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windicator

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Reputazione Forum

  1. Non avendo trovato traccia di commenti della moderazione riguardo queste affermazioni fuori contesto e palesemente pretestuose, ritengo opportuno ricordare che lo spirito di un forum è favorire il confronto dialettico, anche e soprattutto quando esso dovesse assumere la forma della legittima critica, sperabilmente costruttiva e comunque sempre nei limiti del rispetto per il proprio interlocutore. Osservaziondi di dissenso di principio nei confronti della categoria dei cosiddetti "imboscati" (ovunque essi si trovino: FF.AA., FF.OO., o contesti lavorativi o professionali di qualsiasi altro genere) rientrano certamente nel legittimo diritto di critica. Altra cosa è invece, dal punto di vista della netiquette usualmente accettata nel web, ventilare la possibilità che il proprio interlocutore possa rientrare in qualche modo nella suddetta categoria senza peraltro averne alcuna conoscenza personale. Considero quindi questo atteggiamento spiacevole in quanto del tutto immotivato. Ad ogni buon fine, rivolgendomi ai moderatori e all'amministrazione del forum, ma anche a tutti gli utenti e frequentatori dello stesso, faccio inoltre doverosamente e pubblicamente presente che se in futuro dovessi leggere su questa piattaforma dichiarazioni in violazione dell'art. 290 c.2, c.pen. o di altre norme in vigore, sarò costretto a segnalare la cosa all'A.G. competente. Ma sono ragionevolmente certo che eventi del genere non si verificheranno. (nota: questa pagina e i link correlati sono stati salvati su memoria di massa)
  2. Qui: http://www.iai.it/pdf/Economia_difesa/Tabe...ici-IT-2009.pdf In particolare, a pag. 4 vi è il grafico del trend 1999-2009 del budget difesa in %Pil di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Germania e Italia. Per gli Stati Uniti si può notare il (prevedibile) rapido incremento post-11 settembre 2001. La Gran Bretagna interrompe il trend in discesa proprio in corrispondenza del 2001, poi resta abbastanza costante. Con qualche ritardo, la Francia si adegua alla tendenza britannica, così come la Germania. Entrambe mantengono per la difesa, dal 2002-2003 in poi, una quota budget %Pil costante (beh, per essere precisi, in leggera salita). L'Italia... lasciamo perdere.
  3. Potrebbe anche essere che le cose stiano come dici tu, personalmente non ho linee dirette con le cancellerie di Tokyo o di Pechino a supporto della mia opinione, quindi la tua posizione è valida almeno quanto la mia. Su questro siamo d'accordo: la diversità delle nostre posizioni è sulle motivazioni di questa raggiunta consapevolezza, io affermo che il "caro leader" ha voluto crearsi una deterrenza contro l'ipotesi di una opzione militare per spazzarlo via, tu sostieni che lo ha fatto per estorcere cibo e denaro ai suoi vicini; è possibile che siano verosimili entrambi i fattori. La prima poteva essere un bluff, la seconda mi pare plausibile. E se anche non fosse vera, teniamo conto del fatto che per chi è privo di scrupoli non è poi così difficile arrivare a impossessarsi sul mercato nero di un po' di materiale fissile. Attenzione, non parlo di una testata nucleare vera e propria, ma solo di materiale fissile con cui confezionare qualche bomba "sporca". E, ripeto, Seoul è vicina. Sono d'accordo. Quindi, quale potrebbe essere la soluzione del problema? Questo non toglie che quella notte Gheddafi dormisse tranquillo, e che se la sia cavata per puro caso. Questa è un'affermazione completamente arbitraria, poiché ho già espresso in maniera molto esplicita l'augurio che il regime nordcoreano crolli il più velocemente possibile. In quanto al "caro leader" e a tutti i suoi collaboratori, sarò soddisfatto quando li vedrò processati per crimini contro l'umanità, condannati all'ergastolo, rinchiusi ciascuno in una cella 2x2, e buttata via la chiave. Sono stato chiaro, adesso, o devo fare un disegno? Il resto del messaggio non lo commento, in quanto non è mia abitudine mettere il confronto sul piano personale.
  4. Se affermare che la Corea del Nord dovrebbe essere traghettata verso la democrazia e l'economia di mercato è "discorso da manuale di dialettica marxista", allora sì, se è per farti contento lo confesso, sono il figlio segreto di Iosif Vissarionovič Džugašvili (in arte Stalin). Avendo giurato di difenderla, questa democrazia, ti assicuro che la cosa non mi sfugge. Ma quello che invece dovresti essere tu a considerare con maggiore attenzione, è il punto di vista dell'oligarchia nordcoreana. Io non ho ancora capito se Kim Jong-Il è un finissimo diplomatico come Bismarck o un pazzo esaltato come Hitler, tuttavia sarebbe il caso di fare un piccolo sforzo e mettersi per un attimo nei suoi panni: ci si vedrebbe circondati da nazioni economicamente potentissime e militarmente soverchianti, la maggior parte delle quali pagherebbe di tasca propria per vedere lo scomodissimo regime nordcoreano scomparire in un modo o nell'altro, mentre la rimanente parte sarebbe prontissima a ritirare all'istante e senza preavviso l'appoggio politico/economico/militare a Pyongyang se il gioco non valesse più la candela. Ora, fatte queste premesse e svestiti i panni di "caro leader", confermo che solo un ingenuo (diplomaticamente parlando) potrebbe sinceramente stupirsi di fronte alla scelta nucleare della Corea del Nord: nel periodo della guerra fredda il regime sapeva bene che la linea di demarcazione del 38° parallelo era virtualmente invalicabile a causa del tacito accordo fra le grandi potenze, le quali avevano deciso che era meglio non scontrarsi direttamente ma farlo solo nel terzo mondo e per interposta persona; dopo il crollo dell'URSS, però, cambiò rapidamente tutto il sistema delle dinamiche e delle relazioni internazionali: infatti Milosevic ha fatto la fine che sappiamo dopo che la Serbia è stata seppellita sotto unavalanga di bombe, stesso trattamento è stato riservato a Saddam Hussein (per ben due volte, per giunta ) , quando Putin ha deciso che la sua pazienza era finita in Cecenia non ce n'è stato più per nessuno, e i talebani afghani hanno ancora i quarti posteriori che gli bruciano per le pedate generosamente elargite loro dagli americani prima e dalla NATO poi. E' quindi evidente che - al di là di qualsiasi giudizio di merito sulla dittatura nordcoreana, che sono il primo a definire atroce - il suddetto "caro leader" deve aver cominciato a dormire notti piuttosto agitate, rendendosi conto che in fin dei conti l'apparato militare nordcoreano non sarebbe stato in grado di sostenere il confronto con gli Stati Uniti in uno scenario convenzionale. L'unica strada percorribile, dunque, per "garantirsi la pensione", era dotarsi di un deterrente nucleare, anche minimo, ma con sufficiente credibilità. Chiamalo scemo. Mai detto il contrario. Ma certo, proprio come ne era perfettamente cosciente Gheddafi, la sera fra il 14 e il 15 aprile 1986, salvo poi essere svegliato dalle bombe degli F-111 che prendevano allegramente di mira la caserma di Bab al Azizyya e altri obiettivi a Tripoli e a Bengasi. E' vero, ma non è questo il solo "vantaggio" che il "caro leader" si è assicurato, c'è anche quello che ho illustrato poc'anzi, ovvero la quasi matematica certezza di non essere attaccato militarmente. I giudizi sulla persona possono anche essere consivisi, ma dal punto di vista diplomatico non servono a molto. Al punto in cui siamo, la sopravvivenza del regime nordcoreano non è garantita dai discorsi, ma dal suo deterrente nucleare. Anche questa è tutta una questione di rapporto costo/efficacia: nel momento stesso in cui gli strateghi di Washington dovessero convincersi che c'è il modo di cancellare il deterrente nucleare nordcoreano (e, per inciso, anche quello chimico), la pelle del "caro leader" varrà quanto un copeco bucato e nessuno lo rimpiangerà. Ma fino a quel momento c'è solo da ingoiare rospi, perché un'atomica su Seoul non la vuole nessuno.
  5. Mangiato pesante? Se ho capito bene il senso di questa considerazione, quindi, l'approccio al problema della proliferazione nucleare dovrebbe tener conto di quale sia la "affidabilità" degli interlocutori con i quali ci si confronta.In effetti, è esattamente ciò che è stato fatto finora. Da tutti. Anche dalla Corea del Nord. Hai detto niente...
  6. Il fatto è che l'attuale situazione deriva (non solo,ma anche) dalle posizioni più o meno "morbide" assunte di volta in volta dalla comunità internazionale a seconda di chi fosse in discussione. A puro titolo di esempio, Israele, Giappone, India. Poi però non ci possiamo stupire se elementi del calibro del presidente iraniano o dell'attuale "caro leader" nordcoreano ripagano il mondo con la stessa moneta: nel caso della Corea del Nord, in pratica è successo che prima si sono fatti dare soldi e cibo in cambio della promessa di smetterla con il programma nucleare, ma poi hanno tranquillamente proseguito con il suddetto programma in barba alle promesse fatte. Se non ci fosse da preoccuparsi, ci sarebbe veramente da ridere. Sicuramente Kim Jong-Il di risate se ne sta facendo a iosa. Ora comunque la situazione è delicata, perché la Corea del Nord ha superato il punto di non ritorno in tema di deterrenza nucleare e deve a tutti gli effetti essere trattata come una nazione appartenente al club dell'atomica. Il che, molto semplicemente, considerando il tipetto che si trova all'interno dell stanza dei bottoni nordcoreana, vuol dire che nel confronto con Pyongyang ogni opzione militare deve essere esclusa in via di principio. A mio modo di vedere esiste una sola via d'uscita plausibile: Cina, Giappone, Corea del Sud e Stati Uniti devono mettere mano al portafoglio e traghettare gradualmente la Corea del Nord nell'economia di mercato, riconoscendo al suddetto "caro leader" tutti i benefits e le garanzie del caso.
  7. Chissà perché, il trattato di non-proliferazione nucleare viene tirato in ballo, con estrema disinvoltura, solo dai protagonisti della politica internazionale a cui fa comodo ricordarsi della sua esistenza. Altrettanto disinvoltamente, peraltro, in molti casi ci si "dimentica" della sua esistenza.
  8. A me non si aprono: viene richiesta la registrazione.
  9. Lo sono anche i NOCS della Polizia di Stato, che però in genere non operano all'estero. Ma poiché nel caso dei pirati somali ci troviamo in un contesto internazionale, interforze, e in ambito prettamente militare, i reparti che abbiamo dispiegato sono proprio quelli giusti da impiegare a seconda di cosa si debba fare.
  10. Qualcosa ho trovato. Questo è il Saab J-21, caccia svedese degli anni '40 con una configurazione che sembra un incrocio fra il P-39 (motore disposto dietro l'abitacolo) e il P-38 (configurazione a doppia trave), con la peculiarità dell'elica spingente.
  11. Hai ragione, ma devo constatare che se in America ci fosse stato il lodo Alfano, Nixon sarebbe rimasto al suo posto nonostante le porcherie del caso Watergate, che fra l'altro scoperchiò non solo le intercettazioni ai danni dei repubblicani ma fece venire alla luce anche altre cosette a livello di finanziamenti occulti, evasioni fiscali, ecc. Fra l'altro, Nixon non si dimise perché incriminato ma proprio per evitare un procedimento giudiziario a suo carico. Esattamente quello che il lodo Alfano non consente. Saranno mica tutti comunisti, in America?
  12. Onestamente non saprei se la decisione l'ha presa il ministero della Difesa, prendo atto di quello che mi riferisci. In merito ai costi della passeggiata e - più in generale - di tutta l'operazione di pattugliamento... sì, sono d'accordo, è una pagliacciata e uno spreco di denaro.
  13. Hai ragione, ma quello che valeva nel caso Phillips potrebbe non valere in altri casi... ormai il danno lo abbiamo creato, ora bisogna andarcio con i piedi di piombo, anche se all'apparenza questi sequestratori somali sembrano meno pericolosi di quelli "nostrani" degli anni passati.
  14. Il discorso è semplice: stante la intricatissima situazione tribale in Somaliland, e considerando che gli ostaggi attualmente nelle mani dei pirati non sono soltanto quelli della nave italiana (ce ne sono molti altri) e non si trovano tutti concentrati nello stesso punto (ma dispersi su centinaia di km di coste), un'azione isolata potrebbe provocare ritorsioni altrove e mettere in pericolo la vita di altri ostaggi. E' un vero ginepraio.
  15. Ho atteso un po' perché non mi andava di commentare a caldo questo tristissimo episodio. Oggi pare che sia calato il velo mediatico sull'incidente: male, molto male. Queste cose vanno indagate e i risultati delle indagini (i risultati, non le illazioni o le opinioni) vanno resi di dominio pubblico. Finora, mi pare che ci siano state soltanto le solite (anche se doverose, e probabilmente sincere) dichiarazioni di circostanza. Io vorrei che sull'auto fosse effettuata una seria perizia balistica (esattamente come avremmo voluto che avvenisse nel caso Calipari) in modo da determinare con buona approssimazione quante volte è stata colpita, da quante armi, di che tipo di armi si trattasse (individuali, di squadra o veicolari), e da che direzione provenisse ciascun colpo. La cosa è tecnicamente possibile. Tutto qiesto al solo fine di chiarire l'effettiva dinamica dei fatti e impedire speculazioni di sorta. Una volta ottenuto ciò, vorrei che venissero rese pubbliche le regole di ingaggio che dovevano essere adottate in quelle circostanze, per stabilire se si è compiuto qualche errore o se si è perpetrato qualche abuso. Lo so che le regole di ingaggio devono rimanere riservate, ma in questo caso mi sembra prevalente l'interesse alla chiarezza e alla trasparenza. In caso contrario, la retorica pacifondaia trova terreno fertile. E ne farei volentieri a meno, esattamente come farei a meno di tante dichiarazioni dell'on. ministro La Russa. (a dirla tutta, farei molto volentieri a meno proprio del ministro La Russa, ma... fine OT )
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