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Nuova Unità Soccorso Soccomergibili ARS/NAI


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Nel 2010 la Commissione Difesa della Camera approvò il programma di sostituzione di nave Anteo, con una nuova unità Soccorso Sommergibili polivalente, ARS/NAI.

 

Era previsto che l'inizio dei lavori sarebbe avvenuto nel 2011 con consegna alla MMI 2015.

Costo complessivo di 125 milioni di Euro.

Finanziamento spalmato sui bilanci 2010-2017.

 

Poi c'è stato uno slittamento della tempistica, con un primo minimo finanziamento sul bilancio 2011 e una corposa tranche di finanziamento nel 2012 (20 milioni di Euro).

La firma del contratto era attesa per fine 2011/inizi 2012.

 

Queste le caratteristiche illustrate alla Commissione:

Il programma in esame è finalizzato all'acquisizione di un’unità navale di supporto subacqueo polivalente, con compiti di ricerca e soccorso e di appoggio incursori per la sostituzione della nave Anteo, giunta alla fine della sua vita operativa.

Per quanto riguarda le finalità operative del programma, l’unità navale deve assicurare:

- il supporto per le operazioni del Gruppo Operativo Subacqueo (GOS) della Marina, comprese le attività di ricerca e soccorso a sommergibili sinistrati;

- il supporto per l’attività operativa e l’addestramento,a connotazione subacqueo-anfibia, del Gruppo Operativo Incursori (GOI) della Marina militare;

- la capacità di imbarco di un Comando Forze speciali.

Come indicato dalla nota illustrativa che accompagna il programma, la nuova unità navale deve possedere caratteristiche che la rendano idonea a soddisfare una serie di requisiti relativi alle suddette finalità.

Per quanto riguarda i compiti di ricerca e soccorso la nave deve assicurare le seguenti capacità:

- svolgimento, fino a 600 metri di profondità, di ricerca e soccorso di sommergibili sinistrati, con unità di comando interforze nazionale e internazionale, e utilizzo di impianto iperbarico per il trattamento medicale di 60 naufraghi;

- imbarco di minisottomarini di soccorso internazionali, compatibili con i sistemi NATO e USA;

- ispezione subacquea e messa in sicurezza a quote profonde, di siti di importanza strategica (piattaforme petrolifere, oleodotti, condutture marine);

- ricerca, rimozione e distruzione di ordigni esplosivi, fino alla profondità raggiungibile dai mezzi imbarcati

- ricerca e ispezione di manufatti e relitti fino a 1.000 metri di profondità e conduzione di lavori subacquei in generale.

Per quanto concerne invece i compiti di supporto agli incursori, le potenzialità della nave riguardano:

- la dotazione o l’imbarco di sistemi idonei a svolgere attività operative e addestrative di Forze speciali della Marina militare;

- il trasporto e la proiezione sul mare e dal mare di uomini, militari e mezzi;

- la capacità di imbarcare un Comando Forze Speciali proiettabile, in contesto nazionale ed internazionale;

- condotta di ricerche e sperimentazioni relative allo sviluppo di nuovi armamenti o equipaggiamenti;

- trasporto di materiali e attrezzature speciali.

Come precisato nella scheda illustrativa che accompagna la richiesta di parere in esame, le caratteristiche tecniche richieste alla nuova unità prevedono:

- un impianto propulsivo che consenta una velocità massima continuativa di 16 nodi, un’autonomia di 5.000 miglia, una elevata capacità di manovra e un sistema per il posizionamento dinamico;

- un impianto di immersione con attrezzature che raggiungano la profondità di 600 metri, tra le quali: un veicolo sottomarino da soccorso (SRV), un impianto iperbarico trasferibile tramite SRV e ulteriori strumenti per la realizzazione del soccorso a sottomarini sinistrati, compresi un impianto di ventilazione, una campana e uno scafandro;

- sistema sonar con capacità di scoperta fino a una profondità di 1.000 metri e sistemi radar di navigazione (anticollisione) e di scoperta di superficie (controllo situazione navale);

- sistemi di telecomunicazioni e di comando e controllo in grado di consentire all’eventuale Comando Forze Speciali imbarcato o al Comando di bordo di operare sia in contesto nazionale che internazionale, nonché per la gestione in tempo reale delle attività della nave e delle operazioni subacquee;

- un equipaggiamento di sistemi d’arma idoneo a contrastare minacce provenienti da ogni direzione.

La configurazione dell’unità navale e degli strumenti di dotazione dovrà garantire infine la piena interoperabilità con tutti gli assetti delle Marine militari NATO che stanno rinnovando le unità di analoga tipologia.

La scheda dello Stato maggiore della difesa indica, per il programma in esame, una durata prevista di sette anni, con inizio nel 2010 e termine nel 2017, ma la nota illustrativa allegata precisa invece che la costruzione dell’unità navale dovrebbe essere avviata nel 2011 e dovrebbe terminare nel 2015, per consentire la sostituzione della nave Anteo, che giungerebbe in quell’anno alla conclusione della sua vita operativa.

Il costo del programma è stimato complessivamente in circa 125 milioni di euro e dovrebbe essere finanziato, come riferisce la scheda illustrativa, attraverso stanziamenti tratti dal bilancio ordinario del Ministero della difesa.

 

Da un anno nessuna informazione ufficiale.... qualcuno ne sa qualcosa ???

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