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falcone

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    Recluta
  1. Si e quello dietro è il Rare Bear, dietro ...... come spesso gli è successo in gara.
  2. Il DAGO RED, un P51 D, nel settembre 2003 ha superato le 507 miglia orarie. Al 2006 era il Record imbattuto di Rino. Il pilota era Skip Holm.
  3. errata corrige al mio ultimo messaggio lo YP-47 M era lo stadio prototipico del P 47 M e non una variante.
  4. Più leggero di tutto, più leggero di struttura, con 6 mitragliatrici al posto di 8, poco carburante, niente bombe. Era un aereo da corsa. Peso al decollo 5630 kg, a vuoto 4385 kg, 2130 hp. Di li a poco arrivò lo YP-47 M ( tre prototipi) variante del P 47 M standard, con i suoi 764 km orari e 6674 kg al decollo era destinata a colpire le V1. Forse la genesi del mezzo era la solità ma è una supporizione mia. Altrimenti non avrebbe avuto alcun senso.
  5. La foto di Flaggy e proprio il RAREBEAR, raccatato rottame in India. Ricostruito e fatto gareggiare da appassionati più seri di me che chiacchero soltanto. Il P 51 aveva comunque una sezione più ristretta rispetto al 47 e quindi più adatto all'alta velocità. Lo xp-47j era derivato da un 47-D prima serie. Aveva un R 2800-61 e una ventola anteriore per il raffreddamento forzato del motore. Grossa presa aria inferiore con turbo CH-5. A me risulterebbe questa sottoversione del motore, 2800-61 e non la 2800-57 che era invece destinata a P 47-M standard. Era anche previsto che volasse più legger
  6. Sui 978 km orari, 1000 a 5000 piedi ho forti dubbi. Stiamo parlando della completa ricostruzione di un F8 Bearcat con motore radiale. Con una macchina in linea veramente moderna si può far molto ma un Bearcat ricostruito, ne dubito. Forse sarebbe il caso di rivedere i dati.
  7. Ci sarebbe anche il P47 M con 760 km/h ma solo 130 pezzi prodotti ed in uso solo in europa.
  8. Ne mancono un paio importanti. Mustang P51-H, prodotto in 555 pezzi. 783 km/h a 7620 metri. Primo volo febbraio 1945. Usato in pacifico nelle ultime fasi del conflitto. Thunderbolt P47-N, prodotto in 1806 pezzi. 750 km/h a 9750 di quota. Lungo raggio d'azione, pensato per il teatro pacifico.
  9. Si ma l'energia totale in rapporto al peso sarà comunque superiore, e di parecchio. Siccome l'arco temporale nel quale si sviluppa la pressione di una FAE è comunque ridottissimo, i materiali non è che abbiamo sempre tutto questo tempo per "scaricare e assorbire" l'onda di pressione. Dipende dal tipo di bersaglio e dalle sue caratteristiche fisiche nonchè dalle condizioni operative. Con edifici "un po' rinforzati" in cemento armato le FAE servono il giusto. Meglio un centro pieno con alto esplosivo, magari con penetrazione e scoppio ritardato. Viceversa non conosco esplosivi, nucleare a
  10. Non portandosi dietro il comburente, l'energia sprigionata in rapporto al peso dell'ordigno è enorme. La cosa pare sia stata ispirata a degli incidenti avvenuti nell'industria petrolchimica, con esplosioni paurose causate da banali nuvole di idrocarburi che si erano miscelati ben bene con l'aria. L'ossido di acetilene è la sostanza più usata e ha una capacità pari a 2-5 volte rispetto al TNT. Ma il rapporto può arrivare anche a 10:1 rispetto al TNT se si usano: ossido di propilene; l'acetilene; il propano il perossido acetico; il propilene. Non conosco il dato specifico della temperatura. Mi
  11. falcone

    Caccia italiani

    Dipende, dipende, quasi tutto e sempre relativo. Sono un antico appassionato e l'unica certezza che ho e che non esistono formule magiche, come spesso nella vita. Le caratteristiche di un caccia possono essere molteplici, velocità; maneggevolezza; arrampicata; quota operativa; autonomia; costi in generale; armamento; filing-addestramento- fiducia del suo pilota; manutenzione e disponibilità operativa; occultabilità; infrastrutture a terra; standardizzazione, disponibilità di ricambi, componenti, nazionalità, soggetti disponibili o capaci a costruirlo ecc. ecc. Il tutto facendo riferimento a
  12. falcone

    Caccia italiani

    Il 109 invecchiava, il 209 non andava, il 309 era in ritardo (primo volo il 18/7/42), l'evoluzione del 190 era una speranza, il Me 262 tribolava. L'unico ripiego possibile era proprio ....... l'ennesima variante del 109. La serie G che rappresentò ill 70% di tutti i 109. Fra le tante toppe c'era il problema urgente del combattimento in quota. La preserie 0 aveva il DB601E, segue finalmente la G1 con il DB605 e la cabina pressurizzata. Qui nasce l'equivoco. Secondo me un vero caccia d'alta quota ha la cabina pressurizzata. Tutte le serie dispari del G, come la 1 appunto, avevano la cabina
  13. falcone

    Caccia italiani

    Questo spiega molte cose. Su un opera monografica del 109 ho trovato che tra Milch e Messershmitt c'era una vecchia ruggine risalente a quando Milch lavorava alla Deutsche Lufthansa come direttore generale. Willy era ben coperto "sopra" Milch. Comunque era normale all'epoca acquisire caccia con quella autonomia. Solo dopo venne fuori il problema. Lo H112 fu acquistato da altri paesi, come il nostro Re 2000 venne acquistato all'estero più che in Italia, 8 la Marina e 20-25 l'Areonautica. Il Re2000 GA modificato con due serbatoi in fusoliera oltre agli alari integrali aveva una utonomia enorme
  14. falcone

    Caccia italiani

    Fu una commissione tecnica tedesca che per prima considerò superiore le prestazioni del G55, ma le prestazioni sono tutto in un mezzo sportivo, non in un arma. I tedeschi erano coscienti dei limiti di crescita del 109, specialmente alle quote medio alte e sapevano che il 190, nato come alternativa al 109 sulla base di un progetto dalle radici più evolute, era stato fatto in modo fin troppo alternativo. Per l'alta quota il 190 doveva essere rimotorizzato con un motore in linea che rispetto ad un radiale aveva un miglior rapporto tra potenza e sezione frontale. La soluzione era radicale e quind
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