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Smersh

Hellcat pilot, 1945

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Posto ancora in questa sezione un mio personaggio full-size vecchio di alcuni anni, ma sempre tra i miei preferiti.

 

Trattasi di un pilota da caccia US Navy del 1945 (potrebbe anche essere dei Marines, neppure la minima differenza visibile) tanto più che verso la fine della guerra nel Pacifico erano quasi più numerosi i reparti da caccia dell'USMC imbarcati sulle grandi portaerei di squadra, che non quelli della Navy stessa.

Coreograficamente parlando non è un aviatore tra i più conosciuti, soprattutto per via della tuta di volo monopezzo in nylon verde scuro al posto della classica color khaki, così come il caschetto di volo non ha i caratteristici porta-auricolari usualmente visti in innumerevoli foto e filmati. E' però tutto (ma proprio tutto, comprese le scarpe che sembrano nuove) al 100% originale, e soprattutto provenienza US Navy.

 

Lo si può ambientare dal Gennaio 1945 fino al termine del conflitto. Indifferentemente pilota di F4U-1D Corsair, o di F6F Hellcat.

 

 

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La ruta in nylon verde, che contrariamente alle apparenze ritardava la combustione del tessuto in certune condizioni di incendio a bordo (senza che il materiale sia ignifugo) era entrata in servizio all'incirca nell'Ottobre 1944, assieme alla cuffia di volo sempre in nylon - non in questo pilota comunque.

Basata su questo disegno, nell'Aprile 1945 è poi entrata in servizio il modello di tuta M-668 esattamente identica ma fatta in tessuto di cotone color khaki.

 

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la stessa foto 'antichizzata'... e realistica

 

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Segue

 

 

La cuffia in tessuto 'twill' è l'ultimissima variante in tempo di guerra del modello AN-6542, entrata in servizio a fine Dicembre 1944 - qui fabbricata dalla ditta 'Slote & Klein' (ne esistevano parecchie). I porta-auricolari 'a ciambella' in gomma rigida erano comuni a Navy (assieme a USMC) e USAAF cominciando da fine 1943; gli auricolari invece, in questo preciso caso sono esclusivi degli aviatori navali: i caratteristici ANB-H-1 A della Perm-O-Flux - la 'A' li distingue dai normali ANB-H-1 usati così sovente da tutte le tre specialità.

 

Gli ANB-H-1 A sono in metallo (cosa unica per l'epoca) e con sagoma piuttosto allungata invece che perfettamente tonda.

 

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I leggendari occhialoni di volo AN-6530 qui con lenti color verde, sono della ditta Charles Fisher Mfg. di Brooklyn, una delle due che li fabbricavano (l'altra era l'American Optical Co.) e qui hanno banda elastica nera - esisteva anche in variante bianca, e grigia.

 

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Vera 'icona' dell'aviatore americano di quel tempo, gli AN-6530 discendevano direttamente dal modello B-7 tipico dell'USAAC / USAAF a cui somigliano moltissimo.

 

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La maschera ossigeno in questo caso è la A-14 della ditta 'Ohio Chemical Co.' Pochissimo associata all'immagine classica dell'aviatore US Navy / USMC nella 2°G.M., la maschera era invece un accessorio molto usato - dapprima con i modelli 'C' e 'D' di altre ditte, poi da fine 1943 la A-14 ha visto un impiego sempre maggiore.

Qui non fa parte di un contratto specifico da parte dell'US Navy; il microfono invece è realmente di provenienza navale (il cavo è molto più corto, prima di innestarsi nell'apposita prolunga) invece che USAAF, pur rimanendo sempre un ANB-M-C1.

 

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Il salvagente mod. AN-6519 qui proviene da uno specifico contratto US Navy (il prefisso per la Navy è sempre N288s - ... ) ed è datato Gennaio 1945. Agganciati o legati ad esso sono presenti parecchi accessori tipici dell'aviatore Navy/Marines del tardo periodo bellico: lampade di emergenza, paccheeti 'anti-squalo' (Shark Chasers) e coloranti per l'acqua del mare (Sea Dye Marker), bussola, fischietto d'emergenza, torce elettriche, etc.

Qui è tutto originale e autentico.

 

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Torcia elettrica (Fulton Co., 1944) e fischietto ho impiegato alcuni anni per trovarli marcati 'U.S.N.', ma li volevo assolutamente così.

 

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Bussola mod. Taylor 'Gydeway'.

 

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SEGUE

 

 

Il 'kit' di sopravvivenza mod. M-592 Back Pad Kit', usato soltanto dall'US Navy e USMC (l'USAAF aveva altri modelli) nella seconda metà del conflitto. Indossato sopra la tuta di volo e sotto il salvagente (e ovviamente, sotto l'imbragatura del paracadute) era in robusta tela impermeabilizzata e disponeva di una zip.

Qui è vuoto all'interno, anche se imbottito con gommapiuma per renderlo realistico.

 

 

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L'esclusiva imbragatura-paracadute dell'US Navy era la cosiddetta 'Q.A.S.' (Quick Attachable Seat) Harness, che prevedeva il pacco vero e proprio del paracadute - sempre rigorosamente del tipo a sedile - staccabile, e regolarmente lasciato sul seggiolino dell'aereo.

Questo per non dover portarsi appresso il pesante e ingombrante pacco in un ambiente affollato e critico come il ponte di volo di una portaerei. Il pilota indossava l'imbragatura

che tramite i due moschettoni posteriori si sarebbe collegata agli 'anelli' del pacco, una volta sedutosi nel caccia. Su questo preciso pilota il modello è una Q.A.S. Harness originale datata Novembre 1944, però modificata coi due triangoli metallici anteriori per le due cinghie più lunghe del pacco-paracadute.

 

Uno dei due 'ossi duri' dell'intero pilota è stata proprio questa maledetta imbragatura, difficile da trovare come poche altre cose (l'altro è stato il paio di guanti di volo US Navy originali, modello estivo, in un mondo infestato da copie incredibilmente ben fatte). Ovviamente, a meno di accontentarsi di un rottame super-sudicio e anche incompleto, magari privo di quegli appetibili moschettoni.

La ditta fabbricante in questo caso è la 'Standard Parachute Corporation'.

 

 

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Il Survival Kit M-592 è visibile sotto l'imbottitura dorsale dell'imbragatura.

 

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Le scarpe sono originali, made in USA nella prima metà anni '40 - marca 'Florsheim'. Ottenute con 27,65 Dollari (più spedizione) su eBay.

Gli aviatori navali usavano sovente calzature di questo tipo in alternativa agli stivaletti ('combat boots') alti sulla caviglia; non cambiava nulla all'interno dell'aereo, mentre erano più facili e veloci da slacciare se c'era bisogno.

 

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SEGUE

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Personalmente ho sempre avuto un debole per un articolo come i guanti 'estivi' in pelle dell'aviatore Americano di qualunque specialità (e qualsiasi epoca) - non so perchè, ma neppure è necessario saperlo.

Nel caso dei guanti da volo per uso tropicale, modello US Navy (nonchè USMC ovviamente) la cosa era parecchio dura; l'articolo originale è rar(issimo), le copie invece abbondano

e alcune sono veri capolavori. Ci sono poi i guanti post-bellici, disegnati (forse dal 1948?) all'incirca sulla stessa pattern e con pelle avente le stesse sfumature di colore, e infine i famosi B-3A introdotti nei primissimi anni '60 e durati fino a inizio anni '70 (e nel caso dell'USAF, addirittura re-introdotti negli anni '80 per... aviatori nostalgici, mah..).

 

I guanti US Navy originali della 2° G.M. NON hanno una sigla precisa, anche se un mare di collezionisti o presunti tali li chiama B-3 oppure B-3A. Esclusivamente l'USAAF ha avuto (trattando il periodo della guerra) i veri B-3 prima, e i B-3A dopo; somigliantissimi al modello Navy, questo sì, ma la cosa si ferma qui. Standardizzati nell'Aprile 1939 con la specifica 'NavAir Spec. M-386' dal Navy Bureau e prodotti poi in grandi quantità presumibilmente da più fabbriche, si trovavano disponibili in alcune diverse tonalità - colore crema chiarissimo, crema più scuro, giallino 'senape', beige, e infine marrone molto scuro.

Questi qui erano nuovi di zecca, quindi un caso estremo - ancora uniti assieme da un punto di cucitura, com'era la norma. La scritta "U - S - N " stampata in argento all'interno di un rettangolo è integra, ed essendo delicatissima era la prima cosa ad andarsene dopo un pò di uso; si conoscono casi di ingenui 'collezionisti' che raschiano via la stessa scritta (stampata però in nero) dai guanti navali B-3A degli anni '60, onde tentare di farli passare per originali del periodo. Mai capito come possano credere di riuscirci, ma questo è un altro discorso.

 

 

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Qui l'unico altro paio di guanti estivi US Navy che ho trovato in 15 anni - questi hanno un fantastico color miele scuro.

Usati e non poco, ma con ben più valore dal punto di vista collezionistico per due motivi: sono della primissima variante (la scritta U-S-N è molto più vicina al bordo del polsino) ma soprattutto, sono stati portati in missioni belliche da un mitragliere di Douglas 'Devastator' del VT-2 (USS 'Lexington') tra cui la Battaglia del Mar dei Coralli, 8 Maggio 1942.

 

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Uno tra i tanti modelli di coltello per uso generico e/o di difesa, disponibili sia come coltelli militari o reperibili sul mercato civile. Questo è un 'Great Western' da caccia del 1943.

 

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Una classica fondina da spalla USA per la pistola automatica Colt M-1911A. Completa di contenitore in plastica morbida (originale) per tenere chiusa ermeticamente l'arma nel caso di immersione in acqua, o di clima umido.

 

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Gli occhiali da sole sono un esemplare civile degli anni '40, copia dei Bausch & Lomb AN-6531 in dotazione ai militari; differenze minime in alcuni dettagli. Questi forse prodotti dall'American Optical Co.

 

La sciarpa di volo è originale: si tratta di un rettangolo di seta proveniente da una calotta di paracadute degli anni '40 adattato e cucito (a doppio strato) per fare da sciarpa, avendo cura di conservare alcuni dei marchi azzurrini stampati sul tessuto e raffiguranti il logo dell'US Naval Aviation.

 

 

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La tuta di volo in nylon verde (più o meno scuro, può dipendere dal fabbricante) probabilmente è quasi sconosciuta al grande pubblico come indumento dell'aviatore US Navy/USMC della 2°G.M. sia pure del tardo periodo bellico.

 

Distribuita a partire dalla fine di Ottobre 1944 assieme ad una cuffia fatta con lo stesso materiale (per il resto identica alla cuffia di questo pilota) ovviamente non è stata usata da tutti; chissà, probabilmente meno della metà del personale impegnato negli ultimi 10 mesi di operazioni l'avranno indossata. Per il resto, diverse combinazioni erano possibili e il classico completo khaki è visibile in foto e filmati ancora nell'estate 1945.

Inoltre la nuova tuta mod. M-668 (assolutamente identica a questa in nylon, ma fatta di 'cotton twill' khaki) era disponibile dal tardo Aprile 1945, e certamente molto usata dagli aviatori.

 

Qui la tuta in nylon.

 

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Qui la M-668:

 

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Leggerissima e sottile, era progettata da indossare direttamente sopra al set di ordinanza (color khaki) camicia + pantaloni dell'aviatore navale. Diverse ditte coinvolte nella produzione, questa è della 'Alda Mills'. Forniva protezione nelle prime fasi di un incendio, in quanto quel tipo di nylon non supportava attivamente la combustione che invece era alimentata da un tipo di materiale come il cotone.

 

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Un fatto curioso,

 

dopo che reports nell'US Navy mettevano l'accento sull'infiammabilità del nylon usato in indumenti di volo (non solo le tute di volo estive in nylon verde, ma anche le nuovissime 'anti-G' integrali David Clark mod. 'Z') il NavAir Medical Institute condusse nel Maggio 1945 altri tests, in aggiunta a quelli che erano già stati fatti prima ancora che il nuovo e 'pericoloso' materiale arrivasse in dotazione al personale di volo.

Furono messe a confronto le tute di volo in tessuto di cotone convenzionale 'Byrd Cloth' M-668, con quelle in nylon, sotto forma di strisce lunghe e strette a cui veniva avvicinata una fiamma. Il Byrd cloth prendeva fuoco a 222 C°, mentre il nylon fondeva (ma quasi non produceva fiamme) a 250 C°; la fiamma veniva allontanata da entrambi i materiali dopo 5,5 secondi, e la striscia di 'Byrd cloth' continuava a bruciare consumandosi completamente entro 30 secondi.

 

Il nylon invece smetteva di fondere entro circa 7 secondi, lasciando 'gocce' di materiale fuso e raffreddato attorno alla zona bruciata. Basandosi su questi risultati i responsabili ritenevano che indossando il nylon non direttamente sulla pelle bensì su un completo sottostante (andava bene l'uniforme d'ordinanza khaki, camicia+ pantaloni) l'aviatore poteva stare ragionevolmente protetto; il nylon non sarebbe bruciato autoalimentandosi, mentre il materiale fuso non sarebbe andato a contatto con la pelle. In effetti la nuova tuta era leggerissima e studiata per dare più comodità all'aviatore sottoposto ad elevati livelli di caldo e umidità tipici delle zone tropicali-marittime.

In più, la sciarpa a protezione del collo e i guanti indossati sopra ai polsini delle maniche portavano un riparo quasi integrale.

 

Qui una foto di piloti di Hellcat nel Giugno 1945; uno soltanto indossa la tuta M-668, due altri hanno le tute in nylon. Il primo pilota da destra indossa anche la cuffia in nylon, che faceva 'il paio' con la nuova tuta.

 

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Qualche altro dettaglio in close-up.

 

Qui una variante del pacchetto 'Dye Marker' in uso nel 1945 e portato di norma legato al salvagente AN-6519 usando l'apposita fettuccia - più raramente, incollato tra le pieghe delle due distinte sacche gonfiabili del salvagente.

Pacchetti come questi sono usati ancora oggi, cambia però la parte scritta sull'esterno; è diverso anche il materiale della suddetta fettuccia (tessuto in nylon invece che di cotone).

 

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Qui lo 'scudo' ricamato con l'emblema ufficiale del teatro operativo C.B.I. - China/Burma/India, e cucito sulla spalla sinistra. E' molto più facile trovarlo sugli indumenti portati da aviatori USAAF in quelle zone; letteralmente ogni tuta di volo, o giubbotto A-2, oppure uniforme di ordinanza ne aveva uno, sovent(issimo) personalizzato o acquistato da artigiani locali che li fabbricavano con cuoio, seta, etc.

Molto raramente lo si trova su aviatori Navy; tuttavia questo pilota di Hellcat (o Corsair) imbarcato su una portaerei in operazione nel Gennaio-Febbraio 1945 deve essere impegnato, evidentemente, contro bersagli situati nella zona più orientale della Cina, oppure Indocina. Il 'CBI Patch' in questo caso è originale made in USA, una delle tre sub-varianti che cambiavano dettagli minimi tra di loro.

 

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Maggiori dettagli della sciarpa 'in posizione':

 

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Qui invece un primo piano del pilota.

 

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Il logo presente sul dorso dei guanti:

 

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Il logo, confrontato con quello dei guanti US Navy fine anni '40:

 

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Edited by vorthex

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Secondo me dovresti pubblicare un libro. La passione e la competenza che dimostri in questo settore meriterebbero qualcosa di più. E faresti la gioia di molti ricercatori.

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Grazie Gian Vito dell'apprezzamento. Un qualcosa è in cantiere per un sito Internet, mentre per un libro avevo fatto un pensiero tempo fa - ovviamente, richiede un approccio diverso da più di un punto di vista.

 

Aggiungo qui un paio di foto del cosciale di volo. Un articolo orribilmente difficile da trovare - in effetti non esisteva ufficialmente un oggetto come il 'cosciale di volo' in dotazione agli aviatori nella prima metà degli anni '40, a volte (ma specialmente l'USAAF) qualcuno di loro faceva apporre sulla gamba della tuta un foglio di acetato trasparente fermato su tre lati da fettucce di stoffa cucite. Ne risultava una specie di tasca trasparente in cui infilare carte di volo o simili, ma ovviamente non era accessibile per scriverci sopra.

Nell'US Navy sovente i cosiddetti 'squadron riggers' cioè in pratica gli specialisti per la manutenzione/riparazione dei velivoli sulle portaerei, preparavano ingegnosi articoli da veri artigiani utilizzando scarti di pannelli in duralluminio sagomati e piegati a seconda della necessità, viti e dadi, etc.: dopodichè una fettuccia elastica da occhialoni di volo, per fare un esempio, forniva la cintura con cui legare il cosciale attorno alla gamba.

 

Questo qui l'ho cercato alcuni anni, per poi avere finalmente una 'dritta' da un collezionista polacco... un tipo letteralmente matto, al 100%, soltanto ed esclusivamente per il materiale di volo dell'US Navy.

 

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Edited by Smersh

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Dopo aver discusso sulla protezione dal fuoco che gli indumenti di volo potevano offrire oppure no, è interessante fare un giro sul web cercando foto d'epoca che illustrano l'abitudine di tanti piloti Navy o USMC di volare in missione con le maniche della tuta (o della camicia d'ordinanza) bellamente arrotolate all'insù...

 

..la foto in bianco e nero per illustrare la tonalità decisamente chiara dei guanti estivi di questo pilota di Wildcat (probabilmente color panna/crema, simile a quello dei miei guanti), qui non c'è neppure tantissima pelle esposta; altre foto invece mostrano le maniche arrotolate addirittura fino al bicipite.

 

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Sempre a proposito dei guanti, è da notare come i quasi identici B-3A dell'USAAF (leggeri, estivi, e fabbricati in pelle di capretto) fossero considerati da molti aviatori come "abbastanza ignifughi".

E un pilota USAAF che volasse in missione in quegli stessi luoghi nel caldo-umido tropicale era vestito all'incirca come uno US Navy o USMC: tuta di volo estiva, guanti estivi 'abbastanza ignifughi', e soprattutto (anche se non sempre) le maniche arrotolate su fino al gomito..

.. come dire, se s'incendiano 450 litri di benzina su cui sto seduto, non sono le maniche tirate giù che faranno la differenza ...

Edited by vorthex

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Un'aggiunta riguardo agli occhialoni da volo,

qui le lenti sono state cambiate - da verdi (per una protezione standard dalla luce solare) a quelle cosiddette 'Lookout Dark Lenses, for AN-6530 Goggles'.

Non propriamente pensate per gli aviatori, bensì per il personale di vedetta delle navi USA che sovente si trovava a dover scandagliare il cielo ('lookout') in cerca di aerei nemici.

 

Si tratta di un Blu estremamente scuro, viste dall'esterno è quasi un nero. All'atto pratico molti aviatori US Navy e USMC le usavano, in effetti erano progettate esattamente identiche in forma, dimensioni e spessore alle altre già intercambiabili per gli occhiali mod. AN-6530.

 

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Edited by Smersh

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Ciao..

 

Cosa comportava l'uso di lenti blu così scure?

Riduzione della fatica? Maggior risalto degli aerei rispetto allo sfondo?

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hello,

 

credo fosse per evitare il forte abbagliamento quando si scrutava un tratto di cielo immeciatamente prossimo al sole. Provate e 'collaudate', devo dire che un eventuale oggetto scuro contro il cielo si vede appena.

Questa la dicitura sulla confezione originale d'epoca - Sky Lookout, Dark.

 

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