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Gian Vito

Bisnovat R-8/R-98 (AA-3 Anab)

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Bisnovat R-8, R-98 (AA-3 Anab)

 

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Negli anni ’50 la minaccia dei bombardieri strategici americani non avrebbe potuto essere contrastata dai caccia MiG, troppo limitati e dotati di armi poco efficaci. Erano necessari veri intercettori e missili in grado di attaccare i bombardieri nemici in tutte le condizioni climatiche oltre il raggio visivo.

I primi missili RS-1U (K-5) impiegati dai MiG-17PF e Yak-25K e i migliorati RS-2U (K-5M) radioguidati sui MiG-19PM e Su-9 mostravano troppi punti deboli, raggio d’azione inferiore ai 10 km, scarsa precisione e inaffidabilità della guida radio. Così nel 1954 il governo sovietico ha emesso le specifiche per un nuovo missile in grado di colpire bombardieri a tutte le quote e velocità. Il confronto ha visto il K-6 dell‘OKB-2 Grushin, il K-7 dell‘OKB-134 Toropov ed il K-8 dell‘OKB-4 Bisnovat. L’iniziale K-8 è nato alla fine del 1955. La produzione in piccola serie è iniziata nel 1956.

 

Il missile originale (izd.24A) era lungo attorno ai 4 metri, con un diametro di 27,5 cm ed una apertura alare di 1,22 metri. Il peso era di 275 kg. Il motore era un PRD-25 monostadio con un impulso totale di 11250 kg che assicurava un raggio d’azione tra i 2 e gli 8 km. Il K-8 poteva colpire velivoli a 1600 km/h tra 5000 e 18000 metri di quota. La testata pesava 40 kg.

 

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Nel 1956 sono iniziati i primi lanci, solo con l‘autopilota APS-8-24. Successivamente sono iniziate le prove del K-8N (izd.24N) con diversi tipi di sensori infrarossi (S1-200, S1-U, S1D-58) a bordo di due Yak-25K-8 e due Yak-27K-8. I primi tiri reali sono avvenuti nel 1958 contro bombe illuminanti e due Il-28, entrambi abbattuti. Nel corso dei test, dal 1958 al 1959, sono stati lanciati 49 K-8N ad altezze tra 5000 e 13000 m. E‘ stata provata anche la spoletta ottica NOV-8F e l’autopilota avanzato APS-8-24M3. Parallelamente si sono condotti test con le varianti a guida radar, il K-8V (izd.24V) con il PARG-1VV ed il K-8D (iz.24D) con l‘RGS-8. Il K-8S (izd.24S) ha provato il sensore infrarosso S-57. Una ulteriore modifica (izd.27A), con ali modificate e quota massima aumentata a 25000 m, è stata provata nel 1958.

 

Sebbene i test del K-8 si fossero conclusi positivamente, non è stata avviata la produzione in grande serie. Il missile funzionava abbinato al radar RP-6 Sokol-2K sugli Yak-27K, i previsti vettori, già di tecnologia sorpassata, il cui sviluppo è stato fermato.

 

Il K-8 aveva comunque sorpassato le prestazioni sia del K-5 che dei competitori K-6 e K-7. Così nell’aprile 1958 è stato assegnato alla Bisnovat il compito di integrarlo nei più potenti Sukhoi T-47 (il futuro Su-11) dotati del radar RP-11 Oryol e sul prototipo MiG I-75F col radar Uragan-5B, velivolo quest’ultimo poi abbandonato.

 

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R-8M (AA-3A/B Anab)

 

Lo sviluppo del K-8-2 (izd. 24-2), ufficialmente K-8M (izd.24M), è iniziato nel 1958. Le prove di compatibilità coi K-8MT a guida infrarossa sono iniziate a fine 1959, con i prototipi del Su-11. Per tutto il 1960 sono proseguiti i test contro bersagli paracadutati, palloni e velivoli teleguidati MiG-19, La-17, Il-28 e Tu-16, con l‘impiego di circa 90 missili. I collaudi si sono risolti positivamente e il K-8MT era pronto già a fine 1960. Le prove del K-8MR, invece, sono avvenute in ritardo, a causa di diversi problemi di fabbricazione dei sensori semiattivi e del maltempo, con la produzione partita solo nel 1961. Nel 1962 i missili hanno ricevuto il codice R-8M e sono entrati in servizio con i Su-11 (Fishpot-C) e gli Yak-28P (Firebar-B/C). Successivamente hanno armato i Su-15 (Flagon A/D).

 

Il missile è stato realizzato in due versioni: R-8MR (izd. 24R) e R-8MT (izd.24T). Le versioni erano complementari: quella a guida radar era ognitempo, la variante all‘infrarosso era impiegata in caso di disturbo radar. L’R-8M ha due coppie di antenne opposte per la spoletta radar invece della coppia singola del K-8. Le antenne laterali sono oltre la coda rispetto alla coppia dorsale/ventrale.

 

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L’R-8MR (izd. 24-2V), AA-3A Anab nel codice Nato, è lungo 4,1 metri con un diametro di 27,5 cm, ha una apertura alare di 1,22 metri e pesa 275 kg. Il motore Kartukov PRD-25 monostadio ha un impulso di 11250 kg in grado di accelerare il missile a Mach 3,2 ad alta quota. Ha il sensore semiattivo a impulsi NII-648 PARG-1VV in banda I/J. Può colpire obbiettivi volanti a 1800 km/h tra 5000 e 23000 metri di quota entro un raggio di 2-12 km, solo nel settore posteriore. La spoletta radar Snegir-M (Aist-24) attiva la testata di 40 kg.

 

L’R-8MT (izd.24-2N), AA-3B, è lungo 4 metri e pesa 260 kg. Ha il sensore infrarosso ZKB-589 S1D-58, probabilmente al solfuro di piombo (PbS), riportato alle volte come 8M-TGM. Le sue prestazioni sono equivalenti a quelle del missile a guida radar, con capacità di attacco solo in coda, in un arco di +/-30°.

Il nuovo missile, già in fase sperimentale, presentava molte limitazioni. Poteva essere lanciato solo contro velivoli a quota superiore rispetto all’intercettore e ad almeno 5000 metri sopra il terreno, per prevenire il “ground clutter”che avrebbe interrotto la guida del missile. Teoricamente non sarebbe stato un problema, poiché i bersagli potenziali volavano ad alta quota. L’R-8M è stato prodotto dal 1959 al 1962 in 1400 esemplari.

 

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R-8M1 (R-30)

 

Già al tempo delle prove sui K-8M erano partiti i lavori per il successore K-8M1, in grado di colpire, a differenza del predecessore, anche bersagli a bassa quota. I primi test sono avvenuti nel 1962, con 5 lanci da Yak-28P ad altezze tra 2000 e 8000 metri, per provare il nuovo autopilota. Poi proseguiti col lancio di oltre un centinaio di K-8M1 contro bersagli paracadutati e vari Tu-16 e Il-28. Nel 1963 il missile è entrato in produzione con la sigla R-8M1, talvolta chiamato R-30, abbinato ai radar RP-11 Oryol-D e RP-15 Oryol-D58 che hanno equipaggiato gli Yak-28P e i Su-15. L’entrata in servizio è avvenuta nel 1965. L’autopilota APS-8-24M3 permette la taratura dei parametri di lancio secondo due intervalli di quote, medio-bassa per loYak-28P e medio-alta per il Su-15.

 

L’R-8M1R è lungo 4,18 metri e pesa 285 kg. Il motore, la testata, la spoletta ed il sensore semi-attivo PARG-1VV sono gli stessi del predecessore R-8MR. Nonostante le richieste, è inefficace sotto i 3000 metri di quota a causa del riflesso del terreno. La quota massima è di 23000 metri. Il raggio d’azione varia tra 2 e 14 km contro bersagli fino a 1800 km/h, con attacco solo in coda.

 

L’R-8M1T è lungo 4,05 metri e pesa 265 kg. Ha un sensore infrarosso migliorato S1D-58M che permette l’attacco, solo in coda, a quote minime di 300 metri e massime di 23000, prestazione permessa grazie alle ali rinforzate per sopportare manovre a bassa quota. Il raggio d'azione varia tra 2 e 14 km.

 

Le prestazioni degli Anab di prima generazione erano limitate. Senza una apprezzabile differenza di velocità tra lanciatore e bersaglio, difficile da ottenere negli attacchi in coda, le varianti a guida SARH tendevano a perdere l’aggancio. E i radar degli intercettori erano soggetti a guasti frequenti. Non andava meglio per i missili all’infrarosso, di scarsa sensibilità.

 

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R-98 (AA-3C/D Anab o AA-3-2 Advanced Anab)

 

Nel 1962 si è deciso un sostanziale aggiornamento delle varianti che, sia pur modificate, avevano soddisfatto solo in parte le prime esigenze.

 

Il K-8M2, poi K-98, è stato ordinato all’inizio del 1962. Le specifiche richiedevano la capacità di attacco frontale contro velivoli più veloci e migliori ECCM per contrastare i sistemi EW avversari. Il missile avrebbe dovuto impegnare anche cacciabombardieri. I previsti vettori erano il Su-15 con il radar RP-15M Oryol-D58M e lo Yak-28P con l‘RP-11M Oryol-DM. I primi 31 test sono iniziati nel 1963. Il prototipo del Su-15 (T-58D) ha simulato attacchi frontali contro teleguidati Il-28, Yak-28 e Tu-16 con missili a guida radar. Altre prove sono state condotte a quote tra 10000 e 15000 m con missili all’infrarosso contro bersagli paracadutati. Nel 1964 sono avvenute le prove finali con il lancio di 45 missili K-8M2. Ai test telemetrici sono seguiti i lanci reali contro obbiettivi paracadutati, sette Il-28, un MiG-17 ed uno Yak-25RV. I risultati hanno superato le aspettative: tutti i bersagli sono stati centrati. Gli Yak-28P hanno completato le prove con successo nel 1965, attaccando di coda e di fronte 14 Il-28, a quote tra 7000 e 17000 m. L’adozione ufficiale è avvenuta nel 1967, anche se il missile era già in servizio da due anni, ed è stato assegnato il codice R-98.

 

L’R-98 differisce dall’R-8M1 per la forma diversa della coda, non più rastremata ma con diametro costante, una condotta fili ventrale e ali con bordo arrotondato alle radici. L'elettronica di bordo del missile è stata completamente ridisegnata e l’affidabilità è notevolmente migliorata. L’autopilota ha considerevolmente ridotto il tempo di reazione del sistema di stabilizzazione. La spoletta radar Aist-56 modifica lo scoppio secondo la modalità di attacco, frontale o posteriore, selezionata dal pilota prima del lancio.

 

L‘R-98R (izd. 56R), AA-3C, è lungo 4,26 metri e pesa 292 kg. Ha il nuovo sensore semiattivo PARG-14VV con portata di aggancio di 20 km. Il ricevitore SARH è in grado di filtrare le onde riflesse dal bersaglio dalle interferenze da terra. Sul motore a razzo, monostadio a propellente solido, con un tempo di combustione tra 2,5 e 6,5 secondi, le fonti non concordano. Alcune citano il PRD-141, altre il Kartukov PRD-25SM, altre ancora il successivo PRD-143. L’impulso complessivo di 11200 kg accelera il missile a 1,7 Mach oltre la velocità di lancio, ad alta quota. A 18000 m la velocità a fine combustione può superare 3,4 Mach. A 200 m di quota, invece, è di solo Mach 2. La testata impiega la spoletta radar Snegir-M. Può intercettare frontalmente bersagli a 2500 km /h, tra 2000 e 18000 metri di quota e fino a 3000 m sopra l’intercettore o, nel caso di attacco in coda, 1800 km/h a quote tra 500 e 23000 metri. Il raggio d’azione varia tra 3 e 18 km per attacco „head-on“ e i 2-14 km in coda.

 

L’ R-98T (izd 56T), AA-3D, è lungo 4,14 metri e pesa 272 kg. Ha il nuovo sensore TGS-14T, con limitata capacità “all aspect” e sistema di raffreddamento ad azoto liquido. La portata è simile a quella dell’R-98R, sempre che il segnale infrarosso consenta l’aggancio.

 

Gli R-98 sono stati prodotti fino al 1973.

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In combattimento

 

In una tipica missione d’intercettazione, gli aerei sono collegati con la rete di controllo a terra, automatizzata al più alto livello. I sistemi Vozduh-1M e Lazur-S (il primo a terra, il secondo a bordo) forniscono al pilota i dati di guida senza impiego della radio, dati che lo portano dietro al bersaglio, entro la portata di lancio. Effettuato l’aggancio, il pilota lancia abitualmente una coppia di missili. Sotto la coda si trova un tracciatore, per facilitare al pilota il controllo visivo del razzo a combustibile esaurito, quando il fumo bianco scompare.

 

I comandi canard e gli alettoni sono azionati a pressione dal gasgeneratore PAD (ПАД : пороховой аккумулятор давления). La stessa apparecchiatura ruota una turbina in miniatura, collegata ad un generatore elettrico, eliminando così la necessità di grosse batterie e semplificando la progettazione interna. Consente 40 secondi di funzionamento, dopo i quali si attiva l’autodistruzione entro i successivi 20 secondi. Il movimento delle alette è sempre a fine corsa, non è proporzionale al comando. Si semplifica molto il funzionamento ma il missile vola serpeggiando ed esaurisce velocemente l’energia. L’Anab ha scarse capacità di manovra: può colpire obbiettivi in virata a soli 2g. Nonostante ciò, la probabilità di colpire di una coppia di missili è del 60-80%. In prossimità del bersaglio la spoletta radar attiva la testata a frammentazione di 40 kg, con raggio letale di 10 metri.

 

 

Nel 1972 in Egitto è stato inviato un gruppo di Su-15 con piloti russi che, tuttavia, non ha trovato occasione d’impiego contro l’aviazione israeliana. A parte l’abbattimento di palloni-spia, l’Anab è stato impiegato una sola volta, nel settembre del 1983, nei pressi dell’isola di Sakhalin, quando un B-747 della compagnia aerea sudcoreana (volo KAL 007) ha violato lo spazio aereo sovietico. Dopo alcuni tentativi infruttuosi di contattare il velivolo, un intercettore Su-15 ha lanciato una coppia di R-98M da 11 km di distanza. Secondo le analisi, un R–98MR è esploso a 50 metri dalla parte posteriore della fusoliera, forandola, provocando la decompressione e danneggiando i comandi. Il missile R-98MT all’infrarosso sembra abbia mancato l’obbiettivo, perchè i motori hanno funzionato fino all’impatto col mare. Secondo una seconda versione, invece, il missile a guida radar ha mancato l’aereo, quello all’infrarosso avrebbe centrato il motore esterno destro, staccandolo. Ma ai piloti non è arrivato alcun segnale. Il velivolo è esploso all’impatto con la morte di 289 passeggeri.

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R-98M

 

La fase finale della modernizzazione ha portato all’installazione di nuovi sensori, nuove spolette, nuovo autopilota e motore potenziato. Il sistema di guida doveva operare col radar Korshun-58, successore dell‘Oryol-D58. Ma lo sviluppo si è rivelato non sostenibile. Si è preferito l‘RP-26 Taifun-M, derivato dallo Smerch-A del MiG-25P.

I primi test del K-98M, col nuovo autopilota SUR-58, sono avvenuti nel 1967 e, dopo numerose prove a terra e in volo, nel 1971 è iniziata la prima serie di 22 tiri contro La-17, MiG-17 e Il-28. Il malfunzionamento della prevista spoletta radar Filin, ha comportato la sostituzione con la radar/ottica Aist derivata da quella dell‘R-40 (AA-6 Acrid), aumentando così la resistenza alle ECM. La seconda fase si è protratta per tutto il 1972, anche per carenza di bersagli. Due Su-15TM hanno lanciato 46 missili contro teleguidati Il-28, La-17, MiG-17 e Tu-16 e vari bersagli con paracadute. I numerosi problemi tecnici e di compatibilità col radar Taifun hanno portato al fallimento di 36 lanci, con solo tre aerei colpiti direttamente, altri due solo danneggiati. Nel 1973, risolti finalmente i problemi, i test si sono conclusi con successo ed è iniziata la produzione. I missili hanno ricevuto il codice R-98M nel 1975.

 

Gli R-98M, rispetto ai precedenti, presentano un maggior intervallo di quote di attacco, superiori capacità „snap up/down“ e maggior raggio d’azione. E cambia l’ubicazione delle antenne laterali della spoletta radar, spostate in coda.

 

L’R-98MR (izd.57R) è lungo 4,27 metri e pesa 292 kg. Impiega il nuovo motore PRD-143, con impulso aumentato a 13400 kg, che aumenta la velocità massima (Mach 2 oltre la velocità di lancio) e l‘autonomia. Il raggio d’azione efficace varia tra 2 e 24 km di fronte e 2-16 km in coda. Quello massimo supera i 30 km. Il sensore semiattivo è il PARG-16VV con superiori ECCM e portata di “aggancio” di oltre 20 km, compatibile sia col radar RP-26M Taifun-M del Su-15TM che col precedente Oryol-D-58M. Il missile può colpire bersagli volanti a 500-2500 km/h nel settore frontale o 500-1800 km/h in coda. L’intervallo di quote di attacco varia tra 2000-21000 m frontalmente e 500-24000 m in coda. Il bersaglio può essere attaccato anche se vola 6000 metri sopra l’intercettore.

 

L’R-98MT (izd.57T) è lungo 4,14 metri e pesa 272 kg. Il sensore infrarosso è apparentemente identico al TGS-23T dell’R-23T (AA-7 Apex), con capacità “all aspect” limitate. Il raggio d’azione è di 16 km in coda. Frontalmente dipende dall’emissività termica del bersaglio, generalmente non raggiunge la portata della variante a guida radar.

 

R-98M1: ulteriori miglioramenti attuati negli anni ’80 hanno ridotto il tempo di riscaldamento prima del lancio e le capacità contro obbiettivi fino a 3000 km/h o a soli 50 m di quota.

 

La produzione del missile è terminata nel 1978. L’Anab non è stato esportato ed è stato radiato assieme agli ultimi Su-15TM nel 1994 in Russia e nel 1996 in Ucraina. L’Anab ha una vita operativa di soli 5-10 voli, poi richiede la revisione.

 

Una nota, infine, sul K-88 (K-8M8). Questo missile viene definito come un K-8 con il sensore infrarosso dei missili K-13 (Atoll), adatto al combattimento manovrato. Mai prodotto, non aveva in realtà nulla a che vedere con l’Anab, a parte la forma, ridotta in scala. Gli è stato preferito il K-55.

 

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