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picpus

3 marzo 2008: Monte Serra, 31 anni dopo

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Dalla rubrica "Cronaca - News" del sito http://www.congedatifolgore.com/ , eccovi l'articolo relativo:

 

TRAGEDIA DEL MONTE SERRA: OGGI IL RICORDO

 

Lunedì, 3 Marzo 2008

by webmaster

 

monteserra.jpg

 

LIVORNO - L' Accademia navale di Livorno ricorda oggi il 31/mo anniversario del disastro aereo di Monte Serra (Pisa) dove il 3 marzo 1977, durante un volo di ambientamento su un C-130 morirono 38 allievi della prima classe del corso Invicti.

 

Con loro morirono il tenente di vascello Emilio Attramini e i cinque membri dell' equipaggio dell' aeronautica militare. Alla cerimonia prenderanno parte tra gli altri il sottocapo di Stato maggiore della marina ammiraglio Luigi Binelli Mantelli, il direttore del Centro interforze studi per le applicazioni militari ammiraglio Roberto Liberi, le autorità militari e civili provinciali, le rappresentanze della brigata Folgore , della 46/ma brigata aerea e dell' Accademia navale.

 

Al termine della cerimonia, in Accademia navale a Livorno, verrà intitolata alla memoria del tenente di vascello Attramini la palazzina dell' ex direzione corsi ufficiali dell' istituto.

 

________________________

 

 

Dal "Notiziario della Marina" del mese di marzo 2007, http://www.marina.difesa.it/editoria/notiz...7/mar/index.asp , il link all'articolo pubblicato in occasione del trentesimo anniversario della tragedia:

 

http://www.marina.difesa.it/editoria/notiz...nti/invicti.pdf

Edited by picpus

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Il tributo di uomini della 46° BA è encomiabile: in addestramento o in missione pochi reparti hanno perso tanti uomini come la brigata di Pisa.

 

Vado a memoria...sono certo di dimenticare altre tragedie:

 

Il C-130 perso nel Monte Serra

Il G-222 abbattuto in avvicinamento a Sarajevo

I 13 avieri trucidati a Kindu.

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i caduti della 46ma brigata

 

(Tempo di Guerra)

 

Sten.Pil.

Tenente Pil.

Serg.Magg.Pil.

Tenente Pil.

Capitano Pil.

 

Alessandro CASELLI

Mario INGRELLINI

Giorgio COMPIANI

Silvio ANGELUCCI

Lidio Urbano

MANCINI

 

18.11.1940

14.06.1942

14.06.1942

13.08.1942

27.03.1943

 

M.O.V.M.

alla memoria

M.O.V.M.

alla memoria

M.O.V.M.

alla memoria

M.O.V.M.

alla memoria

M.O.V.M.

alla memoria

 

 

 

Capitano Pil.

Tenente Pil.

Tenente Pil.

Tenente Pil.

Tenente Pil.

Tenente Pil.

Tenente Pil.

Tenente Pil.

Tenente Pil.

Tenente Pil.

Tenente Pil.

 

Tenente Pil.

 

Tenente Pil.

 

Sten Pil.

 

Sten Pil.

 

Maresciallo Pil.

 

Maresciallo Pil.

 

Maresciallo Pil.

 

Maresciallo Pil.

 

Maresciallo Pil.

 

Maresciallo Pil.

 

Maresciallo Motorista

 

Maresciallo Motorista

 

Maresciallo Armiere

 

Serg. Magg. Pil.

 

Serg. Magg. Pil.

 

Serg. Magg. Pil.

 

Serg. Magg. Pil.

 

Serg. Magg. Pil.

 

Serg. Magg. Pil.

 

Serg. Magg. Mot.

 

Serg. Magg. Arm.

 

1° Aviere Marconista

 

1° Aviere Marconista

 

1° Aviere Marconista

 

1° Aviere Motorista

 

1° Aviere Motorista

 

1° Aviere Motorista

 

1° Aviere Motorista

 

1° Aviere Motorista

 

1° Aviere Motorista

 

1° Aviere Armiere

 

1° Aviere Armiere

 

1° Aviere Armiere

 

1° Aviere Armiere

 

1° Aviere Fotografo

 

Aviere Scelto Marc.

 

Aviere Scelto Marc.

 

Aviere Scelto Marc.

 

Aviere Scelto Marc.

 

Aviere Scelto Marc.

 

Aviere Scelto Marc.

 

Aviere Scelto Mot.

 

Aviere Scelto Mot.

 

Aviere Scelto Mot.

 

Aviere Scelto Mot.

 

Aviere Scelto Mot.

 

Aviere Scelto Mot.

 

Aviere Scelto Arm.

 

Aviere Scelto Arm.

 

Aviere Scelto Arm.

 

Aviere Scelto Arm.

 

Aviere Scelto Arm.

 

Aviere Scelto Fot.

 

Aviere Scelto Mont.

 

 

Gino DETTONI

Andrea BERLINGIERI

Ernesto BORELLI

Guido BRESCIANI

Roberto CIPRIANI

Mario FAGGIAN

Lorenzo CANGEMI

Antonio IORIO

Giuseppe MARCHIORRI

Guglielmo MICHELOTTO

Alessandro SENNI

Nicola TITI

Giovanni VIVARELLI

Vincenzo MASCITELLI

 

Mario TURBIGLIO

 

Franz BARBIERI

 

Bruno BOI

 

Orlando GRIFONI

 

Cesare VITI

 

Mario VITALI

 

Attilio GRASSINI

 

Ascanio ASCANI

 

Carlo ZOBOLI

 

Francesco CEVENINI

 

Emilio CASCO

 

Alessandro GAGGINI

 

Quinto MANFREDINI

 

Romeo VEGGIA

 

Gino VULPATO

 

Giancarlo BERGAMINI

 

Gino MIGNANI

 

Pasquale DI SCIPIO

 

Lorenzo CIPRILIA

 

Adelmo DANI

 

Alberto SIMEONI

 

Armando GIULIANI

 

Pasquino CHELLI

 

Mario POMPELE

 

Raniero TASSANI

 

Gino TONTI

 

Giocondo DI STASIO

 

Giovanni CONCIU

 

Francesco SOTGIU

 

Mario TONINI

 

Ido VALENTINI

 

Pasqualino LACCHINI

 

Vincenzo AICARDI

 

Benedetto BONFIGLIO

 

Guido CIAMEI

 

Giuseppe D’ANGELO

 

Mario DEGANO

 

Francesco FABBRONI

 

Francesco NUZZACCI

 

Pietro OLIVA

 

Piero FIONDA

 

Francesco PIRRO

 

Ezio RIVOLTA

 

Gastone SCARABELLO

 

Ugo CATALANI

 

Vincenzo D’ AMBROSIO

 

Dante GIULIANI

 

Mauro PERRA

 

Savino ROBERTO

 

Paolo FRATTINI

 

Giovanni MOSCHETTO

 

I CADUTI DELLA

 

46ª AEROBRIGATA T.M.

 

(Tempo di Pace)

 

Cielo di Luluabourg 15 Febbraio 1961 “LYRA 15”

 

Capitano Pil.

Tenente Pil.

1° Aviere Montatore

 

SergioCELLI

Dario GIORGI

Italo QUADRINI

 

Eccidio di Kindu 11 Novembre 1961

 

Maggiore Pil.

Capitano Pil.

Tenente Medico

Sten. Pil.

Sten. Pil.

Maresciallo Motorista

Maresciallo Motorista

Serg. Magg. Montatore

Serg. Magg. Montatore.

Serg. Magg. EMB

Sergente Marconista

 

Sergente EMB

 

Sergente Marconista

 

Amedeo PARMEGGIANI*

Giorgio GONELLI*

Francesco REMOTTI*

Onorio DE LUCA*

Giulio GARBATI*

Filippo DI GIOVANNI*

Nazzareno QUADRUMANI*

Silvestro POSSENTI*

Nicola STIGLIANI*

Armando FABI*

Antonio MAMONE*

Martano MARCACCI*

Francesco PAGA*

 

*M.O.V.M. alla memoria

 

Cielo di Tanganika 17 Novembre 1961 “LYRA 10”

 

Capitano Pil.

Maresciallo Pil.

Maresciallo Montatore

Maresciallo M.O.

 

Elio NISI

Giovanni DE RITI

Tommaseo FONDI

Giuseppe SAGLIMBENI

 

Cielo di Marina di Pisa 20 Aprile 1964 “LUPO 11”

 

Sten. Pil.

Sten. Pil.

Sergente Motorista

Sergente Montatore

Sergente M.O.

Sergente EMB

 

Adamo DESISERIO

Claudio COSTANTINI

Maurizio DROISE

Erasmo FARINA

Alvaro BOATTINI

Giuliano TOVANI

 

Cielo di Rivolto 25 Aprile 1970 “LUPO 86”

 

Tenente Pil.

Sten. Pil.

Maresciallo EMB

Sergente M.O.

Sergente Motorista

Sergente Montatore

Sergente Montatore

 

Enzo MIOTELLO

Angelo FERRETTO

Salvatore GIAMMONE

Ottaviano GIAMMATTEI

Antonio LA CAVALLA

Luigi GIULIANO

Roberto BONANOMI

 

 

I CADUTI DELLA

 

46ª AEROBRIGATA

 

(Tempo di Pace)

 

 

Monte Serra (Pisa) 3 Marzo 1977 “VEGA 10”

 

 

 

 

Maggiore Pil.

Capitano Pil.

Sten. Pil.

Maresciallo EMB

MarescialloMont.

 

Massimo PROIETTI

Simone MURRI

Paolo CASELLA

Antonio SEMPLICI

Silvio PIERETTI

 

Cielo di Torsoli (Greve in Chianti) 10 Luglio 1982 “LUPO 84”

 

 

Ten. Col. Pil.

Capitano Pil.

Maresciallo Marconista

Serg. Magg. EMB

 

Domenico FANTON

Maurizio MOTRONI

Furio COLAIACOMO

Alessandro COSIMI

 

Cielo di Laconi 29 Agosto 1985 “LUPO 92”

 

 

Maggiore Pil.

Tenente Pil.

Maresciallo EMB

Maresciallo Montatore

 

Fabrizio TARASCONI

Paolo CAPODACQUA

Lido LUZZI

Rosario FERRANTE

 

I CADUTI DELLA

 

46ªBRIGATA AEREA

 

(Tempo di Pace)

 

Monte Lavello 8 Gennaio 1992 “LYRA 35”

 

 

Ten. Col. Pil.

Capitano Pil.

Maresciallo Motorista

 

Carlo STOPPANI

Paolo DUTTO

Cesare NIERI

 

Cielo si Sarajevo 3 Settembre 1992 “LYRA 34”

 

 

Ten. Col. Pil.

Maggiore Pil.

Maresciallo Motorista

Maresciallo EMB

 

Marco BETTI*

Marco RIGLIACO*

Giuseppe BUTTAGLIERI*

Giuliano VELARDI*

 

* M.O.V.M. alla memoria

 

ONORE

 

il linklink

 

non riesco a fare una specie di tabellina più leggibile se i mod lo fanno mi fanno un grande favore

Edited by dogfighter

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Dog, forse era meglio che citavi il link (molto completo per altro)....messa così non è che sia molto comprensibile! :P:)

 

Comunque è un elenco che evidenzia lo stesso l'enorme tributo della 46°.

 

Dalla pagine ufficiale della 46ma Brigata Aerea:

L’avventura in Congo e l’eccidio di Kindu

 

La sanguinosa guerra civile, conseguente alla dichiarazione di indipendenza del Congo dal Belgio, richiedeva l’intervento delle Nazioni Unite per garantire il controllo del paese da parte del governo legittimo. Dall’11 luglio la 46ma cominciava a volare le prime missioni sui cieli del Congo e inizialmente per evacuare i profughi italiani e per trasportarvi generi di soccorso. Successivamente il Governo italiano risponderà positivamente alla richiesta dell’ONU di utilizzare un nostro contingente nell’ambito della forza multinazionale di pace. Nasceva così, il 22 agosto 1960 la “Sezione 46ma A/B Congo”, trasformata poi dallo SMA, con il Foglio d’Ordini Supplemento nr. 28 del 7 novembre 1960, in “Distaccamento 46ma A/B Congo”. Per assolvere i delicati compiti il distaccamento veniva dotato di dieci velivoli, su cui nel frattempo erano state applicate le insegne dell’ONU per distinguerli dai C-119G degli ex dominatori belgi. Il distaccamento doveva assicurare il 70% dell’attività globale di trasporto aereo collegando e rifornendo i vari presidi ONU sparsi sul vastissimo territorio congolese. Gli avvicendamenti tra il personale della 46ma A/B presso il distaccamento erano stati previsti ogni sei mesi, ma poi dato il clima particolarmente difficile furono ridotti a due mesi di permanenza. Nel frattempo infatti, vi era stata la prima vittima: il m.llo mot. Mario Lamponi del 98° Gruppo, stroncato da un infarto. Il 1961, e precisamente il 15 di febbraio, si apriva con la tragica notizia della morte di tre aviatori dell’Aerobrigata, a seguito di un incidente di volo verificatosi nelle fasi di decollo da Luluabourg. Si trattava del cap. Sergio Celli, del ten. Dario Giorni e del 1° av. mont. Italo Quadrini, i primi membri di un equipaggio dell’Aerobrigata a perdere la vita in Congo a seguito di un incidente di volo, ma anche i primi a perire con il paterno C-119. Solenni onoranze venivano tributate alle salme dei tre aviatori al loro arrivo il 25 febbraio a Ciampino, ma non sarebbero state, purtroppo, le sole provenienti dal Congo

 

Purtroppo lo scenario congolese, lungi dal normalizzarsi, registrava, nel 1961, segnali sempre più inquietanti e tragici tra i quali l’abbattimento del DC-6 con a bordo il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Dag Hammarskjold. Un paese nel caos più totale in uno scenario di violenze e sopraffazioni frutto anche dei grossi interessi internazionali per lo sfruttamento delle ingenti risorse minerarie del paese. In questo scenario, la mattina dell’11 novembre 1961 decollavano da Kamina alla volta di Kindu, aeroporto situato nella regione del Kivu al confine con il turbolento Katanga, due C-119 destinati a rifornire la locale guarnigione di caschi blu malesi. Si trattava dell’India 6002 (Lyra 5) al comando del mag. Pil. Amedeo Parmeggiani e con a bordo il s.ten. pil. Onorio De Luca, il ten. med. Francesco Paolo Remoti, il m.llo mot. Nazzareno Quadrumani, il serg. marc. Francesco Paga, il serg. EMB Martano Marcacci e il serg. magg. mont. Silvestro Possenti, e dell’India 6049 (Lupo33) al comando del cap. pil. Giorgio Monelli, con il s.ten. pil. Giulio Garbati, il m.llo mot. Filippo Di Giovanni, il serg. marc. Antonio Mamone, il serg. magg. EMB Armando Fabi ed il serg. magg. mont. Nicola Stigliani. Atterrati a Kindu dopo le 13,00 e scaricato il materiale, tra cui due piccoli mezzi blindati Ferret dell’ONU, i due equipaggi si recavano presso la mensa ONU situata a circa un chilometro dall’aeroporto, malgrado fossero stati sconsigliati dal comandante della guarnigione malese, magg. Dowe, di uscire dal campo per la presenza in zona di truppe ammutinate. Le insegne ben visibili dell’ONU sui velivoli e sulle combinazioni di volo ed i buoni rapporti sempre avuti con la popolazione erano sicuramente alla base della decisione presa dai nostri aviatori, convalidata dal fatto che anche la dotazione di armi individuali rimaneva a bordo dei velivoli. Purtroppo verso le 16,30, mentre stavano ancora pranzando, facevano irruzione nella mensa una ottantina di ribelli dell’Armata Nazionale Congolese seguaci del col. Pakassa che, dopo aver immobilizzato il personale di guardia malese lo stesso ufficiale che li aveva accompagnati, li assaliva e li malmenava trascinandoli nella prigione della città. Testimoni riferirono che già in quel frangente uno degli aviatori fosse stato abbattuto per la sua reazione. Rinchiusi in uno stanzone del carcere, poche ore dopo venivano trucidati selvaggiamente a raffiche di mitra. Da più parti si sarebbe cercato successivamente di accreditare la tesi che i nostri aviatori erano stati scambiati per mercenari belgi, ma in realtà questo drammatico episodio era la chiara testimonianza dell’anarchia che regnava ormai in Congo e dell’impotenza sia dell’ONU che del governo di Leopoldville dinanzi all’ammutinamento di interi reparti dell’Armata Nazionale Congolese. Tuttavia per venire a conoscenza della terribile notizia ci sarebbe voluto ancora qualche giorno, ossia il tempo necessario per portare a termine le convulse ed estenuanti trattative avviate dal valoroso dott. Pagnanelli e dagli altri funzionario delle Nazioni Unite subito inviati a Kindu. L’angoscia e la speranza dell’attesa avevano però durata breve, poiché alle ore 13,00 del giorno 16 febbraio 1961 il giornale radio dava il drammatico anuncio: “i tredici aviatori italiani impegnati in una missione di pace in Congo erano stati uccisi”. La notizia faceva subito il giro del mondo, suscitando ovunque grande emozione e sentimenti di pietà per l’ingiusta sorte toccata a questi uomini. Nella mattina del 17 novembre una lunga e mesta processione di studenti pisani raggiungeva l’aeroporto per deporre fiori ai piedi del pennone della bandiera, mentre si moltiplicavano un po’ ovunque le iniziative anche di semplici cittadini per testimoniare all’Aerobrigata ed ai familiari dei caduti il cordoglio e la solidarietà del popolo italiano. Il giorno successivo arrivava da Roma il Ministro della Difesa Giulio Andreotti per portare la parola del governo e presenziare al solenne rito funebre celebrato in Duomo dall’Arcivescovo di Pisa, mons. Camozzo, in memoria dei caduti. Mentre si perdeva la speranza di ritrovare quei poveri corpi per dar loro una civile sepoltura, un’altra tragedia si consumava nel cielo del Congo. Il 17 novembre il velivolo “Lyra 10”, in volo dall’Italia per il paese africano con a bordo la posta ed il vettovagliamento ed i pacchi inviati dalle famiglie era costretto ad effettuare un atterraggio di emergenza su di una radura nei pressi del Lago Tanganika a causa di avaria al motore destro. La manovra veniva eseguita correttamente, ma disgraziatamente durante la corsa al suolo il velivolo imbardava violentemente arrestandosi contro un grosso tronco d’albero. Nell’urto trovavano la morte il cap. pil. Elio Nisi, il m.llo pil. Giovanni De Risi, il m.llo mot. Tommaso Fondi ed il m.llo marc. Giuseppe Saglimbeni; gli altri componenti dell’equipaggio (serg. pil. Mario ferrari, m.llo EMB Salvatore Giammona, serg. mont. Luigi Fredducci) e di due passeggeri (militari del Nord Africa) riportavano ferite varie e venivano ritrovati due giorni più tardi presso una località sede di una missione religiosa, che avevano raggiunto dopo una estenuante marcia attraverso la foresta. Nel giro di soli tre giorni l’Aerobrigata aveva pagato un prezzo altissimo, perdendo tre equipaggi di volo ed un velivolo. Il 5 dicembre venivano celebrati a Pisa i funerali anche di questi quattro sfortunati aviatori, ma delle salme dei loro colleghi CADUTI A Kindu sembrava non esserci più alcuna traccia. Bisognerà attendere il successivo 1962 quando, a quattro mesi di distanza dall’eccidio, il giorno 23 febbraio era possibile recuperare i corpi dei caduti. Ciò grazie all’opera del cappellano dell’Aerobrigata, don Emireno Masetto, che aveva sostenuto le ricerche da parte dei nostri connazionali residenti a Kindu, in evidente controtendenza all’orientamento politico del momento. I corpi erano stati risparmiati allo scempio grazie allo slancio di un graduato della polizia congolese (serg. magg. N’Gombe) che, poco dopo la strage, li aveva caricati su di un camion e seppelliti di nascosto in una fossa comune nei pressi del cimitero di Tokolote. Il giorno 10 marzo le salme, dopo le formalità relative all’inchiesta in corso, venivano imbarcate su un C-124 dell’USAF, dopo aver ricevuto solenni onori. Il velivolo faceva scalo a Tripoli, dove le salme venivano trasbordate su di un C-130 della 322ma Air Division. Il quadriturbina giungeva a Pisa il giorno 11 marzo alle ore 16,00 spegnendo i motori dinanzi alla palazzina comando mentre le note del Piave intonate dalla banda del Maestro Di Miniello dilagavano sul piazzale in un’atmosfera di grande commozione. Il giorno successivo, alla presenza delle più alte cariche dello Stato, veniva celebrato il solenne rito funebre, al termine del quale le salme trovavano provvisoria dimora nella cripta della chiesa di S. Caterina. La RAI intanto aveva lanciato la “catena della fraternità”, una sottoscrizione pubblica per raccogliere i fondi con cui costruire un tempio votivo ai margini dell’aeroporto di S. Giusto. L’incarico progettuale fu affidato al prof. Giovanni Michelucci, uno dei migliori architetti italiani dell’ultimo mezzo secolo. Sviluppando il tema “l’odio divide e l’amore unisce”, Michelacci realizzava quello che può essere definito il più bel tempio aeronautico esistente in Italia. Il 19 giugno 1962, con il rientro a Pisa degli ultimi tre velivoli si concludeva l’attività operativa per il Congo. Il bilancio constava di duemilacentosettantasette sortite per un totale di 9.165,05 ore di volo, 9.328.201 libbre di materiale e 8.100 passeggeri trasportati, tutto questo a prezzo di 21 vite umane, 6 feriti e 3 velivoli distrutti. Al di là di ogni possibile valutazione si poteva esser certi che la 46ª Aerobrigata si era conquistata fama e prestigio in tutto il mondo! L’anno successivo, il 13 marzo 1963 il tempio di Kindu veniva consacrato ed il giorno successivo con un mesto corteo attraverso le vie di Pisa sorvolato da una splendida formazione di C-119, vi venivano traslate le salme di 11 dei 13 aviatori, in quanto quelle del ten. med. Remoti e del serg. magg. Stigliani erano state reclamate dalle rispettive famiglie.

Edited by paperinik

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Sempre dalle stesse pagine:

Verso il nuovo millennio

 

Si chiudeva così un ciclo di storia e si apriva il sipario sugli ultimi venti anni del secolo, che sarebbero stati ulteriori anni ricchi di impegni operativi ed esercitativi, nulla tralasciando alla vocazione da sempre dimostrata all’aiuto di qualsiasi popolazione in difficoltà sia per ragioni ambientali sia per crisi e/o conflitti armati. Ma è soprattutto negli anni 90 che la Brigata ha trovato la sua più alta espressione anche attraverso le numerose occasioni di verifica e di applicazione delle capacità raggiunte dal reparto. Gli anni ’90 sono stati quindi per la Brigata il decennio dei più ampi e meritati riconoscimenti, guadagnati come sempre sul campo e anche questa volta al prezzo di estremi sacrifici. Il decennio, come noto, è stato interessato da alcune tra le peggiori crisi del dopoguerra: dal Golfo ai Balcani si sono susseguiti tentativi di conquiste di altre nazioni, persecuzioni ai danni di minoranze e veri e propri conflitti interni agli stati, guerre interetniche. In ognuna di queste crisi la 46ma B/A si è trovata ad operare per trasportare aiuti umanitari e provvedere a fornire massimo supporto alle forze di pace. Sempre in prima linea, un giorno di settembre del 1992, si compiva un altro dramma che avrebbe nuovamente visto protagonisti sacrificati gli uomini della 46ma e, ancora una volta, la nazione ed il mondo civile si sarebbero stretti intorno a questi aviatori e alle loro famiglie, profondamente indignati da atti ingiustificati e barbari nei confronti di uomini che, lungi dall’usare armi, si sono sempre distinti per lo spirito umanitario, la solidarietà e la disponibilità.

 

…Lyra 34…Lyra 34…rispondete…

 

Il ciclone innescatosi nell’Est europeo con la caduta del muro di Berlino e dei regimi comunisti, fu la causa che determinò un ciclo massacrante per le flotte da trasporto militari occidentali. Il 3 luglio 1992, infatti, con un primo volo di C-130 iniziava anche per la Brigata il lungo ciclo operativo con l’aeroporto di Sarajevo per portare soccorso alle popolazioni assediate della città. Il ponte aereo, che si svolgeva sotto l’egida delle Nazioni Unite, si presentava subito irto di rischi, specie nella fase terminale del volo quando i velivoli devono atterrare a breve distanza da continui scontri armati. Dal 15 agosto il C-130 impiegato da Zagabria veniva affiancato da un G222 rischierato a Spalato, portando a quattro i voli giornalieri effettuati con la capitale bosniaca. Malgrado qualche velivolo della coalizione raggiunto da colpi di arma leggera e le frequenti chiusure dell’aeroporto per i combattimenti in corso, l’operazione proseguiva a pieno ritmo, evidenziando l’abnegazione e la professionalità di tutti gli equipaggi impegnati. Una determinazione che menti criminali volevano compromettere, rendendo ancora più difficile l’opera intrapresa dalle Nazioni Unite. A farne le spese era proprio il nostro G222, che il 3 settembre veniva abbattuto da due missili terra-aria “SA9”, sparatigli dalla sommità di un rilievo in territorio croato mentre era in avvicinamento all’aeroporto di Sarajevo, percorrendo il corridoio umanitario concordato tra le fazioni in lotta e la Comunità Europea. Raggiunto posteriormente da un primo missile allo scarico del motore sinistro e subito dopo da un secondo alla radice dall’ala destra, recidendola, il “Lyra 34” precipitava tra i boschi del monte Zec a quota 1.764 metri, provocando la morte del magg. Marco Betti, del ten Marco Rigliaco e dei marescialli Giuseppe Buttaglieri e Giuliano Velardi, tutti appartenenti al 2° Gruppo. L’emozione suscitata era grande, specie a Pisa dove risiedono le famiglie di gran parte degli ufficiali e sottufficiali della Brigata e dove era nato e conosciuto il capo equipaggio magg. Betti. La gravità dell’azione fu tale da far sospendere il ponte aereo ae ordinare il rientro del C-130 rischierato a Zagabria. A quella tragica data del 3 settembre la Brigata aveva già trasportato nella capitale bosniaca 1.874 tonnellate di generi di prima necessità e 677 passeggeri. Dopo il rischioso recupero delle salme guidato dal gen. Battisti, il giorno 5 settembre venivano celebrate nel Duomo di Pisa le solenni esequie dei quattro aviatori. Vi parteciparono il Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, e le più alte cariche politiche e militari dello Stato. Il 15 dicembre, nel corso di una solenne cerimonia sull’aeroporto di Pisa, il Capo dello Stato decorava la bandiera di guerra della 46ma Brigata Aerea di Medaglia d’Oro al Valor Aeronautico, divenendo così la più decorata tra i reparti A.M.. La sua stupenda motivazione terminava con queste significative parole:

 

"La 46ma Brigata Aerea, nel solco di un'eroica tradizione

di guerra e di pace, consacrata dal sacrificio degli

equipaggi caduti nell'adempimento del dovere ha scritto

pagine di storie che costituiscono glorioso patrimonio

di virtù militari che hanno dato lustro e prestigio

all'Aeronautica Militare e all'Italia".

 

Nel corso della cerimonia venivano decorati di Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria i quattro membri dell’equipaggio del “Lyra 34” abbattuto il 3 settembre nel cielo della Bosnia.

Ci tengo particolarmente a sottolineare questo passaggio (che spiega perchè fra tutti i reparti dell'AMI la 46°BA merita una mezione ed un affetto speciale):

 

"...il Capo dello Stato decorava la bandiera di guerra della 46ma Brigata Aerea di Medaglia d’Oro al Valor Aeronautico, divenendo così la più decorata tra i reparti A.M..."

Edited by paperinik

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"...il Capo dello Stato decorava la bandiera di guerra della 46ma Brigata Aerea di Medaglia d’Oro al Valor Aeronautico, divenendo così la più decorata tra i reparti A.M..."
;)

 

Bel post Paperinik :adorazione:

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A mio modesto avviso, per onorare degnamente la 46^ Aerobrigata (e per non andare off-topic!), sarebbe stato il caso di aprire un'altra discussione.

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Picpus per onorare una cosa non è importante la modalità, ma il sentimento con cui lo fai.

Poco conta se lo fai aprendo una sezione a parte o come parentesi di un'altro argomento.

 

Qui oggi si ricorda un tragico incidente patito dalla Brigata di Pisa 31anni fa....quale migliore occasione per ricordare il tributo pagato dalla 46ma?!

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Si ma mi sembra che nessuna abbia speso una parola riguardo agli allievi della 1a classe dell'Accademia Navale morti nello schianto.

In Accademia è una cosa ancora molto sentita,e ci è stato raccontato quel giorno,visto dai colleghi degli allievi morti.

In pratica tutti gli altri allievi erano in Accademia,ignari dell'accaduto,e aspettavano di vedere tornare i loro colleghi che dovevano effettuare quel maledetto volo d'ambientamento sul C-130.

Però nessuno tornava,e quando cercavano di chiedere qualcosa venivano date loro risposte elusive e non convincenti.

Poi quando tutti vennero a sapere dell'accaduto cominciò un'altra tragedia anche,ovvero quella di coloro che dovevano essere su quel volo,ma o perchè malati o perchè consegnati non ci parteciparono(con iniziale delusione che poi si è tramutata in grossa fortuna).

Fu un corso(corso "Invicti",di cui fa parte tra l'altro l'Amm. Cavo Dragone) che venne segnato fortemente dalla tragedia(comprensibilmente direi).

Credo quindi che sia il caso di ricordare questi allievi,che persero la vita all'inizio della loro carriera come futuri ufficiali della M.M.

 

http://www.rinascita.info/cc/RQ_Analisi/Ek...VyPpRWLQB.shtml

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Si ma mi sembra che nessuna abbia speso una parola riguardo agli allievi della 1a classe dell'Accademia Navale morti nello schianto......

Infatti, era cio' di cui, implicitamente, mi dolevo nel mio ultimo post!

 

Inserisco il link ad alcuni brevi cenni biografici, relativi ad uno dei cadetti scomparsi:

 

http://www.cnnumana.it/Silvio.htm

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Asolutamente Draklor....La memoria deve andare a tutti i caduti di quello sfortunato incidente. Io ho solo approfittato della giornata commemorativa per ricordare anche tutte le altre vittime della 46ma BA (che oggettivamente ha pagato un tributo ben superiore alla media).

 

Picpus, non avevo alcun intento polemico.

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.......Picpus, non avevo alcun intento polemico.

Tranquillo, non l'ho mai pensato! :okok:

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coloro che dovevano essere su quel volo, ma o perchè malati o perchè consegnati non ci parteciparono

 

mio padre.

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Nel prossimo mese di marzo, ricorrerà il 32° anniversario di quel tragico evento.

 

 

Ho trovato su Youtube, casualmente, un filmato relativo alla celebrazione del 30° anniversario, nel 2007, al link che segue:

 

http://it.youtube.com/watch?v=dl_9Fg--8m8&NR=1

 

 

ed uno relativo alla celebrazione del 31° anniversario, nel 2008, al link seguente:

 

http://it.youtube.com/watch?v=LWc1mUjTkp8

 

 

Riposino in pace!

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