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A marzo 2018 il presidente Putin, elencando sei nuovi sistemi d’arma strategici, ha mostrato al pubblico un nuovo missile aria-superficie, denominato Kh-47M2. A stupire gli osservatori, la forma quasi identica a quella del missile balistico tattico 9M723K1 Iskander-M (SS-26 Stone).

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Gli esperimenti sui missili balistici per lancio da velivoli (ALBM) non sono una novità. Gli Stati Uniti in passato ne hanno svolti diversi, come il lancio di un Pershing I o dei prototipi dell’AGM-48 Skybolt dai B-52. Per diverse ragioni, tra cui il peso e i costi elevati, non si è andati oltre. Questa volta, invece, il missile è stato dichiarato già operativo, cosa che richiederà la rielaborazione dei sistemi difensivi navali, dato che tra le missioni primarie del missile vi è proprio l’attacco antinave.

 

La sigla lascia intendere che il missile deve essere stato preceduto da un similare Kh-47, il cui sviluppo potrebbe essere partito nel 2010, all’inizio un semplice schema concettuale per il lancio degli Iskander dai MiG-31. I velivoli modificati MiG-31K, tra dicembre 2017 e marzo del 2018, hanno eseguito 250 voli per rendere l’arma operativa. La prima unità è entrata in servizio a dicembre del 2017 nel distretto Sud della Russia, a Akhtubinsk, 150 km da Volgograd. Il lancio definitivo, a marzo, ha avuto successo e il missile ha centrato il bersaglio a terra.

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Il Kinzhal (daga) è un missile ipersonico a traiettoria aero-balistica. Non vi sono dati dimensionali ufficiali ma si possono stimare basandosi su quelli dell’Iskander, visto che il missile, dalle foto, ne è un chiaro derivato. Lungo circa 8 metri, compreso il cono posteriore di protezione degli ugelli, dotato di alette e staccato al lancio, ha un diametro probabile di 1 metro, 1,5 metri con le alette. Il peso è stimato in 4300 kg. Il disegno, lievemente diverso da quello dell’Iskander, presenta delle modifiche alla sezione anteriore, il diametro sembra superiore, le alette di controllo sono di minori dimensioni, e si sospetta la presenza di un booster, che lo renderebbe bistadio.

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I bersagli verrebbero localizzati da satelliti, velivoli o sistemi ELINT. Il lancio avverrebbe ad altissima quota, oltre 18000 metri, a una velocità di oltre Mach 2. Pochi secondi dopo, il booster dotato di TVC, si attiverebbe portando il missile a Mach 4 su traiettoria ascendente, fino a 50000 metri di quota. Il motore a propellente solido, assicura una velocità massima a fine combustione di Mach 9-10, lanciato dal MiG-31K, realistica visto che l’Iskander raggiunge i 7-8 Mach. La portata massima, rivelata in 2000 km, sembra eccessiva e molti osservatori la ridimensionano a 1500 km (l’Iskander ha un raggio d’azione di 400-500 km), con un tempo di volo di meno di 10 minuti.

 

Il missile, con guida intermedia inerziale/Glonass, riprogrammabile in volo in caso di bersagli mobili via radio criptata, anche da UAV o AWACS, è ritenuto in grado di effettuare moderate manovre evasive durante il volo, cambiando quota e rotta. Le piccole superfici di governo non aumentano la traccia radar, così ridotta da renderne problematico il rilevamento. In fase terminale a motore spento e velocità minore il missile può sopportare manovre a 20-30g per evadere i missili intercettori e potrebbe essere dotato di esche.

 

https://www.youtube.com/watch?v=SJ0YCMLq2UI

 

 

La guida terminale potrebbe essere la stessa dell’Iskander, con un radar attivo 9B318 e sistema elettro-ottico 9E436 DSMAC, ma non si esclude un sistema del tutto nuovo. Il computer riceve le immagini del bersaglio, lo aggancia e picchia in verticale a velocità ipersonica. Il CEP è stimato tra 5 e 7 metri.

 

La testata probabilmente ha un peso pari a quella dell’Iskander, 480 kg. L’opzione convenzionale comprende una testata HE-perforante ma non si possono escludere testate FAE o EMP. La carica termonucleare ha invece una potenza di 50 kT.

 

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La combinazione MiG-31/Kh-47 permette l’attacco ad obiettivi terrestri e marini, fissi e mobili, in pochi minuti. Il missile è studiato chiaramente per superare le difese antimissile; rende solo marginalmente efficaci i MIM-104 Patriot e mette a dura prova i sistemi THAAD e RIM-161.

 

La modernizzazione dei MiG-31 dovrebbe concludersi nel 2019. Potrebbero essere 50 i MiG-31BM modificati per trasportare il Kinzhal, dislocati principalmente nel Pacifico. Fabbricati in piccola serie per test e valutazioni, sono previsti anche sui Su-57. 6 MiG-31BM sono già stati trasformati. Entro la fine del 2018, 10-12 MiG-31BM dovrebbero formare il primo reggimento. Una minaccia reale per i gruppi di portaerei americane.

Fonti

https://missilethreat.csis.org/missile/kinzhal/

https://russianmilitaryanalysis.wordpress.com/2018/03/04/emerging-russian-weapons-welcome-to-the-2020s-part-1-kinzhal-sarmat-4202/

 

 

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