Aerei Militari Forum: Progetti militari segreti del III Reich - Aerei Militari Forum

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Progetti militari segreti del III Reich

#1
L   John Plaster 

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Su suggerimento di Intruder, inizio questa discussione relativa a progetti più avanzati elaborati dagli scienziati tedeschi durante la II Guerra Mondiale. La maggior parte dei documenti che ho trovato provengono da un sito italiano intitolato "Aerei e progetti segreti del III Reich", purtroppo ora non più attivo (non lo trovo più).

Henschel Hs-132 - Bombardiere in picchiata monoposto

La ditta Henschel, che aveva una considerevole esperienza nella produzione di aerei d’appoggio ravvicinato, avanzò nel tardo 1944 alcune proposte per un bombardiere d’attacco con un turboreattore BMW 109-003E-2 applicato sopra la fusoliera. In pratica l’aereo somigliava al Heinkel He-162 con doppi impennaggi e timoni, ma le ali, trapezioidali, che in quello erano alte, qui venivano applicate a metà altezza della fusoliera. Una particolarità consisteva nella sistemazione del pilota, che era all’estremità del muso, in posizione prona per sopportare meglio l’accellerazione, prevista in 12g, nella richiamata. La costruzione, semplificata, con largo impegno di legno, fu bene accolta dal ministero dell’aria del Reich che ne ordinò tre prototipi, la cui fabbricazione ebbe inizio nel marzo 1945. Il solo Henschel Hs-132 V1 era completato (ma non aveva ancora volato) alla fine della guerra e tutti i tre apparecchi furono prelevati dalle forze sovietiche durante la loro avanzata. il primo modello avrebbe dovuto portare un’unica bomba da 500 kg incassata nella parte inferire della fusoliera; il secondo, con un reattore da 900 kg di spinta, avrebbe avuto due cannoncini MG-151 da 20 mm montati nel muso; il terzo, con un turboreattore Heinkel-Hirth 109-011A da 1300 kg di spinta, sarebbe stato armato con una bomba da 1000kg, due cannoncini MK-103 da 30 mm e due MG-151 da 20 mm. Era previsto di impiegare bombe perforanti a razzo per gli attacchi di appoggio delle forze terrestri.

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Junkers Ju-287 - Bombardiere pesante ad alta velocità

Il rivoluzionario Junkers Ju-287 fu il risultato dello sviluppo di un progetto di bombardiere studiato da Hans Wocke presso la Junkers nel giugno 1943, in un periodo in cui i bombardieri godevano ancora di priorità nei piani di produzione della Luftwaffe. Invece di un’ala trapezioidale convenzionale, Wocke suggerì di impiegare un’ala angolata in avanti, nella quale, ad alta velocità, si sarebbero sentiti i vantaggi del ridotto rapporto spessore corda ed a bassa velocità, sarebbe risultata attenuata la instabilità. Per accelerarne la fabbricazione, il prototipo, lo Ju-287 V1, fu composto da una straordinaria combinazione di componenti già disponibili, tra cui la fusoliera dell He-177, il complesso di coda dello Ju 388, il carrello principale del Ju 352 e quello anteriore di un Consolidated B-24 Liberator catturato. La progettazione fu diretta da Ernst Zindel e l’aereo, propulso da quattro turboreattori 109-004B-1, volò il 16 agosto 1944. Al decollo era necessaria, per il prototipo, una spinta addizionale, fornita da un razzo sganciabile Walter 109-501 applicato sotto ognuno dei reattori. Furono compiuti in tutto 17 voli prima che la priorità dei bombardieri a getto venisse abbandonata. Ma il ministero dell’aria del Reich tornò ancora alla filosofia del bombardamento nel marzo 1945 e ordinò di mettere in produzione lo Ju 287. Venne iniziata la costruzione di altri due prototipi, lo Ju 287 V2 con sei reattori e lo Ju-287 V3 ancora con quattro, ma più potenti, nessuno dei quali fu, tuttavia, pronto a volare prima della fine della guerra. L’intero programma fu poi trasferito nell’Unione Sovietica, insieme a molti tecnici addetti, e le prove di volo continuarono fino al 1948.

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DFS-228/346 - Ricognitore a razzo da alta quota

Nel 1940 la DFS iniziò un ambizioso programma per ottenere il volo supersonico. Siccome i soli motori abbastanza potenti da garantire tali prestazioni erano i motori a razzo, si giunse alla conclusione che l'"assalto" al muro del suono avrebbe avuto luogo ad elevate altitudini. Il programma venne diviso in tre sezioni:
La prima parte si sarebbe occupata dello sviluppo di una cabina pressurizzata, di un sistema di salvataggio del pilota in caso di emergenza e di testare i motori a razzo ad alte altitudini.
La seconda parte avrebbe dovuto testare le performance di vari configurazioni d'ala.
La terza parte avrebbe infine costruito un velivolo supersonico con le informazioni fornite dalle prime due sezioni, questo aereo ebbe la denominazione di DFS 346
La DFS decise di progettare un nuovo aereo per approfondire la prima parte del programma di sviluppo. Così, nel 1941, il RLM assegnò il 228 al velivolo, e richiese che il DFS 228 venisse assegnato alla ricognizione d'alta quota. Il primo prototipo del DFS 228 venne completato nel 1943 proprio presso la DFS sebbene la sezione di controllo e il pattino per l'atterraggio vennero costruiti dalla Schmetz. La fusoliera del DFS V1 era composta da tre sezioni circolari: la sezione del muso contenente l'abitacolo; la sezione centrale che conteneva il pattino i serbatoi di carburante e una fotocamera a IR della Zeiss; infine la sezione di coda con il motore a razzo Walter HWK 509A-1 o A-2. Il legno venne largamente usato per tutta la struttura alare , con una singola asta di legno che correva da punta a punta, scheletro sempre in legno e copertura in legno compensato. L'intera apertura alare era divisa in alettoni e flap direzionali e per l'atterraggio.La struttura di coda era di tipo convenzionale sebbene fosse interamente in legno. Anche l'abitacolo venne progettato in legno, ma quando si rivelò inadatta a mantenere determinate pressioni venne ripensata in metallo. Il prototipo V1 aveva una posizione di pilotaggio di tipo convenzionale, ma il V2 come la prevista produzione futura aveva il pilota in posizione prona per ridurre il volume dell'abitacolo e facilitarne così la pressurizzazione. Tutte le aree fornite di vetri erano costruite con un doppio strato di plexiglass ed erano provviste di una intercapedine dove circolava aria calda onde evitare la formazione di ghiaccio.
Il DFS sarebbe stato montato su un aereo trasportatore fino a una altezza approssimativa di 10000 metri per posi essere rilasciato; una valta azionato il motore a razzo il DFS 228 avrebbe in breve raggiunto un a quota di circa 23000/25000 metri. A questa quota avrebbe compiuto la sua missione di ricognizione e l'aereo avrebbe poi potuto planare fino alla base. In caso di emergenza l'abitacolo, sempre pressurizzato,avrebbe potuto essere interamente staccato dal velivolo per mezzo di quattro piccole cariche; automaticamente un paracadute avrebbe rallentato la velocità di discesa. Una volta raggiunta una quota di sicurezza il pilota avrebbe abbandonato l'abitacolo e sarebbe sceso a terra col suo paracadute. Un problema legato all'uso del motore a razzo Walter HWK 509 A-1 o A-2 era la necessità operativa di utilizzarlo ad intermittenza ad elevate altitudini, ciò avrebbe causato, probabilmente, il congelamento di valvole e pompe. Naturalmente sempre nuove versioni di motori a razzo erano in fase di sviluppo e l'utilizzo di M-Stoff e A-Stoff (metanolo e ossigeno capaci di operare a temperature molto basse) come propellente.

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Questo messaggio è stato modificato da John Plaster: 02 gennaio 2009 - 14:50

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#2
L   John Plaster 

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Lippisch P-13 - Intercettore monoposto

Il Dr. Alexander Lippisch progettò questo intercettore a reazione nel tardo 1944, ma molto del lavoro veniva dallo sviluppo dell'aliante DM-1. Le ali erano angolate indietro di 60°, e c'era una singola, larga pinna che includeva sia il timone, sia la stessa cabina di pilotaggio. Il Lippisch P-13 sarebbe stato fornito di un'apertura circolare che avrebbe percorso l'aereo dalla punta fino dietro la pinna verticale. Le ricerche nel tunnel del vento indicarono che il P-13a sarebbe stato stabile fino a una velocità di Mach 2,6 e che non avrebbe manifestato alcuna caratteristica sfavorevole nel volo subsonico. Un motore a razzo a propellente liquido avrebbe aiutato il P-13a a decollare e a raggiungere la velocità operativa. Poiché il carburante era molto scarso in questa fase della guerra, sarebbe stato usato del carbone in polvere per il propulsore principale.

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Rammshussjager Sombold So-344 - Intercettore monoposto

Questo velivolo venne progettato dall'ing. Heinz G. Sombold nel gennaio 1944. Originalmente concepito come aereo di scorta aviolanciabile, venne in seguito modificato per ottenere un'arma in grado di distruggere le formazioni di bombardieri alleati nei cieli della Germania. Uno speciale bombardiere modificato avrebbe portato il SO-344 nelle vicinanze dei bombardieri alleati e lo avrebbe lanciato da un'altitudine di 400 metri. Poi, avrebbe iniziato un volo d'avvicinamento spinto dal razzo Walter, una volta al centro della "scatola" dei bombardieri avrebbe rilasciato la testata esplosiva contenuta nel muso e avrebbe manovrato per evitare la collisione. Diversamente da aerei come il Komet e il Natter, il SO-344 avrebbe trasportato abbastanza propellente per scappare dopo l'attacco e prevedeva un equipaggiamento di mitragliatrici per la auto-difesa. Per l'atterraggio erano previsti dei pattini molto simili a quelli previsti dalla Heinkel nel progetto Julia. Il lavori di realizzazione del SO-344 furono abbandonati all'inizio del 1945 quando un modello in scala 1/5 per i test aerodinamici era già stato realizzato.

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Bombardiere a razzo antipodale Sänger-Bredt

Già nel 1933 il dott. Eugen Sänger abbozzò, nel suo libro La tecnica del Volo a Razzo, la proposta di un razzo pilotato capace di raggiungere velocità di volo di 2.575 km/h a quote stratosferiche. L'idea di base di un aereo a razzo capace di estendere il proprio raggio d'azione scivolando ad alta velocità nella parte superiore dell'atmosfera, doveva rimanere con Sänger per il resto della sua vita. Prima dell'inizio della II Guerra Mondiale, Sänger fu chiamato da Vienna e gli fu affidata la formazione di un Istituto di Ricerche per la Tecnica del Volo a Razzo a Trauen in Germania, dove le sue idee vennero notevolmente estese allo scopo di produrre un <<bombardiere a razzo antipodale>>. La ricerca intrapresa presso questo piccolo istituto, con una squadra che comprendeva la dott. Irene Bredt, matematica (che doveva poi diventare moglie di Sänger), fu notevole e di gran lunga in anticipo sul proprio tempo. Sebbene questo lavoro di ricerca cessasse nel 1942, le sue conclusioni generali dovevano dominare la tecnologia aerospaziale per una generazione. Il progetto cominciò con la costruzione di laboratori, officine, un edificio per le prove e uno per gli uffici. All'elaborato programma sperimantale decennale fu assegnato lo scopo di provare la tecnologia base per un aereo a razzo di progetto rivoluzionario. Le sue ali e la sua fusoliera dovevano essere interamente piatte sul lato inferiore per resistere al surriscaldamento aerodinamico, dato che l'apparecchio estendeva il suo raggio d'azione scivolando ad elevata velocità negli statti superiori dell'atmosfera. Si prevedeva che un vettore prigioniero dovesse lanciare l'aereo a razzo lungo una pista monorotaia lunga 2,9 km. Verso la fine della pista la slitta del vettore veniva frenata ed infine arrestata, mentre l'aereo decollava ad una velocità di circa 1,5 Mach, traendo la portanza dalle ali e dalla fusoliera per salire con un'angolazione di 30°. A 1676 m di quota si accendeva il motore a razzo dell'aereo per realizzare un sentiero per il volo balistico estendentesi per 161 km nello spazio. In seguito, al rientro nell'atmosfera terrestre, l'aereo avrebbe esteso il proprio raggio d'azione per mezzo di una tecnica <<a rimbalzi>>, seguendo una traiettoria simile a un'onda di ampiezza decrescente al bordo dell'atmosfera effettiva. In questo modo fu assunto che il calore dovuto all'attrito venisse irradiato nello spazio dall'involucro metallico dell'aereo. Sänger ritenne che si sarebbero dovuti risolvere molti problemi fondamentali prima di poter realizzare un progetto così ambizioso, e descrisse 10 settori essenziali che sarebbero dovuti essere oggetto di ricerche dettagliate: 1 - carichi aerodinamici e forma di cellula per numeri di Mach compresi tra 3 e 30; 2 - flusso gassoso con simultanea trasformazione chimica del mezzo fluente; 3 - forze aerodinamiche in fluidi ad alto cammino libero molecolare (fluidi a bassa densità); 4 - ricerche sui combustibili (in particolare sulla combustione dei metalli leggeri, sulla dispersione e sulle proprietà dell'ozono liquido); 5 - ricerche sui materiali (specialmente quelli richiesti per le pompe ad ossigeno liquido e per le camere di combustione ad elevate prestazioni); 6 - costruzione di una turbopompa azionata da vapore ad alta pressione per il combustibile e per l'ossigeno; 7 - costruzione dell'apparato di accensione del motore a razzo; 8 - sviluppo di una camera di combustione per le temperature estreme dei gas a 50-100 atm. di pressione, con pareti refrigerate con acqua e raffreddamento interno del vapore; spinta di circa 100 tonnellate; 9 - sviluppo di una catapulta supersonica per gli aerei a razzo a lungo raggio d'azione; 10 - sviluppo di una teoria matematica e calcolo delle traiettorie per gli aerei a razzo a lungo raggio d'azione. Prima che nel 1942 si arrestasse il lavoro di Sänger a Trauen, erano stati creati i mezzi per provare dei motori sperimantali a gasolio e ossigeno liquido da 1 tonnellata di spinta, che utilizzavano il raffreddamento ad acqua per mezzo di tubazioni strettamente avvolte intorno alla camera di combustione per tutta la sua lunghezza. La pressione di combustione era di 100 atmosfere, valore per allora senza precedenti. Gli sforzi erano progrediti abbastanza da cominciare a lavorare su una camera di combustione di dimensioni reali da 100 tonnellate di spinta, e fu costruito almeno un simulacro del sistema di raffreddamento che consisteva, come in precedenza, in una tubazione a spire molto ravvicinate. Era in corso anche lo sviluppo di una pompa ad ossigeno liquido che doveva servire ad erogare 4 litri/sec. ad una pressione di 150 atm. Come supporto a questi esperimenti, l'Istituto aveva il più grande serbatoio di ossigeno liquido esistente in Germania, della capacità di 50.000 kg.

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E... dulcis in fundo.... :blink: :blink:

Projeckt Schreklichkeit Fligende Artillerie - Piattaforme extra-atmosferiche per il bombardamento strategico

Sebbene i progetti studiati a Zell e a Loneghof, come i turboproietti "Luftkeisel", potessero sembrare fantastici agli stessi tecnici tedeschi all'oscuro dei particolari sistemi di propulsione aero-nucleare, nel tentativo di stornare dai centri sperimentali dello Zellsee il pericoloso interesse dello spionaggio alleato i tedeschi fecero ancora di più. Impostarono davvero un progetto irrealizzabile, se non a lunghissima scadenza - il progetto Schrecklichkeit (Orrore) - per indurre gli agenti segreti presenti nella zona l'impressione che quei centri si stessero occupando di un'arma che non avrebbe avuto il tempo di far sentire il suo peso nella condotta della guerra neppure se questa fosse durata ancora diversi anni. Lo stratagemma riuscì solo a metà. Infatti alcuni ufficiali dell'U.S. Army - inquadrati in una speciale unità incaricata di investigare i centri sperimentali tedeschi inclusi nelle zone d'occupazione americane, la Field Information Agency Technical (F.I.A.T.), operante in stretta collaborazione con la missione <<Alsos>> e i vari C.A.F.T. divisionali - nel luglio del '45 tennero a Parigi una conferenza-stampa che aveva per argomento principale la descrizione di una <<master secret weapon>>, una formidabile arma segreta tedesca da essi rinvenuta nell'Austria occidentale allo stadio di progetto incompiuto. Il progetto - ispirato a certi lavori teorici iniziati nel lontano 1923 dal noto razzotecnico tedesco Hermann Oberth - riguardava la collocazione a 5.000 miglia d'altezza di alcune piattaforme orbitanti provviste di grandi specchi parabolici, ricoperti di sodio metallico, per riflettere e focalizzare le radiazioni solari su determinati punti della superficie terrestre sorvolata in modo da provocarvi degli incendi inestinguibili, seminando inoltre panico e sgomento per il rapido moltiplicarsi ed estendersi di quegli incendi inesplicabili. I lavori relativi ai pretesi <<riflettori extra-atmosferici>>, chiamati Fligende Artillerie "Hitler" (Artiglieria volante "Hitler") mascheravano, comunque, delle attività ben più concrete e minacciose.

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#3
Guest_Folgore88

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#4
Guest_intruder

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V3: Cannone ad alta pressione



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The Calais cross-channel guns were not the only weapons developed with an eye to bombarding southern England with artillery fire, but another project, the so-called 'High-pressure Pump', was much less conventional, and relied on a principle first demonstrated, albeit imperfectly, in the United States of America around 1885. It was the work of Lyman and Haskell, who reasoned that subsidiary propellant charges, spaced at intervals up the barrel of a gun in side-chambers and ignited a micro-instant after a shell had travelled past on its way up the barrel, would provide a subsidiary propellant force and thus increase the muzzle velocity of the projectile. The result, when they built it on the instructions of the US Army's Chief of Ordnance, didn't much resemble an artillery piece as we know it. Firstly, the barrel had to be so long that it could not be supported save on the ground and had to be laid on an inclined ramp; and secondly, it had pairs of chambers, angled back at 45 degrees, let into it for much of its length. In the event, it didn't work: obturation was faulty; the flash from the original propellant charge bypassed the shell and ignited the subsidiary charges ahead of it, defeating the whole object of the exercise. Lyman and Haskell gave up, and the idea was consigned to the history books. It was apparently raised again in Britain, during World War I, but was turned down once more.





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In 1943, a German engineer named August Cönders, who worked for Röchling Eisen-und Stahlwerke (which was not just a producer of iron and steel, but had also been active in the field of munitions) proposed an identical weapon. Thanks to the success of one of Cönders' other projects, the so-called 'Röchling Shell' (a bunker-buster par excellence), those who had the all-important ear of the Führer, particularly Albert Speer, the Minister of Munitions, took note. Even though he would only proceed on the understanding that no one, not even the HWA, 'interfered' with his work, Cönders was told to produce a prototype of the Hochdruckpumpe ('High-pressure Pump'). He made one in 20mm calibre and obtained satisfactory results, and at that point, Hitler, who had been following progress with interest, decided to take a hand. Cönders would, he decided, build not just one or two guns, but a battery of 50, which would be located in a suitable position behind Calais, aligned towards London some 160km (100 miles) away. A suitable site for what was already being referred to as V3 was found at Marquise-Mimoyecques behind Cap Gris Nez, very close to the southern end of the modern-day Channel Tunnel. This cannot have been altogether easy; when we consider that the VI and V2 launch sites were already under construction in that same area. There must have been, to say the least, a lively discussion as to which weapon got which piece of real estate. Despite this, work began on two excavations, each of which was to hold an array of 25 guns in 15cm calibre, which would fire long, dart-like projectiles fitted with stabilising fins, which Cönders was even then perfecting. Or, more accurately, which Cönders was not perfecting.


THE HWA TAKES CONTROL


Cönders had built a full-calibre gun at the Hillersleben proving ground, near Magdeburg, and by late 1943 had run into severe problems, both in putting the principle into practice and in producing a workable design for the shell. And even when everything went according to plan - which was seldom - the results were not promising, for muzzle velocity, at just over 1000m (3280ft) per second, was nowhere near high enough. Nonetheless, plans to build a single full-size gun with a barrel 150m (492ft) long at Misdroy near Peenemiinde went ahead, while preparation of the site in the Pas de Calais (now reduced to just one following a series of successful bombing raids by the RAF and the USAAF, which had by this time started to pay very close attention to any large engineering work in the area) had reached an advanced stage, and a special artillery battalion was being formed. Still working in isolation, there was little Cönders could do but press on and hope for the best. By mid-March, with no good news coming out of Misdroy, the HWA had had quite enough of this unconventional working arrangement. Senior staff travelled to Misdroy for a demonstration and were less than pleased with what they saw. Generals von Leeb and Schneider of the HWA took control. Matters took a distinct turn for the better as a result. Cönders became but one of the engineers working on the three main problems: projectile design, obturation, and ignition of the subsidiary charges. In all, six different specialist firms including Skoda and Krupp produced satisfactory designs for shells. Obturation problems were solved by placing a sealing piston between the projectile and the initial charge, and that in itself solved the problems of precisely controlling the serial detonation of the subsidiary charges, for now the flash from the original charge couldn't get ahead of the projectile and there was no need to attempt to develop an electrical firing sequence.


By late May, the Misdroy gun was producing more satisfactory results, and ranges of up to about 80km (50 miles) were being reached, when it burst on firing, destroying two sections. New parts were ordered, and a further trial set for early July, but meanwhile the RAF was still at work. After the western site at Marquise had been abandoned, the Todt Organisation, responsible for construction, took great pains to hide the accesses to the eastern site, and for some time it succeeded. However, by late June, the photographic interpreters had decided that there was enough evidence to suggest that something was going on in the area to justify sending Bomber Command's elite 617 Squadron to pay it a visit with 12,0001b (5443kg) 'Tallboy' deep-penetration 'earthquake' bombs. The effect of the raid on 6 July was devastating: one bomb hit the target square-on, and four more scored very near misses which were actually reckoned to be even more effective. The site was put out of commission and no further work was undertaken before it was overrun by Allied troops.


Meanwhile, on 4 July the trials gun had been fired again. This time it got off eight rounds - one of which reached a range of 93km (58 miles) - before it burst, and that effectively put an end to the project to bombard London. There is evidence that further development took place. When Allied troops captured Hillersleben, they found two guns in damaged condition, one with 10 pairs of subsidiary chambers (set at right angles to the axis of the bore), and the other with five pairs set at a 45-degree angle. Both were 75m (246ft) long. There are unsubstantiated reports that two short barrelled versions were built and used in combat against US forces during the Battle of the Bulge in December 1944, but experts discount them.

M Williamson



P.S.: Il sito da cui ho copiato questa roba è andato off line mentre ci lavoravo, appena riparte finisco di postare tutto il materiale sulla V3.
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L   John Plaster 

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Quota

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Grazie per la segnalazione Folgore88, luft46 lo conosco, anzi suggerisco per chi non lo conoscesse, anche questo bellissimo sito in inglese:
Veicoli non convenzionali della 2GM

Henschel Hs-298 - Missile aria-aria a corto raggio

L’Henschel Hs-298 si basava su un progetto del Dr. Wagener del 1941 che fu respinto e successivamente riproposto nel 1943. La produzione di serie iniziò lo stesso anno nella fabbrica Henschel a Schönefeld, vicino Berlino, sotto la direzione dell’ing. Hesky. L’impiego operativo fu rinviato da un ritardo nella consegna del fuso di prossimità “Rüssel”, venne perciò proposto un fuso alternativo detonabile tramite un impulso radio codificato. Spinto da un motore Schmidding SG32/109-543 a propellente solido, l’Hs-298 raggiungeva una velocità di 842 km/h e un raggio d’azione di 1600 m. Il primo lancio venne effettuato da uno Junkers Ju-88 A-4 il 22 dicembre 1944. Per le valutazioni operative, trecento missili furono lanciati da Karlshagen, usando i caccia notturni pesanti Junkers Ju-88 G-1, Junkers Ju-388 J-1, e Dornier Do-217J. Alcuni furono probabilmente lanciati contro obbiettivi veri. I test mostrarono che un lancio ottimale avrebbe dovuto essere fatto da dietro il bersaglio con una deflezione massima di 30 gradi. Il missile era radioguidato dall’aereo lanciatore ed era vulnerabile a contro-misure elettroniche. Una versione più potente e pesante fu proposta con un dispositivo di guida via cavo; alcune unità di questa versione, che fu chiamata Hs-298 V2, furono completati per i test prima della fine della guerra.

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Ruhrstahl-Kramer X4 - Missile filoguidato aria-aria a corto raggio

Il Ruhrstahl-Kramer X4 fu il primo missile guidato aria-aria usato con successo durante la Seconda Guerra Mondiale. Sviluppato dal gruppo del dr. Kramer avrebbe dovuto essere lanciato da caccia diurni ad alte prestazioni contro le formazioni di bombardieri americani da breve distanza. Il progetto iniziale, datato 1943, era caratterizzato da ali dritte, ma la versione finale per la produzione di serie aveva ali a freccia per diminuire la resistenza aerodinamica quando il missile era trasportato da aerei a reazione. L’X4 era filoguidato dal caccia verso l’obiettivo dove automaticamente esplodeva per mezzo di una spoletta acustica. L’apparato di guida utilizzava il sistema FuG 510 con trasmettitore “Dusseldorf” e ricevitore “Detmold”; i fili di guida erano alloggiati in due bobine fissate alle estremità delle ali e automaticamente srotolati durante il volo. Alla fine della guerra erano già stati costruiti 1300 missili, molti dei quali non avevano ancora ricevuto il proprio motore, siccome la fabbrica BMW a Stoccarda, dove erano prodotti, era stata seriamente danneggiata dai bombardieri alleati. La maggior parte dei test di volo venne effettuata durante la seconda metà del 1944, usando provvisoriamente motori Scmidding a propellente solido. Quali aerei per i lanci di prova vennero usati Junkers 88G e Ju 188L, ma anche Focke Wulf 190F-8 e 190 V69, ed era previsto l’impiego operativo con la versione più avanzata del Me 262, l’HG III. Si può ritenere che durante le ultime settimane della guerra in Europa, diversi lanci, inclusi nel programma dei test, furono effettuati contro bombardieri nemici.

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Questo messaggio è stato modificato da John Plaster: 03 gennaio 2009 - 11:45

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L   John Plaster 

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Blohm und Voss Bv-143 - Siluro aereo con propulsione a razzo

Le limitazioni insite nei siluri convenzionali aviolanciabili indussero la Luftwaffe a ricercare il modo di accrescere il raggio d’azione di tali armi, mediante lo sviluppo di un siluro capace di volare prima di entrare in acqua, dove avrebbe poi proseguito con l’ausilio della propria unità propulsiva. il corpo del Blohm und Voss Bv 143 aveva una forma molto simile a quella di un siluro convenzionale, ma con un profilo aerodinamico migliorato, sul quale erano state montate ali a basso allungamento e impennaggi cruciformi le cui componenti orizzontali erano sistemate davanti alla deriva ed al timone di direzione; le superfici di controllo erano attivate per mezzo di un giroscopio. Gli alettoni non erano inglobati, bensì del tipo ad ala ausiliaria, e sotto il corpo (pressappoco al centro di gravità) era sistemato un braccio sensibile articolato. Quest’ultimo non entrava in funzione finché il siluro non avesse completato il suo avvicinamento al bersaglio, con una planata a basso angolo dopo essere stato sganciato dall’aereo-madre, e non avesse raggiunto la quota di circa 2 m sulla superficie dell’acqua. La differenza rispetto alla concezione originaria era che il siluro non entrava in acqua e continuava la sua corsa verso il bersaglio alla quota sopradetta. Il profilo di volo risultava appiattito e l’arma veniva propulsa da un motore razzo a propellente liquido, attivato dal braccio nel momento in cui entrava in contatto con le onde. La corsa che ne derivava durava soltanto 40 secondi, quindi la spinta si esauriva; il motore era alimentato da benzina e T-Stoff (perossido d’idrogeno) e la combustione veniva resa più completa dalla decomposizione del T-Stoff da parte dello Z-Stoff. L’idrazina idrata dava il via alla reazione dei propellenti. Le prove condotte nel 1943 con quattro Bv 143 dimostrarono che non c’era abbastanza tempo per modificare il profilo di volo da una planata discendente in un volo livellato. Nell’attesa dello sviluppo di un dispositivo aneroide a tempo, che avrebbe dovuto sostituire il braccio d’attivazione, il progetto fu accantonato.

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Henschel Hs-293 - Bomba antinave con propulsione a razzo

L’inizio dell’evoluzione della Henschel Hs 293 può essere fatto risalire al 1939; un modello di prova, della forma di aliante, venne costruito l’anno successivo. L’intenzione era quella di giungere alla fine a sviluppare una bomba guidata a distanza da un aereo lanciatore, da poter impiegare contro convogli navali. Sebbene non fosse disponibile un motore razzo idoneo, lo sviluppo andò avanti utilizzando la bomba standard SC 500 dotata di ali e di piani di coda, ma senza timone di direzione; con il passare del tempo il programma si concretizzò nella realizzazione di una prima versione dotata di una unità propulsiva, costituita da un razzo a propellente liquido appeso sotto il corpo principale. Un radiocomando a 18 canali ne assicurava il controllo. La bomba veniva portata in azione da un aeromadre, dal quale veniva canalizzata aria calda per impedire che l’arma stessa si congelasse alle alte quote di lancio. Si riteneva comunque che da una quota di 1400 metri essa potesse percorrere una distanza di 3 km. Una volta sganciata, l’Hs 293 perdeva 90 m di quota prima che il razzo potesse sviluppare la massima spinta. L’aereomadre continuava poi a volare lungo una rotta parallela a quella del bersaglio, per consentire al puntatore di seguire a vista la bomba e di guidarla con l’ausilio di una piccola scatola di controllo sulla quale era montata una cloche in miniatura; una fiamma nella coda dell‘arma forniva un‘indicazione visiva della posizione della bomba. Il punto debole della Hs 293A era che l’aereomadre doveva mantenere una rotta fissa e livellata, senza possibilità di effettuare manovre eversive per sfuggire al fuoco contraerei. La versione Hs 293C venne progettata con una forma conica dalle caratteristiche idrodinamiche, per permettere alla bomba di immergersi e colpire la nave bersaglio sotto la linea di galleggiamento. Venne programmata anche la versione migliorata, la Hs 293D, con sistema di puntamento televisivo, ma la guerra finì prima che potesse essere costruita in serie. Infine il modello H, era provvisto di una spoletta magnetica/acustica, era stato progettato per attaccare le formazioni di bombardieri alleati

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Sistemi di guida a puntamento televisivo: il punto sui rivoluzionari sistemi di guida a puntamento televisivo dei missili tedeschi
I Laboratori Telefunken miravano alla messa a punto di apparati da impiego strategico (cioè con raggio d'azione sui 300 chilometri) e lavoravano in collegamento con l'istituto per gli studi sulle alte frequenze, il B.H.F. La Fernseh G.m.b.H. di Berlino si occupava invece di apparati da impiego tattico.
Nel 1939, con la consulenza del prof. Herbert Wagner, della ditta aeronautica Henschel Flugzeugwerke, la Fernseh intraprese lo sviluppo di un impianto televisivo per le bombe plananti a bombe-razzo telecontrollate dall'aeroplano durante la traiettoria di caduta. L'impianto lavorava in base ad una lunghezza d'onda compresa fra i 70 e i 100 centimetri e le immagini captate apparivano su di un minuscolo schermo quadrato da 8 x 8 centimetri.
A partire del 10 giugno 1942 una vasta serie di esperienze in laboratorio accompagnata da numerosi lanci in volo venne effettuata presso l'Hochfrequenzinstitut D.F.S. di Ainring, nella Baviera alpina, e nell'autunno del 1943 questa apparecchiatura ancora sperimentale permise alla bomba volante Henschel He 293-A di affrontare il cacciatorpediniere Egret nel golfo di Biscaglia e una nave da trasporto americana nel golfo di Salerno. Le contromisure subito poste in atto dai servizi radiotecnici alleati e prestabilite da tempo grazie ai dati forniti dallo spionaggio costrinsero i tedeschi a modificare l'apparato di guida. Il tipo B operò con un discreto successo lungo le coste settentrionali francesi fintanto che non venne anch'esso disturbato. La bomba di tipo C avrebbe dovuto ricevere un impianto derivato dal tipo precedente ma con pannello catodico da 221 linee e 25 immagini al secondo, elaborato dalla sezione <<F>> dell'attivissimo istituto sperimentale gestito dal Ministero delle Poste (F.D.R.P.). Il trasferimento dell'istituto ad Aach am Bodensee, avvenuto nell'Ottobre del 1943, interruppe però temporaneamente i lavori. Nel frattempo, i tecnici del D.F.S. avevano sperimentato l'apparato per le bombe della serie D, eseguendo poi, nel luglio e nell'ottobre del 1944, dei riusciti tiri telecontrollati contro finti obiettivi terrestri e natanti marini a Garz e a Karlshagen. L'F.D.R.P., riprese in pieno l'attività, completò i piani del progetto Tonne e il nuovo apparato televisivo venne ordinato alla Fernseh che ne iniziò la costruzione in serie presso gli stabilimenti di Obertanwald bei Reichenberg in territorio sudeto. Ma i russi stavano avanzando senza sosta, e, nell'aprile del 1945, la Fernseh si trasferì a Taufkirchen, nella Baviera, continuando a lavorare attorno al Tonne, pervenuto ai quattro quinti dal completamento del montaggio industriale, nonché attorno ad un progetto del dottor Moller - lo Sprotte - di impostazione recentissima, mirante allo sviluppo di una micro-camera televisiva da installare nell'ogiva di un razzo antiaereo <<...per guidarlo con molta precisione al centro delle formazioni dei bombardieri alleati >>.
All'inizio del 1943 il bilancio della tecnica radiotelevisiva missilistica tedesca era pressappoco il seguente: a Bayreuth il dott. Rambauske, direttore dell'Institut für Physikalischeforschung (I.F.P.F.), aveva ultimato per conto della Luftwaffe un apparato per missili antiaerei, bombe volanti e aerosiluri marini, che offriva fra l'altro la possibilità di <<...poter fornire anche delle correzioni periodiche al "pilota automatico" di un aeroplano o di un natante regolandosi in base alla luce del Sole, di un stella, di un faro o di qualunque altra fonte luminosa >>. Sebbene nell'autunno del 1944 avesse guidato con regolarità un motoscafo in una serie di complesse evoluzioni telecontrollate sul Madusee, un lago della Pomerania, l'apparato aveva riscosso un interessamento molto limitato, almeno in apparenza, negli ambienti tecnici della Luftwaffe. Ad Ainring, l'ultimo tipo in corso di sviluppo prometteva un raggio pratico d'azione di 20 chilometri, aumentabile a 100 sulle piatte distese marine. All'atto della resa abbisognava però di ancora almeno un semestre di ricerche per il suo perfezionamento e per la produzione di serie. Il laboratorio per le applicazioni militari delle alte frequenze radioelettriche aveva inoltre ultimato un sistema di telecomando per bombe, razzi e velivoli che era <<...risultato refrattario a tutti i sistemi di "disturbo" nemici conosciuti >>. Si trattava del progetto Mosaik, sviluppato dal professor Folske in base ad una geniale idea risalente al 1943, progetto che nel maggio del 1945 stava per passare alla fase produttiva di pre-serie.
Ad Oberammergau, l'Oberbayerische Forschungsanstalt (O.B.F.), diretto dal dott. Konrad, si occupava oltre che di radiotelevisione elettronica anche di apparecchiature detectrici a raggi infrarossi basati sul principio del bolometro. Il centro - che era in realtà era un laboratorio-stabilimento dipendente dal complesso industriale aeronautico Messerschmitt - aveva curato lo studio di alcuni progetti speciali che era ritenuto necessario e prudente confinare laggiù fra le montagne bavaresi. Per tutto il 1944 fra gli sviluppi prioritari risultava incluso anche il missile antiaereo Enzian, munito di un tasta cercante automatica a raggi infrarossi (progetto Madrid). Lo sviluppo di questo missile era stato frazionato e distribuito tra i vari istituti governativi attrezzati per quel tipo di ricerche. Una parte di esse, quella relativa ai dispositivi di controllo in volo dell'arma, era stata assegnata alla sezione del Reichenhall del D.F.S. - che si occupava di equipaggiamenti aerei - tramite la ditta sub-fornitrice Holzbau-Kissing A.G. di Sonthofen im Allagäu, che aveva lavorato anche, pare, per il Feurball. Nel dicembre del 1944 l'O.B.F. riprese il controllo dell'intero programma di ricerche relative all'Enzian, motivando la decisione con le maggiori disponibilità locali di attrezzature scientifiche ritenute necessarie per il rapido completamento dei lavori, ma quando i tecnici del D.F.S. giunsero ad Oberammergau per collaborare appresero che l'intero programma era nel frattempo stato cancellato.

L'affondamento della corvetta britannica Egret
L'introduzione del nuovo tipo di bomba guidata, l'Hs-293, presentò diversi problemi alla Luftwaffe. L'addestramento era il meno serio di questi: ad ogni uomo in addestramento era consentito di fare esperienza controllando tre lanci reali della Hs 293 ma a ciascuno mancava l'esperienza d'impiego operativo del nuovo ordigno. A questo scopo, nel luglio del 1943 la 13a Staffel del KC 100 venne sciolta e ricostituita come unità sperimentale, mentre nel frattempo, sin dal gennaio del 1942 era stata posta in produzione la bomba Henshel Hs 293A-1. Il battesimo fu peraltro altrettanto curioso quanto inaspettato. La II Gruppe del kampfgeschwader 100 alla fine dell'estate del 1943 stava operando dalla propria base di Cognac quando il 25 agosto avvistò una piccola forza navale britannica che si avvicinava al golfo di Biscaglia. Il ruolo di tale forza navale era praticamente di routine, in quanto il compito era di rastrellare la zona alla ricerca degli U-Boote tedeschi, la cui crescente attività aveva fatto crescere il dubbio che si stessero spingendo nelle acque spagnole.Il gruppo navale (composto essenzialmente di cacciatorpediniere che si avvicinava al punto d'incontro, non stava facendo altro che dare il cambio al 40° Escort Group; il suo comandante era l'ufficiale più anziano del I° Support Group, imbarcato sulla corvetta britannica Egret 1200 t. I tedeschi erano in allarme per questa attività e non passò molto tempo prima che si alzassero in volo i Dornier Do 217 dellaII/KG 100 armati, ciascuno, con esemplari del nuovo tipo di bomba Henschel. Non fu loro difficile avvistare la forza navale che costituiva il loro obiettivo ed in breve le acque del golfo di Biscaglia si trasformarono in un mare infernale, mentre le navi eseguivano manovre evasive nel tentativo di evitare le nuove bombe volanti. Le piccole navi,con protezione sottile, erano il tipo di bersaglio ideale per l'efficacia delle Hs 293; in seguito anche esse impararono la tecnica per affrontare la minaccia delle Hs 293: scatenare un fuoco concentrato da distanze ravvicinate. Comunque in quella occasione nessuna nave britannica venne affondata e l'azione della Ha 293 fu del tuffo inconcludente. Due giorni dopo, il 27 agosto, fu un'altra giornata memorabile perché, confermando il detto che 'la guerra è in gran parte una questione di attesa', i giornali riportarono con titoli cubitali la notizia del riconoscimento del comitato diplomatico francese da parte dell'Urss e della Cina Nazionalista. Il golfo di Biscaglia, inoltre quel giorno fu testimone di un avvenimento storico. Raggiunto soltanto alcune ore prima dalle corvette britanniche Grenville e Athabaskan, il Support Group iniziò il rastrellamento a sud di Finisterre, ma fu solamente poco dopo mezzogiorno che il rombo dei motori di aerei sembrò riempire l'aria e le vedette delle navi avvistarono 18 Dornier appartenenti alla II/KG 100. Ad alcuni degli osservatori dalle navi, la manovra degli aerei attaccanti apparve strana, in quanto questi sganciarono le proprie bombe e, quasi simultaneamente, si allontanarono con una virata verso destra,mentre le piccole Henschel precipitavano per una novantina di metri prima che il motore a razzo sviluppasse la massima spinta riportandole quasi alla loro quota originaria. Fu quindi visto un Dornier virare, sganciare la propria bomba ad una distanza di circa 18000 m e volare parallelamente alla Egret, mentre in mezzo alla grandine di colpi sparati dalle navi un altro aereo seguiva furtivamente l'Athabaskan come il primo seguiva l'Egret. La ragione di questa manovra stava nel fatto che dopo circa 12 secondi di funzionamento il motore a razzo della Henschel si arrestava lasciandola planare dolcemente verso il sua bersaglio. accelerando per effetto della gravità. La bomba ed il Dornier che aveva effettuato il lancio si mettevano, quindi, su rotte divergenti, l'osservatore collimava la nave bersaglio a 90° dalla linea di volo; in questo modo poteva mantenere in vista bomba e bersaglio e poteva controllare gli spostamenti della prima per mezzo di una cloche in miniatura che azionava con la mano. La Henschel era resa più visibile dalla fiamma che si accendeva in coda. La corvetta Egret sembrava dall'alto un giocattolo mentre rollava e virava Per schivare l'inevitabile, con i suoi cannoni da 101,6 mm che non potevano difenderla contro le nuove armi; in meno di 100 secondi sia 1'Athabaskan che la Egret fuirono colpite; quest'ultima prese immediatamente fuoco e poco dopo saltò in aria causando la perdita di 232 marinai e di sette ufficiali. La Egret fu la prima vittima della bomba guidata Henschel Hs 293. Nel settembre del 1943 la II/KG 100 fu trasferita a Istres, non lontano da Marsiglia, per attaccare di notte le navi nel Mediterraneo. Gli U-Boote, che per una curiosa coincidenza erano stati la causa indiretta del primo successo della Henschel Hs 293, tornarono nuovamente a connettere in qualche rnodo con la bomba nel successivo mese di ottobre. Nel tentativo di arrestare il continuo aumento delle perdite inflitte ai loro sottomarini, i tedeschi cominciarono a concentrare gli attacchi con le Hs 293 contro i convogli nell'Atlantico; a questo scopo i Heinkel He 177A-5 della II/KG 40 armati di bombe Hs 293 furono trasferiti a Bordeaux-Mérignac. L'attacco più importante fu quello condotto da 20 aerei, in condizioni meteo sfavorevoli, il 21 novembre.che si concluse però in un fallimento. A parte le corvette, le navi da trasporto e quelle di scorta, le Hs 293A riuscirono ad affondare anche cinque cacciatorpediniere.

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L   John Plaster 

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Armi aria-superficie: progetti minori

Förstersonde
Bomba anti-carro con spinta a razzo che veniva lanciata da un aereo.

SG 133A Förstersonde
Coppia di cannoni senza rinculo da 77 mm montati verticalmente nell'ala di un Fw-190 e azionati dal campo elettromagnetico generato dalla massa metallica di un carro armato.
(Nb: mi pare che Blue Sky l'abbia già inserita in qualche altro post, forse sull'Fw-190, ma non sono sicuro)
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Panzerblitz
Razzo aria-superficie in fase di sviluppo nel 1945 presso la Deutsche Waffen & Munitionswerke. Avrebbe dovuto essere impiegato, con funzione anti-carro, con i bombardieri Hs-132.

Rheinmetall-Borsig Pirat
Bomba planante in fase di sviluppo alla fine della guerra presso la Rheinmetall-Borsig.

Ruhrstahl-Kramer Peter-X
Progetto della Ruhrstahl-Kramer, abbandonato nel 1944, per una bomba planante guidata.

Lippisch GB 3/L
Il progetto della piccola bomba planante Lippisch GB 3/L venne sviluppato dal Deutsche Forscungsanstalt Für Segelflug (DFS) sotto la direzione del Dr. Lippisch. La struttura, interamente in legno, sarebbe stata ricoperta di compensato e un piccolo razzo a propellente solido avrebbe accelerato la bomba subito dopo il lancio.Tutte le ricerche e i test aerodinamici svolti con l'aliante DM-1 furono usati per questa bomba. Le prestazioni teoriche risultarono inferiori a quelle dello Hagelkorn e la caratteristica forma a delta della coda ne impedivano il lancio da piccoli aerei come il Fw-190. Il progetto venne cancellato nel 1944.

Ruhrstahl-Kramer X-7 Rotkäppchen
Il missile X-7 Rotkäppchen venne progettato, all’inizio del 1944 dal Dr Kramer per ordine del Heereswaffenamt, come missile anticarro. L’X-7, costruito in numero considerevole nella fabbrica di Brackwede, venne consegnato all’esercito per i loro test operativi di valutazione direttamente sul campo di battaglia. Lungo poco meno di 1 metro, portava una carica esplosiva di 2,5 kg ad una distanza utile di 1200 metri. L’idea principale prevedeva un sistema di guida via cavo, con le bobine sistemate alle estremità delle ali, ma furono testate altre versioni equipaggiate col sistema di guida infrarosso “Steinbock”, e con il sistema di guida elettro-ottico “Pfeifencopf” e “Pinsel”, che usava una telecamera in grado di rilevare la differenza tra il bersaglio e lo sfondo.
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Henschel Zitterroschen
L'Henschel Zitterroschen fu il primo missile guidato supersonico dotato di ali. Progettato per colpire bersagli a terra, aveva piccole ali triangolari e due motori a razzo, ma non entrò mai in produzione.

Arado E-377
L'Arado E-377 venne progettata come bomba planante lanciabile da un Arado Ar-234C cha, a causa della notevole mole della bomba, doveva portarla in aria in una configurazione Mistel. Per il decollo era utilizzato un carrello sganciabile dotato di cinque ruote e costruito dalla Rheinmetall-Borsig. Il progetto prevedeva di utilizzare testate da 1800 kg, 2000 kg e 350 kg, l'ultima delle quali appositamente studiata per il ruolo antinave. La versione E 377a consisteva nell'aggiunta di due turbojet BMW-003A all'E-377 che sarebbe stato guidato sull'obiettivo da un Heinkel 162.

Henschel GT-1200
Lo Henschel GT-1200, rimasto allo stadio di progetto, a differenza dei Blohm und Voss L.10 Friedensengel e L.11 Schneewittchen, usava un razzo a bassa potenza per estendere il raggio d'azione dell'arma planante. Quando toccava la superficie dell'acqua, ali e impennaggi venivano sganciati e un motore più potente si attivava, spingendo il siluro in immersione il quale, grazie a un fuso magnetico, automaticamente esplodeva quando si trovava sotto lo scafo del bersaglio.
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L   John Plaster 

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BMW Flugschnittel Feuerball - Mine antiaeree radioguidate/Dispositivi anti-radar autoguidati

Il primo prototipo funzionante, Flakmine V-7, conosciuto come Feuerball, sviluppato dall' ing. Miethe presso la BMW era un'arma antiaerea guidata da un sistema radar, spinto da un complesso di 8 pale, su quattro delle quali erano installati i pulsogetti Pabst, ed era in grado di portare cariche esplosive da 250 a 500 kg. Secondo altre fonti, nell'autunno del 1944, a Oberammergau, nella Baviera alpina, un centro sperimentale della Luftwaffe, l'O.B.F., aveva ultimato una serie di ricerche su delle apparecchiature elettriche capaci di interferire sul funzionamento dei motori fino ad un massimo di 30 metri di distanza, mediante la produzione di intensi campi elettromagnetici. Mettendo in avaria il circuito d'accensione dei motori di un aereo, se ne sarebbe provocata la caduta. Nel frattempo come sottoprodotto di immediato impiego bellico di queste ricerche, un altro centro, gestito combinatamente dal ministero Speer e dallo Stato Maggiore Tecnico SS, aveva adattato l'idea del radio-disturbo di prossimità alla interferenza sulle assai più delicate, e quindi più vulnerabili, apparecchiature elettroniche dei caccia notturni alleati. L'arma che ne derivò rotonda e mossa da uno speciale motore a reazione, generava un vasto alone di fiamme molto luminose. Perciò era stata chiamata Feuerball; non portava ne armi ne pilota, era radiocomandata all'atto del decollo, inseguiva poi automaticamente i velivoli nemici attratta dalle loro fiamme di scarico accostandoli, senza collidere, quanto bastava per mettere in crisi le loro apparecchiature radar. Il fiammeggiante alone periferico era ottenuto con una combustione molto ricca, e degli additivi chimici diselettrizzanti, ionizzando intensamente l'atmosfera nelle adiacenze dell'aeroplano, generalmente in corrispondenza delle estremità alari o degli impennaggi, assoggettavano il radar di bordo H.2.S. all'azione dei potenti campi elettrostatici ed elettromagnetici pulsanti, generati questi ultimi da grandi radio-valvole "Klistron" catafratte e recanti una speciale protezione sia anti-urto sia anti-calore. Il progetto del Feuerball venne realizzato dapprima presso gli stabilimenti aeronautici di Wiener Neustadt, col concorso del Flugfunk Forschunganstalt (F.F.O.) di Oberpfaffenhoffen per quanto concerneva la radioguida del mezzo. Quando i russi incominciarono a premere in direzione dell'Austria, la costruzione dei primi Feuerball venne continuata da alcune officine incavernate nello Schwarzwald, che lavoravano alle dipendenze degli stabilimenti Zeppelin Werke. I tubi-"Klistron" vennero forniti dalla sezione del Forschunganstalt der Deutschen Reichpost (F.D.R.P.) di Aach B. Radolfzell, sul lago di Costanza, e in seguito anche da quella di Gehlberg


BMW Flugschnittel Kugerblitz - Mine antiaeree radioguidate

Del tutto simile al Feuerball, ma più grande, il Kugerblitz venne progettato e, secondo alcune fonti, anche costruito. Tuttavia, a differenza del suo predecessore, il Kugerblitz non avrebbe dovuto trasportare esplosivo convenzionale, bensì una miscela che, innescata dalle scie incandescenti dei motori Pabst, avrebbe creato tanti anelli di fuoco che, grazie al loro movimento ascendente, sarebbero stati diretti contro le formazioni di bombardieri alleati. Secondo altre fonti, la nascita del progetto Kugerblitz andava incontro alla richiesta di un caccia <<risolutivo>>; così, l'accoppiamento del principio dell'aeromobile a pianta simmetrica rotonda con la stabilizzazione giroscopica diretta, del pilotaggio radiotelevisivo, della funzione di decollo e l'atterraggio verticale con l'accecamento attivo dei radar avversari, contrassegnarono la rapida evoluzione del Feuerball divenuto finalmente aggressivo.

Nota: sono, o dovrebbero essere quei leggendari velivoli UFO che alcuni rapporti Alleati (mi pare anche tedeschi e giapponesi) denominavano Foo-fighters o Aerei-Foo, ma questa è un'altra storia... <_<


EMW C2 Wasserfall - Missile antiaereo a medio raggio

Basato sulla stessa tecnologia dell’A4, il Wasserfall fu costruito per soddisfare una richiesta specifica del RLM del 18 settembre 1942. Questo ordine richiedeva lo sviluppo di un razzo guidato per completare l’armamento delle batterie antiaeree, e in grado di abbattere un bombardiere ad una velocità di 860 km/h, ed un’altitudine di 20 km a una distanza di 45 km. Il progetto fu sviluppato dal Flak-Versuchskommando Nord sotto la direzione del dr. Haase e dal Dipartimento di Ricerca per le Armi Antiaeree del EMW-Peenemünde, sotto la responsabilità del dr. Von Braun, fino alla fine del 1943. Il primo lancio fu effettuato l’8 gennaio 1944, e si rivelò un fallimento, ma il secondo eseguito Il 29 febbraio 1944, fu un successo, raggiungendo una velocità di 2772km/h in volo verticale. Quando questo programma venne cancellato il 6 febbraio 1945, quasi 40 prototipi erano stati lanciati, e molti altri lanci con missili in scala ridotta erano stati effettuati da aerei per studiare differenti aspetti del controllo aerodinamico. Il primo prototipo della serie W1 aveva quattro grandi piani stabilizzatori lungo il centro di gravità, mentre nel modello di serie W5 queste superfici vennero ridotte dal perfezionamento del radiocontrollo. L’ultima versione, la serie W10, era del 27% più piccola, e fu progettata per ridurre i costi di produzione a causa della scarsità di materiali durante gli ultimi anni della guerra. La produzione di serie, stabilita in 900 C2 missili al mese, avrebbe dovuto iniziare nella fabbrica sotterranea di Bleichrode.

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Henschel Hs-117 Schmetterling - Missile antiaereo a medio raggio

Il progetto iniziale, prodotto dalla squadra diretta dal dr. Wagner, fu presentato al RLM nel 1941 con il nome Hs 297. Sebbene inizialmente respinto, fu più tardi riattivato nel 1943, con massima priorità. L’Hs-117 era un missile antiaereo radioguidato con una testata detonabile a distanza per mezzo di un impulso radio codificato. La prima serie non aveva fusi di prossimità per accelerarne la produzione, limitandone così l’impiego tattico ad operazioni diurne e con buona visibilità. L’Hs-117 venne ottimizzato per la difesa contro attacchi aerei a medie e basse altitudini. Per diminuire IL tempo di reazione, il lancio veniva effettuato da un affusto appositamente modificato di un cannone da 37 mm, ed era aiutato da due razzi acceleratori a propellente solido. L’allineamento al bersaglio era effettuato tramite il sistema di controllo radio Kehl/Strassburg. Tra il 1 maggio e la fine del novembre 1944, furono effettuati 21 test di lancio, e si raggiunse l’altezza operativa di 11000 m. Nel gennaio 1945, IL dr. Wagner progettò un modello avanzato, il SII , più veloce e proposto in due varianti che differivano per le dimensioni. Era prevista una produzione di massa oscillante tra le 150 unità nel marzo 1945 e le 3000 nel novembre dello stesso anno.

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Messerschmitt FR1 Enzian - Razzo antiaereo radiocomandato

L’Enzian (genziana), disegnato dal dottor Wurster della Messerschmitt AG, vide la luce con la designazione di FR1 (Flak Rakete, razzo contraerei). Munito di ali e propulso da un motore a propellente liquido, l’Enzian veniva aiutato al decollo da quattro motori ausiliari a propellente solido, sistemati attorno al missile. La guida avveniva inizialmente per comando radio e l’operatore seguiva il missile fino a distanza di autoguida dal bersaglio otticamente oppure mediante il radar. Avrebbero dovuto essere sviluppati tre diversi sistemi di autoguida, ma venne prodotto, con un certo successo, solamente il sistema ad infrarossi, designato Madrid. Il sistema acustico rimase un progetto sulla carta ed il radar di autoguida semi-attiva dimostrò la pericolosa tendenza ad agganciarsi al radar illuminatore anziché al bersaglio. Furono presi in considerazione diversi tipi di spolette di prossimità per la testata HE da 450 kg che l’Enzian doveva portare a Mach 0,66 e ad una quota di 15850 m. Come diversi altri missili, l’Enzian veniva lanciato da un affusto del cannone contraerei da 88 mm modificato. Il sistema avrebbe potuto avere una relativa mobilità qualora fosse diventato operativo, anche se la dipendenza da grandi sistemi radar fissi per la guida avrebbe potuto ostacolare tale mobilità. Una versione supersonica venne presa in considerazione solo alla fine della guerra.

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Rheinmetall-Borsig Rheintochter - Missile antiaereo a medio raggio

Ordinato nel novembre 1942 per rinforzare le batterie flak dell’esercito tedesco, il Rheinmetall-Borsig Rheintochter fu un missile antiareo dalle caratteristiche rivoluzionarie. Decollava da un affusto modificato di un cannone da 88 mm aiutato da una batteria di 6 razzi a propellente solido. Il primo stadio veniva rilasciato non appena raggiunta la velocità di crociera, quando un secondo motore, situato nel centro di gravità del missile, partiva automaticamente. La sezione posteriore del secondo stadio, conteneva la testata esplosiva, e la sezione anteriore il sistema di guida e il motore elettrico che permetteva il movimento del timone cruciforme posto sulla punta. Il missile fu designato R-I, e la sua produzione fu interrotta dopo 82 test di volo fino al dicembre 1944. Il controllo di volo da terra era ottenuto tramite impulsi radio; dei segnali luminosi posti alle estremità delle ali permettevano all’operatore di seguire la traiettoria del missile. La detonazione della testata era comandata da terra per mezzo di un segnale radio codificato. La versione R-III includeva un motore Konrad a propellente liquido e solo due accelleratori a propellente solido. Sei prototipi furono pronti per essere testati nel dicembre 1944, sebbene non fossero dotati del motore Konrad e usassero probabilmente motori a propellente solido.

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Rheinmetall-Borsig F55 Feuerlilie - Missile antiaereo a medio raggio

Tra il 1942 e il 1945 un programma di ricerca denominato Feuerlilie fu sviluppato congiuntamente dalla Rheinmetall-Borsig con gli esperti di aerodinamica del LFA. Diversi tipi di ala e di impennaggi furono testati, usando prima modelli in scala e poi una serie di prototipi di crescenti dimensioni spinti dai motore Rheinmetall 109-505 e 515, che usavano propellente solido. Il primo prototipo a volare fu il Feuerlilie F-5 del diametro di 5 cm.; il successivo fu l’F-25 con un diametro di 25 cm usato per testare ile due configurazioni di coda più promettenti sviluppate nel tunnel del vento del LFA. La fine della guerra interruppe i test dell’F-55 che aveva un diametro di 55 cm. L’indisponibilità del potente motore a propellente liquido (R-Stoff/S-Stoff) sviluppato dalla squadra del dr. Konrad impedì all’F-25 e all’F-55 di raggiungere le prestazioni preventivate. Il Feuerlelie F-55 radiocontrollato a distanza portava una carica esplosiva di 180 kg ad una distanza massima di 7500 m con una velocità massima di 1500km/h.

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Armi superficie-aria, progetti minori

Hamburg B
Missile per difesa aerea con guida a infra-rosso.

Möwe
Progetto per razzo antiaereo per navi; abbandonato nel 1944.

Nusskracker
Razzo non guidato sviluppato per la difesa aerea.

Rheinmetall-Borsig FK Hecht 2700
Nel 1941 gli ingegneri della Rheinmetall-Borsig Klein e Vüllers proposero un razzo antiaereo, sotto la denominazione di FK-2700, propulso da propellente solido. Caratterizzata da ali in grado di ruotare, la Hetch non fu mai costruita, essendo infine rimpiazzata dal progetto Feuerlilie.

Rheinmetall-Borsig Fliegerschreck
Razzo antiaereo sviluppato dalla Rheinmetall-Borsig.

Fliegerfaust
Lanciarazzi portatile per la difesa aerea: era in grado di sparare 9 razzi non guidati.

Rheinmetall-Borsig Kampf
Progetto per un missile antiaereo in fase di progettazione presso la Rheinmetall. Il progetto partì nel novembre del 1944 ma venne cancellato nel febbraio del 1945.

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Tornado
Razzo antiaereo non guidato.


Do-38 Gerät - Razzi lanciabili da sommergibili in immersione

L'idea di razzi lanciabili da sommergibili in immersione venne al Dr. Steinhoff del centro di Peenemünde e fu sperimentata nell'estate del 1942 montando su un sommergibile tipo IXC delle rampe di lancio per missili a propellente solido. Questi missili non guidati, studiati da Dornberger, potevano essere utilizzati per il tiro contro-costa, lanciati dall'unità immersa a 15 metri di profondità.

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Questo messaggio è stato modificato da John Plaster: 08 gennaio 2009 - 21:18

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#11
L   Blue Sky 

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(Nb: mi pare che Blue Sky l'abbia già inserita in qualche altro post, forse sull'Fw-190, ma non sono sicuro)


Infatti si trova nel Topic sull'FW 190 ;)

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Panzerblitz
Razzo aria-superficie in fase di sviluppo nel 1945 presso la Deutsche Waffen & Munitionswerke. Avrebbe dovuto essere impiegato, con funzione anti-carro, con i bombardieri Hs-132.


Mmmmm la definizione non è del tutto corretta, del "Panzerblitz" si ebbero le seguenti versioni, illustrate nel seguente link! ^_^

Aircraft Rockets of World War II

Questo messaggio è stato modificato da Blue Sky: 08 gennaio 2009 - 21:41

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#12
L   John Plaster 

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Spolette automatiche

Nel dicembre del 1943, il Lilienthalgesellschft für Luftfahrforschung (L.F.L.), un istituto accademico al massimo livello per la coordinazione scientifico-industriale delle ricerche aeronautiche, tenne ad Ainring il suo grande congresso di fine anno riservato all'élite della scienza tedesca dell'armamento aereo. La relazione presentata dal dott. Hackermann, del Waffen-Institut L.F.A. di Volkenrode, aveva per titolo << Nuovi metodi di ricerca nel campo delle armi >>, ed enunciava per la prima volta alcuni principi tematici destinati a rivoluzionare i sistemi di puntamento e sparo delle armi di bordo nonché ad automatizzare completamente le << teste cercanti >> dei missili e delle granate della Flak. Da questo inizio, presero il via numerose ricerche. Presso l'istituto di ricerca elettronica del Reichpost Ministerium, l'F.D.R.P., il prof. Hanle, lavorando per conto della Luftwaffe, trasformò l'apparecchiatura dei noti contatori Geiger-Müller in una spoletta per razzi attivata dalle radiazioni ultraviolette che a molti tecnici alleati sembrò poi notevolmente in anticipo sui tempi. Altrove si lavorò sulle spolette elettromagnetiche, acustiche, elettroacustiche, fotoelettriche, fotochimiche. La maggior mole di lavoro sulle spolette automatiche venne però fornita da un istituto amministrato dall'ente plenipotenziario per gli studi e le applicazioni delle alte frequenze (B.H.F.), l'Ernst Orlich Institut di Travemünde, presso Danzica, distintosi anche nel campo delle ricerche per il camuffamento antiradarico. Trasferitosi nel 1943 a Wolfersdorf e ad Atlenburg, nella Turingia, per sfuggire alle incursioni britanniche che, dopo la <<scoperta>> di Peenemünde, martellavano con particolare accanimento le coste e le isole germaniche del Baltico, alla fine del 1944 l'istituto scese ancora più a sud trovando rifugio fra le montagne tirolesi.

Bad
Spoletta acustica in fase di sviluppo presso l'istituto Graf Zeppelin.

BAZ-55A
Spoletta acustica prodotta dalla Rheinmetall-Borsig.

Fuchs
Spoletta radio prodotta dalla AEG di Berlino per equipaggiare l'Hs 117, l'Hs 298 e altri missili.Era composto da un trasmettitore posto nella punta del missile e da un ricevitore per il segnale riflesso. La produzione di serie avrebbe dovuto iniziare nel gennaio del 1945.

Isegrim
L'Isegrim, sviluppato dall'istituto Ernst Orlich di Danzica e sperimentato positivamente verso la fine delle ostilità, era un congegno che provvedeva automaticamente allo sgancio e all'accensione degli ordinari razzi anticarro da un aeroplano in volo orizzontale a bassa quota, condotto di proposito, oppure pervenuto a caso (come nel volo notturno) sulla verticale del mezzo corazzato. L'operazione era resa possibile dalla stupefacente sensibilità dell'apparecchiatura alla debole variazione del campo geomagnetico locale prodotta dalla massa metallica del bersaglio. Il dispositivo lanciarazzi in questo caso veniva montato in senso verticale sotto le ali o all'interno della fusoliera del velivolo con le bocche di lancio rivolte verso il suolo e l'aeroplano doveva volare ad una altezza non superiore ai 15 metri dal terreno.

Kakadu
Spoletta radio sviluppata dal Donaulandische GmbH di Vienna per equipaggiare l'Hs 293 e sperimentata con successo, si basava sull'effetto Doppler del segnale riflesso dal bersaglio.

Kranich
Spoletta acustica prodotta dalla Ruhrstahl AG di Brackwede. Probabilmente il miglior progetto di spoletta automatica.

Kugelblitz
Spoletta radio per il missile Rheintochter sviluppato dal Patent Verwertungs Gesellschaft di Salisburgo.

Kuhglocke
Il meccanismo delle spolette Kuhglocke, commissionate dal Ministero Speer, era sensibile ai campi elettrostatici naturali che circondano gli aeroplani in volo.

Kuhglockchen
Versione ridotta del Kuhglocke sviluppato per equipaggiare le granate anti-aeree. Questa parrebbe essere l'unica spoletta automatica progettata per l'artiglieria convenzionale, tuttavia non raggiunse mai la fase produttiva.

Lotte
Spoletta di prossimità a infrarossi. Il progetto venne abbandonato quando divenne chiara l'impossibilità di sviluppare un dispositivo ricerca abbastanza sensibile da ottenere il desiderato raggio d'azione.

Marabu
Spoletta di prossimità per Hs 117, Hs 298, Rheintochter e Wasserfall. Sviluppato dalla Siemens-Halske per conto della Rhienmetall-Borsig, aveva un raggio d'azione di 40 metri ma non andò mai al di la della fase sperimentale.

Marder Ben
Sapendo che gli inglesi erano maestri nel disturbare le apparecchiature radioelettriche avversarie, la commissione Speer nell'estate del 1944 fece impostare anche il progetto Marder. Si voleva radiocomandare l'esplosione del proiettile - da un aereo in volo o da una stazione al suolo, entro un raggio di 15 chilometri dal bersaglio - per evitare il pericolo di scoppi accidentali, e prevenire le eventuali interferenze elettroniche da parte degli aerei attaccati.

Meise
Spoletta di prossimità acustica sviluppata dalla Neumann & Borm di Berlino. Utilizzava un microfono per captare il rumore dei motori degli aerei.

Paplitz
Spoletta di prossimità a infrarossi per diversi missili inclusi il Wasserfall e l'Hs 117 sviluppata dalla Elektro-Akoustik Insitute (ELAK) a Namslau e poi a Kiel. Operava rilevando le emissioni di calore dei motori e degli scarichi degli aerei. I test di volo diedero risultati positivi, tuttavia a causa delle interferenze causate dalle radiazioni solari il Paplitz avrebbe potuto essere utilizzata solo di notte e così non venne mai messo in produzione.

Pinscher
Con il progetto Pinscher, la Luftwaffe correva in un certo senso ai ripari per dotare, sull'esempio inglese, la Flak di radio spolette ad onde corte, con banda sui sei metri. Provate al suolo nel tardo autunno del 1944, risultarono efficaci fino a 50 metri di distanza dal bersaglio.

Pistole
Spoletta foto-elettrica per missili che utilizzava una sorgente luminosa che veniva riflessa dal bersaglio.

Reineke
I tecnici impegnati nel progetto Reineke - suggerito dalla Luftwaffe nell'inverno del 1943, accantonato nel 1944, ripreso, finanziato e fatto accelerare dalla Commissione Speer ai primi del 1945 - studiarono tutti i vantaggi offerti dalle spolette elettromagnetiche, rivelatesi difficilmente disturbabili ed esenti da pericoli di esplosione accidentale o prematura.

Roulette
Spoletta a infrarossi in fase di sviluppo presso la Brinckmann di Gera; il progetto venne abbandonato nel 1944 in favore di modelli più promettenti.

Stimmgabel
Spoletta acustica simile al Kranich, ma da utilizzare in una bomba paracadutata da lanciare nelle formazioni bombardieri da grandi attitudini. In sviluppo presso l'Istituto di Ricerca Graf Zeppelin venne testata per valutare il principio operativo ma non venne prevista una produzione di serie.

Trichter
Spoletta radio per bombe da utilizzare contro le formazioni di bombardieri alleati. In sviluppo presso la Blaupunkt nell'agosto del 1944. Un modello da laboratorio venne testato sul campo.

Wassermaus
Spoletta foto-elettrica attiva proposta per il Wasserfall. consisteva in un trasmettitore che emetteva lampi di luce e un ricevitore foto-elettrico che misurava l'intensità dei lampi riflessi e faceva detonare la testata quando il missile raggiungeva una distanza prestabilita.

Wiesel
Spoletta radio per missili o bombe ari-aria in fase di sviluppo presso l'istituto Erns Orlich di Danzica.
Zunder-19 Spoletta per la bomba aerea da 250 kg. Faceva detonare l'ordigno ad una altezza di 25/30 metri. In fase di sviluppo presso la Rheinmetall-Borsig a partire dal 1937


Sistemi IR

Kiel
Rilevatore IR

Adlergerät
Telescopio a IR per l'individuazione di velivoli usato per dirigere i riflettori. Venne usato in discreta quantità nella prima parte della guerra come sostituto del radar.

Armin
Rilevatore IR di bersagli per missili.

Butterblüme
Progettato inizialmente come sistema di individuazione aerea a IR, venne in seguito utilizzato per il rilevamento di obbiettivi a terra. Il modello definitivo era pronto all'utilizzo alla fine della guerra.

Donau 60
Sistema di rilevamento di bersagli per il supporto alle artiglierie costiere. L'impianto era composto da quattro sensori disposti lungo la costa a una distanza di circa 4/5 km ognuno dei quali era dotato di uno specchio parabolico con un rilevatore bolometrico al centro. Ogni sensore avrebbe individuato la nave bersaglio tramite il calore degli scarichi. Questi rilevamenti sarebbero stati poi trasmessi a una stazione centrale che avrebbe provveduto a a correlare i dati e a emettere ordini di fuoco ai cannoni. La Zeiss produsse al mese tra i 20 e i 30 di questi impianti durante il 1939-40.

Eva
Rilevatore a IR per la difesa anti-aerea.

Falter
Rilevatore a IR installato su velivoli che agiva anche come segnalatore per il pilota se il suo aereo era soggetto a sua volta a una rilevamento a infra-rosso da parte di un rilevatore nemico.

Flamingo
Rilevatore a IR sviluppato per rimpiazzare il Kormoran.

Froschauge
Rilevatore passivo che avvertiva il pilota se il suo aereo era soggetto a sua volta a una rilevamento a IR da parte del nemico. Venne presto abbandonato in quanto si rivelò inutile.

KäterGerät
Durante l'ultimo anno di guerra si cercò di dotare le squadre della fanteria in pattuglia di un apparato di scoperta infrarosso denominato Käter Gerät, in pratica un particolare tipo di visore in dotazione al capopattuglia. Subito prima della missione il Käter veniva esposto a una forte luce per breve tempo in modo da attivarne i fosfori. Durante l'uso, una sorgente di luce IR permetteva al visore di fornire una chiara immagine del terreno circostante.

Katzenauge
Visore a IR per truppe di fanteria, molto simile al Käter Gerät.

Kormoran
Rilevatore a IR per la difesa anti-aerea. Venne presto abbandonato in favore del Flamingo.

Mosel
Rilevatore IR per il controllo delle coste e il supporto alle artiglierie.

Mücke
Rilevatore passivo che avvertiva il pilota se il suo aereo era soggetto a una rilevamento a IR da parte del nemico. Funzionava anche come visore notturno. E' rimasto allo stadio sperimentale.

Obi
Dispositivo a IR per i proiettori dell'antiaerea. Avrebbe dovuto orientare i proiettori seguendo le emissioni degli scarichi dei bombardieri; il sistema venne abbandonato in favore dei sistemi radar.

Ofen
Equipaggiamento IR che avrebbe dovuto equipaggiare gli aerei facilitando il volo notturno. Nelle intenzioni lo Ofen avrebbe dovuto produrre una sorta di mappa utilizzando le emissioni di calore di case, industrie e veicoli, ma alla fine della guerra aveva a malapena raggiunto lo stadio di sviluppo.

Potsdam L
Rilevatore IR usato nell'intercettazione aerea. Sebbene molto promettente la fine della guerra non permise un utilizzo operativo.

Schwalbe
Rilevatore IR per uso navale. Operativo in poche unità.

Seehund
Telescopio a IR per uso navale.

Spänner Anlage
Lo Spänner I era un riflettore che non solo avrebbe dovuto captare le radiazioni provenienti dallo scarico dei motori nemici ma, irradiando a distanza l'obiettivo e raccogliendo il fascio riflesso alla maniera di un radar, doveva rintracciare senza fallo il velivolo incursore anche nel caso che la distanza eccessiva o la posizione sfavorevole dello scarico gassoso rispetto al riflettore schermassero l'irradiazione naturale. Lo Spänner permetteva di ottenere una straordinaria nitidezza di immagini - verdastre, come per tutti i dispositivi del genere - entro un raggio di 25 km, conservando una discreta efficienza fino a un massimo di 130 km; poi le immagini sfocavano rapidamente. Giudicato molto efficiente ma troppo voluminoso dalle autorità tecniche della Luftwaffe, lo Spänner venne infine accantonato. Una versione successiva dello Spänner, solo con funzione di rilevamento passivo, non ebbe però impiego operativo.
Immagine PostataImmagine Postata

Spatz
Dispositivo costiero a IR per l'individuazione di navi. Venne costruito e testato ma venne abbandonato in favore dei dispositivi radar.

Sperre
Dispositivo a IR usato per individuare luci guida a infrarossi.

Strahlungsperre
Dispositivo costiero a infrarossi.

Uhu
Una particolare versione dello Spänner venne impiegata in combinazione con semicingolati dotati del proiettore Uhu; questo proiettore a luce infrarossa del diametro di 60 cm, avrebbero operato in collaborazione con i reparti dotati di carri Panther. Lo Uhu si occupava di esplorare il terreno alla ricerca di eventuali bersagli e poi ne trasmetteva le coordinate ai Panther, anch'essi dotati di sistemi di mira notturni IR.
Immagine PostataImmagine Postata


Vampir
Sistema di navigazione a IR simile allo Spänner: in questo ruolo divento' il Vampir FG-1229. In seguito venne adattato come sistema di puntamento notturno e chiamato Vampir ZG-1229.

Walter
Visore a IR prodotto dalla Leitz di Wetzlar nel 1939.

Wärmebold
Emittitore di raggi IR che nelle intenzioni avrebbe dovuto produrre un segnale "accecante" in modo tale che i rilevatori IR alleati non sarebbero stati in grado di identificare singoli obbiettivi.

Widder
Testata cercante a IR in fase di sviluppo nel 1945 presso la AEG.

Questo messaggio è stato modificato da John Plaster: 08 gennaio 2009 - 21:48

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#13
L   John Plaster 

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Mmmmm la definizione non è del tutto corretta, del "Panzerblitz" si ebbero le seguenti versioni, illustrate nel seguente link!

Aircraft Rockets of World War II


Giusta osservazione Blue! B-)

Mi sono accorto di un errore nel riferimento di una immagine:

Fliegerfaust
Lanciarazzi portatile per la difesa aerea: era in grado di sparare 9 razzi non guidati.

Immagine Postata

Questo messaggio è stato modificato da John Plaster: 09 gennaio 2009 - 20:09

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#14
Guest_intruder

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Ho trovato questa roba, in giro. Secondo l'autore dell'articolo, si tratta di un progetto solo schizzato per un'arma terroristica che doveva essere impiegata per colpire Londra, una specie di aliante con una bomba appesa sotto. Qui trovate l'articolo completo, ma mi sembra poco credibile, comunque la metto lo stesso:


Immagine Postata Immagine Postata Immagine Postata
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#15
L   vvvp08 

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certo che gli scienziati tedeschi ci avevano un cervello !!!!
:unsure:
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#16
Guest_intruder

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Guarda che il cervello ce l'hanno tutti, le armi segrete tedesche sono il risultato di una serie di fattori, non di una intelligenza superiore.
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#17
L   iscandar 

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Visualizza Messaggiintruder, su Jan 18 2009, 01:31 PM, ha detto:

Guarda che il cervello ce l'hanno tutti...


Sei sicuro di questa affermazione?? ;)

OT OFF
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#18
L   F-14 

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A-15:
Gigantesco razzo esastadio (A-10/A-11/A-12/A-13/A-14/A-15) altro 42 metri, venne concepito per l'approdo lunare; progettato nell'aprile del '45, la sua esistenza venne rivelata dagli inglesi solo nell'agosto del '46 con la sigla A-14.

purtroppo non esistono immagini in quanto non è mai stato creato...
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#19
Guest_intruder

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Visualizza Messaggiiscandar, su Jan 19 2009, 04:01 PM, ha detto:

OT ON
Sei sicuro di questa affermazione?? ;)

OT OFF


Capisco cosa vuoi dire, e condivido, ma mitizzare gli scienziati tedeschi mi sembra eccessivo. Ebbero delle buone idee, spesso anche degli eccellenti risultati (considerate le condizioni in cui lavoravano), ma da qui a costruirci sopra un'epopea, mi fare, francamente, eccessivo.
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#20
L   iscandar 

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Visualizza Messaggiintruder, su Jan 19 2009, 07:17 PM, ha detto:

Capisco cosa vuoi dire, e condivido, ma mitizzare gli scienziati tedeschi mi sembra eccessivo. Ebbero delle buone idee, spesso anche degli eccellenti risultati (considerate le condizioni in cui lavoravano), ma da qui a costruirci sopra un'epopea, mi fare, francamente, eccessivo.



perfettamente d'accordo
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