F-35 e le possibili conseguenze della sua scelta...
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-{-Legolas-}- 8 messaggi
Il Lockheed Martin F-35 Lightning II potrebbe essere ricordato come il velivolo da attacco più micidiale mai costruito, essendo stato capace di distruggere completamente l'industria aeronautica europea nel settore dei velivoli militari da combattimento senza aver avuto bisogno di sparare nemmeno un colpo del suo cannone GAU/22A o di lanciare nemmeno una modestissima Mk-82 dalla sua stiva.
Infatti, a ben guardare, la decisione di molte nazioni europee di entrare nel club dell'F-35 porterà a breve termine e come nefasta conseguenza la cessazione definitiva della capacità europea di progettare e di produrre aerei militari ad alto contenuto tecnologico. Nel recente passato, con il Panavia Tornado, con il Saab JAS-39 Gripen, con il Dassault Rafale e con l'Eurofighter EF-2000, l'Europa ha già dimostrato di possedere tutto il know-how e le capacità industriali necessarie per mettere in servizio aerei capaci di competere allo stesso livello della migliore produzione americana, capacità peraltro ribadite anche nel campo del trasporto (vedasi Airbus A-400M e Alenia C-27J) e dell'addestramento (vedasi Aermacchi M-346).
Con la fine della parabola industriale del Tornado e con la prevedibile necessità di rimpiazzare diversi tipi di velivoli nei ruoli CAS/BAI/Strike in diverse aviazioni europee (Phantom, AMX, F-16, Mirage, eccetera), era evidente che si apriva in Europa (e non solo!) una enorme finestra di mercato, che avrebbe dato l'opportunità alle maggiori realtà industriali europee di proporre un consorzio per progettare e costruire autonomamente un aereo della classe dell'F-35: come ho già detto, non mancavano certo nel Vecchio Continente le risorse finanziarie, le capacità industriali, il know-how tecnologico, l'industria motoristica, quella avionica e quella degli armamenti, e con tutte queste risorse a disposizione non vi sarebbero certamente stati problemi nel proporre un'alternativa europea all'F-35.
Ma... c'è un ma.
Quello che è mancato è il fattore determinante, quello più importante di tutti: la volontà politica.
Ciascun governo europeo, ragionando con una visione di piccolissimo cabotaggio ed estremamente miope, se n'è andato per conto suo, e ora ci ritroviamo con l'impossibilità (per mancanza di mercato, che è stato già tutto accaparrato dall'F-35) di continuare a progettare aerei ad altissimo contenuto tecnologico.
E questo è un errore madornale, che pagheremo carissimo nei decenni a venire e del quale, purtroppo, nessuno verrà chiamato a rendere conto perché, si sa, in politica le cose funzionano così: chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, ed è sempre colpa di "qualcun altro".
Il know-how nel campo dell'alta tecnologia, infatti, non è cosa che si possa mantenere a tempo indeterminato, ma deve essere costantemente sostenuto e finanziato... la ricerca deve andare avanti, i cervelli devono continuare a lavorare, le linee di produzione pure, ma se non vi sono commesse la conseguenza è che la ricerca non riceve più fondi, i cervelli emigrano altrove, e le linee di produzione chiudono.
E se succede tutto questo, non è che poi si possa in un batter d'occhio recuperare il tempo perduto e rimettersi alla pari: ci vogliono decenni, e non è comunque detto che si riesca a ridiventare competitivi.
Per tutti questi motivi, io considero la decisione di molti governi europei di acquisire l'F-35 come un vero e proprio disastro di proporzioni apocalittiche, sia dal punto di vista politico, sia da quello tecnologico, sia da quello operativo.