Per quanto riguarda gli aspetti tecnici e mi limito a condividere questa mia considerazione: un attacco in pieno giorno e di sabato, non di venerdì, fa pensare alla volontà di annullare quanto più personale pagante che probabilmente si sarebbe trovato a svolgere regolarmente i propri compiti presso le sedi abituali.
Ma qualche considerazione di più lunga visione mi sento di farla.
Io ho l'impressione che l'intelligence USA abbia toppato magistralmente e abbia sottovalutato sia l'estensione territoriale e demografica dell'Iran, che le peculiarità dell'IRCG, che sono strutturate non come un corpo unico ma come una serie di fazioni.
Pensare di annullare la capacità di produzione di missili iraniana (e del nucleare militare iraniano) mi pare velleitario, si può dare un colpo anche pesante, ma in 2 anni, se non prima, si ritorna alla situazione attuale - i progetti sono sicuramente al scuro e duplicati in modo ridondante. Specie perché i boots on the ground sarebbero solo israeliani.
Un regime change? Pensate che l'attuale dirigenza iraniana viene la considerata "moderata", una fazione delle Guardie rivoluzionarie che prendesse il potere in seguito all'attacco potrebbe essere ben più radicale.
Obiettivi definiti dell'operazione quanto meno indecifrabili, a parte la speranza di avere impatto sulle elezioni di midterm e di compiacere il Neta.
E ovviamente resto angosciato al pensiero che USA, Russia e Cina si siano reciprocamente concessi il diritto di aggredire chiunque, senza che le altre 2 potenze mettano becco...