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danyseal

Cecchino Aveva Un Arsenale In Casa

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E' stato preso vivo e con indosso solo un paio di slip Angelo Sacco, l'uomo di Bogogno (Novara), che, dopo aver ricevuto un'ingiunzione di sfratto, ha sparato contro i carabinieri, uccidendo 3 persone e ferendone 9. Il 54enne è stato catturato dopo un blitz dei carabinieri del Gis nella sua casa, dove l'uomo custodiva un vero e proprio arsenale: 30 armi tra pistole, fucili e carabine.

 

I carabinieri del Gis sono entrati in azione di notte, al buio. Nel paese, infatti, era stata staccata l'energia elettrica da diverse ore. Sacco non ha opposto resistenza. "Volevano portarmi via la casa", ha detto ai carabinieri che lo hanno arrestato. Il blitz è durato pochi minuti. Subito dopo è stato rinvenuto il cadavere del geometra Claudio Morsuillo, forse la prima vittima. Il generale Saverio Cotticelli ha detto: "Ha infierito sui cadaveri, continuando a sparare anche dopo che erano morti".

 

Il procuratore di Novara, Corrado Canfora, ha confermato che Sacco è stato catturato e che è illeso. "Alle 00.03 abbiamo piazzato cariche irritanti - ha affermato -, alle 00.05 gli ho dato l'ultimo avviso e poi eravamo d'accordo con i Gis che dopo 5 minuti saremmo intervenuti".

 

"Sacco è stato trovato in mutande e seduto su un divano - ha ancora detto il procuratore di Novara - gli ho detto che sarei andato a prenderlo, ma lui non ha risposto". Nella casa, di tre piani, al primo c'erano la mamma, la sorella e la zia, ma non il cognato Gianni Marzari. Sacco è stato portato nella caserma dei carabinieri di Borgomanero.

 

"Quando i carabinieri del Gis hanno fatto irruzione nella sua casa - ha spiegato poi il colonnello Cotticelli, che ha anche precisato che il carabiniere ucciso lascia una bimba di 5 anni -, Sacco si era già arreso. Il suo atteggiamento era quello tipico di chi non vuole essere ucciso", una sorta di resa psicologica. Mentre il comandante dei Gis ha spiegato che "tra le due esplosioni e l'immobilizzazione dell'assassino sono trascorsi non più di sette secondi" e che Angelo Sacco non ha probabilmente avuto il tempo di rendersi conto di cosa gli stava accadendo. Nell'abitazione sono state trovate una trentina di armi, tra fucili, pistole e carabine. Tutte saranno sottoposte ad accertamenti balistici.

 

Il cadavere di Claudio Morsuillo, il perito venuto a stimare l'appartamento di via dei Martiri che è stato anche la prima delle tre vittime di Sacco, era riverso sulle scale. Disperata la madre: "Me l'hanno ammazzato come un cane, come farò a vivere senza mio figlio?". Le altre vittime sono il carabiniere Giampiero Cossu, trentenne, di Bogogno e in servizio nella vicina stazione di Gattico e un motociclista che passava per caso nella strada antistante l'abitazione di Sacco.

 

Tgcom

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Ecco.

 

In questi casi mi chiedo: era proprio indispensabile prenderlo vivo?

In Italia si! Perchè se gli tiravano a vista, passavano grane le forze dell'ordine e chi aveva premuto il grilletto, come d'altronde è già accaduto negli altri casi in cui la polizia o carabinieri hanno sparato preventivamente e senza neppure mirare ad uccidere, ma per pura fatalità!

 

Così gira in Italia...Togliere potere alle nostre forze dell'ordine.

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