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Mostra il contenuto più apprezzato di 01/28/26 in Risposte

  1. Non sono un esperto e non sono in grado di addentrarmi in scenari sofisticati. Ma io faccio queste letture guardando non ai russi, ma agli ucraini e sull’Iran ho una lettura diametralmente opposta. L’Ucraina che sulla carta dispone di mezzi meno potenti dei Russi, oggi riesce a penetrare con attacchi in profondità nel territorio Russo. Pensiamo ad Israele e l’Iran. Cosa ha ottenuto strategicamente con quel attacco? Nulla. Israele ed USA hanno impegnato mezzi e risorse enormi per bombardare quale e la ma cosa é cambiato? Si per il momento hanno sospeso le ostilità ma non controllano il territorio. Riprenderanno a produrre droni e missili in quantità e Israele é ancora sotto la minaccia più o meno prossima che vengano colpite le sue città. Una grossa potenza industriale come é la Cina, sicuramente indietro su vettori come i bombardieri B-21, potenzialmente potrebbe ottenere un fattore di deterrenza paragonabile a quello rapprentsto dai bombardieri americani spingendo sulla produzione di massa e la ricerca su macchine che hanno un costo e una facilità di rimpiazzo molto inferiori rispetto a macchine sofisticate. Inoltre possono fornire ai vari paesi canaglia e satellite questo genere di tecnologie rendendoli capaci di rappresentare un potenziale pericolo. Il rischio é che in Occidente ci siamo concentrati nel ricercare e produrre giocattoli molto costosi che oggi non ci permettono di garantirci quella superiorità schiacciante che garantiva la deterrenza. Ci siamo concentrati nel produrre oggetti sofisticati e altamente tecnologici che oggi rischiano di essere inefficaci, soprattuto sul fronte della difesa e del controllo dei territori. Ma soprattutto la domanda da porsi é: qual’è il nemico contro il quale pensiamo di utilizzare queste macchine? E con quale fine?
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  2. Missili e soprattutto droni, hanno riportato in primo piano la lezione che la quantità è a suo modo una qualità, ma hanno anche portato a uno stallo delle operazioni in cui vengono abbattuti a pacchi e (se qualcuno passa) fanno danni al nemico non definitivi. Mezzi come il B-21 (e anche senza arrivare al B-21 pur rimanendo molto costosi e sofisticati) a mio avviso restano unici nella possibilità di incidere in modo determinante. Una singola missione di di B-21 potrebbe spianare una fabbrica di droni o missili a lungo raggio, stroncando sul nascere lunghe e poco efficaci campagne di logoramento. L'inettitudine dei russi e le scarse capacità dei loro mezzi aerei ci devono ricordare che le lezioni apprese in un conflitto vanno lette prima di tutto nel contesto di quel conflitto e poi se possibile in tutto il resto. Droni e missili li avevano anche gli iraniani, ma ciò non gli ha impedito di rimediare mazzate tremende che hanno chiuso la partita in un paio di settimane: dall'altra parte c'era chi aveva costosi mezzi aerei e sapeva come usarli. Premesso ciò, siamo in un periodo di grandi stravolgimenti e capire ruolo e peso che avranno nelle future aviazioni i mezzi pilotati, i droni e l'IA è tutto fuorchè facile...
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  3. Oddio, a prima vista mi sembra una scelta stramba (per non usare termini più coloriti), vista la durata delle missioni di questo tipo di bomber, anche oltre le 22 ore. Certo l'IA può aiutare, ma IMHO una macchina del genere deve essere sempre condotta da 2 comandanti intercambiabili, senza evocare film di semifantascienza militare, cosa se si subisce un malore o un disorientamento spaziale?
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