbe d'uopo SE costruissimo ANCHE quanto da me sopra descritto, non è possibile rinunciare a nulla di quanto sopra.
  21. Un SSN non deve necessariamente stare sottocosta, basta che i suoi cruise possano arrivarci... Paradossalmente potrei anche lasciare il mio SSN in un porto amico a 200 miglia, il sea denial lo farebbe lo stesso, dato che basterebbe la minaccia di far uscire il mio battello per inibire ogni attività del nemico. La rumorosità dei battelli nucleari è data sia dalle pompe di raffreddamento, che comunque sono sempre attive anche a bassi regimi, visto che la velocità è indipendente dal reattore quanto dalla turbina a vapore che genera un suono caratteristico attorno ai 60Hz. Il reattore serve solo per avere l'acqua calda necessaria alle turbine, non compie lavoro.
  22. Concordo in pieno, non a caso Orizzonte Sistemi navali sta proponendo una classe di corvette di dislocamento intorno alle 2000 tonnellate modulari sula falsariga delle MEKO tedesche. Le uniche vere unità stealth sono le Visby svedesi, che durante la campagna in mediterraneo hanno dovuto montare pannelli riflettenti per garantire la sicurezza della navigazione oltre ad un radiofaro, e comunque la guardia costiera britannica, in occasone del passaggio delle Visby dal canale della Manica aveva diramato un avviso di "nave fantasma". E' inutile far notare che le Visby non dislocano nemmeno 1000 tonnellate e sono esasperatamente stealth.
  23. GLi Ohaio, che sono SSBN, possono essere impiegato come SSGN, la differenza di classificazione tra un SSGN e un SSBN è che il primo non può fare ciò che fa l secondo mentre il secondo può fare ciò che fa il primo... O I Tomahawk degli Oahio sono lì solo per togliere spazio vitale ai sommergibilisti americani? E chissà che ci fanno gli SS-N-15 (che non sono certo missili balistici). Faccio notare come un SSBN sia anche in grado di minare imboccature dei porti o degli stretti ed eseguire una serie di operazioni durante campagne lunghe anche un paio di mesi a dispetto di un SSK che ha al massimo un'autonomia di 10 giorni. Visto poi che su questo forum si fanno i sofismi, un SSBN non impiega come tattica quella di stare alla larga, quella è la dottrina di impiego strategico, la tattica branca dell’arte militare che studia i criteri generali dell’impiego e del movimento delle unità terrestri, aeree e navali in un combattimento e limitatamente ad esso. Il sea Denial conun SSBN (che, ripeto, è impiegabile anche come SSGN) non è quello di stare davanti all'imboccatura del porto bensì la sua presenza in being o semplicemente l'ipotesi che possa esserci in giro blocca sul nascere azioni ostili da parte di nazioni rivierasche, se non è sea denia o sea control questo non so come si possa chiamare. E comunque è parlare del sesso degli angeli, alla fine ci siamo capiti lo stesso.
  24. DI EH101 e di NH 90 ne abbiamo abbastanza per una LHD o LHA; 6 EH101 per integrare la dotazione costano sempre meno di (almeno) 10 F35 per creare un altro gruppo di volo. Circa la piattaforma LHD, questa si differenzia da una LPD per la presenza dell'hangar poppiero, quanto alla capacità di carico quella deriva dalla stazza, che è a suo modo funzione del dislocamento. Aumenti il ldislocamento, aumenti la stazza, che sia LHD, LPD, LHA o LKA. Per rendere l'idea posto un brano di un articolo di Rivista marittima relativo a questo. [...]Le principali tendenze operative emergenti dal panorama dei nuovi requisiti generali vedono dunque il naviglio di nuova generazione per la proiezione e l’assalto dal mare sostanzialmente concepito per poter utilizzare — secondo le esigenze del caso e una configurazione quanto più possibile equilibrata — sia assetti ad ala fissa e rotante, sia mezzi da sbarco «tradizionali»: importanti variazioni sul tema riguardano imbarcazioni veloci per operazioni speciali e diverse tipologie di mezzi aerei, di superficie e/o subacquei telecomandati, che contribuiscono a integrare maggiormente la piattaforma navale in un’architettura informativa e operativa interforze e internazionale. Certamente non secondaria è l’esigenza di assicurare un contributo importante anche alle operazioni di assistenza umanitaria alle popolazioni civili colpite da calamità naturali o da eventi comunque disastrosi: da qui la necessità di riconfigurare in tal senso le capacità normalmente esprimibili attraverso gli assetti aerei e navali imbarcati. Come si tramutano queste tendenze operative in soluzioni e tendenze progettuali e costruttive ? Nonostante l’elemento chiave che influenza maggiormente le predette soluzioni e tendenze rimanga la disponibilità finanziaria, non c’è dubbio che in questo caso il ricorso a metodologie mutuate dalle costruzioni mercantili è agevolato rispetto a un’unità navale combattente, e contribuisce a ridurre in maniera significativa i costi di acquisizione e gestione. Sotto il profilo progettuale, l’insieme dei requisiti consolida una tendenza verso piattaforme caratterizzata da un ponte di volo continuo esteso per tutta o quasi la lunghezza dello scafo, isola (di dimensioni variabili) sul lato dritto, ponti sottostanti adibiti al trasporto e alla movimentazione di uomini, velivoli, mezzi ruotati e/o cingolati e materiali, e bacino allagabile per la messa a mare e il recupero dei mezzi trasportati. Il risultato progettuale è un’unità classificata come LHD, che potrà avere dimensioni più o meno contenute in funzione delle esigenze operative e delle disponibilità finanziarie della Marina «cliente». Un importante contributo per l’abbattimento degli oneri realizzativi può derivare dall’equipaggiare queste unità soltanto con sistemi d’arma difensivi generalmente limitati a cannoni e mitragliere di piccolo calibro, anche perché esse saranno sempre chiamate a operare nell’ambito di gruppi navali dove le funzioni di difesa antiaerea e antisommergibile sono devolute alle unità combattenti di superficie. Va ricordato altresì che mentre configurazione, complessità — e quindi dimensioni — di una LHD possono variare entro limiti dettati sempre dalla predetta disponibilità finanziaria, un superamento del limite operativo inferiore porta inevitabilmente verso una piattaforma meno «prestante» e notoriamente come LPD, dove il ponte di volo, il bacino e il ponte garage occupano soltanto la sezione poppiera dello scafo e dove lo spettro operativo è relativamente contenuto. Un’importante variante del concetto LHD si materializza negli Stati Uniti proprio per il «Sea Basing», la cui attuazione pratica scaturisce da un’analisi legata soprattutto alle possibilità di futuro investimento: la soluzione generata sfrutta al massimo il naviglio già in linea e quello di prossima realizzazione sicuramente finanziato e si fonda su un gruppo navale formato da circa 15 piattaforme, fra cui due tipo LHA® di nuova concezione, piattaforme con particolari capacità d’assalto dal mare tramite elicotteri e destinate a rimpiazzare le grandi unità classe «Tarawa» tuttora in linea. L’approccio progettuale per le LHA® fa tesoro del precedente disegno «Wasp», ma con importanti differenze riguardanti un potenziamento delle capacità aeronautiche e l’assenza, non ancora sanzionata, del tradizionale bacino galleggiante poppiero: questo sacrificio — per la prima volta dopo quasi 40 anni nella storia del naviglio anfibio statunitense — si renderebbe necessario per poter rimanere nei limiti progettuali delle «Wasp» e verrebbe ricompensato dal potenziamento delle capacità aeronautiche (fino a circa 30 velivoli a decollo corto e atterraggio verticale o, in alternativa, una combinazione fra 15 convertiplani «Osprey» e altrettanti elicotteri medi).[...]
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